EuroStat ha fotografato l'ICT europeo

Reso noto nei giorni scorsi il rapporto sullo stato dell'industria ICT nel 2000
Reso noto nei giorni scorsi il rapporto sullo stato dell'industria ICT nel 2000


Bruxelles – Il comparto ICT europeo contava, nel 2000, 6 milioni di lavoratori che generavano un PIL di 440 miliardi, numeri che tradotti in percentuale indicano il 3,7 per cento della forza lavoro per realizzare il 5,2 per cento del PIL complessivo dell’Unione Europea.

Per quanto riguarda la sola Italia nel 2000 si contavano 710.000 lavoratori nel settore per 44 miliardi di PIL, ovvero il 3,1 per cento della forza lavoro per il 3,8 per cento del PIL italiano di quell’anno. Le imprese attive nell’ICT erano in Italia 112.000 sulle 550.000 dell’intera Unione.

Quello del numero di aziende è un dato positivo per l’Italia perché la posiziona al secondo posto, dopo l’Inghilterra che ha registrato 160.000 aziende operative nell’ICT. Tuttavia, l’Italia è solo al nono posto per quanto riguarda il PIL diviso per numero di lavoratori: 62.000 Euro contro i 94.000 della Finlandia, gli 81.000 Euro degli inglesi o i 73.000 della media UE.

Il rapporto integrale di EuroStat contiene, oltre al dettaglio di tutti i dati divisi per singolo paese, anche i raffronti con il 1998 e il 1999.

L’Italia aveva nel 2000 il più basso numero di dipendenti per azienda (6 in media) però poteva contare su una buona distribuzione sul territorio delle aziende ICT e sul fatto che le piccole dimensioni delle aziende permettono l’offerta di servizi personalizzati e flessibili. Una situazione che, se oggi debitamente incentivata in un adeguato sistema concorrenziale, potrebbe proiettare l’Italia ben più avanti di quanto non era nel 2000.

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26 08 2003
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