Francia, Linea Maginot mediatica?

L'estensione di un decreto del 92 proibirebbe di nominare in radio e tv i nomi di Facebook e Twitter. Una questione di pubblicità subliminale che sa di guerra alle aziende statunitensi

Roma – In Francia non si potranno più nominare “Twitter” o “Facebook” in tv o in radio, a meno che non siano specificatamente legati ad una notizia . Non si tratta di una paradossale decisione presa nel corso dell’ eG8 fortemente voluto da Nicolas Sarkozy, né di un nuovo stratagemma architettato dall’Eliseo nell’ottica di HADOPI, ma di una questione teoricamente legata alla pubblicità indiretta.

Questa decisione è stata divulgata dal Conseil supérieur de l’audiovisuel (CSA), autorità francese garante del settore audiovisivo, che ha ritenuto che formule come “seguiteci su Twitter” o “mettete un mi piace su Facebook” costituiscano una forma di pubblicità subliminale e debbano dunque essere sostituite con il generico “cercateci sui social network”, senza nominarli specificatamente.

Anche se per gli osservatori anglofoni la vera ragione del bando è da individuare nell’ostilità di Parigi nei confronti dei prodotti basati su lingua inglese che dominano il mercato, non si tratterebbe , secondo le ragioni ufficiali, dell’idiosincrasia francese per i termini e in generale i prodotti culturali stranieri che l’hanno già portata a imporre una quota minima di musica francese alla radio, ma di una questione puramente commerciale che ritiene i due più importanti social network come delle aziende che in quanto tali devono essere trattata alla stregua delle altre.

Secondo un decreto francese del 1992 , infatti, è proibita la pubblicità subliminale e secondo il CSA anche il nominare i due social network per integrare l’informazione di un telegiornale costituirebbe una “forma di distorsione della competizione” dal momento che favorirebbe aziende milionarie come Facebook e Twitter a discapito degli altri concorrenti .

Le autorità francesi, di fatto, ignorano la natura peculiare dei social network e in particolare la funzione di dibattito pubblica assunta recentemente da Facebook e Twitter, per considerarle delle mere aziende fornitrici di un servizio in competizione con altri.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Utouti scrive:
    Telecom
    Sensazionale, la serie delle risposte ricalca esattamente quelle che puntualmente venivano fuori nelle "riunioni" a cui, da dipendente, mio malgrado pertecipavo fino a una dozzina di anni fa. In Telecom Italia.Poi,appena ho trovato uno spiraglio, via, la fuga: meglio il XXXX nelle fiamme che quell'insipienza inconcludente e codarda.
  • Urrr scrive:
    Risposte facili e zero proposte
    .... Come il 99% dei blog :)Lo sappiamo benissimo come vanno le cose già da anni. Questo non è un sito di casalinghe (forse).Che senso ha pubblicare articoli che vendono le classiche risposte facili e non propongono mai nulla?Grazie per aver ribadito concetti stranoti e straripetuti da anni... A quando qualche articolo di blogger qui su pi che proponga qualcosa al posto di spiegarci l'ovvio?O...e i refusi dai! Non mi piace fare la grammar police, ma almeno li leggere gli articoli prima di pubblicarli :(
    • ciccio quanta ciccia scrive:
      Re: Risposte facili e zero proposte
      Infatti, mi hai tolto le parole di bocca.... roba da matitone rosso una riga sì e l'altra pure!"È forse un caso che Fortune abbia evidenziato come le aziende migliori sono quelle per cui le persone sono più curate?"Iniziamo a curare il testo visto che non è la lista della spesa ma un articolo visibile a tutti e - si presume - scritto da un professionista. Se i progetti e le riunioni hanno la stessa qualità dell'articolo l'azienda Enterprise a male pena riesce ad accendere i motori!
      • Prozac scrive:
        Re: Risposte facili e zero proposte
        - Scritto da: ciccio quanta cicciaSai cos'è divertente? Che tutti e due parlate di refusi ed errori grammaticali e poi il primo scrive:"O...e i refusi dai! Non mi piace fare la grammar police, ma almeno li leggere gli articoli prima di pubblicarli"Ed il secondo:"Se i progetti e le riunioni hanno la stessa qualità dell'articolo l'azienda Enterprise a male pena riesce ad accendere i motori!"
    • Akiro scrive:
      Re: Risposte facili e zero proposte
      son talmente noti che esistono da anni... forse per i nuovi arrivati sarebbe bene introdurli subito al tipo di lavoro che gli aspetta, no?E magari è anche meglio ribadire i concetti, se le cose non cambiano, altrimenti qual'è l'alternativa?
      • ciccio quanta ciccia scrive:
        Re: Risposte facili e zero proposte
        Una bella dittatura aziendale! :p
        • FDG scrive:
          Re: Risposte facili e zero proposte
          - Scritto da: ciccio quanta ciccia
          Una bella dittatura aziendale! :pCosì lo sport principale sarà soddisfare l'ego del Grande Capo dicendogli sempre di si e ossequiandolo.
          • shevathas scrive:
            Re: Risposte facili e zero proposte
            - Scritto da: FDG
            - Scritto da: ciccio quanta ciccia


            Una bella dittatura aziendale! :p

            Così lo sport principale sarà soddisfare l'ego
            del Grande Capo dicendogli sempre di si e
            ossequiandolo.se il grande capo ha testa licenzia all'istante gli yes man e si prende dei consiglieri decenti e non dei paggi. Bene o male il consigliere serve per notare i punti di debolezza dei piani e cercare di migliorarli. Se il grande capo non ha testa allora è meglio abbandonare quanto prima la nave.
          • Picchiatell o scrive:
            Re: Risposte facili e zero proposte
            - Scritto da: shevathas
            - Scritto da: FDG

            - Scritto da: ciccio quanta ciccia




            Una bella dittatura aziendale! :p



            Così lo sport principale sarà soddisfare l'ego

            del Grande Capo dicendogli sempre di si e

            ossequiandolo.

            se il grande capo ha testa licenzia all'istante
            gli yes man e si prende dei consiglieri decenti e
            non dei paggi. Bene o male il consigliere serve
            per notare i punti di debolezza dei piani e
            cercare di migliorarli. Se il grande capo non ha
            testa allora è meglio abbandonare quanto prima la
            nave."migliorare" ? i piani vanno benissimo sono gli "altri" che remano contro...
      • Bob scrive:
        Re: Risposte facili e zero proposte
        Le cose non cambiano per magia. E neanche perche' il dirigente viene folgorato sulla via di Damasco.Un aneddoto semplice semplice. Anni fa' lavoravo in una piccola azienda (circa 50 dipendenti) dedicata per lo piu' all'hardware, e gli unici che programmavano qualcosa erano veterani che vivevano ancora nella preistoria dell'informatica: niente controllo versione, niente bugtracking, niente policy di backup, si passavano gli aggiornamenti e le correzioni su chiavetta USB. Presi un PC dismesso, con la complicita' del sistemista lo piazzai in un angolo, e borbottando una giustificazione sommaria ai capi l'ho fatto diventare il mio server di sviluppo: tickets, SVN, dischi ridondati... Un pezzetto alla volta ho spiegato la cosa ai vari colleghi, i quali se ne son fatti una ragione e ci hanno almeno messo mano iniziando a convincersi. Oggi io non sono piu' li', ma i miei sucXXXXXri (un po' piu' giovani dei precedenti) hanno in breve completato l'opera ed ora tutti usano quegli strumenti, magari non sofisticati ma almeno un minimo decenti.Se vuoi che una cosa cambi, cambiala. Non aspettare nessuno. E se qualcuno si oppone, ignoralo.
        • Akiro scrive:
          Re: Risposte facili e zero proposte
          folgorerei io qualche manager...
        • Sky scrive:
          Re: Risposte facili e zero proposte
          1) ti è andata bene perchè, da quel che leggo, in quell'azienda non c'era cattiva volontà ma solo, forse, una mancanza della stessa: quando qualcosa manca e qualcuno ce la mette, le cose in genere migliorano. 2) ho agito così anch'io, per anni ed anni... solo che:caso a) all'inizio era solo un problema di "mancanza di questo e quello": appena potevo, anche se "di nascosto", mi adoperavo per "metterci una pezza". Quando diveniva evidente che "la pezza" aveva risolto il problema arrivavano anche le congratulazioni (come minimo il sostegno del capo)... in ogni caso, alla fine, le cose funzionavano meglio.caso b) in seguito, però, non ha più funzionato in questa maniera: chi, come me, tentava un miglioramento veniva visto come "il nemico": nel caso migliore semplicemente disincentivato a continuare, nel caso peggiore (il mio) spostato "per incrementare la produttività di un altro settore" (traduzione: "qui hai rotto i co....ni, vai altrove").Dopo aver lavorato, con profitto (mio ed aziendale) nel modo "a" per 10 anni, ho dato cornate nel muro di gomma (caso "b") per altri 3-4 anni (perchè non mi pareva vero che un'azienda che ha sempre motivato moltissimo i dipendenti e che da questi ha ricevuto quindi davvero molto, potesse di punto in bianco agire così) dopo di che ho capito : semplicemente "funzionare bene" non interessava più , era diventata solo ed unicamente una questione "politica". Come sempre, a parole era tutto un "motiviamo il personale, non sono numeri, blablabla yaddayadda" mentre nei fatti era "chi si muove è perduto: diventa immediatamente un bersaglio".Adesso faccio parte del 49% degli scontenti, quelli che dicono "pagano = lavoro"... e solo perchè, in un pEnorama del mercato del lavoro come il nostro, lo ammetto, non mi fa per nulla schifo avere un posto fisso (credo di far parte di una specie in via di estinzione) e non mi fa schifo nemmeno che i soldi che ricevo ripaghino l'insoddisfazione (e la rabbia) profonde che provo e mi permettano, a casa mia (solo lì, ora, purtroppo) di "esprimermi" come meglio credo, coi miei server, la mia LAN, i miei device, con le "cose che funzionano" (ero sistemista di rete VTAM in reti IBM SNA/SDLC nel CED di una banca): io ci ho provato a "dire come le cose potevano funzionare", non ho chiesto una poltrona dirigenziale ma, casomai, la classica "sedia nel sottoscala", non onori ma solo di poter lavorare in modo sensato, non pacche sulle spalle ma nemmeno sputi in faccia... ora (da un pò) basta: non vogliono che si pavori bene, è inutile farsi delle illusioni.btw: quando "le cose funzionavano bene", lo dico giusto per sfatare un mito, era perchè c'era (almeno) un dirigente con le pa££e che aveva le idee chiare sulle linee di sviluppo e ci teneva che la ditta le seguisse: non guardava in faccia a nessuno, dal magazziniere al dirigente top, perchè tutti dovevano operare al meglio, e per questo motivava tutti (anche economicamente... ma ricordo che una volta, dopo una lavorata assurda, l'intero nostro reparto sistemi è stato semplicemente portato a cena fuori: fa comunque piacere, e molto). E' stato un bel periodo, lo posso dire e con rimpianto. Allora si lavorava (mai lavorato tanto, mai lavorato meglio), adesso si galleggia.
  • guast scrive:
    Ma siamo seri
    Un po' di serietà per favore. Lasciamo perder lo stile scarica barile.Il reparto ICT non conta niente perchè propone poco e quello che produce è di scarsa qualità.Si possono incolpare i manager perchè investono poco o niente in formazione. Ma questo vale per tutti i reparti.Si possono incolpare i manager perchè non incoraggiano l'innovazione. Ma questo vale per tutti i reparti.Se si vuole qualcosa di più dai manager bisogna avre anche le idee chiare su cosa chiedere.
    • zerobyte scrive:
      Re: Ma siamo seri
      - Scritto da: guast
      Un po' di serietà per favore. Lasciamo perder lo
      stile scarica
      barile.Lo stai facendo tu difendendo i manager...
      Il reparto ICT non conta niente perchè propone
      poco e quello che produce è di scarsa
      qualità.Forse perche' il reparto ICT interno è stato assunto grazie a raccomandazioni, amicizie o perche' "non hanno competenze specifiche" ( volevamo quelli da 600 euro al mese... )
      Si possono incolpare i manager perchè investono
      poco o niente in formazione. Ma questo vale per
      tutti i reparti.Quindi se un manager semina poco, cosa pretende di raccogliere?
      Si possono incolpare i manager perchè non
      incoraggiano l'innovazione. Ma questo vale per
      tutti i reparti.Come sopra...
      Se si vuole qualcosa di più dai manager bisogna
      avre anche le idee chiare su cosa
      chiedere.Il manager richiede una soluzione, c'e' bisogno di gente competente per quella soluzione. Se invece ha intorno a se gente da 600 euro al mese ( perche' al centro risorse umane la condizione era "il piu' economico possibile" ) dubito che qualcuno sapra' proporgli soluzioni valide.Il risultato finale è il fallimento dell'azienda.(A meno che non sei una grande azienda che percepisce contributi statali o hai tra i tuoi clienti lo Stato, e allora il discorso cambia perche' un semplice CRM lo fai pagare anche 200.000 euro l'anno... )
      • guast scrive:
        Re: Ma siamo seri
        Veramente non sto difendendo i managers. Sto dicendo che non sono solo loro il problema e addossargli tutta la colpa serve solo a scaricarsi la coscienza.Le persone che lavorano ne reparto ICT non sono tanto diverse da tutte le altre persone che ci sono in azienda.
        Forse perche' il reparto ICT interno è stato
        assunto grazie a raccomandazioni, amicizie o
        perche' "non hanno competenze specifiche" (
        volevamo quelli da 600 euro al mese..)Quelli da 600 euro al mese potrebbero pure mettersi a studiare un po' dopo essere stati assunti. Invece probabilmente passano il tempo a commentare su PI.
        • zerobyte scrive:
          Re: Ma siamo seri
          - Scritto da: guast
          Veramente non sto difendendo i managers. Sto
          dicendo che non sono solo loro il problema e
          addossargli tutta la colpa serve solo a
          scaricarsi la
          coscienza.Chi assume le persone in azienda? Chi si occupa delle "priorità aziendali"? Chi prende decisioni in azienda? Se una nave tira dritto contro un iceberg, se il comandante non da l'ordine di virare, il marinaio non puo' far altro che saltare sulla prima scialuppa disponibile e lasciare il comandante affondare....
          Le persone che lavorano ne reparto ICT non sono
          tanto diverse da tutte le altre persone che ci
          sono in azienda.Dipende da quanto l'azienda tende a "curarsi" di loro.Avere gente in azienda che oltre a pensare al lavoro devono pensare a come risolvere il problema del fitto da pagare, del far quadrare i conti per arrivare a fine mese, genera solo dipendenti "part-time" che rendono poco e male.
          Quelli da 600 euro al mese potrebbero pure
          mettersi a studiare un po' dopo essere stati
          assunti. Invece probabilmente passano il tempo a
          commentare su
          PI.Certo, possono andare a fare corsi in giro per l'Italia spendendo migliaia di euro ( parliamo di corsi seri spero... )... ma si sa...con 600 euro al mese, si riesce a metter da parte per fare corsi da 2000-3000 euro.Forse i manager pagati a peso d'oro, dovrebbero cominciare a guadagnare per quanto rendono ( ZERO )...
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma siamo seri
            - Scritto da: zerobyte
            Forse i manager pagati a peso d'oro, dovrebbero
            cominciare a guadagnare per quanto rendono ( ZERO
            )...Un manager che rende zero e' ancora un buon manager.Io ho avuto a che fare con gente che faceva segnare milionate di perdite a bilancio, altro che zero.
        • panda rossa scrive:
          Re: Ma siamo seri
          - Scritto da: guast
          Quelli da 600 euro al mese potrebbero pure
          mettersi a studiare un po' dopo essere stati
          assunti. Invece probabilmente passano il tempo a
          commentare su
          PI.Quelli da 600 euro al mese manco sanno che esiste PI, e se lo sanno non lo leggono di certo, per manifesta incapacita' di comprensione, e per assoluta mancanza di tempo, visto che gli occorrono 10 ore al giorno per fare quello che un programmatore fa in mezz'oretta, e poi puo' partecipare al forum di PI.
  • uno qualunque scrive:
    ogni tanto ci vuole
    ahh.. una bella frittura d'aria... ne avevo proprio voglia :-)
  • giona54 scrive:
    bah!!!
    Eh già, fosse solo la demotivazione il problema del lavoratore italico.Se ci fosse un premio pecuniario ,direttamente proporzionale al software usato anche il + caprone diventerebbe un genietto!
  • bragafra scrive:
    potere decisionale e meritocrazia
    E' tristemente vero. Ho lavorato anche io per anni nel settore consulenza, e le grandi aziende stentano a muoversi per quanto detto nell'articolo.Purtroppo secondo me non è stato sufficientemente evidenziato che:- gli ufficiali di livello spesso sono incompetenti, e richiamano i subalterni solo per farsi spiegar le cose. Senza per questo capire.- gli ufficiali di livello non cedono mai il loro potere decisionale. Se ci fosse un progetto che coinvolge 4 ufficiali, e magari uno di loro è solo marginalmente toccato dall'attività, mai accadrà che il progetto proceda in avanti, se anche lui non ha dato l'ok, pur anche non impattato dal task.- spesso le verifiche sono eterne, le pianificazioni sbagliate, le riunioni infinite...- le persone più qualificate non sono mai quelle che decidono, oltre ogni buonsenso di meritocrazia. Chi decide in genere sono persone più abili dal punto di vista relazionale e comunicativo, che hanno saputo vendersi meglio (in tutti i sensi) e far carriera, senza nominare la piaga dei raccomandati.Il problema però non è solo delle aziende italiane, ma secondo me in generale di tutte le grandi corporate, dove a ciascuno viene dato un ruolo in una struttura. Essere strutturati non è sbagliato, anzi è necessario nelle grandi aziende, ma non è trincerandosi dietro la struttura che si va avanti.
    • Picchiatell o scrive:
      Re: potere decisionale e meritocrazia
      - Scritto da: bragafra
      E' tristemente vero.

      Ho lavorato anche io per anni nel settore
      consulenza, e le grandi aziende stentano a
      muoversi per quanto detto
      nell'articolo.
      Purtroppo secondo me non è stato sufficientemente
      evidenziato
      che:

      - gli ufficiali di livello spesso sono
      incompetenti, e richiamano i subalterni solo per
      farsi spiegar le cose. Senza per questo
      capire.

      - gli ufficiali di livello non cedono mai il loro
      potere decisionale. Se ci fosse un progetto che
      coinvolge 4 ufficiali, e magari uno di loro è
      solo marginalmente toccato dall'attività, mai
      accadrà che il progetto proceda in avanti, se
      anche lui non ha dato l'ok, pur anche non
      impattato dal
      task.

      - spesso le verifiche sono eterne, le
      pianificazioni sbagliate, le riunioni
      infinite...

      - le persone più qualificate non sono mai quelle
      che decidono, oltre ogni buonsenso di
      meritocrazia. Chi decide in genere sono persone
      più abili dal punto di vista relazionale e
      comunicativo, che hanno saputo vendersi meglio
      (in tutti i sensi) e far carriera, senza nominare
      la piaga dei
      raccomandati.

      Il problema però non è solo delle aziende
      italiane, ma secondo me in generale di tutte le
      grandi corporate, dove a ciascuno viene dato un
      ruolo in una struttura.

      Essere strutturati non è sbagliato, anzi è
      necessario nelle grandi aziende, ma non è
      trincerandosi dietro la struttura che si va
      avanti.tendenzialmente nel nostro paese l'azienda italiota modello e' divisa in due: una "decisionista" , e l'altra a cui "arrivano" le decisioni e deve laovorare.e' inutile sottolineare che il 90% del tempo e delle risorse viene succhiata dalla prima parte in interminabili riunioni magari in posti esotici mentre che "chi si sXXXXX le mani" ha il restante 10%...(quando va bene).Naturalmente il cliente a quel tempo se ne e' gia' andato...e la seconda parte viene licenziata...
  • pietro scrive:
    l'errore
    l'errore comunque sta nel fatto che il responsabile ICT prima di iniziare il suo lavoro deve avere in mano le specifiche del progetto scritte nero su bianco e basarsi solo su quelle. Se chi le ha fatte (il responsabile del silos) ha sbagliato son problemi suoi.
    • ChambaWamba scrive:
      Re: l'errore
      Sarebbe bello se ogni tanto il responsabile dei servizi IT di un'intera azienda sapesse la differenza tra monitor e televisore.Potrebbe aiutare a comprendere le specifiche di progetto PRIMA di propinare babbilamme nelle riunioni di cui sopra.PS: sì, esperienza personale.
      • pietro scrive:
        Re: l'errore
        - Scritto da: ChambaWamba
        Sarebbe bello se ogni tanto il responsabile dei
        servizi IT di un'intera azienda sapesse la
        differenza tra monitor e
        televisore.
        Potrebbe aiutare a comprendere le specifiche di
        progetto PRIMA di propinare babbilamme nelle
        riunioni di cui
        sopra.
        .
        PS: sì, esperienza personale.a maggior ragione è necessario che venga individuata una persona (cliente) preposta a definire le specifiche di progetto, persona che NON deve essere il responsabile ICT (fornitore) che invece è il responsabile della realizzazione del progetto.
    • guast scrive:
      Re: l'errore
      Il manifesto della programmazione agile è stato pubblicato più di 10 anni fa.http://www.infoq.com/agilemanifestoanniversary/
    • guast scrive:
      Re: l'errore
      Il manifesto della programmazione agile è stato pubblicato più di 10 anni fa.http://www.infoq.com/agilemanifestoanniversary/
    • Akiro scrive:
      Re: l'errore
      sbagliato post-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 giugno 2011 10.25-----------------------------------------------------------
    • FDG scrive:
      Re: l'errore
      - Scritto da: pietro
      l'errore comunque sta nel fatto che il
      responsabile ICT prima di iniziare il suo lavoro
      deve avere in mano le specifiche del progetto
      scritte nero su bianco e basarsi solo su quelle.
      Se chi le ha fatte (il responsabile del silos) ha
      sbagliato son problemi suoi.Se, ce li vedo i "clienti" a scriverti specifiche chiare e soprattutto ad aver ben in mente cosa vogliono. Purtroppo alla fine dev'esserci qualcuno a chiarirgli cosa vogliono e come lo devono fare.
      • pietro scrive:
        Re: l'errore
        - Scritto da: FDG
        - Scritto da: pietro


        l'errore comunque sta nel fatto che il

        responsabile ICT prima di iniziare il suo lavoro

        deve avere in mano le specifiche del progetto

        scritte nero su bianco e basarsi solo su quelle.

        Se chi le ha fatte (il responsabile del silos)
        ha

        sbagliato son problemi suoi.

        Se, ce li vedo i "clienti" a scriverti specifiche
        chiare e soprattutto ad aver ben in mente cosa
        vogliono. Purtroppo alla fine dev'esserci
        qualcuno a chiarirgli cosa vogliono e come lo
        devono
        fare.La cosa non cambia, viene fornito loro un consulente che INSIEME a loro scrive le specifiche, loro le firmano e poi si procede con la realizzazione senza più cambiare niente.Nelle aziende normali in tutto il mondo si fa così.
        • FDG scrive:
          Re: l'errore
          - Scritto da: pietro
          La cosa non cambia, viene fornito loro un
          consulente che INSIEME a loro scrive le
          specifiche...Magari il responsabile di cui si parla.
          loro le firmano e poi si procede con
          la realizzazione senza più cambiare niente.

          Nelle aziende normali in tutto il mondo si fa
          così.Si, ok, avere le idee chiare è cosa buona, ma... e se ci si accorge di aver commesso un errore? E se le condizioni cambiano? Le specifiche servono per chiarire cosa si vuole fare e come. Rappresentano parametri con cui misurare il risultato. Ma non sono scritte nella pietra come le tavole della legge. Certo, ogni cambiamento ha un costo oggettivo e va valutato. Ma non si può usare la legge delle specifiche per essere impermeabili a qualsiasi cambiamento. Una considerazione personale che penso debba valere in entrambe le direzioni.
          • pietro scrive:
            Re: l'errore
            - Scritto da: FDG
            - Scritto da: pietro


            La cosa non cambia, viene fornito loro un

            consulente che INSIEME a loro scrive le

            specifiche...

            Magari il responsabile di cui si parla.


            loro le firmano e poi si procede con

            la realizzazione senza più cambiare niente.



            Nelle aziende normali in tutto il mondo si fa

            così.

            Si, ok, avere le idee chiare è cosa buona, ma...
            e se ci si accorge di aver commesso un errore? E
            se le condizioni cambiano?


            Le specifiche servono per chiarire cosa si vuole
            fare e come. Rappresentano parametri con cui
            misurare il risultato. Ma non sono scritte nella
            pietra come le tavole della legge. Certo, ogni
            cambiamento ha un costo oggettivo e va valutato.
            Ma non si può usare la legge delle specifiche per
            essere impermeabili a qualsiasi cambiamento. Una
            considerazione personale che penso debba valere
            in entrambe le
            direzioni.si sono d'accordo, solo gli stupidi non cambiano mai idea ma c'è una cosa in quello che hai detto che è cruciale: Questo deve essere chiaro da subito appena parte il progetto, da quel momento ogni cambiamento diventa un problema. Tutte le belle idee sarebbe il caso di farsele venire prima.
          • FraNa...cci a scrive:
            Re: l'errore
            Il problema, nella mia esperienza, che si valuta la fase di definizione dei requisiti e delle aspettative come 'tempo perso'.Spesso quello è il 'margine di guadagno' dell'azienda.In verità poi diventa il buco senza fondo in cui naufraga il progetto
        • guast scrive:
          Re: l'errore

          e poi si procede con la realizzazione
          senza più cambiare niente.Ti avevo risposto ricordandoti che il manifesto agile ha più di 10 anni. Evidentemente non hai capito di cosa stavo parlando.La tua maniera di portare avanti i progetti è perfettamente corretta, come dissero i dinosauri.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 giugno 2011 13.03-----------------------------------------------------------
          • Sky scrive:
            Re: l'errore
            Perdona la battuta, forse scontata, ma... "agile" ed "Italia" nello stesso thread?.. non funziona. ;)
          • Prozac scrive:
            Re: l'errore
            - Scritto da: Sky
            Perdona la battuta, forse scontata, ma... "agile"
            ed "Italia" nello stesso thread?.. non funziona.
            ;)Mah... Noi utilizziamo la metodologia agile in azienda, e ti dico. Funziona benissimo!!! Riusciamo a rispettare le consegne, e rilasciamo esattamente ciò che il cliente vuole.
  • Bill Cancelli scrive:
    'IT information merdology
    Io sono uscito da questo racket.per come la vedo io l'IT è una grossa XXXXXXXta dove il 99% delle volte non si capisce che cosa fa.EPIC FAIL
  • pietro scrive:
    il capo
    ogni gruppo ha un capo se le cose non vanno la responsabilità è sua, risalendo la gerarchia si arriva fino al capitano.
    • Bad Sapper scrive:
      Re: il capo
      - Scritto da: pietro
      ogni gruppo ha un capo se le cose non vanno la
      responsabilità è sua, risalendo la gerarchia si
      arriva fino al
      capitano.Sicuramente è così nel regno di Oz.Nel mio mondo, ogni gruppo ha un capo, se le cose vanno bene i meriti sono suoi, se vanno male la colpa e degli ultimi della catena che vengono sostituiti e il capo rimane al suo posto, in quell'azienda o in qualche nuova azienda frutto di fusione o acquisizione.
      • pietro scrive:
        Re: il capo
        - Scritto da: Bad Sapper
        - Scritto da: pietro

        ogni gruppo ha un capo se le cose non vanno la

        responsabilità è sua, risalendo la gerarchia si

        arriva fino al

        capitano.


        Sicuramente è così nel regno di Oz.

        Nel mio mondo, ogni gruppo ha un capo, se le cose
        vanno bene i meriti sono suoi, se vanno male la
        colpa e degli ultimi della catena che vengono
        sostituiti e il capo rimane al suo posto, in
        quell'azienda o in qualche nuova azienda frutto
        di fusione o
        acquisizione.è il capo di quei capi che deve essere rimosso e se è il proprietario, non si lamenti se le cose vanno male e deve cedere l'azienda
        • Sky scrive:
          Re: il capo
          Quoto bad sapper ed aggiungo "ed i clienti pagano per gli errori del capo (che rimane al suo posto o va a far danni altrove)".
      • effeuno scrive:
        Re: il capo
        Anche nella PA funziona così :-)
  • KCM scrive:
    Vedi Poste
    Splendido e veritiero articolo.In questi giorni Poste italiane è nel caos a causa dell'adozione di un nuovo sistema informatico.Caro Cubasia, ma si è ispirato a loro per l'articolo? Calza a pennello.;-)
    • Picchiatell o scrive:
      Re: Vedi Poste
      - Scritto da: KCM
      Splendido e veritiero articolo.
      In questi giorni Poste italiane è nel caos a
      causa dell'adozione di un nuovo sistema
      informatico.
      Caro Cubasia, ma si è ispirato a loro per
      l'articolo? Calza a
      pennello.
      ;-)il problema magari e' che anche li avranno chiamato novantisti a tenere su il tutto , dalle mie parti la posta viene recapitata due giorni la settimana ed alcune lettere vengono recapitate dall'altra parte della città...
  • shevathas scrive:
    resistenze al cambiamento...
    Beh delle due una o si da alla persona che deve cambiare anche il potere di decidere e di imporre le sue decisioni oppure si sta deliberatamente pianificando un fiasco.
    • . . . scrive:
      Re: resistenze al cambiamento...
      - Scritto da: shevathas
      Beh delle due una o si da alla persona che deve
      cambiare anche il potere di decidere e di imporre
      le sue decisioni oppure si sta deliberatamente
      pianificando un
      fiasco.Di solito la seconda. Esperienza personale...Nessuno in nessuna azienda italiota ti darà mai un potere simile, special modo ad un ICT interno o esterno che sia.
  • davide scrive:
    eh si
    Ottimo articolo, la mia esperienza come ICT esterno in varie aziende conferma quanto detto. Per me è un bene però ahahah
Chiudi i commenti