Paradossalmente, i giorni che coincidono con l’esplosione della guerra in Medio Oriente sono anche quelli che restituiscono vitalità al settore delle criptovalute. L’esempio più lampante è da ricercare come sempre guardando alle variazioni di Bitcoin, che dopo un lungo periodo di calo e depressione ha fatto registrare un +7% in 24 ore. L’aver resistito all’impatto delle notizie provenienti dall’Iran e dagli altri paesi coinvolti ha dato fiducia agli investitori, riportando il prezzo abbondantemente sopra i 71.000 dollari.
Sale il prezzo di Bitcoin, come a inizio febbraio
La moneta è tornata ai livelli di inizio febbraio. E come spesso accade in queste occasioni, il trend ha dato ossigeno anche ad alcuni degli altri asset più noti come ETH, XRP e SOL. Tutto questo mentre i mercati azionari e le materie prime arrancano. È questa la vera natura della finanza decentralizzata?
Come sempre, invitiamo a prendere con le pinze qualsiasi previsione sul futuro andamento di BTC e più in generale delle criptovalute. Il mercato ha già dimostrato innumerevoli volte di essere imprevedibile, vulnerabile a dinamiche che sfuggono a qualsiasi sfera di cristallo. Tradotto: mai lasciarsi influenzare da una crescita improvvisa e cedere alla tentazione di investire in modo impulsivo. Ad ogni modo, questo è il parere di Tagus Capital.
Bitcoin potrebbe ora mostrare alcune caratteristiche difensive durante i periodi di crisi, ma il ritiro dell’oro evidenzia che anche i classici porti sicuri non sono immuni alle dinamiche del mercato, il che posiziona Bitcoin come un’alternativa più flessibile ma comunque ad alto beta.
Cosa significa? Che se da un lato BTC sta dimostrando di essere in qualche modo resistente agli scossoni che mettono in difficoltà gli altri asset più tradizionali, non è immune al problema della volatilità. Nel momento in cui scriviamo e pubblichiamo questo articolo, il prezzo si attesta a 71.315 dollari. Nelle ultime 24 ore è arrivato a toccare i 71.825 dollari.
