Foxconn, altri tre suicidi

Tre nuovi casi nel giro delle ultime tre settimane. La discussa fabbrica-città cinese torna nel mirino degli attivisti. Pare però che le morti non siano state provocate dalle condizioni lavorative negli stabilimenti
Tre nuovi casi nel giro delle ultime tre settimane. La discussa fabbrica-città cinese torna nel mirino degli attivisti. Pare però che le morti non siano state provocate dalle condizioni lavorative negli stabilimenti

Nuovi casi di suicidio negli stabilimenti di Foxconn, come annunciato dagli attivisti di China Labour Watch (CLW). Nello scorso 24 aprile, un giovane lavoratore cinese si è gettato dalla finestra del suo dormitorio dopo aver trascorso appena due giorni nella discussa fabbrica-città controllata dal gruppo Hon Hai .

Tre giorni dopo, una ragazza di appena 23 anni si è lasciata cadere dal dodicesimo piano del suo appartamento, seguita a maggio da un 30enne che lavorava a Foxconn da meno di un mese. Hon Hai, facendo riferimento ai verbali delle forze dell’ordine che stanno indagando sull’accaduto, ha confermato i decessi, precisando che gli atti si sono verificati al di fuori delle mura dell’azienda.

Stando a quanto riportato da CLW , le ultime morti non sarebbero state provocate dalle condizioni lavorative nella fabbrica cinese, piuttosto da problemi relazionali non meglio specificati. “Non possiamo speculare sulle motivazioni individuali che hanno portato a questi atti – hanno commentato i vertici dell’azienda – ma una indagine interna mostra che nulla suggerisce che siano stati causati da questioni correlate al lavoro”. ( M.V. )

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21 05 2013
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