ExoMars, partita la prima missione

Successo per il lancio della prima parte di ExoMars, missione in più fasi che avrà il compito di studiare il Pianeta Rosso alla caccia di tracce di attività biologica. Umani su Marte? In Russia li vogliono lanciare col nucleare
Successo per il lancio della prima parte di ExoMars, missione in più fasi che avrà il compito di studiare il Pianeta Rosso alla caccia di tracce di attività biologica. Umani su Marte? In Russia li vogliono lanciare col nucleare

ExoMars, missione nata grazie alla partnership tra le agenzie spaziali di Europa (ESA) e Russia (Roscosmos), è partita alla volta di Marte , un obiettivo per il cui avvicinamento occorreranno circa sette mesi di viaggio. Una seconda fase il cui lancio è fissato da qui a due anni.

Il “lift-off” della missione è avvenuto questa notte dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, a bordo di un razzo-vettore Proton-M fornito da Roscosmos; il “carico” della missione pesa più di 4 tonnellate ed è costituito da due diversi dispositivi, una sonda orbitante e un modulo di discesa verso il suolo marziano.

Una volta raggiunta la (rarefatta) atmosfera di Marte, l’orbiter (Trace Gas Orbiter) avrà il compito di individuare molecole di metano e altri gas connessi alle attività di origine organica, mentre il modulo di discesa (Entry, Descent and Landing Demonstrator Module anche noto semplicemente come “Schiaparelli”) servirà da dimostrazione per la capacità di ESA di far atterrare intatto un rover al suolo.

Il rover costituirà appunto il carico del secondo lancio di ExoMars previsto per il 2018, e includerà un gran numero di strumenti di analisi (spettrometri, videocamere e “trivelle”) utili a individuare segni di attività biologica – o per meglio dire “esobiologica” – e ad analizzare campioni prelevati a una profondità massima di 2 metri di suolo marziano.

La parte europea di ExoMars “1.0” vanta il contributo di 20 diversi paesi comunitari e della guida di Thales Alenia Space, contractor franco-italiano a maggioranza francese. Roscosmos ha fornito il razzo-vettore e il supporto a terra, anche se gli obiettivi russi per l’esplorazione spaziale sono a dir poco ambiziosi, con missioni umane a base di propellente atomico capaci di raggiungere Marte in un mese e mezzo. Unico problema da risolvere: i fondi necessari a finanziare il progetto .

Alfonso Maruccia

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14 03 2016
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