Francia, la pubblicità si paga due volte

Oltre le Alpi si progetta una tassa sull'advertising online. Con i proventi si finanzierebbe la creatività dei detentori dei diritti
Oltre le Alpi si progetta una tassa sull'advertising online. Con i proventi si finanzierebbe la creatività dei detentori dei diritti

Tassare l’advertising in Rete per ridare slancio alla creatività. Questa è la ricetta anticrisi proposta dalla Société des auteurs et compositeurs dramatiques (SACD), secondo la quale la pubblicità veicolata a mezzo Internet dovrebbe contribuire a finanziare gli autori d’oltralpe.

In Francia i vettori pubblicitari di Google risultano essere i più remunerativi, pertanto costituirebbero l’obiettivo primario dell’ente che tutela i detentori dei diritti, anche se per la loro natura internazionale dovrebbe essere difficile esigere contributi . A farne le spese, in tutti i sensi, sarebbero anche gli inserzionisti francesi, che si ritroverebbero così a dover corrispondere a soggetti come BigG, Yahoo! o Microsoft un compenso maggiore per avvalersi dei loro servizi.

Sembra escluso che questo disegno si traduca in legge passando sul velluto. Il rappresentante di Google France Olivier Esper ha bollato la proposta come la miccia che “trasformerebbe la Francia in un inferno fiscale”. Sostanzialmente sullo stesso piano anche l’ Association des Services Internet Communautaires (ASIC), secondo i cui rappresentanti porre balzelli sull’advertising significa risucchiare linfa vitale a portali che vivono grazie alle inserzioni.

Non è la prima volta che in Francia si tenta di attingere alla ricchezza generata dalle nuove tecnologie per sovvenzionare quelle più datate. Poco più di un anno fa da Parigi giunse una proposta di tassare i provider per raccogliere fondi da destinare alla realizzazione di programmi televisivi.

Giorgio Pontico

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01 10 2009
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