Facebook e la privacy abusiva

Il sito in blu accusato dalla società Walker Digital: i suoi meccanismi per il controllo delle amicizie o della condivisione delle informazioni avrebbero violato un brevetto vecchio di dieci anni. Troppa riservatezza a scrocco

Roma – Le ironie più feroci non sono affatto state risparmiate, persino da parte di guel gruppo di osservatori solitamente non troppo morbido nei confronti di Facebook. Oggetto delle critiche, una causa legale recentemente avviata dalla società statunitense Walker Digital .

Una piccola guerra del brevetto, lanciata dal founder Jay S. Walker – già noto come uno dei padri dell’agenzia di viaggi online Priceline.com – contro alcune tecnologie sfruttate dal sito in blu. In particolare, quella tutelata dal brevetto numero 5,884,272 : “Sistema e metodo per stabilire e mantenere comunicazioni anonime controllate dagli utenti”.

In sostanza , Facebook avrebbe sfruttato illegalmente una tecnologia vecchia di dieci anni – relativamente all’età del brevetto indicato da Walker Digital – per garantire agli utenti il controllo sulla propria privacy . Per offire loro la possibilità di non accettare una determinata richiesta d’amicizia o decidere con chi condividere un certo post.

Riassumendo, l’accusa di Jay S. Walker ha puntato il dito contro il fatto che il social network permette ai suoi utenti di sfruttare determinate opzioni per avere il controllo sulle proprie informazioni . E questo violerebbe un’invenzione della società Walker Digital . Techcrunch ha controllato il calendario : non è ancora il primo d’aprile, eppure c’è qualcuno che si lamenta per la troppa privacy su Facebook.

Mauro Vecchio

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  • pippo scrive:
    Lingua Internazionale Ausiliaria
    Esperanto per il deposito dei brevetti
  • gnugnolo scrive:
    AH la coerenza...
    la mano sx non vede quello che fa la dx?http://punto-informatico.it/3048242/PI/News/ue-antitrust-contro-google.aspx
  • gnugnolo scrive:
    Ma che pensasse al motore di ricerca...
    traduttore automatico "di alta qualità" è un ossimoro... con tutti i bravi traduttori che ci sono in giro e sono già pagati dall'UE che fanno questi? Traduzione automatica per una materia delicata come i brevetti che richiede precisione, sfumature... tutto x non scucire un quattrino... SCANDALOSO!
    • krane scrive:
      Re: Ma che pensasse al motore di ricerca...
      - Scritto da: gnugnolo
      traduttore automatico "di alta qualità" è un
      ossimoro... con tutti i bravi traduttori che ci
      sono in giro e sono già pagati dall'UE che fanno
      questi? Traduzione automatica per una materia
      delicata come i brevetti che richiede precisione,
      sfumature... tutto x non scucire un quattrino...
      SCANDALOSO!E sul motore di ricerca si trova sempre meno XXXXX !!!Che pensino alle cose gravi e davvero importanti !
    • KaysiX scrive:
      Re: Ma che pensasse al motore di ricerca...
      Ma che disfattista... : Guarda che i traduttori fanno continui progressi!Come quello che traduce "a challenging number" con "un numero sfidante" ;)
      • gnugnolo scrive:
        Re: Ma che pensasse al motore di ricerca...
        Categoria pesi massimi? ;-)
        • KaysiX scrive:
          Re: Ma che pensasse al motore di ricerca...
          Eh si, decisamente, visto che "pesi" del genere compromettono la comprensione dell'articolo...Però ci ho trovato del buono; gli articoli di PI tengono in allenamento la conoscenza dell'Inglese!Quando leggo qualcosa che a volo non capisco, tipo il "numero sfidante" apparso recentemente, faccio una traduzione "macaroni-reversed" in Inglese e tutto diventa chiaro! Provaci anche tu, è divertente! ;)
          • Paolo P. scrive:
            Re: Ma che pensasse al motore di ricerca...
            Ho provato a far tradurre da Google il mio curriulum vitae, e c'e' solo da ridere. Non riesce a tradurre correttamente nemmeno "nato a ".Paolo
    • rudy scrive:
      Re: Ma che pensasse al motore di ricerca...
      guarda che il problema traduzione di documenti (brevettuali o no) e' un problema grossissimo che penalizza l'unione europea rispetto p.es agli usa. Lo paghiamo di tasca nostra alla burocrazia europea, che credo nessuno ami. ben venga chi cerca di alleviarlo.
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