Francia: Internet finanzi il passato, la tv ad esempio

Tassare gli ISP e boicottarne gli investimenti pur di tenere acceso il respiratore della televisione. E regalare anche ad Internet una bella Commissione Censura. Passa all'Assemblea nazionale la nuova proposta di legge

Roma – Internet deve contribuire a mantenere in vita una TV che non può più contare sulla pubblicità, i netizen devono consentire ai cittadini francesi di continuare a godere di un servizio radiotelevisivo di qualità.

La proposta di legge striscia nei Palazzi d’oltralpe dal mese di maggio: il sistema radiotelevisivo francese va riformato radicalmente, i media tradizionali possono fare affidamento solo sul canone e rischiano di trovarsi a dover offrire informazione e intrattenimento di qualità, nonostante la voragine da 800 milioni di euro che si verrà a creare con l’abolizione della pubblicità. Ma il sistema mediatico è fatto di vasi comunicanti: l’onere di sostenere la televisione spetta ai fornitori di connettività .

L’Assemblea Nazionale ha dato il via libera : la legge di riforma del sistema audiovisivo pubblico si ripercuoterà sugli ISP e di conseguenza sui cittadini della rete. I provider dovranno alimentare artificialmente radio e tv pubblica con 370 milioni di euro, verranno tassati fino allo 0,9 per cento sul loro fatturato . Poco importa che molti dei netizen abbiano scelto di attingere solo alla rete per l’informazione e l’intrattenimento che dispensava in precedenza il servizio pubblico: la tassa, qualora venisse approvata dal senato nel mese di gennaio, si riverserà inevitabilmente su coloro che hanno sottoscritto un abbonamento a Internet.

Gli ISP hanno parlato chiaro : “Non dobbiamo essere i principali contributori di questa misura, perché non esiste alcun collegamento diretto tra noi e la televisione pubblica”. Una tassazione imposta agli ISP, sottolineano i provider della Fédération Française des Télécoms , costringerà gli operatori della rete a cambiare i loro programmi, a ridimensionare gli investimenti, a rallentare sensibilmente le prospettive di sviluppo della copertura, della fibra, del mobile. Se il Senato dovesse apporre il sigillo alla proposta di legge, gli ISP promettono di sottoporla ad un controllo di costituzionalità.

Concordano con i provider i membri di Renaissance numérique , think tank di cui fanno parte accademici e rappresentanti degli operatori della rete quali Google e MySpace: “Una tale logica di tassazione delle nuove tecnologie penalizzerà l’economia digitale francese che costituisce un serbatoio potenziale di crescita e d’impiego in questa congiuntura incerta”. Sottrarre risorse ai circuiti economici della rete, osservano da Renaissance numérique è in netta controtendenza rispetto ai progetti di sviluppo digitale in cui la Francia ha deciso di investire, è in netta controtendenza con quanto accade oltreoceano, dove Barack Obama considera Internet un volano per la ripresa. Ma Obama nulla può nei confronti dei legislatori dello stato di New York, che meditano di volersi accodare ad un altro manipolo di stati tassando il download di contenuti digitali per rimpinguare le casse dell’amministrazione. Ma la sovrapposizione tra la Rete e i media tradizionali non si verifica in Francia solo nei travasi di denaro: Frédéric Lefebvre, deputato della maggioranza, avrebbe voluto iniettare nella riforma del sistema radiotelevisivo francese un emendamento volto a tutelare i cittadini dalle minacce della rete . L’idea era quella di stilare una carta dei diritti dell’infanzia, un protocollo d’intesa negoziato fra gli addetti ai lavori e il Conseil supérieur de l’audiovisuel ( CSA ), l’autorità indipendente che si occupa di vigilare sul sistema radiotelevisivo, una commissione censura che tutela i cittadini francesi da bocconi mediatici indigesti.

La CSA, nei piani di Lefebvre, avrebbe dovuto occuparsi di vigilare sulla rete come vigila sulla televisione : “Molti bambini sono guidati sulla via della violenza a causa di Internet – sostiene il deputato – certo Internet non è nel suo complesso un ambiente violento, ma le organizzazioni criminali e coloro che agiscono nell’illegalità preferiscono operare laddove lo stato è meno presente”. “Trafficanti di armi, droga o merci rubate, gli sfruttatori hanno trovato rifugio su Internet – arringa Lefebvre – e psicopatici, stupratori, ladri e razzisti hanno fatto della rete il loro covo”.

Per questo motivo non bisognerà semplicemente investire i provider della responsabilità di tenere il passo con la blacklist di stato , ma sarà necessario coinvolgere un’autorità indipendente che epuri la rete dai contenuti più sconvenienti e imbollini i siti adatti a tutti i tipi di pubblico. Rumoreggiano gli intermediari della rete, da Microsoft a Google, da Yahoo a Dalilymotion: “Internet non è la televisione – denunciano in una lettera aperta dell’ Association des Services Internet Communautaires ( ASIC ) – la proposta di legge è destinata a modificare profondamente il quadro d’insieme di Internet”. “Si tratta di un disastroso amalgama di Internet e televisione – spiegano – il CSA non ha poteri del genere nemmeno sulla televisione”.

Ma la proposta del deputato non è stata accolta con lo stesso successo con cui l’Assemblea Nazionale ha premiato il travaso di fondi dalla rete ai media mainstream. Ha attecchito solo uno degli aspetti della proposta: se il senato accogliesse il testo integralmente, il CSA sarà incaricato di monitorare la pubblicità che alimenta i siti di sharing di contenuti creati dai netizen: il CSA dovrà verificare che i banner e i link pubblicitari “non nuocciano allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori”. La proposta originaria di Lefebvre non verrà abbandonata: la famigerata loi Création et Internet , con la quale la Francia intende inaugurare una nuova stagione della tutela della proprietà intellettuale concedendo a privati di indagare sui netizen e di stroncare connessioni, potrebbe contenere un articolo dedicato alla tutela pervasiva dei minori.

Gaia Bottà

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  • malandrino scrive:
    demagogia spiccia
    estremizzando quello che dice Calamari dovremo fermare il progresso, visto che 40 anni fa si viveva benissimo senza computer, con televisori in bianco e nero, e con pochissimi telefoni (non nomino nemmeno il cellulare)... ah... ovviamente niente internet, e quindi niente Calamari che scrive i suoi articoli su PIle multinazionali, oltre a guadagnare, danno anche lavoro e migliaia di persone, e il consumismo crea lavoro per chi produce: se i consumi cessassero, chi produce i beni verrebbe licenziato e si entrerebbe tutti in crisi (guardacaso quello che sta succedendo ora)le trasmissioni in alta definizione non possono certo esistere se non ci fossero le strutture per usufruirne, guardacaso sul digitale si sta andando in quella direzione, ora che di televisori in HD ce n'è a sufficienza... ovvio che c'è chi paga o scotto... c'è sempre un "prezzo" da pagare, per tutto... personalmente non ho Sky, non ho Digitale Terrestre e non ho neanche un televisore HD, semplicemente perché non ne ho bisognosaluti
  • CCC scrive:
    CONSAPEVOLEZZA CRITICA...
    come sempre un ottimo articolo del Nostro...ma vorrei proporre, a Marco a a chi legge, una prospettiva un poco diversa...cito: " Una iniezione di morale puo' venire solo dai consumatori, che ne hanno oltretutto anche l' interesse economico . Ma ne hanno l' intelligenza ? non credo che in questo contesto la giusta prospettiva sia quella di una "morale" o "intelligenza" dei consumatori" ma piuttosto quella della consapevolezza critica legata ad un' etica collettivistica delle persone e notate come l'approccio cambia radicalmente con la sostituzione di "morale" o "intelligenza" con "consapevolezza critica", di "interesse economico" con "etica collettivistica" e di "consumatori" con "persone"...il discorso sarebbe comunque troppo lungo, complesso ed articolato...rimando ad alcune letture illuminanti rispetto a queste tematiche:- Serge Latouche (http://it.wikipedia.org/wiki/Serge_Latouche): La scommessa della decrescita , Feltrinelli, 2007- Gruppo di ricerca Ippolita, Luci e ombre di Google , 2007(http://www.ippolita.net/google)- Gruppo di ricerca Ippolita, Open non è Free , 2005(http://www.ippolita.net/onf)- Gruppo laser, Il sapere liberato , 2005(http://www.copyleft-italia.it/pubblicazioni/laser_sapereliberato.pdf)
  • alexander scrive:
    articolo inutile
    Mi sembra un articolo inutile e campato su teorie e basta !VORRESTI DIRMI CHE TU NON HAI MAI COMPRATO NULLA alla moda o fashion ????ma vai vai .............
    • Modus in rebus scrive:
      Re: articolo inutile
      - Scritto da: alexander
      Mi sembra un articolo inutile e campato su teorie
      e basta
      !
      VORRESTI DIRMI CHE TU NON HAI MAI COMPRATO NULLA
      alla moda o fashion
      ????
      ma vai vai .............Si potrebbe fare un'analogia tra l'acquisto compulsivo e l'abbuffata alimentare. Io non ho notato alcun estremismo in questo articolo, bensì è un modo per ricordare alle persone le conseguenze di certi comportamenti. L'inutilità, piuttosto, la trovo nel tuo commento.
    • Genoveffo il Terribile scrive:
      Re: articolo inutile
      - Scritto da: alexander
      Mi sembra un articolo inutile e campato su teorie
      e basta
      !
      VORRESTI DIRMI CHE TU NON HAI MAI COMPRATO NULLA
      alla moda o fashion
      ????
      ma vai vai .............Incredibile, eh?Esistono anche persone che non sono vanesie o tonte, e che acquistano in base ad un ferreo ragionamento.Io faccio così: compro un cello? 4 anni fa Symbian (diffusissimo) oggi WM6 (una marea di applicazioni). E passo il cello vecchio alla mia metà: l'ho trattato bene ed è ancora ottimo.Compro l'auto in una grande citta? Una Picasso e non un Suv.Compro vestiti? Al mercato, per evitare ladrocini. E sitrova ottima roba a prezzi interessanti. E tanta scelta.Compro scarpe? Vado presso uno "spaccio" aziendale di una grossa fabbrica di scarpe, e scelgo fra i modelli invenduti, spesso belli e a basso costo.Compro computer? MAI di marca e MAI fra i processori in voga, ma sempre il miglior rapporto qualità/prezzo.E alla fine vivo bene anche con il portafogli .....
  • emmeesse scrive:
    moneta prescrittibile
    Un altro ciclo anti-naturale come quello descritto da Calamari e' quello della moneta. Del denaro che rende nel tempo senza generare accrescimento sociale:banche, borse e quelle robe li.Se io ho un chilo di mele e le tengo per due anni nel cassetto, sicuramente ci trovo degli scarafaggi.Accrescimento sociale = zeroSe ci facevo una torta di mele per gli amici o me le mangiavo era meglio.Se io ho un chilo di soldi e li tengo per due anni nel cassetto di una banca, ho ANCHE la probabilita' (innaturale, ed e' per questo che l'economia ogni tot crolla) di trovare due chili e due etti di soldi.Oppure quella di trovarci gli scarafaggi. Come avviene a molti oggi.(Prego gli economisti di notare che sono conscio che la mia spiegazione e' terra-terra. Spero sia semplice e divulgativa.)Una moneta che genera valore senza generare accrescimento sociale e' una jatturaNon mi dite che quella moneta ha generato un terziario: il terziario e' un accrescimento sociale SOLO da quando esiste l'informatica. @ZZO!Semplicemente perche' l'informatica non fa parte del terziario ma di un ciclo creativo che alimenta con le sue scoperte, i suoi giochi e le sue ricerche l'accrescimento sociale.(per cui: sorpresa! Gli informatici non sono del terziario, come credevano)Senza offesa o diatriba, ma non si puo' dire la stessa cosa di un agente immobiliare o di un agente di borsa. (professioni oneste e rispettabilissime)Essi svolgono un ruolo di mediatori, un informatico accresce il sapere sociale, o come insegnante o come creatore.Per Ezra Pound http://it.wikipedia.org/wiki/Ezra_Poundla sola maniera di contrastare questo ciclo monetario/economico innaturale e quella di rendere la moneta prescrittibile, ovvero:io ti do dieci eurotu li rimetti in circolo ed acquisti merce per tale valore (pappa, automobili, connessione internet)oppuretu li metti da parte ed ogni mese (dico per dire) la tua banconota perde di valore, fino allo zero.Questo per Pound avrebbe prodotto l'eliminazione del capitalismo, mantenendo un libero mercato basato sui meriti, pur retribuendo quegli attori necessari ma non accrescitivi che sono i mediatori.Che dite, non ricorda un pochino la parabola cristiana dei talenti?O mamma mia cosa ho scritto! :-)
    • fuori dal nido scrive:
      Re: moneta prescrittibile
      Dai un'occhiata anche quihttp://it.wikipedia.org/wiki/Moneta_di_ghiaccioho linkato il redirect perché "Moneta di Ghiaccio" rende bene l'idea al primo impatto.
  • eheheh scrive:
    La Apple lo fa
    I comportamenti a cui i consumatori vengono condizionati sono:- comprare prodotti di cui non hanno bisogno- sostituire prodotti senza necessità- comprare prodotti a prezzi molto più alti dei loro costi di produzione e distribuzione- comprare prodotti con caratteristiche tali da creare mercati sempre più controllati4 su 5
    • CCC scrive:
      Re: La Apple lo fa
      - Scritto da: eheheh
      I comportamenti a cui i consumatori vengono
      condizionati
      sono:
      - comprare prodotti di cui non hanno bisogno
      - sostituire prodotti senza necessità
      - comprare prodotti a prezzi molto più alti dei
      loro costi di produzione e
      distribuzione
      - comprare prodotti con caratteristiche tali da
      creare mercati sempre più
      controllati

      4 su 5certo che Apple lo fa...ma non è la sola...!!!vuoi mettere, per esempio, Microsoft, o Yahoo! o Google???leggere, leggere...: http://www.ippolita.net/googleTUTTE le multinazionali "elettroniche" lo fanno... e quelle "non-elettroniche" pure, magari in modo un po' diverso...
  • gibrovacco scrive:
    Non e' sempre vero
    Sono d'accordo in massima parte su quasi tutti i punti, come sempre esposti in modo eccellente dal buon Calamari. Gli azionisti sono però sempre esseri umani ed è possibile utilizzare principi morali come "punti di forza" per un'azienda. Si vedano i seguenti link (presi a caso):http://www.nokia.com/A4241111http://www.nokia.com/A4126303
  • Anonimo veneziano scrive:
    Ma ne hanno l'intelligenza?
    "Ma ne hanno l'intelligenza?"Penso proprio di no!Basta guardare il comportamento delle ultime generazioni, tutto deve essere firmato e all'ultima moda, cellulare nuovo ogni anno, ecc.Poi basta guardare alle elezioni!NON NE HANNO L'INTELLIGENZA!
    • Modus in rebus scrive:
      Re: Ma ne hanno l'intelligenza?
      - Scritto da: Anonimo veneziano
      "Ma ne hanno l'intelligenza?"

      Penso proprio di no!
      Basta guardare il comportamento delle ultime
      generazioni, tutto deve essere firmato e
      all'ultima moda, cellulare nuovo ogni anno,
      ecc.
      Poi basta guardare alle elezioni!

      NON NE HANNO L'INTELLIGENZA!Perdonami ma nei commenti a questo articolo non mi sarei aspettato qualunquismi e generalizzazioni. Mi chiedo come tu faccia a conoscere le ultime generazioni. Già io che ho finito il liceo da più di un paio d'anni mi rendo conto di non conoscere più le "nuove generazioni". La verità è che se non ci sei dentro non le conosci a fondo, e quindi ti restano due cose da fare: non generalizzare e ipotizzare che ci siano persone intelligenti,non intelligenti e infinite sfumature tra i due poli; abbandonarsi ad una visione bicromatica, e quindi, un modello semplice per menti semplici. Vorrei ricordarti che la smania per il marchio c'era già negli anni '80, con l'inizio della diffusione della tv commerciale. Potrei anche azzardare l'ipotesi che addirittura il popolino fosse molto più ingenuo di quanto sia ora, e fosse più facile vittima di pubblicità ingannevole, oltre che di acquisti inutili. Vista poi l'attuale inettitudine della politica, trovo che il tuo commento sia del tutto fuori luogo.Io personalmente ho molto rispetto per le opinioni altrui, tuttavia mi rattrista il fatto che persone come te credano di aver i mezzi per poter giudicare universalmente la realtà circostante, magari usando come secondo termine di paragone sé stessi. Letto, poi, il tuo commento sull'intelligenza altrui, viene anche da chiedersi dove sia il secondo termine di paragone.
  • Ricky scrive:
    Pensieri condivisibili...
    Quello ce hai scritto e' nella mente di parecchie persone ma non nei fatti.Tutto vero MA...poi, alla fine, si cede.Parlando per me, ti assicuro che cerco da sempre la via migliore per innovare, dove serve, con un occhio sia alla sostenibilita' che all'ecologia.Al risparmio, ovviamente , penso sempre...sono di Genova :)Ma il mio pensare al RISPARMIO non si lega bene con i prodotti che leggo provenire dalla CINA o dall'INDIA o da chissa' quali altri paesi SFRUTTATI ALL'INVEROSIMILE per il vile profitto.Sempre piu' spesso mi riesce difficile se non impossibile trovare un prodotto, anche se piu' costoso, che non provenga da li.Non comperare cose cinesi non e' la soluzione, si dovrebbe imporre un dazio mostruoso da rigirare in assistenza ai alvoratori cinesi.In questo modo, sia che la Cina voglia sia che non voglia prendersi cura dei suoi cittadini, un ente esterno potrebbe metterci una pezza.Mi sfrutti il cinese? Ok, tu gli dai una miseria e lo metti in situazioni pericolose e non possiamo evitarlo, non siamo la CIna, ma io ti BASTONO e con i soldi creo virtuasismi per sanare il tuo (e del paese in questione) uso indiscriminato di esseri umani.Chissa' se funzionerebbe...
    • stefano camperi scrive:
      Re: Pensieri condivisibili...
      secondo me non funzionerebbe perchè una volta in cina i soldi non sarebbero più dati ai lavoratori, poco ma sicuro.basterebbe solo rendere antieconomico produrre in cina per le multinazionali con sede in europa e america e allora vedremmo la nostra occupazione salire nuovamente.tra l'altro tanti articoli da quando la produzione si è spostata in cina hanno mantenuto il prezzo che hanno sempre avuto (se non aumentato) anche se il margine di profitto per le aziende è aumentato esponenzialmente. (ad esempio sull'ipod che ho regalato alla ex c'era scritto "designed in california assembled in china" ste cose mi fanno un po' riflettere. era il caso di comprare un tipico prodotto modaiolo, con costo di produzione basso, rivenduto a caro prezzo e dall'intrinseco invecchiamento precoce?
      • Ricky scrive:
        Re: Pensieri condivisibili...
        In effetti, quando ho detto "distribuzione" intendevo ben controlalta e non i soldi in mano al governo cinese,solo un pazzo lo farebbe.Ma se e' improponibile comunque, allora ben vengano dei costi aggiuntivi che sconsiglino lo sfruttamento.Peccato per i cinesi, in questo modo a loro non arriva nulla,nemmeno un lavoro che gli dia 2 euro in piu'.Ovvio che non e' nostro compito preoccuparci dei cinesi visto che ne abbiamo gia' sin troppe di preoccupazioni in Italia ma sarebbe carino se , ogni tanto, non si epnsasse sempre e solo al guadagno.Daltronde se e' il denaro che trascina, l'uomo e le sue necessita' non sono altro che VEICOLI per arricchirsi e non mete da raggiungere.Prima o poi ci tocchera' fare come i lemmings,impazziremo tutti, ci massacreremo e chi sopravvivera' tornera' ad avere spazio e risorse per tutte le necessita'.Per poi tornare daccapo...visto che il nocciolo e' la natura umana e quella non pare proprio evolversi...
  • guattari scrive:
    Dissento su un punto
    " televisori ad alta definizione in un mondo in cui tutte le trasmissioni sono ancora a definizione standard e la maggior parte dei DVD pure, sono praticamente inutili"Inutili è una boutade. Per chi ama il cinema (e se lei non lo è, non generalizzi) l'alta definizione è un godimento per gli occhi e oggi quasi tutte le nuove uscite dvd sono disponibili anche in blu ray. Sky ha un canale a semi alta definizione. Ormai, infine, le nuove tv (che consumano meno e hanno in generale migliori prestazioni anche con la standard definition, vedi contrasto, fluidità...) sono in full HD.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 dicembre 2008 13.47-----------------------------------------------------------
  • The_GEZ scrive:
    Thank god it's friday !
    Ciao a Tutti !Ed ecco una nuova puntata di ... "Ma allora non sono completamente scemo". - I televisori ad alta definizione in un mondo in cui tutte le trasmissioni sono ancora a definizione standard e la maggior parte dei DVD pure, sono praticamente inutili; Praticamente è da quando sono usciti i televisori HD che lo dico ... e mi prendo regolarmente del pirla, poi vado a casa di tecno amici con il fulaccadì accendo la televisione sulla rai e si vede MALE, cazzo, si vede MALE !!!!!Ma è venerdì tiriamoci un pò su il morale ...http://it.youtube.com/watch?v=H3A5dNOsTqgTanto per capire quanto sia idiota il meccanismo del PIL e quelli che ci credono.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 dicembre 2008 11.12-----------------------------------------------------------
    • Er Puntaro scrive:
      Re: Thank god it's friday !
      - Scritto da: The_GEZ
      Praticamente è da quando sono usciti i televisori
      HD che lo dico ... e mi prendo regolarmente del
      pirla, poi vado a casa di tecno amici con il
      fulaccadì accendo la televisione sulla rai e si
      vede MALE, cazzo, si vede MALE
      !!!!!Per questo si guardano bene dal metterli sulle tv via etere quando li espongono nei negozi. Se c'è una cosa che si vede da dio su questi televisori è il disturbo del canale.Comunque a me l'idea del televisore che "si consuma mentre lo guardi" mi mette angoscia. E il tubo catodico da un paio d'anni è sparito dagli scaffali. Ormai è fatta. Hanno vinto loro.
    • scaling scrive:
      Re: Thank god it's friday !
      HD senza un ottimo scaling=alta fregatura
    • Portavoce universale scrive:
      Re: Thank god it's friday !
      La soluzione: mi tengo il tv vecchio e mi faccio anche quello nuovo. O)
    • saran fatti miei scrive:
      Re: Thank god it's friday !
      Stai scrivendo dal lavoro, vero?Purtroppo c'è tanta gente che non ha ancora assaggiato la merda vera, ma solo quella al gusto di cioccolata.Vi aspetto tutti.
      • Modus in rebus scrive:
        Re: Thank god it's friday !
        - Scritto da: saran fatti miei
        Stai scrivendo dal lavoro, vero?

        Purtroppo c'è tanta gente che non ha ancora
        assaggiato la merda vera, ma solo quella al gusto
        di
        cioccolata.

        Vi aspetto tutti.Inquietante.
  • Misalin scrive:
    Parole inutili
    "Sono profondamente convinto che il pianeta non possa sopportare ancora per molto questo approccio, senza condurci verso una catastrofe sociale ed economica come quella descritta da Pohl e Kornbluth ne I mercanti dello spazio.".Distrutto un pianeta, se ne colonizzerà un altro.Son convinto che in segreto già sia possibile per le grandi potenze, ma la cosa vien taciuta per poterci spremere più soldi nella ricerca spaziale.Alla bisogna, la colonizzazione di un nuovo pianeta, magari già ben preparato a nostra insaputa per ospitare confortevolmente pochi privilegiati, verrà colonizzato senza che ciò sia più un segreto (magari già lo è e noi ne sappiam niente!).Dall'alto di questo pianeta gli "eletti" ci guarderanno pensando che noi abbiampo creduto alla favola che si possa "consumare" solo un pianeta, credendolo l'unico capace di garantire possibilità di vita.La terra allora sarà solo il nuovo quartiere industriale, mentre quello residenziale vero-di lusso- sarà su un altro pianeta.Nessuno oggi vorrebbe vivere un freddo quartiere artigianal-industriale, vero?Salvo i pochissimi che devono ottimizzare i tempi per andar a lavor, che vivono solo del loro lavoro che gli è appena sufficiente a vivere.Gradualmente il nuovo pianeta residenziale potrà ospitare classi sociali meno abbienti, passando prima per la classe media, ma non sappiamo quando tempo ci vorrà.Togliamoci comunque una buona volta dalla testa che veramente solo il pianeta Terra è l'unico posto che abbiamo per vivere.
    • Stein Franken scrive:
      Re: Parole inutili
      Eh certo, oltre al pianeta terra abbiamo le cantine e le nostre camerette dove possiamo rifugiarci quando non ci saranno più risorse......VEROOOO??????????? (rotfl)
    • Funz scrive:
      Re: Parole inutili
      Dove ti rifornisci? Devono avere robba veramente buona :D
    • Gianluca70 scrive:
      Re: Parole inutili
      Adesso mi spiego le storielle dei dischi volanti e degli omini verdi che da 50 anni ci fanno passare per X-Files e niente più...Non siamo noi i colonizzatori di nuovi pianeti......Ci stanno per colonizzare!!!Ci sbatteranno fuori, salveranno il pianeta Terra e se lo terranno per loro!!!E siamo noi che finiremo sul pianeta di serie B!!...Ecco perchè stanno progettando stazioni sulla Luna e su Marte.......Aiuto!!!:D :D
    • Genoveffo il Terribile scrive:
      Re: Parole inutili
      - Scritto da: Misalin
      ............
      Togliamoci comunque una buona volta dalla testa
      che veramente solo il pianeta Terra è l'unico
      posto che abbiamo per
      vivere.Troppi film di fantascienza, piccolo.Adesso ti guardi per tre volte di fila "via con vento" e "love story" ....
  • matik scrive:
    non è possibile...
    ...fare quello che tu dici, perché in un sistema capitalistico chi si ferma è perduto!Se TUTTI ci mettessimo d'impegno a NON sostituire inutilmente cellulare, televisore, computer, lavatrice, frigorifero, scarpe, vestiti, ecc. ecc. ci sarebbe una enorme frenata dello sviluppo economico ben peggiore della crisi attuale, con migliaia di aziende chiuse e milioni di disoccupati...
    • noncapisco scrive:
      Re: non è possibile...
      - Scritto da: matik
      ...fare quello che tu dici, perché in un sistema
      capitalistico chi si ferma è
      perduto!
      Se TUTTI ci mettessimo d'impegno a NON sostituire
      inutilmente cellulare, televisore, computer,
      lavatrice, frigorifero, scarpe, vestiti, ecc.
      ecc. ci sarebbe una enorme frenata dello sviluppo
      economico ben peggiore della crisi attuale, con
      migliaia di aziende chiuse e milioni di
      disoccupati...nessun disoccupato (perlomeno non nel medio/lungo termine), semplicemente l'indotto lavorativo si sposterebbe dalla produzione/vendita all'assistenza/riparazione
    • Funz scrive:
      Re: non è possibile...
      - Scritto da: matik
      ...fare quello che tu dici, perché in un sistema
      capitalistico chi si ferma è
      perduto!
      Se TUTTI ci mettessimo d'impegno a NON sostituire
      inutilmente cellulare, televisore, computer,
      lavatrice, frigorifero, scarpe, vestiti, ecc.
      ecc. ci sarebbe una enorme frenata dello sviluppo
      economico ben peggiore della crisi attuale, con
      migliaia di aziende chiuse e milioni di
      disoccupati...Tutto il sistema attuale basato sulla crescita e sul consumo è alla fine dei suoi giorni, perché si è scontrato col semplice fatto che le risorse del pianeta non sono infinite. Non è più sostenibile, e lo sapevamo da più di 30 anni, ma abbiamo fatto finta di non vedere dove ci stavamo infilando. Oggi iniziamo a pagare le conseguenze, e pagheremo caro.Quindi è ora che ci sbarazziamo di certe stupide illusioni, che potevano andare bene in tempi di abbondanza, e iniziamo a ripensare economia, società e stili di vita in modo radicale. Perchè tanto tutto cambierà che ci piaccia o no, e non in meglio.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 dicembre 2008 10.35-----------------------------------------------------------
      • Er Puntaro scrive:
        Re: non è possibile...
        - Scritto da: Funz
        Tutto il sistema attuale basato sulla crescita e
        sul consumo è alla fine dei suoi giorni, perché
        si è scontrato col
        semplice fatto che le risorse del pianeta non
        sono infinite. Non è più sostenibile, e lo
        sapevamo da più di 30 anni, ma abbiamo fatto
        finta di non vedere dove ci stavamo infilando.
        Oggi iniziamo a pagare le conseguenze, e
        pagheremo
        caro.

        Quindi è ora che ci sbarazziamo di certe stupide
        illusioni, che potevano andare bene in tempi di
        abbondanza, e iniziamo a ripensare economia,
        società e stili di vita in modo radicale. Perchè
        tanto tutto cambierà che ci piaccia o no, e non
        in
        meglio. Straquoto!
      • matik scrive:
        Re: non è possibile...
        - Scritto da: Funz
        - Scritto da: matik

        ...fare quello che tu dici, perché in un sistema

        capitalistico chi si ferma è

        perduto!

        Se TUTTI ci mettessimo d'impegno a NON
        sostituire

        inutilmente cellulare, televisore, computer,

        lavatrice, frigorifero, scarpe, vestiti, ecc.

        ecc. ci sarebbe una enorme frenata dello
        sviluppo

        economico ben peggiore della crisi attuale, con

        migliaia di aziende chiuse e milioni di

        disoccupati...

        Tutto il sistema attuale basato sulla crescita e
        sul consumo è alla fine dei suoi giorni, perché
        si è scontrato col

        semplice fatto che le risorse del pianeta non
        sono infinite.Non credo che sia alla fine dei suoi giorni. Non è più sostenibile, e lo
        sapevamo da più di 30 anni, ma abbiamo fatto
        finta di non vedere dove ci stavamo infilando.Continuiamo a non vedere dove stiamo andando!Sono d'accordo con te sul fatto che dobbiamo ripensare economia, società e stile di vita, ma mi pare per ora che nessuno stia ripensando nulla. Di fronte alla crisi attuale i governi cosa fanno? Sperano che i consumatori riprendano a consumare, e l'economia riprendi a crescere. Quando tu dici "in modo radicale", forse non ti rendi conto quanto radicalmente diversa dovrebbe essere la società.Forse la fine del capitalismo?
      • jean valjean scrive:
        Re: non è possibile...
        Ciao, mi dispiace che spesso mi limito a essere polemico e a fare battute che vorrebbero essere intelligenti ma non lo sono. Vorrei invece rispondere a te, perché dici cose intelligenti e vere.
        Tutto il sistema attuale basato sulla crescita e
        sul consumo è alla fine dei suoi giorni, perché
        si è scontrato col semplice fatto che le risorse
        del pianeta non sono infinite. Funz, quello che dici non so quanti lo possano accettare oggi. Le implicazioni di quanto tu affermi, sono davvero vaste. Eppure io sono d'accordo.Possiamo pensare che il sistema in cui viviamo stia volgendo al suo termine, e affrontare serenamente il giorno che ci aspetta? Per me non è così.
        Non è più sostenibile, e lo
        sapevamo da più di 30 anni, ma abbiamo fatto
        finta di non vedere dove ci stavamo infilando.
        Oggi iniziamo a pagare le conseguenze, e
        pagheremo caro.Esattamente, come anche altri hanno accennato qui (dicendo che bisognerebbe mettere una tassa che venga usata per aiutare i cinesi sfruttati), semplicemente noi abbiamo fatto e stiamo facendo pagare quello che abbiamo a qualcun altro.Quello che non mi sembra chiaro a molti, e che questo meccanismo non si limita ai "cinesi", ma noi lo stiamo facendo al nostro interno, nella nostra nazione, contro i nostri concittadini originali e soprattutto verso quelli nuovi. Lo sfruttamento ormai è evidente, all'inizio in qualche modo veniva copensato, oggi no, perché il sistema ha tolto la maschera, e ha mostrato il suo volto feroce.La mia vita personale è stata devastata da un sistema che teorizza e santifica lo sfruttamento, e oggi io le conseguenze le sto pagando sulla mia pelle, insieme a tantissimi altri.Quindi non passa un attimo della mia vita, senza il pensiero che ci sono tanti fratelli e sorelle che stanno soffrendo, e che queste persone che sono partite buone, sono state convinte che la lotta è meglio della solidarietà, che l'egoismo è elevato a sistema morale perché secondo i cartelloni che pubblicizzano il sistema si potrebbe leggere (e molti leggono)"cosa succederebbe se ognuno smettesse di pensare a sé? il sistema crollerebbe"
        Quindi è ora che ci sbarazziamo di certe stupide
        illusioni, che potevano andare bene in tempi di
        abbondanza, e iniziamo a ripensare economia,
        società e stili di vita in modo radicale. Perchè
        tanto tutto cambierà che ci piaccia o no, e non
        in meglio.Esatto Funz, sta cambiando, e non in meglio. Ma non c'è proprio spazio per pensare, questo spazio c'è stato e c'è solo per un elite, quella cui, nonostante tutto, noi che scriviamo qui apparteniamo. Ma come tutte le elite, è una minoranza, la maggioranza come sempre non si può esprimere.Tu parli di tempi di abbondanza e benessere. Io aggiungo che il mondo del liberismo, il mondo come crediamo di conoscerlo oggi, è un messaggio di pubblicitario con l'aggiunta di un pacchetto di illusioni ben alimentate per circa un settimo o un decimo della popolazione mondiale. Illusioni mirate al controllo.Ma la realtà per la maggior parte dell'umanità è diversa.Il liberismo per queste persone che sono per noi fratelli e sorelle che non conosceremo mai di persona, non è altro che uno dei tanti ISMI e ESIMI.Tutti gli ISMI della storia hanno detto "il mio ISMO e ESIMO è buono e giusto, gli altri sono cattivi"Il comunismo, il nazismo, il cristianesimo, il paganesimo, l'islamismo, il sionismo, il liberismo... tutti questi e tutti gli altri non hanno forse portato orrore e sofferenza mentre predicavano il bene supremo?L'abbiamo imparato alle scuole, a tutte le scuole, fin da quando eravamo piccoli, ma tutto questo è troppo grande perché noi possiamo trarne le conseguenze e comportarci come dovremmo.Quello che noi cerchiamo è appunto la prossima illusione, la prossima droga che ci salvi dall'angoscia.Quando in Asia le condizioni di vita erano intollerabili nella maniera più assoluta, c'è stato l'oppio.Se oggi dico che ci sono gli psicofarmaci che hanno i medesimi meccanismi di funzionamento, vengo considerato un anti-sociale, e devo usare un patetico nome falso per scrivere quello che sto scrivendo.Sinceramente Funz, ti prego, a cosa devo credere? esiste qualcosa a cui credere?Vorrei solo che tutto questo smettesse.Forse quando sarò abbastanza disperato o abbastanza forte da tornare il mio nome, e quando tutti noi lo faremo, forse tutto questo smetterà.Rinuncio a firmarmi, dominato dalla paura e dal ricatto, come tutti noi. Lo faccio con amarezza, e con la morte nel cuore.Tutte queste nostre parole saranno perse. Ma noi ci saremo incontrati qui. E' già qualcosa, e mi dà un po' di speranza che illumina la nera valle dell'angoscia collettiva.
        • orgogliosam ente anonimo scrive:
          Re: non è possibile...
          Il nome non conta, temporaneo jean valjean.Ciò che conta è quel che hai da dire.Per quanto vale, si farà strada anche più liberamente, senza la zavorra di un nome che lo voglia pretendere proprio anche dopo averlo riversato al mondo.Qualsiasi cosa ti sia successa,non è fuori di te che devi trovare le risposte,ma in te.Serenità e felicità non derivano dalla soluzione dei problemi materiali, al contrario, spesso sono proprio la precondizione necessaria per risolvere anche i problemi materiali.Un anonimo salutoe un augurio di buona fortuna.
          • saran fatti miei scrive:
            Re: non è possibile...
            - Scritto da: orgogliosam ente anonimociao, la tua risposta, il fatto stesso che tu mi abbia risposto, in un articolo di qualche giorno fa, e in messaggio assolutamente secondario, mi ha colpito tanto
            Il nome non conta, temporaneo jean valjean.è vero, la nostra vanità, che forse viene dall'istinto di sopravvivenza, a volte ci fa dimenticare di quanto sia facile scordare un nome, o cosa ha fatto e soprattutto perché
            Ciò che conta è quel che hai da dire.non molto ahimé
            Per quanto vale, si farà strada anche più
            liberamente, senza la zavorra di un nome che lo
            voglia pretendere proprio anche dopo averlo
            riversato al mondo.la paura non porta niente di buono, e finché il mio cuore non sarà libero non vorrei nemmeno che ciò che dico si faccia strada...cionondimeno l'importanza del nome è legato alla possibilità in un certo contesto di essere sinceri e contemporaneamente non subirne i dannioggi, sinceramente, lo dico senza cinismo e ripensando non solo alla mia personale esperienza, ciò mi sembra irrealizzabileproviamo tutti insieme a pensare a quante volte abbiamo rincunciato a dire ciò che pensavamo, o ancora peggio, a mostrarci d'accordo su cose che erano palesemente inaccetabilinon c'è niente di misterioso o di malvagio, la specie umana è sociale, e questo la porta all'adattamento contro l'evidenza, per poter restare inserito nella società in cui viveil non adattamento viene considerato una malattia, ma è semplicemente una convenzione che serve alla difesa dello status quo di ogni societànon solo, siamo anche una specie con caratteristiche psicologiche estremamente raffinate, e delicate, e come dicevo, l'impossibilità di convivere con qualcosa che non riteniamo giusto ci porta alla dissonanza cognitiva, in cui diciamo che siamo contenti di ciò che ci fa maleho sempre considerato l'idea della sindrome di stoccolma una provocazione, ma certamente utile per ragionare su questi temi
            Qualsiasi cosa ti sia successa,
            non è fuori di te che devi trovare le risposte,
            ma in te.sono su questa strada, sai? ma come diceva quelo, "la risposta èddentro diteee, epperò è... sbaiata!"
            Serenità e felicità non derivano dalla soluzione
            dei problemi materiali, al contrario, spesso sono
            proprio la precondizione necessaria per risolvere
            anche i problemi materiali.può darsi, ma le teorie della pace interiore derivano da contesti ben precisi, mentre noi le citiamo come se fossero universali persino Aristotele disse che chi è deforme, oscuro di nascita, povero o malato difficilmente potrà aspirare alla felicitàsemmai alla saggezza dico io, ma quanto essa è amara!
            Un anonimo saluto
            e un augurio di buona fortuna.ti ringrazio con sincerità
          • orgogliosam ente anonimo scrive:
            Re: non è possibile...

            "la risposta èddentro diteee, epperò è...
            sbaiata!"Grande, quelo!Però è lì che sta tutto, alla fine.Quanto al parlare, al tacere, all'adattarsi e al denunciare errori e ingiustizie ...... ascolta la sinfonia del silenzio,il fluire libero dalla trappola delle parole,troverai le migliori parole e i più appropriati silenzi.Abbiamo la fortuna di vivere in una società vasta e complessa, che offre tante micro-società a misura di quasi ciascuno e anche il lusso, sconosciuto ai nostri predecessori, di essere solo minimamente sociali.Una amara saggezza è un punto su una ampia piana, non è necessario fermarcisi più del necessario. E, comunque, noi siamo la piana non il punto.Ok, ho filosofato abbastanza,auguro a te e a tutti felicità e fortunae chiudo questo mega-OT.- ma forse neppure troppo OT- giacché siamo in Cassandra-Crossing- dove si incontrano ottimismo e pessimismo- filosofia e tecnologia- e dove si ricorda che è meglio saltar giù dai treni- che stanno per volare nel precipizio!!
        • Er Puntaro scrive:
          Re: non è possibile...
          Condivido quello che dici, ma non credo che qui ci sia nessuno in grado di dare delle risposte. Attendiamo tutti in preda a un misto di timore e speranza, ciò che ci riserva il futuro. La speranza è che il mondo attuale vada tutto in vacca e che venga rimpiazzato da un sistema maggiormente carico di senso. Il timore invece è che vada tutto in vacca ... e basta.[img]http://www.vistawallpaper.org/vista-wallpapers/the-planet-earth.thumbnail.jpg[/img]
        • Funz scrive:
          Re: non è possibile...
          - Scritto da: jean valjeanGrazie per il bel commento.Personalmente sono pessimista, l'unica conseguenza realistica che vedo a tutto questo è il disastroSeguito dalle rivolte dei poveracci che non se lo aspettavano, seguite dalla repressione seguita da un regime oppressivo.
    • CCC scrive:
      Re: non è possibile...
      - Scritto da: matik
      ...fare quello che tu dici, perché in un sistema
      capitalistico chi si ferma è
      perduto!
      Se TUTTI ci mettessimo d'impegno a NON sostituire
      inutilmente cellulare, televisore, computer,
      lavatrice, frigorifero, scarpe, vestiti, ecc.
      ecc. ci sarebbe una enorme frenata dello sviluppo
      economico ben peggiore della crisi attuale, con
      migliaia di aziende chiuse e milioni di
      disoccupati...scusa ma ti sbagli di grosso...prova a leggere. per esempio, Serge Latouche (http://it.wikipedia.org/wiki/Serge_Latouche)in particolare ti consiglio: La scommessa della decrescita, Feltrinelli, 2007
  • xxxxxxxxxx scrive:
    ma chi sei?
    Il mio doppio?Giacobazzi a parte questo post mi sembra di averlo scritto io,quoto!
    • xxxxxxxxxx scrive:
      Re: ma chi sei?

      Il mio doppio?
      Giacobazzi a parte questo post mi sembra di
      averlo scritto io, quoto!Mi e' scappata fuori posto ma e' una risposta per Er Puntaro,post "Noi dobbiamo cambiare". :$
      • Er Puntaro scrive:
        Re: ma chi sei?
        E tu al tuo doppio gli bruci due post fuori sede in quel modo qua!? Torna su e portami a quota 7 risposte!!Vabbeh, dai! Grazie per la quotata, comunque. ;) :D
  • aka oko scrive:
    Grazie Marco (come al solito...)
    Che bell'articolo!Alla fine si potrebbe 'riassumere' il tutto dicendo "usiamo sempre il buonsenso, non spegnamo mai il nostro cervello".Sì, perché, il cervello e l'intelligenza non manca a nessuno, la moralità invece...Usciamo dalle nebbie (anche se lisergiche!)A presto, oko.
  • ma anche no scrive:
    morire
    Non so dei vostri buoni propositiperchè non mi riguardanoesiste una sconfittapari al venire corrosoche non ho scelto ioma è dell'epoca in cui vivola morte è insopportabileper chi non riesce a viverela morte è insopportabileper chi non deve viverelode a Mishima e a Majakovskijtu devi scomparireanche se non ne hai vogliae puoi contare solo su di tePRODUCI CONSUMA CREPASBATTITI FATTI CREPACOTONATI I CAPELLIRIEMPITI DI BORCHIEROMPITI LE PALLELAVATI I CAPELLICREPA CREPA CREPAAAAAAAAAAAAA
  • Jean Valjean scrive:
    come si fa?
    Ciao Calamari, come si fa a scrivere in modo così anti-convenzionale, scostante, impopolare, quasi anti-sociale (le mie sono tutte provocazioni, perché queste sono proprio le cose che apprezzo), eppure anche così intelligente?ma soprattutto, come si fa a essere pubblicati in questo mondo del buonismo mediatico?forse sei un intellettuale critico funzionale al sistema? che fa una scaramuccia tattica, mentre autorizza il massacro strategico?in questo modo il sistema mostra di essere democratico perché autorizza e accetta anche la critica?
  • Hamlet scrive:
    Siamo tutti (un pò) consumisti
    Calamari "I comportamenti a cui i consumatori vengono condizionati sono:- comprare prodotti di cui non hanno bisogno- sostituire prodotti senza necessità"Vorrei fare una domanda a tutti voi:quanti telefonini avete acquistato negli ultimi 10 anni?(domanda fatta anche all'autore dell'articolo)Io dal 1998 (primo cell) a oggi, solo 3 cellulariE voi?Hamlethttp://technosoc.blogspot.com/
    • z f k scrive:
      Re: Siamo tutti (un pò) consumisti
      - Scritto da: Hamlet
      Vorrei fare una domanda a tutti voi:

      quanti telefonini avete acquistato negli ultimi
      10
      anni?zeroho acquistato solo il primo, ben prima di diecianni fa. Poi e' finito sotto le ruote di una macchina...Da li' in poi, tra regali altrui, cell di servizio, cell semiguasti trovati buttati via (ma il piu' delle volte erano semplicemente usurati esernamente e con la batteria che non si ricarica), ne ho passati 4 o 5 (piu' che altro per non dover spendere soldi per la batteria nuova).Insomma, per i cellulari ho speso zero,Se poi invece consideriamo il TCO, dovrei conteggiare il tempo impiegato a far prove, smontare e ripulire e sistemare (non arrivo a dire "riparare"), poi l'ansia da "batteria morente" (mettere in ricarica ogni giorno e sperare di non fare troppe telefonate tra una ricarica e l'altra, perche' non reggerebbe) e altre cose. :)CYA
    • pentolino scrive:
      Re: Siamo tutti (un pò) consumisti
      io in pratica nessuno, e ti dico perchè:primo telefonino: 1998, aderito ad una promozione di wind che mi ha fatto risparmiare qualcosa come 500 mila lire di telefonate quindi in pratica si è pagato da solosecondo: (circa 2003) me lo ha regalato il mio datore di lavoro del tempoterzo: (circa 2005) mio padre se ne è comprato uno nuovo e mi ha regalato il suo vecchio usato pochissimoIl terzo telfonino è consumato, ammaccato, decisamente vecchio (non ha la fotocamera ne' il bluetooth per dire) ma non mi hanno ancora convinto che quello che posso comprare adesso sia meglio, quindi me lo tengo finchè non schianta (è sulla buona strada a dire il vero).Per non parlare del software, per quello da due anni sono diventato ubuntaro stabile.E i vestiti/scarpe? Finchè son buoni si usano!I soldi che mi guadagno scelgo io come spenderli, grazie
    • Stein Franken scrive:
      Re: Siamo tutti (un pò) consumisti
      Ha pienamente ragione.Poi tanti sono condizionati dall'apparire, e sembrare più importanti di quello che sono.Il comprare compulsivo può essere un modo per riempirsi una vita vuota.Gli esiti sono spesso disastrosi.
    • Funz scrive:
      Re: Siamo tutti (un pò) consumisti
      - Scritto da: Hamlet
      Vorrei fare una domanda a tutti voi:

      quanti telefonini avete acquistato negli ultimi
      10
      anni?Uno usato, cambiato quando le batterie non permettevano più di portarlo fuori di casa staccato dalla presa, ed era talmente scassato che si vedeva l'elettronica (funziona ancora comunque)Uno preso in lista nozze, tenuto quasi 8 anni finché non si è guastato il caricabatteria e non lo vendono più (ladroni di m... il cellulare funziona ancora comunque)L'ultimo preso nuovo a 40 Euro.Identica cosa mia moglie.Siamo nemici della società, lo so...
    • Wolf01 scrive:
      Re: Siamo tutti (un pò) consumisti
      Dal 2001 solo 3, il primo che mi serviva semplicemente per chiamare qualcuno nel caso l'autobus mi (ci) lasciasse a piedi a 20km da casaIl secondo l'ho preso perchè vittima del consumismo volevo un cellulare con schermo più grande e a colori, visto che il primo mostrava una riga di 10 lettere e bastaIl terzo, il palmare phone edition che uso adesso, perchè mi serve che sia così...
    • marcov scrive:
      Re: Siamo tutti (un pò) consumisti
      A parte che un po' si scrive con l'apostrofo e non con l'accento la tua domanda è abbastanza retorica. Infatti rispondono solo quelli che sono stati virtuosi, non certo chi ha acquistato 5 gsm, 2 iphone e un blackberry.Resta la considerazione di fondo che la nostra società si basa sul consumo/ricambio eccessivo di prodotti.Se improvvisamente cambiassimo i nostri comportamenti avremmo un collasso della nostra civiltà, ma allo stesso tempo è chiaro che così non si può andare avanti perché stiamo utilizzando risorse non rinnovabili e rischiamo di finire come gli abitanti dell'isola di Pasqua o i Maya. http://www.ibs.it/code/9788806176389/diamond-jared/collasso-come-societa
    • Er Puntaro scrive:
      Re: Siamo tutti (un pò) consumisti
      3 cellulari pure io. Mi sono fermato quando il telefonino ha assunto dimensioni che gli permettevano di starmi in saccoccia senza problemi. Display in bianco e nero, solo telefonate ed sms. Certo, mi sento un pò sacrificato e certe volte sento l'assenza della possibilità di scattare foto (utile in caso di incidenti), ma piuttosto che avere nuove funzioni col contagocce sostituendo il cellulare ogni 3 mesi, preferisco pazientare e cambiarlo quando ne varrà davvero la pena. Voglio poi vedere anche gli sviluppi della faccenda Android. :D
    • CCC scrive:
      Re: Siamo tutti (un pò) consumisti
      - Scritto da: Hamlet[...]
      Vorrei fare una domanda a tutti voi:
      quanti telefonini avete acquistato negli ultimi
      10
      anni?
      (domanda fatta anche all'autore dell'articolo)

      Io dal 1998 (primo cell) a oggi, solo 3 cellulari

      E voi?dal 1998 ad oggi ho avuto DUE (dicasi due) cellulari, che mi sono stati entrambi regalatiinoltre, ne ho acquistato UNO (dicasi uno), l'anno scorso, che ho regalato al mio anziano padre (costo euro 40)...ciao
    • Akiro scrive:
      Re: Siamo tutti (un pò) consumisti
      io da natale 97 ne ho comprati 2.il primo nel 2001 mi ha lasciato batteria, antenna, display. il secondo ce l'ho ancora 8)e va da dio 8)))))))
  • fuori dal nido scrive:
    pensiero positivo + occhi aperti
    Una domanda ragionevole crea un'offerta ragionevole.Un'offerta ragionevole crea una domanda ragionevole.Sembra un cane che si morde la coda, ma non è un ciclo chiuso di cui non si veda l'ingresso.In quell'ingresso ci siamo noi ora, in questo momento:stiamo godendo del nostro tempo libero senza consumare praticamente nulla, stiamo aumentando la nostra cultura ed avendo un proficuo scambio di opinioni con persone a centinaia di km di distanza.Il cosiddetto web 2.0 sta innescando un cambiamento che difficilmente potrà essere arrestato da DRM e altre mascalzonate.L'importante è tenere alta la guardia e non accettare compromessi sulla nostra libertà.Mille volte meglioliberi e insicuriche sicuri e prigionieri.
    • fuori dal nido scrive:
      Re: pensiero positivo + occhi aperti
      Scordavo di rispondere alla domanda di Calamari.Non è l'intelligenza individuale che fa la storia, ma quella collettiva, che è una "proprietà emergente" non direttamente riportabile a quella individuale.E, a me pare, la nostra intelligenza collettiva sta imbroccando una buona strada.
      • Er Puntaro scrive:
        Re: pensiero positivo + occhi aperti
        Speriamo che sia così, visto che di intelligenza collettiva (e collaborazione), coi problemi da risolvere negli anni a venire, ce ne sarà un gran bisogno.
  • Er Puntaro scrive:
    Noi dobbiamo cambiare.
    Perchè se io posso cambiare ... e voi potete cambiare ...Ok, questo era Rocky IV, non c'entra niente. Si potrebbe inoltre aggiungere che, come molti sanno perfettamente, sono disponibili applicazioni e sistemi operativi liberi e gratuiti, con cui è possibile fare esattamente le stesse cose che si fanno con sistemi operativi e suite di ufficio che costano più dei computer sui cui girano. Le stesse multinazionali quando necessitano di software per grandi server web, per supercomputer o per controllare sonde spaziali usano quasi esclusivamente questo tipo di prodotti. Quoto in toto. Io sono fresco di Ubuntu e non passa giorno che rimango meravigliato dalla suite di applicazioni gratuite e di qualità che sono disponibili attraverso i repository (o archivi che dir si voglia). Sto installando e disinstallando di tutto con estrema facilità. Ubuntu è davvero a misura di Utuntu. Certo che, almeno nella configurazione del modem o (se sfiga vi coglie) della stampante, qualche "sudo sul terminale" ce lo dovete fare. Il mercato deve cambiare, ed uno dei fattori che possono guidare il cambiamento deve essere una ritrovata forma di moralità; per quanto detto questa non puo' certo venire dalle aziende, che al massimo faranno finta di adeguarsi se per loro divenisse la strada più profittevole. Una iniezione di morale puo' venire solo dai consumatori, che ne hanno oltretutto anche l'interesse economico. Ma ne hanno l'intelligenza? No, non ce l'abbiamo. Siamo talmente stupidi che invece di collaborare per l'interesse di tutti, ci lanciamo in eterne competizioni per paura di restare tagliati fuori dal grande gioco. E la competizione genera ansia. E l'ansia conduce allo shopping compulsivo.Poi, come fa notare Galimberti ... Ma come si fa a riconoscere i propri limiti in una società come la nostra che spinge continuamente a oltrepassare i limiti e ci riconosce solo se riusciamo a farlo? Qui i Greci (e in generale il mondo antico) erano molto più saggi di noi. Essi evitavano di attribuire le virtù e i successi agli individui, perché li interpretavano come dono degli dei.Invidiare il beneficiato dal dio equivaleva offendere il dio stesso, e questo era un atto di empietà. A questo punto la grandezza veniva venerata e, come ci ricorda Nietzsche, la venerazione non è passività e asservimento, ma riconoscimento di ciò che è grande. Questo riconoscimento da un lato non limita e non ostacola ciò che cresce, dall'altro incentiva chi è capace di riconoscimento ad assumere la grandezza come modello. Per questo nel mondo antico, come la storia greca e quella romana documentano, il nemico poteva essere combattuto e insieme ammirato, poteva essere ucciso e al tempo stesso riconosciuto nel suo valore. In questo modo la relazione sociale era contrassegnata da forte antagonismo, ma insieme scevra di invidia. Boh? Sarà vero? Se lo dice lui.[img]http://farm4.static.flickr.com/3279/2604898093_1a67ef2f96.jpg?v=0[/img]Giacobazzi più semplicemente sostiene che se i vincenti fossero meno stronzi coi perdenti, il mondo sarebbe un posto migliore.[img]http://www.datalabor.it/EXTRANET/SERVIZI/TeTSpettacoli/Foto/giacobazzi.jpg[/img]Per chi ancora non lo avesse visto (lo so, ho rotto le balle), segnalo ancora questo video che trovo realizzato molto bene e si integra perfettamente con l'articolo di Calamari.LA STORIA DELLE COSE.[gv]-2138416794381091301&ei[/gv][yt]jYdL_19IHwg[/yt]E vabbeh, qua non ho resistito. :$Bene, il post l'ho scritto, le immagini le ho appiccicate e i video pure. Il mio dovere l'ho fatto. Ora vado a dormire il sonno del giusto.
    • Stein Franken scrive:
      Re: Noi dobbiamo cambiare.
      Mi spiace per te, ma hai fatto un grave errore di valutazione.Ubuntu gratis? Certo come molte altre distro.Ma dietro c'è il lavoro PAGATO di molta gente. I soldi arrivano in più modi, ma non è fatto a gratis per darlo a gratis in giro.Bisogna pur mangiare.
    • Gio262 scrive:
      Re: Noi dobbiamo cambiare.
      Grazie soprattutto per il link al mini documentario "story of stuff".
  • pizza margherita scrive:
    short answer: NO
    i consumatori sono anestetizzati.più mi guardo in giro e più mi sento un extraterrestre, tre anni di fila con le stesse tre paia di scarpe... inconcepibile!ma mi sono anche chiesto, se tutti facessero così, che farebbero tutti i laoratori lasciati a casa dal "mancato indotto"?- si lavorerebbe tutti, ma meno, a meno soldi, (forse più felici).. ma sembra di tornare ai mulini bianchioppure- si andrebbe verso un "tutti contro tutti", perché nessuno avrebbe più interesse a mantenere l'ordine, quella falsa cortesia e rispetto che fa si che chi vende in realtà dipende da chi compra... vince il più forte e diventerebbe un "non è un paese per vecchi"...(se pensiamo che stiamo invece diventando un paese di vecchi...).. altre alternative?
    • Er Puntaro scrive:
      Re: short answer: NO
      - Scritto da: pizza margherita
      .. altre alternative?[img]http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/247/9788831782470g.jpg[/img]
  • Modus in rebus scrive:
    Documentario
    Le multinazionali, ovvero le corporation(s).L'articolo, in poche parole, riassume gli stessi temi di questo documentario: http://www.veoh.com/videos/v16309883kCCDePNt
    • Gio262 scrive:
      Re: Documentario
      Un filmdocumentario veramente bello. Peccato che, chiaramente, la tv invece sia piena di me**a.
      • yoda scrive:
        Re: Documentario
        Zeitgeist: Addendumhttp://video.google.com/videoplay?docid=7065205277695921912Shock Economyhttp://it.youtube.com/watch?v=Gaqj_zT8LgwAmerica dalla libertà al fascismohttp://it.youtube.com/watch?v=Ch9W_5yEXBI
        • Gio262 scrive:
          Re: Documentario
          Grazie anche per queste segnalazioni. il terzo è l'unico che avevo già visto, in versione integrale intendo.
          • yoda scrive:
            Re: Documentario
            - Scritto da: Gio262
            Grazie anche per queste segnalazioni. il terzo è
            l'unico che avevo già visto, in versione
            integrale
            intendo.Solo una piccola aggiunta...http://it.youtube.com/watch?v=FIlDgwfulJI
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