Flat-rate, ce l'ho e me la tengo

Colaninno fa il possibilista sull'introduzione della flat-rate. D'Alema e Passigli si appellano agli operatori. Forse in arrivo un documento introduttivo delle tariffe flat di stato


Roma – Di tutto e di più? Dopo le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio Massimo D’Alema, che ha auspicato una drastica riduzione delle tariffe di accesso alla rete, anche Stefano Passigli, sottosegretario all’Innovazione, ha parlato di tariffe. Si è appellato agli operatori per arrivare alla flat-rate per la connettività, una soluzione finora adottata soltanto da Galactica . La novità è che Roberto Colaninno, bossissimo Telecom , ha fatto sapere che la sua azienda sta pensando a tariffe da un solo scatto per la connessione… Intanto, sullo sfondo, pare sia in arrivo un documento ministeriale che parla di tariffe flat e nuove numerazioni.

Andiamo per ordine: Passigli ieri, parlando dell’attivazione di tariffe flat, ha affermato: “Anche se non è compito del governo fissare le tariffe, voglio ricordare che questo è già stato fatto in Inghilterra e in Germania e, a nostro avviso, esistono già le condizioni perché possa essere fatto anche in Italia. E ‘ nell’interesse degli stessi operatori allargare il più possibile il mercato, e credo si possa insistere”.

Gli ha fatto eco il sottosegretario alle comunicazioni Vincenzo Vita: “Il governo è schieratissimo per la tariffa flat che, però, non si può fare domani mattina. Non basta un annuncio, per quanto autorevole, e anche Colaninno non ha messo a punto una scadenza: ha dato una risposta positiva ad una giusta sollecitazione del Presidente del Consiglio”. Colaninno, infatti, pare intenzionato a portare Telecom Italia sulla strada delle tariffe flat, sebbene l’azienda sembri ancora lontana dalla formulazione di un progetto.

D’Alema dal canto suo aveva dichiarato: “Noi non possiamo abolire le tariffe telefoniche. Noi abbiamo aperto il mercato, c’è la concorrenza, ci sono degli operatori. Non c’è il minimo dubbio, però, che più si allarga il mercato degli utenti internet, più si allarga la concorrenza, più vi sarà una tendenza a un abbattimento delle tariffe, come è avvenuto anche in altri Paesi. Saranno i fornitori di servizi, i quali guadagnano sui servizi forniti, ad avere interesse ad abbattere le tariffe per l’accesso”.


A quanto pare le tariffe flat, con addirittura una numerazione ad hoc, sarebbero al centro di un documento ministeriale di cui ancora non si hanno i dettagli. Ma in questo scenario qualcuno si è chiesto che fine faranno, quale modello di business potranno seguire e in generale cosa si devono attendere gli operatori internet.

A questi quesiti ha voluto rispondere l’onnipresente Vita secondo cui, per un periodo di transizione di un anno, gli Internet service provider (ISP) dovranno essere equiparati ai licenziatari della telefonia, per evitare che i primi siano schiacciati nei nuovi modelli di business e tariffari.

“Serve, ha detto Vita, una misura in grado di garantire temporaneamente le stesse condizioni di mercato agli ISP e ai licenziatari. Con la liberalizzazione, i licenziatari possono più facilmente degli ISP offrire a costi assolutamente bassi l’accesso a internet, avvalendosi del principio del passaggio dell’interconnessione”. Secondo Vita c’è “una miriade di piccole e medie aziende che rischia di essere schiacciata dai licenziatari: si tratta quindi di equiparare gli ISP ai licenziatari nei diritti di interconnessione alla rete”.

Il sottosegretario ha spiegato che la misura sarà compresa in un disegno di legge che il Consiglio dei Ministri porterà in Parlamento. Ma il provvedimento sarà temporaneo. “Si tratta, ha affermato Vita, di una soluzione parziale e provvisoria che serve a garantire questa fase di passaggio che è molto a rischio. Tale normativa, infatti, verrà superata definitivamente una volta che sarà introdotta la tariffa flat che aprirà una stagione completamente diversa e in seguito a questo andranno riviste molte altre cose”.

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