Fiamme Gialle su Facebook

In corso accertamenti. Si teme che qualcuno approfitti della buona fede degli utenti

Roma – Sulla scorta di alcune indagini scattate all’estero, in particolare nel Regno Unito, e legate all’abuso dei dati degli utenti iscritti a Facebook, il più celebre dei social network, la Guardia di Finanza ha deciso di avviare alcuni accertamenti .

Il GAT , il Gruppo contro le frodi telematiche guidato dal colonnello Umberto Rapetto, intende verificare la possibilità di individuare quegli iscritti che, fingendosi utenti qualunque, lavorano in realtà per archiviare i dati personali degli utenti.

Informazioni, hanno spiegato le Fiamme Gialle, che possono venire utilizzate per compiere acquisti in rete e più in generale per operazioni truffaldine. Il caso riportato è quello del parcelling , figlio del “phishing”, dove nel Regno Unito dando vita ad una Onlus fasulla, alcuni truffatori sono riusciti a trasformare utenti desiderosi di dare una mano in veicoli per l’acquisto e lo smistamento di acquisti frutto della propria frode.

Visti gli eventi, il GAT ricorda che l’Anagrafe unica delle Onlus e il Registro dell’Agenzia delle Entrate consentono di verificare se una certa Onlus sia reale e operativa e non sia, invece, un nome fasullo ideato da malfattori.

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  • Winston Wolf scrive:
    E allora?
    C'è un tizio che viene definito pioniere del file sharing, il quale esorta le major a cambiare registro?Ma dove sta la notizia?E' solo un'occasione che ha usato PI per fare la quotidiana apologia del P2P.
  • Il Detrattore scrive:
    HA TORTO MARCIO
    vomitevole, ancora una volta PI fa APOLOGIA DI PIRATERIA !qui non stiamo parlando di beni di prima necessita' o di informazioni politiche nascoste agli ignari cittadini.qui si parla invece del "diritto" di potersi copiare il nuovo CD di Britney Spears o l'ultimo DVD di Rocco Siffredi !i pirati e soprattutto i LAMERS come questo tizio non hanno alcun diritto di metter parola su cosa o meno i produttori debbano fare.se non gli va bene NON usufruisca di questi contenuti, semplice.se copiare e' diventato troppo facile sono CAZZI VOSTRI.la copia e' un reato e in molti casi e' pure un reato penaleormai.vi piaccia o meno, se vi beccano vi multano e possono pure sbattervi in galera quindi aggiornatevi e adeguatevi VOI.
    • Anonimo scrive:
      Re: HA TORTO MARCIO
      "Quando la maggior parte della società non ha una convinzione etica di aver fatto del male violando la legge sul copyright non è la società a sbagliare, ma la legge"non ci sono argomentazioni che tengano contro questa, se non sei d'accordo... sei in minoranza e dunque hai torto.
    • ... scrive:
      Re: HA TORTO MARCIO
      facciamo 2 esempi:1) un ubriaco con tasso alcolico del 5% nel sangue e sotto l'effetto di tutte le droge messe insieme, ma fidanzato della figlia di un ex. calciatore (ogni riferimento a fatti realmente accaduti non è casuale) uccide 2 persone perché è troppo stupido per capire che sta guidando una macchina (senza patente), si è divertito nell'averle uccise e da ricostruzioni sembra l'abbia fatto apposta, non fa nemmeno 1 secondo di prigione, ma anzi, esce subito con la fedina penale pulitissima2) un ragazzo scarica un cd dalla rete, viene arrestato, condannato a 3 anni, ad un risarcimento di 300000 euro e gli viene proibito di usare internetrisultato? RUBATE TUTTO perché tanto per l'italia non c'è speranza
    • ken scrive:
      Re: HA TORTO MARCIO
      Il modello di commercializzazione della musica basato su selezione degli artisti, campagne promozionali, e distribuzione di supporti fisici non ha piu' alcuna ragione di esistere.Le case discografiche sono mantenute in vita dall'accanimento terapeutico di uomini d'affari senza scrupoli e governi compiacenti.E' solo questione di tempo.Il moralismo usalo per cose piu' utili, amico. C'e' solo l'imbarazzo della scelta.
  • SiN scrive:
    slogan
    condivide et impera.. ma lo usate spesso o sbaglio?
  • pippo75 scrive:
    Ha ragione
    Copiare è facile e costa poco.E' creare che è difficile, provate voi a creare canzoni, programmi, film e poi mi dite quanto costa.Sicuramente le ditte cercano di mangiargi il più possibile, ma quello che ci smena sempre è il classico pischello da 4 soldi, che se appena bravo si ritrova la strada bloccata ( o non vende e gli copiano il lavoro ) e non parlo solo di cantanti, ma anche di di crea programmi.Che poi il P2P sia in molti casi una cosa bella, è verissimo, ma scambiare i contenuti commerciali per cultura è una cavolata. Intrattenimento != Cultura.
    • Matteo scrive:
      Re: Ha ragione
      Arte != Intrattenimento.L'intrattenimento (commerciale) è business, nient'altro.La Musica è Arte (ovviamente non mi riferisco ad una "Pop Porno" ma a MUSICA degna di tale nome), ed io la considero una forma di cultura.
      • pippo75 scrive:
        Re: Ha ragione
        - Scritto da: Matteo
        Arte != Intrattenimento.
        L'intrattenimento (commerciale) è business,
        nient'altro.

        La Musica è Arte (ovviamente non mi riferisco ad
        una "Pop Porno" ma a MUSICA degna di tale nome),
        ed io la considero una forma di
        cultura.immagino che la consideri cosi bene che non ritieni giusto un riconoscimento monetario oppure dopo aver scaricato, mandi un compenso all'autore?
  • bugbuster scrive:
    perchè le major hanno paura di internet
    perchè non sono miope come tutti pensano, anzi, hanno per primi capito una gran cosa su internet: tutti possono essere produttori di contenuti, ma proprio tutti dai 6 ai 90anni e di qualsiasi estrazione sociale.In altre parole internet sostituisce *completamente* il lavoro svolto dalle major.
    • chojin scrive:
      Re: perchè le major hanno paura di internet
      - Scritto da: bugbuster
      perchè non sono miope come tutti pensano, anzi,
      hanno per primi capito una gran cosa su internet:
      tutti possono essere produttori di contenuti, ma
      proprio tutti dai 6 ai 90anni e di qualsiasi
      estrazione
      sociale.
      In altre parole internet sostituisce
      *completamente* il lavoro svolto dalle
      major.?? Tutti produttori di contenuti? Ma per favore! Distributori senza fini di lucro possono esserlo tutti, quelli che tentano di lucrarci sui contenuti che non producono devono essere puniti, giustamente. Ma dire che tutti producono contenuti... Spazzatura certamente, prodotti professionali e di qualità ben raro e comunque non è che un gruppo qualsiasi di persone si mette insieme e ti produce un film che costa $50-$250milioni da produrre.... ehh!
      • pippo75 scrive:
        Re: perchè le major hanno paura di internet

        ?? Tutti produttori di contenuti? Ma per favore!
        Distributori senza fini di lucro possono esserlo
        tutti, quelli che tentano di lucrarci sui
        contenuti che non producono devono essere puniti,
        giustamente.penso che intendesse dire che un pischello senza possibilità economiche può con internet pubblicare un suo lavoro e farlo conoscere a tutti, sperando di diventare famoso.Peccato che come diventa damoso, tutto il suo lavoro rischia il P2P.Qualcuno prima scarica da P2P e poi compera, ma ( siamo sinceri ) in quanti lo fanno?
        • Wolf01 scrive:
          Re: perchè le major hanno paura di internet
          Io lo facevo, ora scarico e basta, visto che quello che scarico da meno problemi di quello che compro -.-'''
        • Sgabbio scrive:
          Re: perchè le major hanno paura di internet
          Guarda, non è detto che il suo lavoro che finisce sul p2p lo porti ad un sicuro fallimento, anzi, gli fa un sacco di pubblicità.
        • nome e cognome scrive:
          Re: perchè le major hanno paura di internet
          - Scritto da: pippo75
          Qualcuno prima scarica da P2P e poi compera, ma (
          siamo sinceri ) in quanti lo
          fanno?Più di quelli che pensi... e sicuramente, tutti quelli che amano la musica. Sento sempre più spesso di persone che parlano di "originalizzare" buona parte della propria collezione musicale, un po' per questioni di qualità (l'mp3 fa schifo, e i flac sono rari), e un po' per supportare i propri artisti e avere un prodotto "full optional" con booklet, curiosità, crediti e bonus tracks.IMHO le major sbagliano a credere in soluzioni come itunes music store; non ha senso vendere a pagamento un prodotto di scarsa qualità, la cui distribuzione è a costo 0.
          • pippo75 scrive:
            Re: perchè le major hanno paura di internet

            IMHO le major sbagliano a credere in soluzioni
            come itunes music store; non ha senso vendere a
            pagamento un prodotto di scarsa qualità, la cui
            distribuzione è a costo
            0.vuoi dire che 1 euro a canzone non lo meritano.l'mp3 farà anche schifo, ma forse dipende anche dal contenuto.ma vuoi dire che chi scarica Photoshop poi lo va a comperare, stesso discorso per i giochi?
  • vday scrive:
    Artisti, major e SIAE devono capire!
    Che il TEMPO DELLE VACCHE GRASSE E' FINITO!!!!!Perciò devono rinunciare ai GROSSI GUADAGNI e perciò megaville, bamba, pxttanoni e macchinoni!!!!La gente è STUFA di prenderla nel cxlo e vedere che questi VITA DA NABABBI mentre i poveracci di consumatori FANNO LA FAME con stipendi/pensioni VERGOGNOSE!!!! :@
  • Ricky scrive:
    soliti discorsi...
    Sento sempre le stesse cose che si riassumono in 2 punti:1)la gente non ci sta' alle imposizioni,specialmente quando sono grandemente inclini a favorire i potentati.2)I potentati non ne vogliono sapere di perdere il potere ed incominciare a tagliare enti inutili e a produrre piu' QUALITA' a prezzo congruo.Sino a quando si rimarra' in queste posizioni monolitiche, non ne verremo fuori.La cosa puo' essere gestita seguendo una via del dialogo, della trasparenza, della "equita'" (e non parlo di balzelli sparati a babbo sulle teste di tutti), oppure la via prediletta dai potenti:il comando e l'obbligo.Ovviamente si sceglie la seconda, creando un ginepraio di utenti incavolati,leggi ad hoc,leggi vergogna, condanne assurde, costi maggiorati,soldi persi in migliaia di persecuzioni in tribunale e via dicendo.La pirateria nasce da un bisogno,la gente si e' stufata di essere presa per il culo e oggi piu' che mai ha i mezzi per DRIBBLARE certe scelte imposte.Sono convinto che l'originale sia meglio,per la custodia, per i contenuti che non vengono RICOMPRESSI con perdita di qualita' sia audio che video, per le aggiunte di vario genere.Ma il costo e' assurdo, come e' assurda la gestione delle royalty.PErche' devo pagare per 70 anni DOPO LA MORTE DEL CREATORE dell'opera!?Gente, qui lavoraimo TUTTI (escluso una certa categoria giu' a Roma...) e la pensione (cosi' la definiscono loro) per noi e' misera e spesso nemmeno percepibile in toto.Dopo morti,salvo rari casi, nessuno si becca niente!Facciamo cosi':pensione a 2000 euro per tutti e possibilita' di percepirla da parte dei figli e nipoti nei prossimi 70 anni....OK? Suona strano!? Ma guarda un po'...!
  • ilPunto scrive:
    copiare e' facile
    Cito:"copiare opere in formati digitali ha un costo pari a zero, il che rende la violazione del copyright incredibilmente facile. "Il discorso e' tutto qui, tutto quello che stanno facendo i detentori del copyright per svincolarsi da questo semplice fatto ha del ridicolo e qualche volta dell'odioso.Serve cambiare legge e tipo di business, fare il contrario e' un po' come voler far pagare l'aria, ci si puo' riuscire solo obbligando tutti a indossare 24 ore al giorno una mascherina che conteggia il consumo. Un'assurdita', un'enormita'.Intanto noi consumatori cerchiamo di risolvere facilmente la cosa, contenuto Creative Commons e basta, se la necessita' aguzza l'ingegno quando sono in prossimita' al fallimento scenderanno a patti. Altrimenti continuando con il P2P, cercando i contenuti che loro propongono, gli diamo solo fiato. I condivisori, con i loro gusti musicali e visivi (filmati vari) stanno sostanzialmente foraggiando e dando armi a chi li vuole sotterrare. Passando un anno senza comperare un solo cd, andare a un concerto o al cinema ridurrebbe questa gente sul lastrico e pronta a trattare, Creative Commons ragazzi e solo quello, almeno per un po'.
    • The winner scrive:
      Re: copiare e' facile
      E' una guerra persa. Dopo quasi 30 trenta anni di informatica consumer, non l'hanno ancora capito. Ad ogni sistema anticopia è stato fatto un sistema anticopia uguale e contrario. Anno copiato tutto, dalle chiavi hardware ai buchi sui floppy, chi si ricorda i nibble copier?Le strade per l'indistria dei contenuti software e mosicali sono 2: - rendere appetibile l'acquisto di materiale originale, con alta qualità e prezzi giusti.- Per il software dare le licenze d'uso a privati, scuole e onlus gratis o a prezzo simbolico, così da massimizzare la diffusione, e fare invece pagare il sofware il giusto prezzo alle società cche hanno utili.
      • ilPunto scrive:
        Re: copiare e' facile
        - Scritto da: The winner
        E' una guerra persa. Sara' persa ma per il momento si stanno inventando delle cose che non stanno ne' in cielo ne' in terra e purtroppo chi governa gli da' corda. Stiamo arrivando ad accettare una specie di Grande Fratello globale, bollini SIAE, dottrina Sarkozi e chi piu' ne ha piu' ne metta.Serve dargli una bella spallata e l'unica che vedo e' astenersi dal P2P e anche dall'acquisto della roba che propongono per premiare chi usa sistemi piu' equi.
      • pabloski scrive:
        Re: copiare e' facile
        - Scritto da: The winner
        copiato tutto, dalle chiavi hardware ai buchi sui
        floppy, chi si ricorda i nibblewow vedo che sei, come me, un informatico della prima oraperò che bei tempi quelli :D
      • H5N1 scrive:
        Re: copiare e' facile
        E' ancora peggo di quanto sembri.Ricordo negli anni 80 riviste che distribuivano software originale gratuitamente solo cambiandogli nome (compresi i primi giochi).Poi vennero le protezioni e le controffensive, ma i tempi di risposta si sono fatti via via più brevi.Un sistema di protezione qualsiasi, oggi, dura si e no un paio di giorni, forse qualche settimana.Ciò che può arrivare ai miei sensi è riproducibile quindi copiabile.Il giorno che potranno entrare a sbirciare anche dentro casa oltre che nella rete saprò cosa farne del termine "legge".
  • Antonio Macchi scrive:
    UN FURTO RIPRESO IN DIRETTA!!!
    ARRESTATE SUBITO QUESTO LESTOFANTEhttp://www.youtube.com/watch?v=KdYq0MX2W68RAZZA DI DELINQUENTE!!!!!cominciano gia' da piccolissimi a RUBARE!!!!
    • 200 OK scrive:
      Re: UN FURTO RIPRESO IN DIRETTA!!!
      Terribile! Qui fa ancora di peggio!http://www.youtube.com/watch?v=oHg5SJYRHA0
    • Funz scrive:
      Re: UN FURTO RIPRESO IN DIRETTA!!!
      - Scritto da: Antonio MacchiMa dove li pescate 'sti video (rotfl)
    • Joliet Jake scrive:
      Re: UN FURTO RIPRESO IN DIRETTA!!!
      Ci stanno già pensando!Sentite la sirena della polizia in sottofondo!!!!!(rotfl)(rotfl)(rotfl)- Scritto da: Antonio Macchi
      ARRESTATE SUBITO QUESTO LESTOFANTE

      http://www.youtube.com/watch?v=KdYq0MX2W68

      RAZZA DI DELINQUENTE!!!!!

      cominciano gia' da piccolissimi a RUBARE!!!!
  • francososo scrive:
    Gary Fung ha detto una cosa sensata!
    Gary Fung ha detto una cosa sensata: il copyright cosi come è concepito serve solo ai grandi gruppi e alle associazioni per dettar legge senza che vi sia una controparte.Ogni utente che utilizza il file-sharing è un consumatore tradito
    • 01234 scrive:
      Re: Gary Fung ha detto una cosa sensata!
      l'ultima frase poi è secondo me giustissima
      • non so scrive:
        Re: Gary Fung ha detto una cosa sensata!
        - Scritto da: 01234
        l'ultima frase poi è secondo me giustissimaquello che dice nell'ultima frase e' una cosa grave.Se le leggi fossero basate unicamente sul comportamento delle masse oggi saremmo ancora dei cavernicoli.Più sensato invece il discorso sul (c), è stato pensato in un mondo analogico e su questa base le industrie hanno cominciato a fare commercio. Oggi il mondo e' cambiato, ma il (c) è lo stesso. Il modello di commercio deve digitalizzarsi e accettare che i modelli costruiti sull'analogico sono inadeguati.
        • 01234 scrive:
          Re: Gary Fung ha detto una cosa sensata!
          un esempio anche fragoroso tutto italiano:il delitto d'onorequello che era considerato un reato a parte, perché culturamente visto come meno grave, poi non ha più quel trattamento particolare perché l'evoluzione dei costumi con il boom economico porta a ritenerlo inaccettabile oppure la legge sul divorzio (1970)ben prima del referendum, il legislatore accolse la domanda delle masse per una possibilità di non rendere a prova di bomba il matrimonio, perché sempre il benedetto boom aveva reso insofferenti le persone all'inscindibilitàpotrei continuare (oltraggio al pudore etc)NON si tratta di diritto naturale (non uccidere non rubare etc) si tratta di diverse percezioni perché col tempo i contesti cambiano...la legge sul diritto d'autore è del 1942...le reti telematiche pongono problemi diversi perché consentono molto più facilmente copie delle opere...quindi la percezione dell'illecito è molto diversaAltro è lo sfruttamento commerciale, sempre da punire.O se no meglio che sia diventato lecito quello che non lo era (e non dovrebbe manco ora) tipo il falso in bilancio, solo che serve a parare il culo a pochi? Ben più grave questo, direi...
          • H5N1 scrive:
            Re: Gary Fung ha detto una cosa sensata!
            Esiste un'antico principio del Diritto Romano secondo il quale un "intero popolo non può infrangere la legge" ossia a dire che il comportamento di un'intera popolazione non può essere reso illegale.E adesso arrestateci tutti! :)Ma dico tutti, eh!Iniziare da Maroni, prego... :D
    • Luciano Ligabue scrive:
      Re: Gary Fung ha detto una cosa sensata!
      Guardiamo la cosa da entrambi i punti di vista e non solo da quello che ci fa più comodo.Qui c'e un problema, il riconoscimento del diritto d'autore.E' importante riconoscere la paternità di un'opera (che può essere una canzone, un testo, un video, un software, un'algoritmo, una formula.....)!Se non garantiamo questo che succede? Invento un nuovo farmaco e non riesco a pagare le spese della ricerca svolta perchè me lo copiano, idem x un software...Qual'e la soluzione??Io non lo so..Intanto continuate a comprare i miei dischi..
      • figura porka scrive:
        Re: Gary Fung ha detto una cosa sensata!
        - Scritto da: Luciano Ligabue
        Guardiamo la cosa da entrambi i punti di vista e
        non solo da quello che ci fa più
        comodo.

        Qui c'e un problema, il riconoscimento del
        diritto
        d'autore.

        E' importante riconoscere la paternità di
        un'opera (che può essere una canzone, un testo,
        un video, un software, un'algoritmo, una
        formula.....)!

        Se non garantiamo questo che succede? Invento un
        nuovo farmaco e non riesco a pagare le spese
        della ricerca svolta perchè me lo copiano, idem x
        un
        software...

        Qual'e la soluzione??

        Io non lo so..

        Intanto continuate a comprare i miei dischi..la tua voce "caffelattata" non me la filo nemmeno da piratata!
      • Il Gargilli scrive:
        Re: Gary Fung ha detto una cosa sensata!
        Si...ma se per "paternita' di un'opera" intendiamo i soldi, allora il discorso potrebbe cambiare.Fermo restando che e' giusto e sacrosanto che chi, per esempio fa musica, percepisca dei compensi, non si puo' piu' rimanere fissi con il concetto di copyright cosi' come lo intendono le grosse major e le societa' di controllo. Il punto e' questo: Internet ha indubbiamente cambiato il modo di usufruire di un sacco di cose, siano esse informazioni, musica, software ecc...Allo stesso tempo ha messo "a nudo" (se mi passate il termine) le suddette societa' che detengono i diritti. Queste societa' NON volgiono cambiare strada e NON vogliono adeguarsi a Internet (mezzo che loro stessi usano, ovviamente). Direi che adesso sta a loro cercare una nuova strada, e non quella che stanno seguendo da anni, minacciando ovunque, con spot che fanno vedere il ragazzino che "roba" in un negozio e cose del genere. Internet, paradossalmente, ha ridimensionato (nella giusta maniera) il compito di queste societa' ; Che e' quello di difendere e proteggere il lavoro e l'opera d'ingegno di una persona (che paga per questo)...ma deve finire qua.Sta tutti qui il problema, niente di piu'...Ma siccome suddette societa' ci hanno marciato sopra per decenni, mangiando sul lavoro di artisti (e non solo) si sono resi conto che la pacchia e' finita.Basterebbe una nuova societa', magari concorrente, che si occupi "solo ed esclusivamente" dei diritti in senso stretto del termine, e non pretendere entrate su qualsiasi cosa sia musica, arte, insegne luminose.Percepiscono entrate da un sacco di cose (ma proprio tante) che neanche immaginiamo. Un esempio potrebbe essere i pass rilasciati alla troupe che organizza un evento (concerti ecc.)...si, prendono soldi anche su quelli; Con l'inevitabile conseguenza che (spesso) chi organizza si limita a "farne stampare" il minimo necessario.Soldi anche dai pub, dalle insegne luminose...e via discorrendo.Non volgiono mollare la presa su una cosa che hanno gia' perso, quando invece potrebbero accettare il fatto cosi' com'è e cercare di trovare delle soluzioni alternative. Come per esempio hanno dovuto fare un sacco di commercianti che hanno dovuto chiudere bottega (vedi negozi di foto con il digitale, per esempio) perchè gli apriva il centro commerciale li 2 passi...E' questo che non sopporto, che degli artisti non gli ne sbatte niente e non promuovono niente di nuovo...niente da troppi anni. sono nati con la radio, quando ancora non c'era la TV e pretendono che le cose vadano ancora come allora. Sono patetici e fanno pena, come una bestia ferita a morte che vorrebbe sopravvivere...
      • Andonio scrive:
        Re: Gary Fung ha detto una cosa sensata!
        Inventi un farmaco e va bene. Bravo. Ti si deve un riconoscimento.Ma se il farmaco che serve a curare l'AIDS costa 250 dollari ogni mese, allora un paese come l'India fa bene a copiarlo. Il riconoscimento economico al ricercatore deve essere distinto dalla vendita e dallo sfruttamento commerciale (sopratutto per i farmaci).La ricerca scientifica deve essere alimentata dallo stato e quindi da tutti noi, non ( o non solo) dall'industria privata, che dalla esistenza della malattia guadagna molti soldi.Dicono che l'industria farmaceutica contrasti la "prevenzione dei tumori" perche' "la cura" rende molto di piu'.Il mio medico della USL anni fa mi sconsigliava la vaccinazione antiinfluenzale, senza motivazioni. Ho poi saputo che i rappresentanti delle case farmaceutiche "soffrivano" molto se la popolazione non si ammalava di influenza.......... Ho cambiato medico e adesso non prendo piu' l'influenza e come conseguenza le case farmaceutiche devono lavorare un po' piu' onestamente.L'artista... e' un altro discorso. Non confondere il compenso all'Autore con i guadagni dell'editore: con Internet , oggi, la figura dell'editore che mette il cellophane intorno al CD e' assolutamente anacronistica, come il maniscalco che ferra i cavalli. Continuo a sostenere che Dante Alighieri ha prodotto il suo capolavoro senza l'aiuto della SIAE e senza copywright e dopo 700 anni la sua opera e' ancora viva. Qualita', non quantita'
        • pippo75 scrive:
          Re: Gary Fung ha detto una cosa sensata!

          La ricerca scientifica deve essere alimentata
          dallo stato e quindi da tutti noi, non ( o non
          solo) dall'industria privata, che dalla esistenza
          della malattia guadagna molti
          soldi.ma visto che lo stato non può fare tutti i tipi di ricerca.Visto che l'industria è interessata a farloDovresti fare una legge che vieta alle ditte di fare ricerca ( tanto in italia, in quante la fanno ? ).
          Il mio medico della USL anni fa mi sconsigliava
          la vaccinazione antiinfluenzale, senza
          motivazioni. A me hanno consigliato, se non ci sono motivi particolari, di godermi un eventuale influenza, per fortificare gli anticorpi.
          dell'editore: con Internet , oggi, la figura
          dell'editore che mette il cellophane intorno al
          CD e' assolutamente anacronistica, come il
          maniscalco che ferra i cavalli. Ma senza editor, quanti artisti potrebbero pubblicare le loro opere?
          sostenere che Dante Alighieri ha prodotto il suo
          capolavoro senza l'aiuto della SIAE e senza
          copywright e dopo 700 anni la sua opera e' ancora
          viva. Qualita', non
          quantita'Vero, ma il discorso sarebbe molto lungo.L'editore oggi oltre a mettere il celophan, fa anche tutta una campagna pubblicitaria ( senza di questa mi sa che molti cantanti non avrebbero attaccato ).Ma il P2P non è solo musica, ricorda.
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