Fotofonini improvvisamente pericolosi

La decisione delle autorità statunitensi di vietarli alle forze armate in Iraq alza il livello della polemica sulle capacità dei cellulari più avanzati
La decisione delle autorità statunitensi di vietarli alle forze armate in Iraq alza il livello della polemica sulle capacità dei cellulari più avanzati


Washington (USA) – Boicottati da più parti e temuti da molti per i rischi che si ritiene possano significare per la privacy, i fotofonini hanno da poche ore un nemico in più: il Governo degli Stati Uniti.

Donald Rumsfeld, il segretario americano alla Difesa , avrebbe infatti confermato di aver ordinato la messa al bando, per le forze militari statunitensi impegnate in Iraq, dei cellulari con cam.
L’annuncio era apparso sotto forma di indiscrezione ben documentata sul magazine britannico The Business ed è stato poi ripreso da più parti. La scelta di mettere al bando i fotofonini in Iraq sarebbe da collegare all’emergere delle ormai tristemente celebri fotografie delle sevizie a cui alcuni soldati americani hanno sottoposto prigionieri iraqeni. Il timore del Pentagono, cioè, sarebbe nel fatto che la presenza dei nuovi fotofonini potrebbe creare ulteriori imbarazzi all’amministrazione se non rappresentare addirittura una minaccia per la sicurezza.

E’ peraltro questo il motivo per cui, insieme ai fotofonini, vengono messe al bando anche videocamere e macchine fotografiche digitali, in un quadro di una rimozione dal campo degli strumenti di ripresa non autorizzati in modo specifico che potrebbe poi essere esteso a tutte le forze americane che si trovano all’estero.

In un certo senso, dunque, la bufera che si è scatenata su Rumsfeld e sull’amministrazione USA a causa delle foto shock che continuano ad essere pubblicate da quotidiani e televisioni di mezzo mondo ha messo in evidenza la vulnerabilità alla facilità di copia e diffusione implicita nei mezzi digitali.

Quanto sta avvenendo, infine, porta a nuovi livelli le infinite polemiche che da lungo tempo circondano la diffusione dei telefonini dotati di cam, polemiche sfociate in proposte legislative anche negli USA e in un intervento ufficiale del Garante per la privacy in Italia.

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23 05 2004
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