Francia, nuove leggi per cellulari e minori

Il ministro Borloo annuncia una nuova normativa a suo dire utile per diminuire quella che definisce dipendenza da telefonino nei più piccoli

Roma – Da tempo esperti e dottori hanno lanciato un vero e proprio allarme relativo alla dipendenza da telefonino riscontrabile a loro parere anche nei giovanissimi in età pre-adolescenziale. Dopo interminabili dibattiti, in Francia ci si avvicina ad una svolta: il ministro per le Politiche ambientali transalpino Jean-Louis Borloo si è detto deciso a voler scoraggiare con ogni mezzo il dilagare di dispositivi mobili tra i più piccoli.

un sms ricevuto In particolare, il Ministro ha annunciato l’intenzione di introdurre una nuova normativa che renda illegale pubblicizzare in un certo modo certi telefonini, quando gli spot ammiccano appositamente ad un pubblico di giovanissimi. Non solo: nei piani dell’amministrazione francese ci sarebbe anche quello di vietare ai produttori la realizzazione di prodotti appositamente studiati per gli under 6. Proprio a tal proposito, durante il periodo natalizio è stata inaugurata a Lione una campagna pubblicitaria informativa che invitava i genitori a non regalare telefoni cellulari ai propri bambini.

Una vera e propria rivoluzione, quella annunciata dal Ministro che, se attuata, porterebbe ad una virata per politiche commerciali consolidate, relative a tutto ciò che ruota intorno al telefonino. Basti pensare all’ingente mercato di suonerie e contenuti per cellulare mirati ad hoc per i più piccoli.

Non solo. L’opera di riforma auspicata da Borloo strizza l’occhio anche alla “prevenzione di possibili patologie” correlate all’utilizzo intensivo del cellulare. Nonostante non vi sia ancora un giudizio certo che stabilisca se il cellulare sia nocivo o no per la salute, le nuove leggi prevedono l’obbligo di vendere con ogni singolo terminale un auricolare, per tentare di prevenire i rischi più gettonati da media ansiogeni e opinione pubblica ansiosa.

Una presa di posizione forte, quella del ministro, che sta sollevando attenzione. E che si deve, sostiene il suo staff, alle conseguenze ormai evidenti della diffusione dei dispositivi di comunicazione nell’infanzia. Il cellulare può creare dipendenza: è questo che da tempo ripetono alcuni ricercatori ed è il mantra che ora echeggia nel Palazzo.

A sospingere queste posizioni tra le istituzioni, e di certo non sono quelle francesi, ci pensano poi i numerosi casi di cronaca. Come quello battuto dalle agenzie due giorni fa, con la storia di Reina, una 12enne statunitense che del suo cellulare aveva fatto un compagno di vita. In un solo mese la teenager è riuscita ad inviare ben 14.528 SMS, con una media di circa 470 messaggini al giorno, facendo recapitare a suo padre una bolletta da parte di AT&T composta da 440 pagine. Le finanze familiari sopravviveranno, grazie alla flat mensile attivata sugli SMS, ma ad inquietare anche il fatto che siano pochissimi i destinatari di quella tonnellata di messaggini: al massimo quattro persone, ha dichiarato la giovane. Stando a certi calcoli , per raggiungere una cifra tale si dovrebbe inviare un messaggio ogni 120 secondi, ininterrottamente. Un episodio singolare che, dicono ora tutti, deve far riflettere. A Parigi hanno iniziato a farlo.

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