Francia, arrestati i pirati cinematografici

Alcuni membri di un gruppo dell'underground del file sharing finiscono in gattabuia per una registrazione di troppo nel buio della sala. Ma la scena risponde prontamente con un rip di maggiore qualità
Alcuni membri di un gruppo dell'underground del file sharing finiscono in gattabuia per una registrazione di troppo nel buio della sala. Ma la scena risponde prontamente con un rip di maggiore qualità

Tempi duri per i circuiti warez cinematografici, negli States come nel resto del mondo. Non va molto diversamente in Francia, ad esempio, dove quattro membri della crew conosciuta come CaRNaGe sono stati arrestati con il camRip nel sacco, una copia del film Bienvenue chez les Ch tis registrata nei cinema e rilasciata sui circuiti pirata il giorno successivo alla distribuzione nelle sale.

I quattro sono stati beccati nel corso di un’investigazione condotta dalla Brigade Centrale pour la Répression des Contrefaçons Industrielles et Artistiques (o BCRCIA), durata due mesi e avviata con l’arresto di Pathé , membro della crew responsabile della messa in circolazione del warez cinematografico.

CarNaGe è sospettata di essere la responsabile della distribuzione di altre pellicole registrate in sala, inclusi blockbuster del calibro di Iron Man e Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo , ma l’arresto sarebbe avvenuto specificatamente per il rip summenzionato.

Il fermo dei quattro pirati arriva poi a breve distanza da quello dei tre membri del gruppo CiNEFOX avvenuto a giugno , come ricorda ZeroPaid . Che l’inasprimento dell’azione di contrasto alla pirateria cinematografica sia frutto dell’aumentata consapevolezza del diritto d’autore grazie alla Dottrina Sarkò non è dato saperlo.

Quel che è certo è una certa inefficacia nel contrasto a un fenomeno su cui le autorità transalpine non sembrano avere il pieno controllo: lo stesso film che ha fatto sbattere in prigione i membri di CaRNaGE è finito poi per essere comunque disponibile sul P2P, questa volta in una copia proveniente da un DVD di post-produzione che si credeva fosse stato rubato proprio da Pathé.

E un “Thank you Pathé” è proprio il messaggio aggiunto dai releasers della nuova versione alla pellicola, segno inequivocabile di un circolo vizioso (qualcuno forse azzarderebbe virtuoso) piuttosto difficile da interrompere.

Alfonso Maruccia

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09 07 2008
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