Filtri antiWeb, Promiseland rivuole il suo .it

La nota associazione si è vista sottrarre il dominio da un imprenditore austriaco e ha dovuto attivare le procedure di riattribuzione. Ma si scopre che il dominio ora serve ad una società che non è autorizzata ad operare in Italia
La nota associazione si è vista sottrarre il dominio da un imprenditore austriaco e ha dovuto attivare le procedure di riattribuzione. Ma si scopre che il dominio ora serve ad una società che non è autorizzata ad operare in Italia


Roma – C’è maretta, ed è comprensibile, nell’associazione Promiseland.it , ben nota all’utenza internet italiana e che fino a qualche tempo fa era accessibile a tutti via web sul dominio internet.it che porta il suo nome, promiseland.it , appunto. Non più: come si può verificare facilmente quella pagina ora dà errore 404, ma il server a cui fa riferimento non ha nulla a che vedere con l’associazione quanto con una società tedesca specializzata in scommesse sportive.

Sottrazione? Furto? Caos digitale? Niente di tutto questo: molto semplicemente gli intestatari del dominio.it hanno fatto una certa confusione, come ammettono loro stessi sul loro attuale sito di appoggio , senza riuscire quindi a consentire ad un nuovo intestatario di “subentrare” senza traumi a quello precedente, essendo peraltro tutti riconducibili alla medesima associazione.

Il NIC italiano, spiegano così quelli di Promiseland.it, ha dunque imposto all’associazione di richiedere ex novo il dominio, cosa che lo ha esposto all’attenzione di altri soggetti: tra una cosa e l’altra ci si è infilato un imprenditore austro-tedesco che ha ottenuto la registrazione del dominio prima che venisse riassegnato all’associazione, che lo gestisce di fatto da 7 anni.

“E così – spiegano all’Associazione – tra una proposta di portare a mano la richiesta (il regolamento non lo prevede), o di parlare con qualcuno per spiegare bene la cosa (il regolamento non lo prevede), il tempo è trascorso, e quando all’ultimo abbiamo provato la via di un bel pacchettino postacelere… ecco che il dominio era perso”.

Tutto questo è evidentemente frutto dei bizantinismi di cui spesso sono state accusate le regole a cui si rifà il NIC nostrano, bizantinismi che spesso nascondono però garanzie per i registranti e parità di accesso, almeno sulla carta, al diritto alla registrazione. Le procedure di riaccredito del dominio all’associazione, già attivate, non dovrebbero peraltro tardare a dar ragione all’associazione.

Di certo quanto accaduto, osserva qualcuno, si sarebbe potuto evitare se il protocollo di registrazione ammettesse, tanto più nei casi delle attività non profit, una maggiore elasticità di approccio. La si chiede da anni e si può sperare che questo caso spinga il NIC a pensarci sopra. Ed è curioso che molti utenti di Promiseland.it abbiano giocato con il proprio sistema operativo per collegarsi al sito di appoggio digitando comunque promiseland.it come URL del proprio browser.

Ma ad attirare interesse sul caso è soprattutto il fatto che chi ha registrato quel dominio ora lo utilizzi come redirect verso “www.intertops.com”, che è il sito di una società di scommesse online non autorizzata ad operare in Italia . Non solo il dominio.it di un’associazione italiana è passato quindi nelle mani di qualcun altro per un disguido amministrativo, ma ora viene persino sfruttato per promuovere fuori dall’Italia attività di gambling che nel nostro paese sono vietate. Intertops.com rientra infatti nelle centinaia di siti che, come ben noto , le nostre autorità hanno iniziato a filtrare ritenendo di dover vietare agli utenti italiani l’accesso a quei siti.

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07 03 2006
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