Fattura Elettronica: 228 milioni quelle emesse

I numeri ufficiali dell'Agenzia delle Entrate sull'esordio della Fattura Elettronica: dall'1 gennaio al 18 febbraio sono 228 milioni quelle emesse.

Lasciata alle spalle la scadenza dei giorni scorsi, è tempo di tracciare un primo bilancio per la Fattura Elettronica. Ci vengono in aiuto i numeri ufficiali forniti dall’Agenzia delle Entrate, per capire come l’introduzione dell’obbligo a inizio anno abbia impattato sui contribuenti nel nostro paese: dall’1 gennaio al 18 febbraio ne sono state emesse 228 milioni da 2,3 milioni di operatori. In media, un centinaio per ogni attività.

Fattura Elettronica: i numeri delle Entrate

A livello geografico la Lombardia è la regione più attiva in tal senso, con 81.180.119 milioni di documenti generati e inviati attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) approntato dal Fisco. Seguono Lazio con 51.235.686, Emilia-Romagna con 13.524.740, Veneto con 12.153.873, Piemonte con 12.009.929, Toscana con 8.048.074, Campania con 6.947.742, Sicilia con 4.696.895, Puglia con 4.344.587, Marche con 3.103.146 e Umbria con 1.792.741.

Significativo il dato che fotografa un forte incremento nel numero di e-fatture emesse nei primi 18 giorni di febbraio, oltre il doppio rispetto a quelle relative a tutto il mese di gennaio. Ciò significa che in molti hanno atteso gli ultimi giorni disponibili per lo svolgimento della pratica, anche in conseguenza a un’accoglienza tutt’altro che calorosa riservata da parte di alcune specifiche categorie, benzinai in primis.

Focalizzando invece l’attenzione sulle tipologie di attività che maggiormente si sono affidate alla Fattura Elettronica, primeggiano il settore del commercio, all’ingrosso e al dettaglio, così come quello degli addetti alla riparazione di auto e moto: 55.750.194 invii da 550.039 operatori. Seguono le manifatture a quota 20.236.052, le attività di noleggio con 10.490.684 e le imprese di trasporto o magazzinaggio con 7.741.565.

Dal report dell’Agenzia delle Entrate apprendiamo inoltre che il 4,43% degli invii non è andato a buon fine. La natura dei problemi riscontrati è da ricercare in errori di compilazione riguardanti un’indicazione errata della partita IVA o del codice destinatario, una fattura emessa per sbaglio più volte o un’estensione scorretta attribuita al file. Ancora, 7 milioni le deleghe rilasciate per i servizi del sistema Fatture e Corrispettivi, 3,6 milioni le registrazioni dell’indirizzo telematico a cui SdI invia i documenti. Infine, sono stati generati 3,3 milioni di codici QR da mostrare per l’acquisizione immediata dei dati di fatturazione.

Fonte: Agenzia delle Entrate

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