Fastweb: ecco cosa dice il nostro contratto

Il provider a banda larga risponde alle osservazioni contenute in una lettera pubblicata da Punto Informatico, entrando nel dettaglio dell'offerta di servizio

Milano – Spettabile redazione di Punto Informatico, per chiarire i dubbi sollevati dal signor Sciamanna il 27 luglio scorso, circa l’offerta FastWeb Tutto senza Limiti e sgomberare il campo da ogni possibile equivoco nell’interpretazione delle relative Condizioni Generali di Contratto, accogliamo il vostro invito e inviamo alcune precisazioni in merito all’articolo 14 relativo al “Traffico anomalo”.

Le Condizioni Generali di Contratto disciplinano tutte le offerte proposte da FastWeb, sia quelle con tariffazione “flat”, tra le quali rientra l’abbonamento “Tutto Senza Limiti” , sia quelle con una tariffazione a consumo. In particolare, l’art. 14, intitolato “Traffico Anomalo” è una norma generale posta anche a tutela del Cliente FastWeb, indipendentemente dalla tipologia di abbonamento sottoscritto, affinché venga precauzionalmente informato nel caso in cui il suo volume di traffico a consumo dovesse risultare significativamente superiore rispetto al suo consumo medio.

Inoltre, occorre considerare che l’abbonamento “Tutto Senza Limiti” comprende anche alcuni servizi telefonici che non sono inclusi nella tariffazione “flat”, come le chiamate verso mobili, internazionali e satellitari nonché tutte le telefonate verso numerazioni non geografiche (166, 899 ecc.), che sono tariffate a consumo: per tali servizi FastWeb può rilevare e segnalare l’eventuale traffico anomalo, a tutela dell’abbonato stesso.

Tutti gli abbonamenti “flat” ( “Tutto Senza Limiti” e “Internet Senza Limiti” ) prevedono la connessione ad Internet illimitata (sia in termini tempo di connessione che di dati scaricati o inviati), per cui l’art. 14 delle Condizioni Generali di Contratto, non si riferisce alla connessione Internet di tali abbonamenti. Lo stesso articolo, trova invece riferimento negli abbonamenti che prevedono connessione ad Internet tariffata a consumo ( “Voce Senza Limiti” e “Tutto a Consumo” ) per quanto riguarda tempi di connessione “anomali”, sempre a tutela del Cliente stesso.

Alla luce delle perplessità sollevate dal lettore, abbiamo comunque provveduto a chiarire ulteriormente l’art 14 delle Condizioni Generali di Contratto, che riportiamo di seguito:

“Articolo 14 – Traffico Anomalo
14.1 Nel caso in cui siano rilevati
A) volumi di traffico telefonico anomali rispetto al consumo medio del Cliente – in relazione ai Servizi con tariffazione a consumo
B) consumi anomali (in termini di minuti di connessione), limitatamente agli abbonamenti che prevedono tariffazione a consumo dell’accesso ad internet
FastWeb si riserva la facoltà di inviare una bolletta anticipata e/o di sospendere precauzionalmente, previo avviso telefonico, in tutto o in parte i Servizi. Le stesse misure potranno essere adottate da Fastweb per i nuovi Clienti, facendo riferimento in questo caso alle previsioni di utilizzo dei Servizi.
14.2 In caso di sospensione disposta ai sensi del paragrafo precedente, i Servizi saranno riattivati da FastWeb non appena il Cliente avrà pagato il corrispettivo per il traffico rilevato ed avrà prestato idonee garanzie al riguardo”.

Le Condizioni Generali di Contratto aggiornate sono disponibili per la
consultazione sul sito FastWeb al seguente link:
http://www.fastweb.it/fw_presenta/voce_internet/condizioni_vi.pdf .

Resta ovviamente inteso che la formula attualmente utilizzata sui contratti
FastWeb ha esattamente lo stesso valore di quelle sopra riportate, sebbene
in forma più concisa. Infine, per i clienti raggiunti dalla rete in fibra
ottica, valgono le Condizioni Generali di Contratto disponibili per la
consultazione sul sito FastWeb al seguente link:
http://www.fastweb.it/fw_presenta/voce_internet/condizioni_generali_di_contratto.pdf .

Dal momento che sono state poste alcune domande sulle velocità di accesso alla rete Internet, approfittiamo di questa lettera per fornire ulteriori precisazioni sul tema. FastWeb fornisce a tutti i suoi Clienti residenziali raggiunti dalla rete in fibra ottica un accesso ad Internet (sia in download che in upload) fino a 10 Mbit/s. La nuova offerta Voce e Internet , che si rivolge a chi non è ancora stato raggiunto dalla rete in fibra ottica, è basata su tecnologia DSL e offre l’accesso ad Internet a velocità fino a 1,28 Mbit/s in download e fino a 0,256 Mbit/s in upload.

Per una corretta e trasparente informazione ai Clienti, le velocità di accesso, per tutti i tipi di offerta, vengono sempre indicate da FastWeb (e dalla maggior parte dei concorrenti) con il termine “fino a”: si vuole distinguere la “banda di accesso” fornita con le diverse tecnologie, dalla “velocità di navigazione” effettivamente raggiungibile sulla rete Internet.
La banda di accesso, infatti, per fare un paragone con esperienze di vita comune, equivale al diametro di un tubo per l’acqua; la velocità di navigazione su Internet equivale invece alla quantità di acqua che passa in tale tubo.
La velocità di navigazione su Internet dipende da numerosi fattori, indipendenti da FastWeb, legati per esempio al sito che si desidera visitare, alla velocità dei server remoti e non da ultimo da quante persone stanno accedendo ad un particolare sito contemporaneamente.
Chiaramente tanto maggiore è la banda di accesso di accesso alla rete, tanto maggiore è la velocità di navigazione che è possibile raggiungere.

Fiduciosi di aver chiarito i dubbi avanzati dal vostro lettore, restiamo comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti e informazioni attraverso il nostro Servizio Clienti al numero 192 192, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, oppure attraverso il nostro sito www.fastweb.it .

Cordiali saluti

Fastweb – Relazioni esterne

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  • Anonimo scrive:
    BeFAQ ora funziona
    ...quindi, se volete firmare la petizione che verrà poi letta dalla Palm, l'indirizzo è: http://www.befaqs.com/save/
  • Anonimo scrive:
    I dubbi di Palm
    Io amo BeOS,però se fossi in Palm non so se continuerei il suo sviluppo.Non dimentichiamoci perché è fallita la Be: Nel mercato dei Sistemi Operativi c'è "qualcuno" che controlla oltre il 90% del mercato.Non è possibile sperare di entrare in competizione con un gigante del genere.Tanto è vero che BeOS era nato come un OS per il multimediale, e nient'altro. Poi non se ne è più parlato, sono arrivate applicazioni di ogni genere, l'entusiasmo degli utenti è cresciuto.Il BeOS non era più un OS di nicchia adatto alle applicazioni multimediali. Era diventato un OS per tutte le stagioni, ma non c'erano i drivers, le applicazioni non erano abbastanza ecc... Era, ed è, un OS per appassionati.La Be è stata costretta a lsciare la partita e a concentrarsi su BeIA e il resto della storia lo conoscete.Ora, perché Palm dovrebbe entrare in un mercato che non è il suo, dove un monopolista è pronto a spezzare le gambe a tutti i concorrenti, non importa con quale mezzo, quando può restare nel suo mercato, dove ha una posizione di leader e può affrontare tranquillamente la concorrenza.No, Palm non continuerà a sviluppare BeOS. Non si cimenterà in un'impresa dove anche IBM ha dovuto rinunciare. Scrivo questo con una grande tristezza nel cuore, ma è il momento di guardare in faccia la realtà.Ho promesso a Palm che pagherei qualsiasi cifra per una R6, ho firmato tutte le petizioni, seguo con trepidazione tutte le notizie e i dibattiti che riguardano BeOS, ma domani inizierò ad installare QNX, o Linux, o AtheOS, sapendo bene che nessuno potrà mai sostituire BeOS, almeno nel mio cuore.PS: Spero di avervi commosso così firmerete tutti le petizioni... http://www.PetitionOnline.com/savebeos/
    • Anonimo scrive:
      Re: I dubbi di Palm
      Ebbene,nell'agonia BeOS ha trovato un po' di spazio nell'editoria specializzata, pure Punto Informatico - meglio tardi che mai - ci ha dato notizie in merito.Certo non mi sarei mai aspettata una partecipazione così ampia alla discussione.BeOS ha conosciuto la notorietà prima della morte e io non me ne ero ancora accorta. Pensavo di essere l'unica ad aver lasciato MacOS - dopo aver visto ElefantiX - il nuovo MacOS X.Io onestamente spero che Be Inc. promuova una causa vs Microsoft prima della scomparsa, e spero anche che la vinca.Le perdita di BeOS non deve essere vana.Caro Michele, aspetta!Cosa vuoi fare? Fino a quando funzionerà il mio hardware, non avrò motivo di cambiare sistema operativo. BeOS occupa anche meno di 100MB, sta pure in uno zip e troverà sempre un po' di posto oltre che nel mio cuore, nel mio disco rigido.La mia è ed è stata una scelta dettata dalla ragione, e supportata da numerose riflessioni sul costo dell'hardware.Oggi poter usare internet è una necessità anche sociale, dalla quale non devono essere esclusi i meno abbienti. GigaOS non può essere il futuro della nostra società. Di questo molti devono ancora prenderne coscienza, Office non è e non sarà gratis per tutta la vita. Prima o poi questi conti dovrano farli tutti e non solo gli onesti. Io non posso credere che per scrivere qualche lettera qualcuno voglia spendere più di un milione - o forse molto di più - per il margine giustificato, e le altre funzioni assenti nella versione già in bundle con l'OS.Adesso corrò a firmare la nostra petizione.Chissa perchè i dispiacieri più grossi ti aspettano sempre al rientro dalle ferie!
      • Anonimo scrive:
        Re: I dubbi di Palm
        Tranquilla Barbara!BeOS rimarrà il mio OS principale ancora per moltissimo tempo.E poi quando dovrò cambiare PC terrò ancora questo con il BeOS. E potrò continuare a farci un sacco di cose.Però contemporaneamente dovrò provare anche altri OS, anche se non saranno mai in grado di reggere il confronto.BeOS non solo è potente, non solo è stabile e veloce, non solo è facile da usare: BeOS ti fa sentire un esperto.Ti fa venir voglia di imparare a programmare, a contribuire in qualche modo.Ma dobbiamo quardare avanti: se BeOS non dovesse salvarsi in qualche modo, spero ci trovare qualche bella sorpresa in qualche altro OS.Resistence is not futile!
  • Anonimo scrive:
    be vs winCE
    la mia impressione e` che palm si sia presa BE per far girare il suo SO anche sulle macchine che ora supportano Win CE
    • Anonimo scrive:
      Re: be vs winCE
      Sicuramente Palm ha acquisito Be Inc. per rinnovare il proprio sistema operativo (ancora a 16 bit) e per far fronte alla agguerrita concorrenza dei PocketPC.Io sono convinto che non sia una mossa ne errata ne azzardata. Palm infatti oltre all'acquisto della proprietà intellettuale, ha mantenuto 50 Ing. tra i quali è presente anche Steve Sakoman, noto per lo sviluppo di Newton, del BeBox, nonchè ultimamente impegnato nella realizzazione di diverse "Internet Appliance" tra cui l'"e-villa" di Sony.La paura degli utenti del BeOS, non deriva dallo sviluppo di nuovi device, ovvero dalla sottrazione di risorse utili allo sviluppo del sistema operativo, quanto dall'abbandono da parte di Palm della piattaforma.In tal caso gli sviluppatori BeOS dovranno ripiegare su altro, e gli utenti si troverebbero in breve tempo senza driver e programmi, quando già non bastano quelli disponibili.Paura motivata anche dall'esperienza personale degli utenti.Palm potrebbe invece, proseguendo nello sviluppo di BeOS, attrarre molti sviluppatori e anche molti utenti verso i propri device palmari con innegabili vantaggi per entrambe le parti.Ad esempio, io che non ho mai considerato l'acquisto di un prodotto Palm, potrei ricredermi, mentre i programmi di comunicazione e sincronizzazione con BeOS sono già oggi una realtà.Il porting dell'attuale kernel di BeOS verso altre piattaforme è indubbiamente possibile, nonchè si è già visto in passato quando Be Inc. passò (con modeste risorse di personale) dalla sua piattaforma proprietaria (BeBox contenente due CPU Hobbit, anni luce prima di Apple), ai Mac ed in seguito ai PC.Aggiungo infine, che BeOS stesso potrebbe funzionare sulla prossima generazione di palmari; non è un problema di CPU (già oggi alcuni palmari sorpassano i 200 MHz) quanto di memoria ormai disponibile a costi più che contenuti.In tal caso Palm erediterebbe degli sviluppatori dalla provata esprerienza , in grado di rendere maggiormente appettibili i propri device portatili.
  • Anonimo scrive:
    I limiti del gratuito.
    Non intendo alimentare guerre, ma spesso ho la sensazione che il più grosso limite dei prodotti distribuibili gratuitamente sia, per ragioni economiche, l'impossibilità di incorporare codice licenziato, ovvero a pagamento, anche quando opportuno.Opportuno, perchè alle volte un codice, per ragioni tecniche, dovrebbe essere identico a quello di un altro prodotto sotto copyright.A volte per disporre di un miglior codice, specie a basso-livello come il codice del kernel, non esistono alternative al pagamento delle royalty. Un surrogato di tale codice, per ragioni di brevetto, potrebbe comportare svantaggi in merito alle prestazioni o alla stabilità del sistema.E' per queste ragioni che il kernel di BeOS è di tipo closed.All'interno contiene porzioni di codice prese in licenza e dunque non pubblicabili. Senza queste porzioni di codice BeOS sarebbe un'altra cosa.
  • Anonimo scrive:
    Altra Petizione
    http://www.petitiononline.com/savebeos/petition.html
  • Anonimo scrive:
    Uno dei motivi...
    ...per cui Be non è riuscita a sfondare nel settore Desktop: http://www.byte.com/documents/s=1115/byt20010824s0001/0827_hacker.htmlForse è cosa già nota, cmq, dategli un'occhiata.Btw, BeOS non sarà morto finche continuerà a supportare il mio hardware...e poi... basta con sto pessimismo! può sempre accadere che Palm decida di far continuare lo sviluppo di BeOS se ririene che le porterebbe guadagno!
  • Anonimo scrive:
    I rischi del sw proprietario
    Purtroppo questo denota uno dei peggiori rischidel sw proprietario, e cioè quellodell'interruzione dello sviluppo.Se BeOS sotto fosse una licenza tipo GPL,il fallimento della casa produttri non sarebbeun fatto così grave.Spero per i fan di BeOS che, se ne cessano losviluppo, se ne rendano almeno disponibili isorgenti, magari proprio sotto GPL.
    • Anonimo scrive:
      Re: I rischi del sw proprietario
      Un altro che si aggiunge alla lista dei sistemi bellissimi uccisi dall'incomprensione delle potenzialità dell'Open Source. - AmigaOS - OS/2 - BeOSavanti, a chi tocca?
      • Anonimo scrive:
        Re: I rischi del sw proprietario
        - Scritto da: Michele Campeotto
        Un altro che si aggiunge alla lista dei
        sistemi bellissimi uccisi
        dall'incomprensione delle potenzialità
        dell'Open Source.

        - AmigaOS
        - OS/2
        - BeOS

        avanti, a chi tocca?OS/2 open-source ?
      • Anonimo scrive:
        Re: I rischi del sw proprietario
        - Scritto da: Michele Campeotto
        Un altro che si aggiunge alla lista dei
        sistemi bellissimi uccisi
        dall'incomprensione delle potenzialità
        dell'Open Source.

        - AmigaOS
        - OS/2
        - BeOS

        avanti, a chi tocca?amigaOS e' redivivoe (forse) ci sara' una versione di AmigaOS 4 anche per x86.BeOS fino a prova conraria non e' morto ancora e i sorgenti palm li ha pagati... e parecchio, non vedo perche' dovrebbe regalarli.OS/2 e' vittima di IBM, non della licenza sbagliata.C'e' chi in IBM lavora per la totale distruzione di questo OS e chi invece, non sapendolo, lavora al suo supporto.Comunque la cosa piu' giusta l'ha detta Christian Celona, non e' la licenza il problema, ma la quantita e qualita' di driver ed applicazioni.Se mancano quelli, con il codice, al massimo, puoi tappezzarci le pareti della tua camera.Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: I rischi del sw proprietario
        - Scritto da: Michele Campeotto
        Un altro che si aggiunge alla lista dei
        sistemi bellissimi uccisi
        dall'incomprensione delle potenzialità
        dell'Open Source.

        - AmigaOS
        - OS/2
        - BeOS

        avanti, a chi tocca????????????????????????????????Ne avessi elencato anche uno solo open source ...AmigaOS e' commerciale.OS/2 e' commerciale.BeOS e' commerciale, anche se esiste una versione ridotta gratuita e' comunque closed (almeno il kernel).Tra l'altro, anche se non versano in buone acque, nessuno dei tre e' ancora morto.....Quindi, a proposito di incomprensioni .....
    • Anonimo scrive:
      Re: I rischi del sw proprietario
      - Scritto da: Enzo
      Spero per i fan di BeOS che, se ne cessano lo
      sviluppo, se ne rendano almeno disponibili i
      sorgenti, magari proprio sotto GPL.Non credo ci siano molte speranze in proposito.Al momento esiste AtheOS, rilasciato in GPL, che per vari aspetti somiglia al BeOS, anche se l'autore nega di volerne fare un clone.Non l'ho mai provato.http://www.atheos.cx
      • Anonimo scrive:
        Re: I rischi del sw proprietario
        AtheOS è un sistema operativo ancora in fase embrionale; assomiglia molto a BeOS per via delle icone utilizzate dell'autore che in passato ha lavorato per Be Inc. realizzando l'applicazione Pulse.Il problema però non è il kernel, ma i driver e le aplicazioni.Per Windows ne esistono in abbondanza, nonostante il kernel sia di tipo closed-source; per gli altri sistemi scarseggiano.Potremmo dopo questa delucidazione fare un piccolo sforzo per giungere a conclusioni motivabili!Questo problema non esclude in alcun modo AtheOS; quando sarà proponibile come s.o. mancheranno i driver e le applicazioni.Inoltre sul sito compare una affermazione che io on riesco a condividere:"Unlike many people seems to believe AtheOS is *not* a BeOS clone. The two OS's are not compatible at binary level nor source-code level. Making a BeOS clone has never been a goal (I started working on AtheOS before the first BeBox was shipped), it is not a goal now, and it will not be a goal in the future."Scrivere un kernel comporta un intenso lavoro conseguente alla scrittura del primo codice capace di polverizzare la regola dei bug, la quale afferma che il 90% del tempo di sviluppo sia dedicato agli aggiustamenti del codice.
        • Anonimo scrive:
          Re: I rischi del sw proprietario

          Inoltre sul sito compare una affermazione
          che io on riesco a condividere:
          "Unlike many people seems to believe AtheOS
          is *not* a BeOS clone. The two OS's are not
          compatible
          at binary level nor source-code level.
          Making a BeOS clone has never been a goal (I
          started working
          on AtheOS before the first BeBox was
          shipped), it is not a goal now, and it will
          not be a goal in the future."non capisco cosa tu non condivida di quest'affermazione.l'intenzione di kurt è di realizzare un s.o. nuovo e originale, non vedo nulla di male se afferma di non volerlo per nessuna ragione trasformare in un clone di un altro s.o.
          • Anonimo scrive:
            Re: I rischi del sw proprietario
            Hai ragione!Avrei dovuto leggere meglio.Grazie per avermi segnalato l'erore dovuto ad una traduzione impropria ed affrettata.Talvolta gli umani sbagliano. Mi dispiace.
          • Anonimo scrive:
            Re: I rischi del sw proprietario

            Hai ragione!
            Avrei dovuto leggere meglio.
            Grazie per avermi segnalato l'erore dovuto
            ad una traduzione impropria ed affrettata.
            Talvolta gli umani sbagliano. Mi dispiace.no problem ^___^infatti mi pareva strana la tua frase, dato che era un po' in contrasto con quello che avevi setto nel resto del commento e negli altri commenti. ^___^
    • Anonimo scrive:
      Re: I rischi del sw proprietario
      - Scritto da: Enzo
      Purtroppo questo denota uno dei peggiori
      rischi
      del sw proprietario, e cioè quello
      dell'interruzione dello sviluppo.
      Se BeOS sotto fosse una licenza tipo GPL,
      il fallimento della casa produttri non
      sarebbe
      un fatto così grave.
      Spero per i fan di BeOS che, se ne cessano lo
      sviluppo, se ne rendano almeno disponibili i
      sorgenti, magari proprio sotto GPL.per sviluppare applicativi non serve assolutamente avere i sorgenti del kernel.e, a detta dei tecnici dell Be, neppure per sviluppare drivers, questo proprio grazie alla modularità di questo sistema.l'ostacolo più grande, come sempre, è la poca disponibilità da parte delle case hw a rilasciare le specifiche dei propri prodotti.cmq qualcosa si sta muovendo anche in questa direzione: http://old.beunited.org/ vedi Driverfund.su una cosa sono d'accordo però: se quacuno crea un buon software e d'un tratto decide di abbandonane lo sviluppo, sarebbe buona cosa se rendesse diponibili i sorgenti, in modo che qualcun'altro possa continuare.
    • Anonimo scrive:
      Re: I rischi del sw proprietario

      Se BeOS sotto fosse una licenza tipo GPL,
      il fallimento della casa produttri non
      sarebbe un fatto così grave.Infatti non sarebbero arrivati neanche a questo punto.
      Spero per i fan di BeOS che, se ne cessano lo
      sviluppo, se ne rendano almeno disponibili i
      sorgenti, magari proprio sotto GPL.Una licenza piu' utile non guasterebbe sicuramente.
    • Anonimo scrive:
      Re: I rischi del sw proprietario
      Temo che il mio sarà un commento molto lungo.Innanzitutto noto che per alcuni, quando si parla di sistemi operativi, è sempre l'occasione buona per aprire una guerra santa, con argomenti pro o contro le licenze utilizzate, il modello di sviluppo closed o open, le shell disponibili, etc.Tutto questo potrebbe sembrare scontato eppure a mio avviso non lo è!Nel variegato mondo Linux, esistono diverse società che offrono le loro distribuzioni, formalmente gratuite, ad un costo superiore alla licenza di molti sistemi proprietari, giustificato dalla contestuale fornitura di assistenza e supporto tecnico, di norma inclusi nel costo d'acquisto dei prodotti commerciali (eccetto Microsoft).Inoltre, il passaggio ad un sistema operativo diverso non è mai indolore, sia per la conversione necessaria dei lavori esistenti (di norma intrappolati in formati proprietari che rendono agevole solo il passaggio a versioni successive dello stesso prodotto), sia per il necessario tempo di apprendimento che comporta anche dei costi non trascurabili e talvolta superiori al costo stesso del sistema operativo stesso (l'acquisto di libri oppure il rinnovo del software) ed infine la convivenza con altri utilizzatori di sistemi eterogenei.Queste motivazioni per i fanatici utilizzatori di un qualsiasi s.o. non contano; essi di norma non comprendono l'importanza di utilizzare formati pubblici come condizione indispensabile per poter operare una libera scelta in merito al software da utilizzare.Oggi purtroppo (e lo dico amaramente) esiste Win32 in tutte le sue versioni ed in alcuni ambiti lavorativi, ad esempio il mio, è improponibile non utilizzare Windows e le sue applicazioni, eccetto che su poche postazioni specializzate generalmente utilizzate da server.Questa condizione, non rappresenta l'insuccesso di personale di Be Inc. o l'insuccesso del mondo closed-source, ma una evidente sconfitta di tutto il mondo alternativo a Microsoft.Oggi siamo liberi di acquistare una qualsiasi automobile in commercio per spostarci, ma non possiamo utilizzare allo stesso modo qualsiasi sistema operativo per soddisfare rudimentali necessità; la colpa non è necessariamente del software, quanto di un sistema che deve essere normato e regolato come lo sono molti mercati sottoposti a regole e a vincoli (detti anche standard).In questo non c'entra la natura open o closed-source del kernel (si perchè è di questo componente che si parla). Non credo che agli utilizzatori fin qui nominati, possa interessare il codice sorgente del kernel, come sono certo che non interessi a tutti gli sviluppatori; è inoltre evidente che qualsiasi software debba avere una base di utenti molto più ampia dei potenziali sviluppatori.Chi ha acquistato la proprietà intellettuale di Be Inc. può decidere se proseguirne lo sviluppo o meno, se rilasciare il sorgente pagato di 11 milioni di dollari o se semplicemente utilizzarne i contenuti in nuovi prodotti. Questo soggetto (Palm Inc.), con grande dispiacere dei fanatici dell'open-source, ha valutato strategica la proprietà intellettuale di Be Inc. e meritoria di un simile investimento, nonostante la presenza di molte alternative pseudo-gratuite o open-source.La ventilata possibilità di cessare lo sviluppo del sistema operativo BeOS, scaturisce probabilmente da considerazioni sui potenziali ritorni economici, oppure sulla sostenibilità economica dell'operazione; conti che ogni azienda è costretta a fare.Ad ogni modo, mi auguro che Palm decida di rilasciare un aggiornamento di questo sistema operativo che fin dale origini si è contraddistinto per l'originalità e per le soluzioni innovative presenti; ben conscio che in assenza di innovazioni legislative in merito si tratti solo di una agonia prolungata.Credo che gli utilizzatori dei sistemi operativi alternativi debbano con forza pretendere che tra i requisiti necessari alla distribuzione di qualsiasi software o device elettronico (inclusi quelli di Palm), vi sia la possibilità di esportare (sarebbe meglio salvare) i propri dati in formati pubblici (da definire) abilitati di default.Per quando riguarda BeOS infine, credo che chiunque lo abbia utilizzato ne comprenda le potenzialità (ai fanatici consiglio l'uso del dizionario prima di rispondere), ne conosca i limiti e ne apprezzi i pregi, ma sicuramente faticherà a trovare delle alternative come ai tempi successe agli utilizzatori di Amiga (oggi probabilmente costretti ad utilizzare Windows).Linux, i vari BSD, Qnx, OS/2, MacOS, Epoc, PalmOS e i vari Windows (ve ne risparmio altri) hanno la loro ragione d'esistere; non negatela a BeOS, sostenete la campagna in difesa di questo sistema come se fosse il vostro, conservate una ulteriore alternativa all'appiattimento Microsoft e una buona ragione domani la troverete da soli e anche prima di dover acquistare la prossima versione di Office. Non dimenticate che lo sforzo di Sun, di Linux, di Mozilla e di molti altri serve a difendere le altenative anche come tutela del consumatore.Se poi vorrete approfondire i pregi di BeOS posso essere anche molto più prolisso e spero efficace, anche grazie all'aiuto di una comunità che, come riporta l'articolo, non vuole rassegnarsi.Christian Celona
      • Anonimo scrive:
        Re: I rischi del sw proprietario
        ABILE E ARRUOLATO.
        • Anonimo scrive:
          Re: I rischi del sw proprietario
          Scusa ma non comprendo il commento, potresti essere più esplicito?Christian Celona
          • Anonimo scrive:
            Re: I rischi del sw proprietario
            - Scritto da: Christian Celona
            Scusa ma non comprendo il commento, potresti
            essere più esplicito?

            Christian CelonaMi sembra di aver capito che sei dalla parte dell' OPEN SOURCE; quindi....
          • Anonimo scrive:
            Re: I rischi del sw proprietario
            Ne pro, ne contro per partito preso; dipende dalle circostanze.In alcuni casi il ricorso all'open-source è una condizione necessaria, in altri è una scelta determinata da esigenze diverse.Per molti programmatori scrivere codice per sistemi diversi da Windows è una condizione di sopravvivenza; alcuni sostengono che sia l'unico mercato percorribile, altri osservano come fuori da determinate nicchie non esistano spazi.Ad ogni modo per poter scrivere un software concorrente ad Office è necesario fare bagaglio del'esperienza altrui per decodificare formati binari a rapida obsolescenza; quindi se non si vuole fare la concorrenza alle future versioni, o si pagano royalty oppure si ricorre all'open-source.Purtroppo open-source per il consumatore significa gratis, il lavoro dei programmatori serve in molti casi più a riempire i cd-rom delle riviste in edicola che a generare il giusto compenso per il lavoro svolto.Questo aspetto non è da sottovalutare.
      • Anonimo scrive:
        Re: I rischi del sw proprietario
        [...]
        Queste motivazioni per i fanatici
        utilizzatori di un qualsiasi s.o. non
        contano; essi di norma non comprendono
        l'importanza di utilizzare formati pubblici
        come condizione indispensabile per poter
        operare una libera scelta in merito al
        software da utilizzare.questo non è sempre vero. anzi, solitamente i sostenitori di s.o. alternativi a windows sono i primi a lamentare i problemi causati dai formati non pubblici... soprattutto a causa del fatto che i più diffusi formati proprietari non sono facilmente apribili sulle loro piattaforme.[...]per il resto del discoro... io non avrei potuto spiegarmi meglio ^___^
        • Anonimo scrive:
          Re: I rischi del sw proprietario
          Ne sono conscio;io ho sempre sentito questa esigenza, solo che latitano i risultati. Dovremmo insistere nuovamente prima che arrivi il prossimo morto.In fondo questa pratica serve per mentenere gli utenti legati al prodotto anche quando si tratta di un data-bank tascabile.La mia critica non intende risparmiare nessuno, perchè gli svantaggi per il consumatore che scaturiscono da queste pratiche commerciali sono visibili a tutti.Mancano i provvedimenti necessari, ovvero la materia deve essere regolata per legge, altrimenti il costruttore del mio data-bank diventa il proprietario dei miei dati e del mio lavoro, recuperabile sempre a seguito di un nuovo esborso economico.Io il data-bank (che vuole solo essere un esempio) lo ho acquistato, non l'ho preso in licenza, eppure se voglio esportare le mie fatiche devo sempre spendere, come devo spendere per fare dei backup dei miei dati.Il mondo dove devo pagare per l'aria che respiro non mi si addice. Io spero in un futuro migliore per tutti.
  • Anonimo scrive:
    Dateci almeno le estensioni!!
    E' un pezzo che gli utenti BeOS aspettano il rilascio delle nuove estensioni per il networking (conosciute come BONE) e l'OpenGL!! Almeno la Palm rilasci quelle, visto che sono in beta da un sacco di tempo!!Se poi deciderà di sviluppare il Be a tempo perso, tanto meglio! Ma sinceramente non ci conto molto. Già mi pare sia in guai finanziari di suo la Palm!!Cmq un vero peccato! Un altro bel sistema alternativo a Windows che se ne va! Rimane solo Linux, con tutti i suoi limiti concettuali, di interfaccia e usabilità!Io continuerò a usarlo, finchè i driver si trovano!
    • Anonimo scrive:
      Re: Dateci almeno le estensioni!!

      Cmq un vero peccato! Un altro bel sistema
      alternativo a Windows che se ne va! Rimane
      solo Linux, con tutti i suoi limiti
      concettuali,Limiti concettuali? Hai mai provato ad imparare le regexp o roba simile?
      di interfacciaGià, mentre Windows ha un'interfaccia Linux ne ha molte... che limite!
      e usabilità!Infatti tutti i server che girano con su Apache e Samba sono inusabile... e pure a casa mia dove ho aumentato la mia produttività con Linux è perchè uso un os inusabile :-(byeZ!
    • Anonimo scrive:
      Re: Dateci almeno le estensioni!!
      Sono completamente d'accordo con te.Cmq, BONE e OpenGL si possono scaricare da tempo da BeShare.
      • Anonimo scrive:
        Re: Dateci almeno le estensioni!!
        - Scritto da: Hawk
        Sono completamente d'accordo con te.
        Cmq, BONE e OpenGL si possono scaricare da
        tempo da BeShare.esatto, da non dimenticare neppure il media kit aggiornato (beta1), che finirò di scaricare questa sera ^___^
    • Anonimo scrive:
      Re: Dateci almeno le estensioni!!
      alternativo a Windows che se ne va! Rimane
      solo Linux, con tutti i suoi limiti
      concettuali, di interfaccia e usabilità!solo Linux? bohohohohohooo!!!buonanotteee
    • Anonimo scrive:
      Re: Dateci almeno le estensioni!!
      Per chi non usa il Mac significa rilasciate gli ultimi aggiornamenti per il networking e la grafica opengl.Per l'autore:connettiti a BeShare e scarica "media1_bone7a_gl9.pkg" contiene tutti gli upgrade o come preferisci tutte le estensioni.Sconsiglio a chiunque l'installazione sulla partizione di lavoro. Installando Bone ad es. diventa complicato stampare.Meglio fare pratica su una partizione virtuale come ad es. quella della versione personal.
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