Flatcrisi/ Edi&Sons contro TAG

di M. Corazzi. Le vicende di Edi&Sons si protraggono fino a un prevedibile epilogo. E coinvolgono nuovamente TAG Comunicazioni. Lo scontro si è spostato ora in tribunale
di M. Corazzi. Le vicende di Edi&Sons si protraggono fino a un prevedibile epilogo. E coinvolgono nuovamente TAG Comunicazioni. Lo scontro si è spostato ora in tribunale


Web – Ricapitoliamo la storia: nel mese di Maggio di quest’anno sono iniziati i problemi della flat di Edi&Sons, che infine ha comunicato (tramite una nota ufficiale) la cessazione del servizio su numero verde. Successivamente Edi&Sons ha preso contatti con la TAG Comunicazioni al fine di cederle i contratti. A questo punto la vicenda si fa oscura: TAG afferma di aver interrotto la trattativa che giudicava sfavorevole, Edi&Sons replica intentando causa a TAG.

Il primo agosto 2001 gli (ex) utenti della flat di Edi&Sons si sono visti recapitare uno di quei Bullettin Message (il 21esimo, per l’esattezza) di cui la società perugina di solito è abbastanza parca. Il contenuto? L’esito della procedura giudiziaria contro TAG. Questo il testo del BM:

“In merito alla cessione del suo contratto da parte della Edi and Sons S.r.l. in favore di Tag Comunicazioni, Le mettiamo a disposizione il testo integrale dell’ordinanza del 27/7/2001 (al link www.ediandsons.it/ordinanza.pdf ) con la quale il Giudice del Tribunale di Perugia Dott. Andrea Battistacci ha respinto il ricorso d’urgenza presentato dalla Edi and Sons S.r.l. nei confronti della Tag Comunicazioni. Il suddetto ricorso è stato tuttavia respinto solo per l’insussistenza nel caso di specie del requisito del “periculum in mora”, cioè della imminenza ed irreparabilità del danno lamentato da Edi and Sons S.r.l. nei confronti di Tag Comunicazioni.

Dall’esame del provvedimento in oggetto è possibile comunque rilevare:

– L’esistenza di un regolare contratto stipulato tra le parti per la cessione del portafoglio clienti;
– La sua piena validità ed efficacia;
– La diretta responsabilità di Tag Comunicazioni riguardo l’impossibilità per gli utenti di collegarsi ad Internet.

Tale accadimento, che si riferisce comunque a soggetti estranei al giudizio de quo, dovrà in ogni caso ricadere su Tag Comunicazioni, che non ha adempiuto alle proprie obbligazioni scaturenti dal contratto, non avendo di fatto riattivato il collegamento ad Internet in favore dei soggetti che erano stati ceduti.

Abbiamo ritenuto opportuno mettere a disposizione degli utenti l’ordinanza in questione onde fare chiarezza una volta per tutte su di una situazione che ci ha visti coinvolti senza la minima responsabilità, onde tutelare la nostra immagine e credibilità imprenditoriale.”


Il Bullettin Message 21 ha incontrato un amareggiato scetticismo presso il forum del sito Vittime Edisons . Ma è stato il bollettino 22, inviato dopo soli due giorni, a infliggere il colpo di grazia alle speranze delle “vittime” di riavere il servizio sottoscritto o la restituzione del denaro versato.

“Con il Bullettin Message 21 Le abbiamo messo a disposizione l’ordinanza del Giudice che documenta l’avvenuto passaggio del Suo contratto dalla Edi & Sons srl a Tag Comunicazioni S.r.l.
Per completezza di informazione le comunichiamo che copia del contratto stipulato fra le parti è depositato presso il Tribunale di Perugia.

Per la prosecuzione del contratto o eventuale rimborso il suo referente è Tag Comunicazioni. Le richieste inviate presso di noi sono già a disposizione di Tag.

Precisiamo che tutti i contratti di connettività non contenevano alcuna clausola di rinnovo automatico, pertanto nessuno potrà richiedere alcun importo per la prosecuzione del servizio, né, tantomeno, utilizzare i numeri di carte di credito per addebitare ulteriori importi.

In data odierna la Edi and Sons S.r.l. cessa la propria attività lasciando la propria sede operativa e interrompendo il rapporto con i dipendenti. Pertanto non troverà più risposta ad eventuali comunicazioni telefoniche o via email.

Le verranno comunque mantenuti i servizi di posta elettronica e di spazio disco su edisons.it fino al 30.04.2002.

La ringraziamo vivamente di essere stato nostro cliente.”

Il sito di Edi&Sons al momento non risulta disponibile, e le difficoltà per raggiungere telefonicamente l’amministrazione della società risultano insormontabili. Ma questo non è una novità: una voce registrata risponde da tempo che “gli operatori sono momentaneamente occupati”.


In un comunicato stampa la società TAG Comunicazioni S.R.L. del Sig. Gianluigi Torzi risponde così alle affermazioni di Edi&Sons:

“In merito al ricorso di urgenza ex art. 700 c.p.c. proposto dalla Edi and Sons S.r.l., con cui chiedeva che venisse ordinato alla TAG Comunicazioni S.r.l. di dare esecuzione a un presunto contratto di cessione di portafoglio clienti, si informa che il Tribunale di Perugia nella persona del Giudice Dott. Andrea Battistacci, ha RIGETTATO il menzionato ricorso, in considerazione del fatto che non sussistono le condizioni ex lege per l’accoglimento della domanda cautelare; pertanto ogni valutazione di merito dovrà trovare tutela, eventualmente, in un giudizio a cognizione ordinaria. Di conseguenza, la TAG Comunicazioni S.r.l., ad oggi, non è obbligata ad eseguire alcun contratto nei riguardi della Soc. Edi&Sons e ribadisce che nessun regolare accordo sia intervenuto con la stessa. Ebbene, alla luce delle suesposte considerazioni ogni azione di tutela, lamentela o altro in ordine al servizio Internet contratto, va imputata esclusivamente alla Soc. EDI and SONS S.r.l. quale unica responsabile del disservizio in qualità di obbligata contrattuale.”

Insomma: TAG respinge completamente le accuse della ex collega. Il Sig. Torzi si dice sgomento per il comportamento di Edi&Sons e sostiene che non darà luogo ad alcuna azione legale di replica, nella convinzione che l’unico obbligo della sua società sia verso i propri clienti. A suo tempo aveva smentito di aver mai accettato l’oneroso pacchetto di utenti Edi&Sons, interrompendo la trattativa ora in esame presso il tribunale del capoluogo umbro.

La prima stagione delle Flat in Italia si chiude tra cause, fallimenti, disservizi, cessazioni, rinunce, lasciando gli utenti amareggiati, delusi e in molti casi “spennati”.
Paghiamo l’inesperienza, il pionierismo che accompagna la nostra passione e professione nel mondo dell’informatica.
Paghiamo la disonestà di alcuni che hanno visto la possibilità di arricchirsi sfruttando l’entusiasmo iniziale per certe iniziative che sulla carta potevano risultare eccezionali.
Paghiamo il coraggio di lottare contro un monopolio nelle telecomunicazioni che inevitabilmente schiaccia ogni tentativo di sottrarsi al giogo e di sfruttare meglio le tecnologie.
Paghiamo una legislazione inefficiente e vecchia, inadeguata alla velocità con cui la società si evolve, spesso intimorita dalle prepotenze dei padroni dell’economia del paese.

Manrico Corazzi

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05 08 2001
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