Eventi/ Il futuro del Web

di M. Corazzi. La rete è vasta e mutevole, le sue lingue molteplici, il suo futuro imprevedibile. Il 5 Aprile a L'Aquila incontreremo alcuni esperti che ci guideranno nel "sesto elemento". Qual'è il quinto? Milla Jovovich, no...


“La rete è un luogo che semplifica la comunicazione. I grandi gruppi che posseggono i media tradizionali hanno dimenticato un elemento sostanziale: la bidirezionalità della comunicazione. Si stanno portando on-line in fretta e furia intere redazioni giornalistiche e televisive senza però fornire loro gli strumenti indispensabili: le orecchie per poter ascoltare i propri utenti e replicare adeguatamente. Se poi si sostituisce il settore informazione con quello formazione allora il canale “di ritorno” diviene indispensabile. È in questo panorama che si inserisce un’iniziativa editoriale veramente degna di nota: ASPItalia.com il prossimo 5 aprile inaugurerà il nuovo servizio live.aspitalia.com che trasmetterà la Future Web Conference organizzata da Mondadori Informatica Education in diretta da L’Aquila; l’evento sarà disponibile gratuitamente per tutti gli utenti. E se già questo è un’innovazione non da poco, di certo la possibilità di chi è connesso tramite la rete di porre domande ai relatori esattamente come il pubblico presente è un’anteprima assoluta!”.
Così Stefano Scardovi, events manager di aspitalia.com. Si occupa di terziario avanzato (commercio e servizi evoluti), e vi ricorderete di lui per alcune opinioni che ha espresso su questa pagine.

Ma cerchiamo di andare con ordine e presentiamo tutti i personaggi che calcheranno la scena nel corso della prossima settimana. Protagonista assoluta è Lei, la Regina delle Reti, il caso giornalistico e d’opinione più rilevante negli ultimi dieci anni, causa di infiniti articoli e servizi televisivi, (sesto) elemento scatenante di innumerevoli dibattiti: Internet.
Sottoprodotto di una cultura orientata alla velocità e alla deformalizzazione dei rapporti umani, Internet è stato originariamente il vettore di istanze militari, quindi scientifiche e infine quotidiane, plasmando il mondo, generando comunità virtuali e non, producendo ricchezza (ma sempre con il criterio “piove sul bagnato”) e regalandoci uno strumento nuovo e multiforme per comunicare con gli altri. Inevitabilmente in un bacino così vasto hanno trovato luogo diverse “fazioni” che hanno cercato di imporre (sempre per i soliti motivi di supremazia economica) le loro strategie e i loro standard. Il risultato, purtroppo, è che esistono una quantità sconfinata di diversi protocolli, dialetti e linguaggi mark-up per la creazione e la gestione di siti. Inoltre si moltiplicano le questioni legate all’efficienza, all’eleganza formale (eh già, gli esteti della programmazione sono sempre in agguato) e non di meno alla violazione della privacy, alla sicurezza e all’etica.
Anche tra gli esperti del settore, sulla breccia sin da quando Internet aveva una spartana interfaccia a caratteri, si sente la necessità di fare chiarezza, raccogliendo le idee sullo stato dell’arte e cercando di intravedere in che direzione ci si sta muovendo… almeno dal punto di vista tecnico.

Da questa esigenza nasce l’iniziativa Future Web Conference. I promotori sono tre entusiasti di L’Aquila , capoluogo dell’ Abruzzo , ed è proprio lì, per la precisione al Castello Cinquecentesco, che si svolgerà la manifestazione.
La città, incastonata in una regione dove la natura è ancora intatta, è ricca di storia; il visitatore può lasciarsi trasportare dolcemente indietro nel tempo verso le mistiche e incantate atmosfere del medioevo, ammirando le opere d’arte esposte al museo nazionale, la basilica di Santa Maria di Collemaggio con la splendida facciata, la suggestiva fontana delle 99 cannelle…

Veduta aerea del castello che ospiterà la conferenza Se volete consigliare a qualche turista straniero una visita originale nel nostro paese, potreste fargli leggere un sintetico articolo in inglese.
Chiaramente la vicinanza con le splendide vette dell’Appennino costituisce un richiamo irresistibile per i ragazzi del CAI : offriamo un doveroso tributo agli amanti della montagna.
Perché scegliere un luogo così distante dai centri “canonici” della frenesia tecnologica? Ce lo spiegano gli stessi promotori in una pagina dedicata all’evento . Il Centro Italia tutto sta lottando per emergere quale polo della comunicazione su tutti i fronti, per conquistare un po’ della ricchezza che il terziario sta portando nelle metropoli ma distribuendola in un ambiente più a misura d’uomo. Presto ne parleremo.

Come già accennato ASPItalia.com , il sito italiano per gli sviluppatori di siti web, è sponsor della manifestazione, e ha ottenuto i diritti per la sua trasmissione in diretta. Chi lavora alla frontiera, tra e-commerce e fornitura di servizi, conosce bene il sito mantenuto da Daniele Bochicchio. ASPItalia offre ai suoi iscritti articoli, recensioni di libri, forum, notizie, tips&tricks, mailing list e offerte di lavoro.
Lo staff si sta preparando perché la singolare iniziativa lasci un’impronta significativa nel nostro paese, dove, al di la di una nauseabonda e prolissa retorica, è diffusa una certa apatia nei confronti di Internet e delle sue esigenze e possibilità tecniche. Daniele e Stefano, con il modesto contributo dell’autore, provvederanno a documentare e commentare l’evento nel corso del suo svolgimento, rendendolo fruibile al pubblico di ASPItalia Live .

Evento che, lo ricordiamo, si deve alla divisione Education di Mondadori Informatica, nome prestigioso nel nostro settore. Abbiamo incontrato la responsabile della sezione marketing, Cristiana Della Mora, e il direttore di MIE, David Papini. Le loro affabilità e competenza ci hanno consentito di approfondire la conoscenza con la loro azienda e di raccogliere alcune osservazioni di carattere generale che meriteranno sicuramente altre inchieste da parte nostra.


Punto Informatico : Potreste presentare Mondadori Informatica Education ai nostri lettori?

David Papini : Mondadori Informatica è un’azienda che si occupa genericamente di informatica… anche se il termine comincia a diventare un po’ obsoleto rispetto a quello che facciamo. Abbiamo la divisione Periodici, che è sicuramente la più nota, con PC Professionale e la stampa di settore, poi c’è la divisione Retail, ovvero i negozi, che è l’unica orientata al cliente, la divisione Libri, che è praticamente l’editore italiano di Microsoft Press, e l’ultima divisione è Education, che fa training. Nell’ultimo anno ha subito molte trasformazioni, perché il mondo dell’Informatica è in continua trasformazione, e il concetto tradizionale di azienda che si occupa di informatica non è più molto valido. Tra l’altro abbiamo scorporato la divisione Retail e ci stiamo focalizzando su aspetti di knowledge management e più in generale di know-how tecnico. Quindi per noi libri e training sono il prodotto fondamentale. MIE tradizionalmente ha sempre organizzato corsi di formazione in aula e conferenze, sempre intese come eventi formativi.

Cristiana Della Mora : Ci teniamo a dire che nessuno di questi ha mai rappresentato un momento promozionale: non c’è marketing, la presenza di sponsor è bassissima, i partecipanti pagano quote significative (dalle 400.000 Lire ai 2.000.000 a seconda della durata dei corsi, NdA). La Future Web Conference è un’eccezione, l’unico evento gratuito che abbiamo mai organizzato. A noi interessa trasferire know-how nel settore dell’IT.

DP : Siamo una divisione piccola, circa venti persone interne e una quarantina esterne. La nostra attività è nata alla fine del 1987, come Microsoft University. La conferenza più importante è la Windows Professional Conference che dura quattro giorni e si tiene ogni anno in Ottobre ed è l’unico evento italiano a pagamento che aggrega quasi un migliaio di sviluppatori del mondo Microsoft. Siamo un gruppo atipico nel settore della formazione: il nostro modello di business prevede di erogare know-how, soltanto quello, e quindi dobbiamo puntare tutto sulla qualità. Anche perché il nostro target è rappresentato da professionisti, aziende… investiamo tantissimo sui docenti, un parco di una quarantina di persone; non sono dipendenti, ma più della metà sono in esclusiva.

PI : Cosa vuol dire per voi “investire sui docenti”?

DP : Investiamo per loro in termini di formazione, di rewarding… vogliamo che siano motivati a tenere corsi e conferenze di qualità. Un corso è una combinazione di tre fattori: il docente, appunto, il materiale didattico e infine le strutture che accolgono i partecipanti. Noi lavoriamo su questo trinomio.

PI : Come mai puntate tanto sulla qualità?

DP : Prima di tutto perché non possiamo permetterci di non farlo: se inviassimo in aula un docente “medio” i nostri clienti si lamenterebbero; la lamentela che più ci preoccupa è “legge il libro di testo”. Chi si presenta ai nostri corsi pretende molto. In questo modo non abbiamo bisogno di personale commerciale, che vada in giro a vendere i nostri corsi. In genere ci affidiamo al passaparola…

CD :…e visto che il nostro bilancio è in attivo e in costante crescita, direi che facciamo bene.

DP : Un’altra cosa importante è l’allestimento dell’aula: cerchiamo sempre di accompagnare le parole con i fatti, dedicando una larga porzione del tempo alla pratica al calcolatore; e l’hardware è di ottimo livello… tanto per dirne una usiamo già da un paio di anni i monitor LCD. Però soprattutto dedichiamo molto tempo alla selezione dei docenti: tutti ragazzi entusiasti, competenti, giovani…

PI : Infatti noto che qui l’età media non è molto alta.

DP : Siamo un’azienda molto giovane. Anche i nostri docenti sono intorno ai 28 anni.

PI : Il nome Mondadori Informatica è tradizionalmente legato a Microsoft.

DP : Stiamo differenziando la nostra offerta. Ci stiamo rivolgendo a Cisco, ad esempio, e i nostri corsi si stanno svincolando dalla piattaforma specifica. La Net Security Conference (tenutasi il 21 Marzo… ma ve ne parlerò più diffusamente nel seguito, NdA) non riguardava la sicurezza delle reti Microsoft, ma la sicurezza delle reti in generale.

PI : In genere però i prodotti Microsoft offrono il fianco a più di una critica riguardo la sicurezza.

DP : Io stesso ho commissionato a un hacker 23enne un attacco basato su una falla di Outlook. Ha accettato con entusiasmo, ed è riuscito nell’intento. Abbiamo usato questo come case study di apertura della conferenza.

CD : Inutile dire che con la rapida diffusione delle connessioni flat gli utenti rimangono collegati più a lungo, e danno il tempo a ogni specie di malintenzionato di scovare il loro numero IP e tentare un’intrusione e un attacco. Ma il problema si fa particolarmente rilevante nelle reti aziendali. Net Security Conference ha riscosso un successo che è andato oltre ogni più rosea previsione, a testimonianza di quanto sia ritenuto importante l’argomento. Ovviamente ci auguriamo che anche la conferenza de L’Aquila segua lo stesso trend. Anche perché è nata da persone vitali ed entusiaste che si sono rivolte a noi per avere il supporto e il know how.


Il 21 Marzo ad Assago si è parlato di sicurezza delle reti . Ho avuto modo di consultare il materiale che è stato discusso in quella sede, sempre grazie all’interessamento di Cristiana Della Mora.
Nel corso della giornata è stato affrontato un congruo numero di argomenti; a partire da un’introduzione sugli scenari della sicurezza, in cui il problema è stato presentato nei suoi diversi aspetti come gli errori tipici commessi dagli utenti autorizzati, i virus e le intrusioni (con una opportuna differenziazione tra attacchi condotti da dilettanti e professionisti). Un’introduzione completa, di certo non banale, che ha sottolineato ed evidenziato le radici di molte delle perdite di dati, della mancata erogazione di servizi e delle fughe di informazioni private che affliggono molte reti. Sono stati prodotti i dati statistici e i costi delle varie soluzioni, accompagnati dalla considerazione che per un’azienda che voglia essere competitiva sul mercato di Internet una prolungata interruzione dei servizi rappresenta, oltre che una perdita per i mancati guadagni, anche una imperdonabile perdita dal punto di vista dell’immagine.

La seconda parte della mattinata è stata dedicata a un approfondimento tecnico sui protocolli. Per combattere le intrusioni è necessario, prima di tutto, conoscere perfettamente la struttura della propria intranet, e crearne una sorta di mappa in cui siano segnalate tutte le relazioni tra le macchine eventualmente esposte a Internet e il pool di dati critici e riservati. Dopo un’attenta analisi che permetta di evidenziare le aree potenzialmente a rischio si devono conoscere i vari scenari, i vari protocolli e il loro grado di sicurezza. Per esempio è ben noto che i classici protocolli usati dai client di posta, dai client FTP e dai browser permettono a qualunque lamer di intrufolarsi nei PC degli ignari utenti. Fortunatamente sono stati studiati alcuni protocolli sicuri come IPSec e SSL che permettono di effettuare transazioni di informazioni riservate come i numeri di carta di credito.

Una volta presa coscienza dei limiti dei nostri antifurto dovremo però conoscere le tecniche usate dagli avversari (gli hacker) e cercare di fronteggiare i loro attacchi come si conviene. Il più banale e temuto attacco è il Denial of Service, ma gli strumenti veramente insidiosi sono ben altri: i Trojan Virus, le backdoor di programmi commerciali, gli scanner di indirizzi IP, gli script “malefici” di alcuni tool per la rete, i password sniffer e cracker. Tramite queste armi un esperto è in grado di avere l’accesso completo a un sistema e ai dati in esso contenuti. Ci si può difendere con un’accurata Network Policy (istruendo gli utenti e gli amministratori di sistema), proteggendo i dati più importanti con la criptografia, schermandosi dall’esterno con i firewall e con gli antivirus.

Il pomeriggio si è aperto con una insight sulle strutture a chiave pubblica, un approfondimento sull’affidabilità delle reti e sulle tecniche di utilizzo dei firewall, e si è concluso con una overview sui protocolli sicuri.

L’impressione è che Antonio Ieranò, Paolo Porcarelli, Stefano Piantemoli e Davide Righi, speaker della conferenza, abbiano presentato gli argomenti con un grado di approfondimento notevole, con la confidenza di chi sa di rivolgersi a un pubblico in grado di seguire i complessi argomenti e desideroso di cogliere le numerose sfumature inevitabilmente presenti in questo tema: le problematiche psicologiche e sociologiche (la mentalità megalomane dell’hacker) che sfocia nella criminologia, la privacy, il danno economico, lo spionaggio industriale, la robustezza dei sistemi operativi, la deontologia degli sviluppatori software.


Ormai Internet non è più soltanto una grande enciclopedia, un pool di pagine da “sfogliare” (“to browse”, in Inglese, significa appunto questo). Sta sempre più diventando un luogo ideale per fare acquisti, giocare in borsa, fornire informazioni specifiche e personalizzate, per prenotare alberghi e viaggi, per rispondere ai sondaggi… insomma, per dirla in termini tecnici, il web sta diventando l’interfaccia per la gestione dei database aziendali alla base dei servizi, e occorrono DDL, DRL, DML (cioè i linguaggi per la definizione, il recupero e la manipolazione dei dati) e nuove strategie di gestione. L’interattività e la potenza descrittiva dei linguaggi usati per creare i siti e dialogare con i server vanno di pari passo, crescono insieme.

Il 5 Aprile a L’Aquila si parlerà del futuro del web. Ma non saranno i soliti tuttologi pessimisti e catastrofici, o i visionari guru delle nuova liberazione dell’uomo tramite l’informatica a rivolgersi al pubblico.
La nutrita agenda vedrà Roberto Brunetti e Paolo Pialorsi presentare in modo approfondito tutte le tecniche che permettano di realizzare dei siti web che effettivamente forniscano dei servizi.

Si partirà dalle basi: un richiamo sulle tecniche di programmazione ASP non può che far bene. Anche Plug-In ha dato un contributo alla causa con un breve ma intenso corso.
Cito liberamente dalla lezione introduttiva : “Active Server Pages è un motore per script inseriti nelle pagine, sul server o sul client. Permette di creare “modelli” per pagine Html. Le pagine Asp una volta chiamate da un browser possono eseguire una serie di funzioni prima (e dopo) il caricamento della pagina: accesso ai database, ai file, ai dati di connessione.
Asp consente di gestire facilmente gli aggiornamenti e di ottimizzare l’utilizzo delle risorse hardware”.

Il prossimo passo è XML.
L’eXtensible Markup Language è basato sui tag, e somiglia molto all’HTML, dal punto di vista della sintassi, ma è nella sua struttura più vicino a un linguaggio a oggetti; permette infatti di definire tag con attributi. In realtà non si deve pensare a XML solo al fine di creare pagine web. Piuttosto si tratta di una sorta di Esperanto dell’astrazione dei dati, e si presta molto a essere generato ricalcando una struttura di database. Altra caratteristica che lo rende interessante è che il documento strutturato in XML contiene informazioni semantiche, quindi è più facilmente “navigabile” (secondo l’ottica del programmatore). Inoltre il suo apprendimento non rappresenta uno shock per chi conosce lo stile di programmazione visuale; si presta facilmente, infatti, all’analisi Event Driven e alla implementazione di modelli Document Object: in pratica la struttura del documento verrà rappresentata in un albero che ricorda molto da vicino l’Object Browser dell’IDE di Visual C++ e Basic.

Nella prima metà della mattinata scopriremo anche le relazioni tra ASP e XML, due differenti visioni dei database. Ma vedremo anche i dettagli del rapporto che ha con Windows2000, con la tecnica ADO inventata da Microsoft e con SQL Server 2000. Tutto, ovviamente, con il proposito di presentare basi di dati su Internet con il protocollo XMLHttp.
Per completare il discorso si fa doveroso il riferimento a Visual Basic che si sta sempre più affermando come strumento di sviluppo versatile.

Nel corso della conferenza scopriremo anche come si possono trasformare i dati tramite XSLT, e come ci si può interfacciare con ASP e WML per presentarli anche su WAP.

Vedremo anche come opera SOAP, anzi, parleremo di come si può operare via web con il nuovo standard, e come si possono usare SOAP e XML insieme. Inoltre faremo la conoscenza di SOAP Toolkit. Second W3.Org, Simple Object Access Protocol è un protocollo leggero per lo scambio di informazioni in ambiente distribuito; è basato su XML, e consiste di tre parti: un involucro che definisce la struttura di cosa sia un messaggio e di come vada elaborato, un insieme di regole di codifica per esprimere istanze di tipi di dati definiti dall’applicazione, e una convenzione per rappresentare le chiamate di procedure remote (e relativa restituzione dei risultati). SOAP può essere potenzialmente usato in combinazione con una vasta gamma di altri protocolli.

Se volessimo scambiare documenti tra aziende, B2B (business to business… quanto ci piacciono le sigle…) dovremmo usare un protocollo particolare. BizTalk praticamente è il tentativo di Microsoft di mettere d’accordo tutti, cioè di creare una reale interoperatività a basso costo tra diverse realtà sia interne alla stessa azienda che tra aziende diverse. Per avere le informazioni sul framework 2.0 non vi resta che visitare la pagina appropriata .

Abbiamo parlato di palmari “powered by PocketPC “, il nipotino di WinCE. L’interesse per la portabilità dei dati è in crescita, e Windows CE si prepara ad assumere un ruolo di primo piano in questo contesto. Come il micro sistema operativo di Microsoft gestisce i nuovi protocolli, i linguaggi, le tecniche per le basi di dati di cui si discuterà? Questo importante argomento non poteva essere tralasciato.

E Microsoft, visto che ne parliamo, sta premendo l’acceleratore sulla sua nuova invenzione: il.NET.
ASP.NET in pratica è il nome ufficiale di ASP+, il nome della più recente versione di ASP che risolve i problemi e supera le limitazioni intrinseche nella precedente architettura; in pratica cerca di sopperire al fallimento delle Web Class di VB.

Questo sarà il futuro, prepariamoci ad affrontarlo. e prepariamoci a interfacciarlo con tutto il resto. Tutto questo su Rieducatio… su Live.Aspitalia.Com, in diretta dal Castello Cinquecentesco, a L’Aquila, giovedì 5 Aprile.

Manrico Corazzi

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  • Anonimo scrive:
    Katamail e sei rovinato...
    Dopo mesi di malfunzionamenti katamail è andata in manutenzione(sic) doveva terminare 11/06/2001 ora si legge che terminerà il 15/06/2001 e noi per leggere la posta impazziamo.Avrebbero almento dovuto avvisare dei lavori invece niente , ma loro sono forti del fatto che danno un servizio gratis per cui o cosi o vai da un'altra parte...Infatti tutti i conoscenti hanno abbandonato immediatamente katamail e non torneranno più bisogna punire i comportamenti scorretti invito tutti ad abbandonare katamail e kataweb
  • Anonimo scrive:
    BASTAAAAAAAAAAAAAAAAA.............SICH
    CAZZO.NON E' POSSIBILE CHE OGNI VOLTA CHE APRE IL BECCO IL DRAGASACCOCCE DI REDMOND DONO TUTTI LI' A BERE L'ORO COLATO CHE ESCE DALLA SUA BOCCA!!LA VOLETE CAPIRE CHE HA SMESSO DI VOMITARE ORO E CHE ADESSO VOMITA SOLO MERDA? E TUTTI LI' LO STESSO, COME ANNICHILITI A SENTIRE IL GURU DI REDMOND CHE SPARA CAZZATE E PREVISIONI ALLUCINOGENE.CHE PALLEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
    • Anonimo scrive:
      Re: BASTAAAAAAAAAAAAAAAAA.............SICH
      - Scritto da: Alien
      NON E' POSSIBILE CHE OGNI VOLTA CHE APRE IL
      BECCO IL DRAGASACCOCCE DI REDMOND DONO TUTTI
      LI' A BERE L'ORO COLATO CHE ESCE DALLA SUA
      BOCCA!!Pensa se si presentera' davvero candidato alle prossime elezioni USA :-((
  • Anonimo scrive:
    Sembra che dove c'è Microsoft c'è il male
    E' ora di finirla con questi idee messe in testa da chissa quale anarchico,: "attenti Bill è cattivo, mangia i bambini, vi blocca i computer!!.Ridicoli, dovreste solo ringraziare per la compatibilità che da lui è nata ed anche per il prezzo di un odierno PC. Prima imparate ad usarlo, scommetto che solo il 50% di chi sparla sà dove viene salvato un documento di Office.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sembra che dove c'è Microsoft c'è il male
      - Scritto da: Morph
      E' ora di finirla con questi idee messe in
      testa da chissa quale anarchico,: "attenti
      Bill è cattivo, mangia i bambini, vi blocca
      i computer!!.
      Ridicoli, dovreste solo ringraziare per la
      compatibilità che da lui è nata ed anche per
      il prezzo di un odierno PC. Prima imparate
      ad usarlo, scommetto che solo il 50% di chi
      sparla sà dove viene salvato un documento di
      Office.AHOOO, MA CHE CAZZO DICI'!!!!ADESSO MI HAI FATTO DIVENTARE 1 BENEFATTORE IL DRAGASACCOCCE......QUESTA E' BUONA, MA CHE SEI ALLUCINATO PURE TE O TI HANNO IPNOTIZZATO? NON E' CHE SEI PER CASO PASSATO VICINO AI LABORATORI MICROSOFT?
  • Anonimo scrive:
    Faccia nuova per un'idea vecchia
    Fa piacere che dopo aver schiacciato nel fango la Go Corporation e tutte le altre (come la Slate)che lavoravano su PenPoint, almeno non abbiano cestinato del tutto l'idea.
  • Anonimo scrive:
    Troppo costoso
    Mi ricorda altre proposte interessanti del passato (visioni futuristiche di IBM, Sun, Oracle e quant'altri) che fin'ora non hanno portato a nulla di nuovo sulle noste scrivanie.
  • Anonimo scrive:
    C'e' del buono e c'e' del nuovo.
    Solo che il buono non e' nuovo.E il nuovo non e' buono.5 anni fa la Apple aveva gia' fatto lo stesso giocattolo, con le stesse funzionalita' e comodita' d'uso solo che usava processori 100 volte meno potenti ed un sistema operativo che occupava pochi Kb di spazio.Ripeto, faceva le stesse cose o, dico meglio, non si puo' sperare che il bambino di MS venga usato per fare qualcosa di piu' pratico.il tablet PC di Apple era il Newton.
    • Anonimo scrive:
      Re: C'e' del buono e c'e' del nuovo.
      Vero quello che affermi, ma ancora prima nel 1991-92 c'era un progetto chiamato "knowledge navigator" ed era esattamente quello che oggi vorrebbe essere il tabletPC.Il newton penso lo si possa paragonare al palm pilot, all'handspring visor, ed alla solita cazzata di microsoft chiamata pocketpc.Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: C'e' del buono e c'e' del nuovo.
        Per quello che poi ne fa l'utente sono tutti uguali...comunque il Newton era un po' piu' evoluto dei vari palmari di oggi. Basti pensare come poteva riconoscere la grafia o disegnare.
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