Fa rumore il DRM che blocca Windows

L'ultima trovata in fatto di protezione anticopia è uno strumento che a quanto pare rende inutilizzabili i DVD agli utenti di Windows Media Player, Windows Mediacenter e più in generale DirectShow

Roma – Sta sollevando una certa attenzione l’ultima trovata in fatto di tecnologie anticopia DRM. Si tratta di Protect Disc , ennesimo strumento che dovrebbe impedire a chi acquista legittimamente un DVD di farne ciò che più desidera e, in particolare, di farne una copia.

Il nuovo tool, spiegano i produttori, impedisce di eseguire copie del DVD o di registrarne i contenuti su hard disk ed è compatibile con gli attuali lettori DVD. Così, però, non sembra. A leggere un post pubblicato sui blog di ZDnet , infatti, la prova su strada del nuovo meccanismo anticopia si rivela un disastro: impedisce del tutto la lettura su dispositivi associati a Windows Media Player, Windows Mediacenter e DirectShow, ovvero su piattaforme diffusissime e di uso comune.

Ma ProtectDisc non sembra neppure efficace sul fronte della protezione: come segnalano in molti, per superarla è infatti sufficiente usare software come AnyDVD che libera il DVD “protetto” dai suoi lucchetti.

L’allarme manifestato da alcuni è però forse prematuro: al momento non si hanno notizie di grandi distributori di contenuti interessati ad adottare la nuova tecnologia. Se è così fallata è possibile che, almeno per il momento, la situazione non cambi.

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  • vb scrive:
    Precisazione
    Essendo uno dei 2-3 italiani che seguono ICANN da vicino, vorrei precisare come stanno le cose: ICANN ha semplicemente detto che non sta a lei sospendere la registrazione di un singolo dominio, in quanto essa gestisce i domini solo al primo livello... quindi, in sostanza, potrebbe soltanto sospendere l'intero .org!Per agire al livello di singolo dominio, è tecnicamente necessario che la corte invii l'ordinanza al registrar che l'ha venduto (Tucows) o al registro dei domini .org (PIR); queste sono le sole due entità che possono "staccare" un singolo dominio di secondo livello.Separatamente, vorrei anche sottolineare che la questione è più complessa di come appare: se da una parte il lavoro delle organizzazioni antispam è meritorio, dall'altra esse svolgono spesso questo lavoro in modo arrogante e andando oltre i limiti del buon senso, magari per posizioni ideologiche piuttosto estreme. Ci sono quelle che, per esempio, blacklistano tutti i grandi provider italiani perchè secondo loro fanno troppo poco contro lo spam... E' chiaro che il problema della responsabilità di chi gestisce queste attività si pone sempre di più, anche perchè è di fatto un potere censorio: al giorno d'oggi, se un dominio viene blacklistato diventa per esso quasi impossibile comunicare, e come si evita che questo potere venga usato per fini sbagliati o in modo opinabile?
    • Anlan scrive:
      Re: Precisazione
      - Scritto da: vb

      giorno
      d'oggi, se un dominio viene blacklistato diventa
      per esso quasi impossibile comunicare, e come si
      evita che questo potere venga usato per fini
      sbagliati o in modo
      opinabile?Solo per essere precisi alla virgola....NON sono i domini ad essere blacklisted ma gli indirizzi IP di mittenza (o intere classi di rete).Esistono mille modi per non finire nelle maglie del blacklisting:1) Ottenere (se per scopi professionali) la delega a gestire i PROPRI indirizzi IP.2) Gestire in modo corretto i reverse DNS3) Attivare il SPF4) Mantenere indirizzi email autoritativi per il dominio e le proprie classi IP5) Gestire i propri mail server con testa e competenza.Se internet è strumento di lavoro allora vanno usati gli strumenti giusti e le competenze giuste: non ci si può improvvisare come azienda che comunica sul web con la ADSL di alice.Al contrario se si vuole ricevere tutta la posta possibile da consumatori retail (che in quanto tali potrebbero usare connessioni anche scarse) basta non attivare i controlli SBL.
  • Anonimo scrive:
    e in Italia succede di peggio protestati
    In Italia se si finisce per sbaglio nell'elenco dei protestati ... ci si arrangia ...
  • Anonimo scrive:
    Alla fine, non è poi così male l'ICANN
    n/ t
    • The Skull scrive:
      Re: Alla fine, non è poi così male l'ICA
      Mah, ICANN è ovviamente composta di persone, e poco o nulla c'è da dire su chi attualmente siede a quel board.C'è da pensare, però, se (o quanto a lungo) le cose resteranno così...
  • The Skull scrive:
    Errore...
    Dall'articolo:---Per questo e360 ha già subito una condanna negli Stati Uniti, con annesso obbligo di risarcimento di 12 milioni di dollari a Spamhaus.---...sarebbe un po' il contrario...
    • Anonimo scrive:
      Re: Errore...


      ...sarebbe un po' il contrario...
      gia' gia'...
    • Anonimo scrive:
      Re: Errore...
      Sbagli tu, e' scritto giusto:"Per questo e360 ha già ottenuto una condanna negli Stati Uniti, con annesso obbligo di risarcimento di 12 milioni di dollari da parte di Spamhaus. Condanna che l'organizzazione antispam non riconosce."... ha gia' attenuto...... da parte di Spamhaus...Ciao.
      • The Skull scrive:
        Re: Errore...
        - Scritto da:
        Sbagli tu, e' scritto giusto:
        "Per questo e360 ha già ottenuto una condanna
        negli Stati Uniti, con annesso obbligo di
        risarcimento di 12 milioni di dollari da parte di
        Spamhaus. Condanna che l'organizzazione antispam
        non
        riconosce."

        ... ha gia' ottenuto...
        ... da parte di Spamhaus...Si, può tornare, ma è quantomeno costruita in maniera equivoca...
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