FSFE lancia la Fellowship in Italia

Un modo in più per partecipare alla comunità del software libero, informarsi e dare informazioni, collaborare ed analizzare implicazioni e fatti. Con blog e smart card. I dettagli


Roma – Partecipare con strumenti dedicati ed avanzati all’ampliamento e all?approfondimento della comunità del software libero sottoscrivendo una speciale Fellowship . Questa la proposta ora estesa anche all’Italia e agli utenti italiani dalla Free Software Foundation Europe .

Dal sito dedicato è possibile accedere rapidamente a tutte le informazioni relative alla Fellowship, un modo in più per partecipare alle attività della Foundation e farsi promotori di interventi ed analisi. Ma perché ora la Fellowship?

“L’opposizione ai brevetti software ha dimostrato che è possibile cambiare le cose – spiegano quelli di FSFE – ma ha dimostrato anche che occorre fare di più. Mentre ci stiamo difendendo dai brevetti software, e continuiamo a farlo, ci sono altre minacce, vecchie e nuove, che possono essere affrontate meglio da una comunità più coesa e numerosa”. “Se occorre preservare la nostra libertà – sottolinea il rappresentante italiano di FSFE, Stefano Maffulli – abbiamo bisogno di più spalle per sostenere il lavoro e di più persone per far sentire la nostra voce”.

Partecipare al programma Fellowship richiede il versamento di un contributo di 120 euro all’anno (60 euro per studenti e inoccupati), che dà diritto ad una serie di servizi targati FSFE: i “Fellow” avranno a disposizione uno spazio sul portale fsfe.org, un sito su cui incontrarsi, comunicare e cooperare. Ogni Fellow potrà scrivere un blog, condividere le proprie esperienze nei forum e tenersi informato con le ultime notizie. “In questo modo – spiegano alla FSFE – è possibile collegare iniziative e persone per rimanere uniti e fare sentire collettivamente la nostra voce”. Inoltre, tutti i Fellow avranno un alias email@fsfe.org, “un segno visibile del loro sostegno alla Free Software Foundation Europe”, commenta FSFE.

I Fellow riceveranno anche uno strumento di privacy e sicurezza, una smart card personalizzata compatibile con OpenPGP, realizzata da Werner Koch, autore di GnuPG e direttore amministrativo della FSFE. Con questa smart card, i Fellow potranno comunicare utilizzando firma digitale e cifratura, ma potranno usarla anche per proteggere i propri login e i propri dati su disco. “Questa smart card – spiega lo stesso Koch – è un dispositivo allo stato dell’arte, per molti tipi di applicazioni, come ad esempio cifrare la propria posta. Con la card, mettiamo tutti i Fellow direttamente nella condizione di poter proteggere i propri dati e la propria privacy. Vogliamo dare a tutti questa possibilità, aumentando al contempo la consapevolezza sulle questioni della privacy e della sicurezza”.

“In passato – conclude il presidente di FSFE Georg Greve – abbiamo lavorato ai limiti delle nostre possibilità, talvolta anche oltre. Ci siamo resi conto che possiamo fare grandi progressi, ma ci siamo anche accorti che la battaglia è appena iniziata. Difendere la nostra libertà collettiva è un compito che dobbiamo svolgere insieme. Consideratela pure una chiamata alle armi”.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Questi so matti!
    Io sono un iscritto a tale lauera e se Barsi ha ritenuto di andre sul giornale ,il problema è molto serio!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Studiare è un diritto!!!
    Ho letto alcuni commenti e veramente sono rimasto deluso!!!Studiare è un diritto!!! Ho iniziato quest'anno il trienno di informatica a perugia e vi pare giusto che per continuare ad approfondire le mie conoscenze informatiche dovrei andare a Pisa e spendere centinaia e centinaia di euro al mese?????Mi sembra assurdo togliere un corso di laura così importante e valido come questo! Certo è meglio dare i contributi per i decoder digitali terrestri e per i mesi di adsl gratis ......................
  • Anonimo scrive:
    34 studenti????
    Si tiene in piedi un corso di laurea con chissà quanti insegnamenti attivati e si pagano i relativi docenti, assistenti, e le commissioni di esame per 34 persone????Purtroppo è la legge della domanda e dell'offerta e quel tipo di insegnamento in Umbria non ha assolutamente sbocchi.Perugià ha un università prestigiosa che conta 25.000 studenti per la maggior parte fuori sede (la città conta poco più di 100.000 abitanti) e alcune facoltà come giurisprudenza ed economia sono molto affollate (sentirete spesso nominare dai media il tribunale di Perugia a cui vengono affidati molti procedimenti che non si possono tenere a Roma).Il più grande investistitore nell'IT è la pubblica amministrazione (e lo fa foraggiando i soliti noti) mentre le aziende private, che sono nella maggior parte artigianali, non investono non avendo alcun ritorno economico da quelle attività. mi spiace per i ragazzi (alcuni d i loro sono davvero bravi) ma purtroppo non ci vedo niente di strano nel fatto che il corso così poco frequentato venga soppresso.
    • Anonimo scrive:
      Re: 34 studenti????
      Togliere la triennale non mi sembra giusto però!!!Siamo molto più di 100 a frequentare il primo anno e non capisco perchè ci devono togliere questo diritto!!!
  • Anonimo scrive:
    C'E' CARENZA DI IDRAULICI
    Eppure nessuno che voglia indossare la tuta, tutti PARRUCCONI MASTERIZZATI.......
    • Anonimo scrive:
      Re: C'E' CARENZA DI IDRAULICI
      - Scritto da: Anonimo
      Eppure nessuno che voglia indossare la tuta,
      tutti PARRUCCONI MASTERIZZATI.......Troppa fatica maneggiare il Serratubi!Non è lavoro da gayi!
    • Anonimo scrive:
      Re: C'E' CARENZA DI IDRAULICI

      Eppure nessuno che voglia indossare la tuta,
      tutti PARRUCCONI MASTERIZZATI.......Più che altro, tutti TRUFFATI dal titolificio, 5 anni di spese universitarie, di mancati guadagni (o lavoretti part time, quanti hanno un lavoro vero all'uni e ce la fanno in 5 anni), magari di spese per stare fuori casa o fare il pendolare (sai, mica tutti abitano di fronte all'uni)... sono un 100mila euroPoi aggiungiamoci anche 5 anni di liceo, qui spesso vicino a casa e sicuramente con meno spese da pagare, ma sempre mancato guadagno... diciamo anche che avremmo preso meno? facciamo altri 50mila euri.TOTALE 150mila euro per fare l'draulico?Ma mi faccia il piacere, con tutto il rispetto per gli idraulici con quella cifra mi ci compro un brevetto di volo e faccio l'aerotaxi a 1000 euro al viaggio, alla faccia!Oppure vado davvero a farlo (come fai a sapere che in realtà IO non sia un idraulico? ) ma senza regalare 150mila euri a quei PARRUCCONI MASTERIZZATI mortadelloni e/o nani pelati dei diplomifici, laureafici, masterfici! Ecchecchecchio, me li guadagno e me li tengo io!
      • Anonimo scrive:
        Re: C'E' CARENZA DI IDRAULICI
        -
        Più che altro, tutti TRUFFATI dal titolificio, 5
        anni di spese universitarie, di mancati guadagni
        (o lavoretti part time, quanti hanno un lavoro
        vero all'uni e ce la fanno in 5 anni), magari di
        spese per stare fuori casa o fare il pendolare
        (sai, mica tutti abitano di fronte all'uni)...
        sono un 100mila euro100.000 euro?????100.000 euro???????????MA DOVE VIVI???? Ma mica siamo in America dove devi pagarti anche il Campus, sei ridicolo a dire certe cose!Se mi avessero detto che per 5 anni di Università (che poi diventano sempre 7 - 8) avrei dovuto spendere quella cifra, beh, avrei fatto anch'io l'idraulico!Hai messo in conto 20.000? annui, ma sei fuori completo? I miei sono pensionati e io ho fatto Architettura dove oltre ai libri c'hai pure da pagare tutte le stampe ei disegni e i plastici..altre spesone... ma neanche 2500? annui facendo il pendolare!
        Poi aggiungiamoci anche 5 anni di liceo, qui
        spesso vicino a casa e sicuramente con meno spese
        da pagare, ma sempre mancato guadagno... diciamo
        anche che avremmo preso meno? facciamo altri
        50mila euri.MA MANCATO GUADAGNO DE CHE??? Di lavoro minorile????????????Ma fammi il piacere!

        TOTALE 150mila euro per fare l'draulico?A naso direi che non hai mica tanto il senso del denaro...
        Ma mi faccia il piacere, con tutto il rispetto
        per gli idraulici con quella cifra mi ci compro
        un brevetto di volo e faccio l'aerotaxi a 1000
        euro al viaggio, alla faccia!Prova a farlo e se riesci a fatturare 1000? a viaggio chiamami che divento socio!
        Oppure vado davvero a farlo (come fai a sapere
        che in realtà IO non sia un idraulico? )Beh, spari di quelle cifre! Saresti sicuramente fuori mercato! ma senza
        regalare 150mila euri a quei PARRUCCONI
        MASTERIZZATI mortadelloni e/o nani pelati dei
        diplomifici, laureafici, masterfici!
        Ecchecchecchio, me li guadagno e me li tengo io!E infatti non devi regalare proprio niente a nessuno perchè, tra l'altro, se studi facendo il tuo dovere le borse di studio minime ti riducono le tasse Universitarie e paghi poco!Pure i pasti in mensa che sono più che accettabili!!Vita da studente...da provare sicumente!
  • Anonimo scrive:
    Re: NON È UN PROBLEMA ANZI
    Bhé parli te che con la laurea ora fai il SISTEMISTA!
  • Anonimo scrive:
    LAUREATI IN INFORMATICA.........
    ......LAVORATORI DELLA MAZZAAAAA.....................prrrRRRRRRrrrrrrrrrrrRRRRRRRRRrrrrrrrrrrRRRRRRRR..............O:-) O:-) O:-) (rotfl) (rotfl) (rotfl)
  • TPK scrive:
    Re: NON È UN PROBLEMA ANZI
    - Scritto da: shevathas

    Cose che all'uni non insegnano neanche di

    striscio, se non qualche piccola e
    insignificante

    introduzione,


    l'uni ti da le basi, poi devi sviluppartele tu, è
    irrealistico e assurdo pretendere che
    l'università ti insegni tutto Certo, ma un minimo di contatto con la realta' non sarebbe male.Ora credo che l'abbiano un po' cambiato, ma quando ho dato Ingegneria del Software (circa 3/4 anni fa) non veniva fatto UML, ma solo Function Points, reti di Petri...
    • shevathas scrive:
      Re: NON È UN PROBLEMA ANZI
      - Scritto da: TPK

      - Scritto da: shevathas


      Cose che all'uni non insegnano neanche di


      striscio, se non qualche piccola e

      insignificante


      introduzione,




      l'uni ti da le basi, poi devi sviluppartele tu,
      è

      irrealistico e assurdo pretendere che

      l'università ti insegni tutto

      Certo, ma un minimo di contatto con la realta'
      non sarebbe male.

      Ora credo che l'abbiano un po' cambiato, ma
      quando ho dato Ingegneria del Software (circa 3/4
      anni fa) non veniva fatto UML, ma solo Function
      Points, reti di Petri...sul fatto che ci siano vecchi barbagianni che insegnino conoscende del paleozoico inferiore, ti do ragione, ma è un problema di tutta l'università.Anche se in scienze o in facoltà ad indirizzo scientifico diventa un problema drammatico :(
      • TPK scrive:
        Re: NON È UN PROBLEMA ANZI
        - Scritto da: shevathas

        - Scritto da: TPK



        - Scritto da: shevathas



        Cose che all'uni non insegnano neanche di



        striscio, se non qualche piccola e


        insignificante



        introduzione,






        l'uni ti da le basi, poi devi sviluppartele
        tu,

        è


        irrealistico e assurdo pretendere che


        l'università ti insegni tutto



        Certo, ma un minimo di contatto con la realta'

        non sarebbe male.



        Ora credo che l'abbiano un po' cambiato, ma

        quando ho dato Ingegneria del Software (circa
        3/4

        anni fa) non veniva fatto UML, ma solo Function

        Points, reti di Petri...

        sul fatto che ci siano vecchi barbagianni che
        insegnino conoscende del paleozoico inferiore, ti
        do ragione, ma è un problema di tutta
        l'università.No no, la mia prof. di IdS era abbastanza caruccia...
  • Anonimo scrive:
    Meglio
    Meglio così qualche parassita di professore va a lavorare invece di rubare legalmente soldi alla povera gente
  • Anonimo scrive:
    Fini :"abbiamo investito nella recirca"
    ...o sarebbe più corretto dire , abbiamo investito la ricerca..si proprio spazzata via!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Fini :"abbiamo investito nella recir
      ...vabe' non proprio la recirca si parlava di ricerca.....scusate per l'errore.
  • Anonimo scrive:
    Il problema e' sempre quello...
    I prof universitari non hanno mai lavorato in un'azienda che produce e commercializza software e, per di piu', arrivano tutti dalla facolta' di matematica.I corsi di laurea in informatica sono tutti corsi di matematica ed il linguaggio di programmazione piu' utilizzato in qualche corso è scheme con cui non fai assolutamente niente di produttivo.Alcuni corsi di matematica sono necessari ma assumere come professori, laureati che abbiano un curriculum aziendale verificato e di tutto rispetto sarebbe la soluzione giusta.
  • Anonimo scrive:
    Esiste già INGEGNERIA...
    ...non si sente il bisogno di tante laurette & affini in tante sottomaterie... corsi di laurea in prevenzioni, disastri, sfighe varie... master in blablabla... etcetc...E poi scusatemi, un corso di laurea che debba insegnare c++, java, e così via?? ma allora non avete capito proprio nulla dell'università...l'università non è un diplomificio, non si insegnano materie "utili sul lavoro"... questo è un falso storico, un falso da profondo nord... un lavoro subito? non fare l'università... fatti un bel corsetto java o c++ ne esistono tanti!!l'università serve a formare le persone... quelle che poi guarda un po' decidono di dare 900 eur ad un javista...buono studio
    • Anonimo scrive:
      Re: Esiste già INGEGNERIA...
      - Scritto da: Anonimo
      ...non si sente il bisogno di tante laurette &
      affini in tante sottomaterie... corsi di laurea
      in prevenzioni, disastri, sfighe varie... master
      in blablabla... etcetc...

      E poi scusatemi, un corso di laurea che debba
      insegnare c++, java, e così via?? ma allora non
      avete capito proprio nulla dell'università...

      l'università non è un diplomificio, non si
      insegnano materie "utili sul lavoro"... questo è
      un falso storico, un falso da profondo nord... un
      lavoro subito? non fare l'università... fatti un
      bel corsetto java o c++ ne esistono tanti!!

      l'università serve a formare le persone... quelle
      che poi guarda un po' decidono di dare 900 eur ad
      un javista...

      buono studio
      Quelle che poi battono i prodotti in cassa del supermercato.QUANT'E' BRUTTA L'IGNORANZA!
    • Anonimo scrive:
      Re: Esiste già INGEGNERIA...

      E poi scusatemi, un corso di laurea che debba
      insegnare c++, java, e così via?? ma allora non
      avete capito proprio nulla dell'università...E tu non hai idea di quali siano gli insegnamenti in un corso di laurea di informatica.Comunque gli ingegneri meccanici che l'universita' butta fuori a camionate non brillano come dovrebbero anzi la cosa peggiore e' che sono conviti di poter far tutto senza riuscire a vedere i loro evidentissimi limiti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Esiste già INGEGNERIA...
      La laurea in informatica ha una storia molto più "antica" di quella di ingengeria informatica, se vogliamo dirla tutta.Non è una laurea dove insegnano SOLO a programmare e soprattutto è diversa dalla laurea di ing. informatica.
    • Anonimo scrive:
      Re: Esiste già INGEGNERIA...
      Sembrerà strano ma sono d'accordo.Quest'idea dell'università vista come 'diplomificio' che prepara dei lavoratori per il mondo del lavoro (che detto con l'ottica giusta: "prepara per il mondo del lavoro di ieri") è veramente un disastro.E non lo dico da ingegnere ma sopprattuto da imprenditore che ha bisogno di 'teste pensanti' per il proprio lavoro e ho l'impressione (occhio che abbiamo tesisti e stagisti presso di noi praticamente durante tutto l'anno, quindi penso di avere una discreta immagine della realtà) che invece l'università miri a preparare dei discreti tecnici formati su come sono le cose adesso (nella migliore delle ipotesi)... ma la tecnologia di domani chi la pensa ? Stiamo solo formando dei 'consumatori' forse ? consumatori di tecnologie altrui ?A me che uno conosca SQL Server non me ne frega niente (uno sveglio impara quello che serve con una full imemmersion di 10-20 ore) ma se non conosce le metodologie di ottimizzazione di una query in algebra preposizionale è grave.... e non lo imparerà mai più.
      • Anonimo scrive:
        Re: Esiste già INGEGNERIA...
        - Scritto da: Anonimo
        A me che uno conosca SQL Server non me ne frega
        niente (uno sveglio impara quello che serve con
        una full imemmersion di 10-20 ore) ma se non
        conosce le metodologie di ottimizzazione di una
        query in algebra preposizionale è grave.... e non
        lo imparerà mai più.In teoria è una delle prime cose che insegnano ai corsi di basi di dat ad informaticai... mah...
        • Anonimo scrive:
          Re: Esiste già INGEGNERIA...


          query in algebra preposizionale è grave.... e
          non

          lo imparerà mai più.

          In teoria è una delle prime cose che insegnano ai
          corsi di basi di dat ad informaticai... mah...Lo so, almeno quando l'ho studiata io era così e ci si perderva anche molto tempo sulla cosa. Ti garantisco però che i laureandi/neolaureati degli ultimi tempi sono 'troppo' tarati sulla pratica. Lo sai che al colloquio la maggioranza 'muore' alla domanda: "hai idea di come implementare un algoritmo che faccia l'inversa di una matrice in un linguaggio a tua scelta" ? senza scomodare "mi fai un automa a stati finiti che descriva il funzionamento del TCP" :-))mah !
          • Anonimo scrive:
            Re: Esiste già INGEGNERIA...
            - Scritto da: Anonimo
            Lo sai che al colloquio la maggioranza 'muore'
            alla domanda: "hai idea di come implementare un
            algoritmo che faccia l'inversa di una matrice in
            un linguaggio a tua scelta" ? senza scomodare
            "mi fai un automa a stati finiti che descriva il
            funzionamento del TCP" :-))Mi sembrano domande 'pratiche'... o stai implicitamente affermando che non sono in grado di trovare l'inversa di una matrice? :|
          • Anonimo scrive:
            Re: Esiste già INGEGNERIA...

            Mi sembrano domande 'pratiche'... o stai
            implicitamente affermando che non sono in grado
            di trovare l'inversa di una matrice? :|Sto affermando che: ( parliamo di questa settimana, quindi ricordi freschi :-) )-non era 'chiarissima' la definizione di inversa di una matrice-non era noto (o non tornava in mente) un algoritmo con qualche forma di ottimizzazione che lo facesserelativamente alla domanda sul TCP:-nella maggior parte dei casi: buio nemmeno si parte-qualcuno ha buttato giù un po di stati, uno solo la matrice di transizione degli stati, nessuno mi ha saputo rispondere sel l'automa trovato era in forma minima o meno....
          • Anonimo scrive:
            Re: Esiste già INGEGNERIA...
            - Scritto da: Anonimo


            Mi sembrano domande 'pratiche'... o stai

            implicitamente affermando che non sono in grado

            di trovare l'inversa di una matrice? :|

            Sto affermando che: ( parliamo di questa
            settimana, quindi ricordi freschi :-) )

            -non era 'chiarissima' la definizione di inversa
            di una matrice
            -non era noto (o non tornava in mente) un
            algoritmo con qualche forma di ottimizzazione che
            lo facesseNon meno di O(n^3)
            relativamente alla domanda sul TCP:
            -nella maggior parte dei casi: buio nemmeno si
            parte
            -qualcuno ha buttato giù un po di stati, uno solo
            la matrice di transizione degli stati, nessuno mi
            ha saputo rispondere sel l'automa trovato era in
            forma minima o meno....Ma voi di cosa vi occupate in pratica?Cosa sviluppate?
          • Anonimo scrive:
            Re: Esiste già INGEGNERIA...

            Lo sai che al colloquio la maggioranza 'muore'
            alla domanda: "hai idea di come implementare un
            algoritmo che faccia l'inversa di una matrice in
            un linguaggio a tua scelta" ? senza scomodare
            "mi fai un automa a stati finiti che descriva il
            funzionamento del TCP" :-))be, certo in italia siamo tutti fenomeni (ironico, è matematica terra terra questa) e con una spalmata di teoria corredata da titolo in pergamena basta una full immersion di 10 ore per imparare tutto, peccato poi che gli operatori che vengono formati così lascino ad es i server delle poste non patchati contro slammer o che "perdano" un disco fisso non backuppato prima di dare i dati dell'istat sull'inflazione... e peccato che non sviluppiamo quasi nulla se non "pezzi" e moduli da aggiungere a prodotti americani o gestionalini penosi mentre poi si acquista e si paga lautamente anche il software per fare andare un accendino, già fatto, all'estero, da chi forse ha fatto una full immersion di qualche ora, o anno, in più...
      • Anonimo scrive:
        Re: Esiste già INGEGNERIA...
        - Scritto da: Anonimo
        A me che uno conosca SQL Server non me
        ne frega niente Ok.
        (uno sveglio impara quello che serve con
        una full immersion di 10-20 ore)Diciamo che probabilmente verra' fuori con qualcosa di funzionante.Se gli dai un mese, sembrera' pure veloce.Dopo un anno, sara' in grado di fare cose decenti.Mi pare che ridurre a nulla il peso dell'esperienza su uno specifico SW non sia esattamente dimostrazione di grande comprensione di come funziona la realta'.
        ma se non conosce le metodologie di
        ottimizzazione di una query in algebra
        reposizionale è grave.... e non
        lo imparerà mai più.Questa mi pare un'idiozia: cosa gli impedisce di prendere il libro e studiarselo?Nota, non sto dicendo che lo faccia, ma che ha la possibilita' di farlo.O secondo te certe cose si imparano solo frequentando l'Universita' (per osmosi, ovviamente)?
        • Anonimo scrive:
          Re: Esiste già INGEGNERIA...
          - Scritto da: Anonimo

          ma se non conosce le metodologie di

          ottimizzazione di una query in algebra

          reposizionale è grave.... e non

          lo imparerà mai più.

          Questa mi pare un'idiozia: cosa gli impedisce di
          prendere il libro e studiarselo?Nulla. Ma credo il suo pensiero fosse: in genere sono molto pochi coloro che lo fanno e che non hanno frequentato l'università.
          • Anonimo scrive:
            Re: Esiste già INGEGNERIA...

            Nulla. Ma credo il suo pensiero fosse: in genere
            sono molto pochi coloro che lo fanno e che non
            hanno frequentato l'università.
            No e' più grave ! Ultimamente sono pochi INDIPENDENTEMENTE dal fatto che abbiano frequentato l'università o meno e QUESTO è UN problema e significa che l'università "che prepara al mondo del lavoro" HA QUALCHE PROBLEMA !
    • Anonimo scrive:
      Re: Esiste già INGEGNERIA...
      razza di cretino, a perugia dov'è ingegneria informatica è? ma perchè non azioni il cervello prima di scrivere?
  • Anonimo scrive:
    fra poco ci sono le elezioni! moratti =0
    ragazzi io frequento la triennale di informatica a perugia e vi giuro che se chiudono pure quella vado al ministero e ci metto una bomba!comunque ripeto che per una specilaistica 34 iscritti sono molti (vi ricordo che non si parla di scienze della comunicazione) e che in questo modo rimarremo sempre dei mediocri senza attributi!ricordatevi di andare a votare!non per chi toglie 1000 euro l'anno a chi prende 2000 euro al mese!capito?!?!
  • Anonimo scrive:
    Aveva ragione MAX
    Max l' aveva sempre detto che così come sono impostati i corsi di informatica non valgono nulla nè portano a nulla.Bravo MAX!
  • samu scrive:
    ...si ma..
    sono 34 studenti su 3 anni! vuol dire 11 persone per anno.. un po' pochine per tenere su un corso di laurea no ?e comunque non e' che lo chiudono dall'oggi al domani, semplicemente non ci saranno nuove iscrizioni .Evidentemente il corso non ha riscosso successo, allora che cosa bisogna fare mantenerlo attivo anche se non c'e' nessuno ? e i soldi dove li troviamo ?
    • Anonimo scrive:
      Re: ...si ma..
      ....
      Evidentemente il corso non ha riscosso successo,
      allora che cosa bisogna fare mantenerlo attivo
      anche se non c'e' nessuno ?
      e i soldi dove li troviamo ?Se i corsi preparassero VERAMENTE le persone, sarebbe un investimento, non una spesa.Invece, persone che non pensano ad altro che al pezzo di carta per poi tentare di fare carriera a tutti i costi e guai a toccare il posto fisso....beh, si, quelle persone sono solo un costo per tutti, sotto questo punto di vista fanno bene a chiudere.
    • Anonimo scrive:
      Re: ...si ma..
      - Scritto da: samu
      sono 34 studenti su 3 anni!
      vuol dire 11 persone per anno.. un po' pochine
      per tenere su un corso di laurea no ?assolutamente d'accordo, a queste condizioni va chiusoe gli studenti potranno frequentare in altre sedi, o trasferirsia Ingegneria Informatica
      e comunque non e' che lo chiudono dall'oggi al
      domani, semplicemente non ci saranno nuove iscrizioni .
      Evidentemente il corso non ha riscosso successo,
      allora che cosa bisogna fare, mantenerlo attivo
      anche se non c'e' nessuno ?
      e i soldi dove li troviamo ?
  • Anonimo scrive:
    Re: NON È UN PROBLEMA ANZI
    - Scritto da: Anonimo
    Nella maggiorparte delle offerte di lavoro si
    richiedono tipicamente

    cito:
    "CONOSCENZA DI: JAVA, J2EE, JTI, DAO, STRUTS,
    DBMS ORACLE."

    Conoscenze richieste

    Linguaggi: JAVA (J2EE, SERVLET, JSP, EJB, JDBC),
    XML, XSL, JAVASCRIPT,SQL, PL/SQL;
    DataBase: DB2.
    Application Server: IBM WEBSPHERE
    Metodologie: UML (RATIONAL ROSE), DESIGN
    PATTERNS, J2EE DESIGN PATERNS, EJB DESIGN
    PATTERNS
    Open Source Tools: JUNIT, ANT, LOG4J, HIBERNATE."UNA SCOPA INFILATA NEL CULO poi te la INFILANO loro!
  • Anonimo scrive:
    Hanno ragione: la laurea non serve...
    In base alla mia esperienza quello che chiedono i datori di lavoro sono esperienza in Websphere e J2EE (le aziende "povere"), e Certificazioni Microsoft C# e ASP.NET (le aziende più "ricche"). Nessuna delle due cose viene minimamente insegnata nei corsi universitari di informatica, ormai veri dinosauri destinati all'estinzione. Ci sono professori che insegnano da 40 anni in linguaggi preistorici che non hanno mai sentito parlare di soap o web services, e altri che pensano ancora che l'object oriented programming sia una "novità promettente". Poi ci si stupisce perché le aziende non assumono più i neolaureati...
    • Anonimo scrive:
      Re: Hanno ragione: la laurea non serve..
      Sono d'accordo. Sono laureato in informatica e dopo un mare di fatica per superare tutti gli esami, guadagno 900 euro in meno al mese rispetto ad una collega che sa poco l'italiano (è estera) e ha frequentato un corso di 1000 ore di programmazione... e non sa che cos'è un antivirus...
  • Anonimo scrive:
    Informatica a Milano: abbandono sicuro
    Forse non tutti si rendono conto dello stato dell'universita' di informatica statale di milano: i professori sono piu' o meno sempre gli stessi da chissa' quanti decenni; possibilita' di dialogo con i professori: ZERO. Un prof. importantissimo x gli studenti un giorno mi disse: "sa, e' inutile scrvermi email, ne ricevo almeno 50 al giorno, avrei bisogno di una segretaria per gestire le email", e intanto, nell'orario di ricevimento studenti, faceva esami / lezioni private lunghissime....agli altrii dedica 3 minuti massimo ognuno....e io che devo prendere mezza giornata di permesso dal lavoro solo per chiedere una minima informazione che peraltro NON riesco mai ad avere con chiarezza. Un inferno vero.Per non parlare di segreterie varie: aperte 3 ore al giorno (con tutti i soldi che si pagano in tasse universitarie), hanno code che a volte ci vogliono 2 ore solo per fare la coda: informatizzazione: ZERO ! (con tutti i soldi che si pagano in tasse universitarie)Chi si e' trasferito, a Pisa, e' riuscito ad uscirne. chi e' rimasto a milano e' rimasto, spesso e volentieri, impantanato nel fango.Che poi, a che serve tanta durezza ?Due amici, che si sono laureati, uno e' disoccupato da 2 anni ( da dopo lo sboom della new economy), l'altro lavora in una multinazionale e ogni anno deve fare lotte sindacali per evitare di essere lasciato a casa.Altri fanno i programmatori, in queli stessi medesimi posti in cui fino all'anno scorso c'erano programmatori VERI, solo che i laureati li pagano un tozzo di pane al confronto.Percentuale di abbandoni: assurdamente alta.Ma che senso ha ?Per guadagnare, anche nella migliore delle ipotesi, moooolto meno di quanto guadagna un idraulico ? Quando si guadagna. Perche' e' molto meglio, oggi qui, essere un idraulico disoccupato che un informatico disoccupato....S
    • Anonimo scrive:
      Re: Informatica a Milano: abbandono sicu
      Perfettamente d'accordo. Poi ora... portano l'istruzione a 18 anni, la laurea da 5 a 3 anni e così ci ritroviamo "laureati" di 3 anni che si equivarranno a laureati di 5 di qualche anno fa...
  • Anonimo scrive:
    Forse hanno fatto bene
    Non conosco l'ateneo di cui si parla nell'articolo, però conosco molto bene questo tipo corsi.Non faccio riferimento all'ateneo di cui si parla nell'articolo quando dico che per quanto ho visto io, altrove, l'obiettivo di questi corsi è quello di mantenere le varie ma**ette, quindi di procacciare studenti per ricevere più soldi dallo stato, "informatica" spesso è usata come uno specchietto per le allodole, è un aggettivo che serve solo ad attrarre gli studenti verso un corso che probabilmente di informatica ha ben poco.Io ho visto in un'altro ateneo, un D.U. di "Ingegneria Informatica" che era praticamente, nei fatti, un corso di ingegneria elettronica, fatta per mantenere tutti i professori di ingegneria elettronica, in più fatto molto molto male, buttato sù, alla svelta, approssimativo, severo ( per avvantaggiare quelli del "vero" corso di elettronica ai tempi del vecchio ordinamento ), inutile ( il pezzo di carta non ti aiuta a fare qualcosa che non sai fare e che non hai la mentalità per farlo ), tanto, tra gli studenti, chi sa già, sa, e chi non sa, s'arrangi.Ma allora invece di studiare male, in fretta, superficialmente ( i professori sono molto infastiditi dal fatto che esistano gli studenti ) "ingegneria informatica" è meglio andare a studiare "ingegneria elettronica" !Sempre in un'altro ateneo, ho anche visto un corso di "Informatica" in una facoltà di scienze: ancora peggio, - esami ridicoli ( all'inizio, "laboratorio di algebra" "laboratorio multimediale", fatti solo per dare il 30 e lode e tenersi lo studente stretto; e poi arrivano i mattoni dove pretendono la luna )- piano di studio preso in prestito questa volta dai FISICI per mantenere la setta dei FISICI e le loro cariatidiMa allora è meglio andare a studiare FISICA bene a casa dei FISICI! invece che in un corso "farsa" dove la materia viene trattata male ( è un corso di informatica mica di fisica ) ed approssimativamente, tanto, tra gli studenti, chi sa già, sa, e chi non sa, s'arrangi.Ragazzi fatevi una cultura invece, studiate materie classiche! Matematica, Fisica, lasciate perdere le nuove lauree, servono solo ed esclusivamente per fare soldi!Insomma, chi è sveglio o ha fortuna di essere informato, se se lo può permettere, che vada a studiare all'estero ( non occorre andare in America, per esempio basta andare in UK previo college ); chi no: tanti auguri, anche perché si fanno sacrifici inutili e la giovinezza non te la torna indietro più nessuno.Quindi per quanto detto, FORSE, se si trattava di una situazione come quella che ho descritto ( e io non lo so ), FORSE, hanno fatto bene.Tra l'altro sarebbe ora che vengano distrutti baronati futuri ma anche quelli del passato che per ora l'hanna fatta ancora franca, ma tanto si sa, paga pantalone e gli studenti sottomessi o costretti dalle famiglie ( che di queste cose non ne capiscono un fico secco ).
    • Anonimo scrive:
      Re: Forse hanno fatto bene

      Ragazzi fatevi una cultura invece, studiate
      materie classiche! Matematica, Fisica, lasciate
      perdere le nuove lauree, servono solo ed
      esclusivamente per fare soldi!
      boh, io faccio Matematica; laurea entro la fine dell'anno... ma ho già comprato la tuta da idraulico...
      • Anonimo scrive:
        Re: Forse hanno fatto bene
        - Scritto da: Anonimo


        Ragazzi fatevi una cultura invece, studiate

        materie classiche! Matematica, Fisica, lasciate

        perdere le nuove lauree, servono solo ed

        esclusivamente per fare soldi!



        boh, io faccio Matematica; laurea entro la fine
        dell'anno... ma ho già comprato la tuta da
        idraulico...Io andrò a comprarla domani... ;)
  • radel scrive:
    Ci sono tante, ma tante lauree inutili
    ... che mi chiedo che ragione abbiano di esistere.Hanno cominciato da una che (seppur da rivedere nei contenuti) non dovrebbe mancare nel panorama italiano.Ma tanto noi italiani non abbiamo niente a che vedere con l'informatica: qui da noi si fanno i siti web e si installa/aggiorna/sputtana/reinstalla il windows.Vabbè, parlo per la maggioranza degli imprenditori, che vedono in questo modo gli informatici: quelli che fanno andare il sito e i computer.Ed in fondo per queste robette non serve mica la laurea di primo livello, figuriamoci la speciaistica!Detto questo guardiamo la guida di quest'anno: si contano a decine i corsi di laurea su protezione, alimentazione, salvaguardia, coccolamento, sfruttamento, ecc... dei vegetali; tantissime altre lauree così settoriali e specifiche che non vanno bene nemmeno per un corso di qualche settimana.Roba di grandissima innovazione che non serve a nulla altro se non a far cacciare lira allo stato per dare posti a professori e ad amministrativi nelle facoltà...Era ora che cominciassero a razionalizzare: non ci sono soldi per le cose serie perchè ne buttiamo troppi per le cavolate.E se a qualcuno sembra esagerato: hai visto la guida dello studente di quest'anno nella tua università? Guarda quanti corsi, dividi il numero di studenti per il numero di corsi...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ci sono tante, ma tante lauree inutili
      - Scritto da: radel
      ... che mi chiedo che ragione abbiano di esistere.Tipo "Operatori di Pace" a Firenze.Qualcuno può spiegarmi in cosa consiste il corso di studi, che mi auguro andare oltre le solite banalità ed il mero buon senso?Cosa "studia" questa gente? Ma "studia"?Per me fa finta. E' solo politica di pessima lega.
    • matcion scrive:
      Re: Ci sono tante, ma tante lauree inutili


      Vabbè, parlo per la maggioranza degli
      imprenditori, che vedono in questo modo gli
      informatici: quelli che fanno andare il sito e i
      computer.
      Ed in fondo per queste robette non serve mica la
      laurea di primo livello, figuriamoci la
      speciaistica!
      Da un sacco di gente "fa andare il computer" è il massimo di frase informatica che puoi sentirti dire.Non conoscono la materia. Non ne capiscono le difficoltà. Non ne percepiscono le potenzialità.
    • cla scrive:
      Re: Ci sono tante, ma tante lauree inuti
      quoto tuttoClaudio
    • Anonimo scrive:
      Re: Ci sono tante, ma tante lauree inutili
      Apro la laurea in ing. Del Cantinaro.Materie trattate:-Programmazione PHP: cap 1 copia e incolla, cap 2 taglia e incolla-Programmazione Java:cap 1 programmazione strutturata usando gli oggetti, cap 2 come passare la colpa agli altri in caso di errori-SQL: Creazione di tabelle a caso e come corregerne la struttura quando l'accrocchio diventa gigante-Inviare e ricevere mail con outlook..corso avanzato-Usare Excel per fare tabelle-Linux e Religione: come farvi passare per esperti di Linux senza saper fare manco un semplice script, come schifare Windows pretendendo che non si inchiodi se prendete a martellate il computer mentre deframmenta il disco-Saper Vestire: Mettere giacca e cravatta e scegliere l'automobile giustaInviatemi 1000 euro per l'iscrizione annuale. Riceverete nella vostra mail i link alle riviste su web per preparare l'esame direttamente a casa vostra. Ricordate: la professionalità è saper vendere fumo e improvvisarvi esperti!!
  • Anonimo scrive:
    Prevedibile
    Non so chi di voi conosca il programma del corso di laurea, io l'ho frequentato per 3 anni e posso dire che si tratta di un programma antiquato, non in linea con i tempi.Questa cancellazione non mi stupisce, tanto quanto il fatto che i laureati in informatica non siano tra i più ricercati nel mondo del lavoro. Abbiamo bisogno di una rifondazione, un rifacimento COMPLETO del programma di studi. Come per ingegneria è necessario stabilire delle specializzazioni: programmazione, sicurezza, comunicazione ecc.
    • Anonimo scrive:
      Re: Prevedibile
      parla per l'universita' che hai frequentato te...a genova tutte quelle cose che hai citato si fanno..ciao
  • Anonimo scrive:
    Anche a Novara...
    Come da oggetto anche a Novara (Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro) è stato chiuso il corso di Informatica con motivi analoghi, però quello triennale.Al momento rimane attivo il secondo e terzo anno, l'anno prossimo solo il terzo e poi stop.R.I.P.
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche a Novara...
      azz e fare 50 km per arrivare a Milano sono troppi ??vediano di non buttare via risorse per la comodita' di pochi,che i soldi non nascono sugli alberi !!
      • Anonimo scrive:
        Re: Anche a Novara...
        - Scritto da: Anonimo
        vediano di non buttare via risorse per la
        comodita' di pochi,
        che i soldi non nascono sugli alberi !!In realtà ci sono più iscritti a Novara rispetto ad Alessandria. Unipmn altrimenti non avrebbe aperto un polo didattico a casaccio proprio qua. Per problemi economici purtroppo le sedi staccate sono le prime a rimetterci anche se il bacino di utenza è maggiore. Tutto qua.
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche a Novara...
      Si, capisco. Ma considera che già ne escono tanti da Alessandria, sia UNIAL che Poli, da Torino, da Milano...C'è un mare di programmatori e appunto... pochissimi idraulici.Se ci fosse un corso di laurea in idraulica... penso farei quello, oggi.
      • Anonimo scrive:
        Re: Anche a Novara...
        ...

        C'è un mare di programmatori e appunto...
        pochissimi idraulici.
        ....Secondo me e' ESTREMAMENTE errato dire che ci sono UN MARE di programmatori. Devi anche dividerli in base al tipo.Pensa al programmatore come al musicista: ci sono tante persone che sanno suonare 'Fra Martino campanaro', meno che sanno leggere uno spartito, ancora meno chi lo spartito sa anche scriverlo, ecc. ecc.Alcuni dicono che saper programmare in VB non fa il programmatore, meglio il C !Altri dicono che programmare in C, ma sotto windows, non fa il programmatore, meglio Unix !Altri dicono che programmare in php, anche se sotto Unix, non fa il programmatore, meglio la Korn Shell !Altri dicono che programmare in Korn Shell non fa il programmatore, perche' e' un linguaggio interpretato, meglio il C !E via cosi', poi dal C, e' piu' programmatore chi sviluppa in assembler, ma allora, che e', e i mainframe ce li dimentichiamo ?Non sei un vero programmatore se non sai il Clipper (dicono alcuni) o il Lisp. Per non parlare dei sistemi embedded, che se sviluppi su un sistema embedded sei ancora piu' programmatore....ecc.Insomma, non puoi mettere, nel 'mare di programmatori', sullo stesso piano uno che ha anni di esperienza e conosce decine di linguaggi, dialetti e sistemi, con uno che sa fare solo una cosa.S.
  • Anonimo scrive:
    Ringraziate Zecchino
    "Centro" Sinistra.Quelle delle lauree per incapacitati.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ringraziate Zecchino

      Quelle delle lauree per incapacitati.allora se ci riferiamo alle lauree "del 6 politico" hanno solo reso diffuso (sbagliando) quello che era "l'8 per diritto di nascita" riservato a tutti gli studenti di buona famiglia quando l'università se la potevano permettere quasi solo lorose ci riferiamo ad oggi dopo la legge moratti ,guardati le leggi-convenzione che a certi apparati dello stato (filogovernativi) fanno valere come crediti di esame (fondamentali ed ex biennali !) corsi interni (alcuni settimanali tenuti da colleghi con la terza media!) e gli insegnanti di religione con altra laurea assunti per insegnare religione (mentre si licenziano gli insegnanti di sostegno previa modifica della denominazione) e poi infilati in graduatoria nell'altra materia sorpassando quelli con voti alti, poi parliamo dei corsi sis a pagamento per avere punteggio nell'insegnamento e vediamo quanto servono a rendere meno "incapacitati"
  • Anonimo scrive:
    evviva.. :/
    ..allegria, detto da uno che la doveva iniziare (spero :D) l'anno prossimo, quella specializzazione, e invece se voglio, ora, devo per forza farla fuori sede, nel migliore dei casi a Pisa..salutiRiccardo
    • Anonimo scrive:
      Re: evviva.. :/
      - Scritto da: Anonimo
      ..allegria, detto da uno che la doveva iniziare
      (spero :D) l'anno prossimo, quella
      specializzazione, e invece se voglio, ora, devo
      per forza farla fuori sede, nel migliore dei casi
      a Pisa..Ringrazia il CIELO!
      • Anonimo scrive:
        Re: evviva.. :/
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        ..allegria, detto da uno che la doveva iniziare

        (spero :D) l'anno prossimo, quella

        specializzazione, e invece se voglio, ora, devo

        per forza farla fuori sede, nel migliore dei
        casi

        a Pisa..

        Ringrazia il CIELO!sì ovvio, se i miei mi permetteranno di andare fuori sede a "studiare" :D
    • Anonimo scrive:
      Re: evviva.. :/
      fatti un corso serale da pizzaiolo,paninaro, piadinaroqueste sono le cose importantidella vita, che ti permettono sempree comunque di camparece l'hai l'orto dietro casa?qualche animale da cortile ?per fortuna che viene primaverae posso andare a rubare la roba nei campialtro che piratare swche vuoi mai, siamo messi cosìvogliamo fare la rivoluzione ?proprio noi frocetti italiotitradizionalmente abituati a piegarci in tre ?
  • Anonimo scrive:
    Ma tanto in Italia a che serve
    Cioè è grave la perdita del corso, ma visto che in italia le aziende informatiche cercano i laureati in informatica per sviluppare siti web a 900 euro al mese... meglio che quei ragazzi facciano qualcosa di diverso, in italia l'informatica è morta
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma tanto in Italia a che serve
      Sono questi i commenti da cui si evince una forte convinzione nel cercare di cambiare le cose. Eppoi non è morta, non è mai nata davvero l'informatica in Italia e chiudendo i corsi non si migliora di certo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma tanto in Italia a che serve
        "Cambiare le cose", ma che bella espressione demagogica, altisonante e ricca di promesse per il sol dell'avvenire... una espressione che, guarda caso, correva di bocca in bocca già in quel 1968 (anche e soprattutto '69 e '70 per i soliti ritardatari italioti), da parte di quegli studenti trenta-quarantenni fuoricorso con l'eskimo, il cannone di marjuana in una mano e la molotov nell'altra. E infatti hanno davvero cambiato tutto, nel senso più oscenamente gattopardesco dell'espressione: hanno rimosso anticipatamente la vecchia generazione di "barbogi gerontocrati" dietro le cattedre e nelle stanze dei bottoni, e si sono saldati con l'acetilene il culo a seggiole poltrone scranni e strapuntini, aggiungendo per sovrammisura qualche quintalata di cianoacrilato. Il dramma è che sono ancora lì, fermamente intenzionati a rimanerci altri trecento anni, roba che i vecchi esponenti del pentapartito erano dei dilettanti a confronto.Nel frattempo lo stato sociale è stato (da loro, cioè dal potere più o meno all'ombra) saccheggiato in lungo e in largo, il mercato del lavoro è stato (sempre con la loro occhiuta e fattiva approvazione) imbalsamato con privilegi assurdi ed immeritati e diktat sindacali di stampo oclocratico, l'imprenditoria sana è stata sistematicamente punita e quella marcia ampiamente premiata dal "sistema" (banche + lobbies + potere politico + burocrazia pervasiva ed impicciona), l'ostracismo verso gli emergenti non allineati e la depauperazione culturale sono stati distribuiti ovunque e con estrema generosità: in buona sostanza in Italia per le giovani generazioni non c'è più trippa per gatti, per colpa di questo andazzo voluto e sostenuto dai loro padri. I trentenni di oggi, quelli che hanno vissuto appieno fin dall'inizio la Rivoluzione Informatica, quei professionisti validi che non hanno (generazionalmente) lo spirito del lacché o l'interessata ottusità del cortigiano, arriveranno individualmente a "far carriera" solo quando saranno defunti gli ex sessantottardi, i loro scherani e reggicoda, ed il loro imbelle nepotame. In Italia, naturalmente. In quel paese dove il 63% degli italioti non legge neppure un libro all'anno, dove l'industria chimica è stata mandata a puttane (Montedison e Enichem, due colossi a caso), lo stesso per la siderurgia, la farmaceutica, l'aerospaziale. Quel paese dove si è consentito di distruggere la Olivetti, ossia l'unica industria realmente funzionante negli anni '80. Si vede che gli italioti, per natura, si accontentano di produrre ed esportare stracci firmati per vecchie babbione e mignottone d'alto bordo, formaggi puzzolenti, vini in bottiglie numerate per ubriaconi di lusso ed altre ignobili stronzate a contenuto tecnologico zero, preferendo importare tecnologie e know-how degli "odiati" yankee prodotte a costi realmente competitivi nel terzo e quarto mondo. I quali, nel frattempo, da ex-poveri imparano (presto e bene) l'arte e la mettono da parte, mandano i figli a studiare in USA e UK, e già da un pezzo hanno sorpassato in cultura industriale e tecnologica, competitività e produttività l'italietta dei cenci griffati e del sutcaldera DOP.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma tanto in Italia a che serve
          -....
          hanno rimosso anticipatamente la vecchia
          generazione di "barbogi gerontocrati" dietro le
          cattedre sara'... ma di cambiamento ce n'era comunque un gran bisogno......
          l'imprenditoria sana è stata
          sistematicamente punita e quella marcia
          ampiamente premiata dal "sistema" (banche +
          lobbies + potere politico + burocrazia pervasiva
          ed impicciona), l'ostracismo verso gli emergenti
          non allineati e la depauperazione culturale sono
          stati distribuiti ovunque e con estrema
          generosità: in buona sostanza in Italia per le
          giovani generazioni non c'è più trippa per gatti,
          per colpa di questo andazzo voluto e sostenuto
          dai loro padri.
          Concordo in pieno.Bisogna anche dire che quelle cose in italia non sono mai esistite: in particolare 'l'imprenditoria sana' e 'gli emergenti non allineati': sono entrambe delle espressioni paradossali in questo contesto, sono entrambi una contraddizione in termini.Peraltro nessuno ha mai detto che siano esistite: infatti, i padri, non hanno mai consigliato il rischio impreditoriale ai figli: studiare e poi carriera a calci in culo col posto fisso.Questi padri hanno il maledetto vizio di investire nei figli, come si punta su un cavallo o come si compra un'azione....
          I trentenni di oggi, quelli che hanno vissuto
          appieno fin dall'inizio la Rivoluzione
          Informatica, quei professionisti validi che non
          hanno (generazionalmente) lo spirito del lacché o
          l'interessata ottusità del cortigiano,Presente.
          arriveranno individualmente a "far carriera" solo
          quando saranno defunti gli ex sessantottardi, i
          loro scherani e reggicoda, ed il loro imbelle
          nepotame. Sbagliatissimo, beata ingenuita'.........non ci arriveranno mai, e non e' una questione solo di sessantottardi (intesi sia quelli di dx che di sx).Crescita demografica: sottozero ! da anni ormai !Noi trentenni saremo sempre e solo una cosa: gli ultimi bambini.E quindi contemporaneamente, gli ultimi consumatori . Siamo noi.Non passeremo mai dall'altra parte della barricata nel mercato globale, non faremo in tempo. Almeno non come hanno potuto fare i nostri padri.S.
        • Anonimo scrive:
          bravo
          gli stracci per le mignottone cinesiche vogliono solo il firmato pur campandoi mariti loro di falso ricamato da bambini col nome famoso vanno per la maggioreperò di produrre qualcosa di intelligente,qui, non se ne parlatroppo difficilese viene qui bill gates i giovanotti sboranolì e si mettono alla pecora, perchè gliha promesso fin da piccoli che pensareè inumano ed è possibile vivere,anzi godere, facendone senzaa che pro far qualcosa: si sa che l'impiegata della sip non vuole cambiarefino al 2136 il vord e l'eceld'altra parte sono venti milioni gli impiegatistatali, e tra loro e i pensionati si ha l'80%gli altri che si arranginomi sa che ne vedremo delle tragicomiche
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma tanto in Italia a che serve
      - Scritto da: Anonimo
      in italia l'informatica è mortapersonalmente penso che non sia morta, invece non è mai potuta (o non è stata voluta fare) nascere.... :
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma tanto in Italia a che serve
      ...
      8 ore al dì per 5gg alla settimana presso
      $ImportantissimaSocietà.....Ma QUANTO puo' essere $importante una societa' che investe il MINIMO POSSIBILE nei collaboratori ?Il fatto di cercare solo quanto di peggio offra il mercato IT, non vi sembra una delle peggiori pubblicita' che l' $ImportantissimaSocietà possa fare di se stessa ?S.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma tanto in Italia a che serve
        questo in un paese che non si trovia concorrere col terzo mondodevi tenere presente che noi siamo ultimi nell'europa del sud,insieme alla grecianon ti pare ?
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma tanto in Italia a che serve
          io non so se fossero meglio i baroni anni 60/70 o gli attuali bisness manager culturali. di una cosa sono certo però, non c'è stato alcun ricambio, nessun viso nuovo. non sono le persone ad essere cambiate, ma l'atteggiamento che hanno adottato per aumentare le loro quote di profitto. tanto per dirne una il nano di arcore nel 68 aveva già 32 anni e così tutti quelli che lo hanno aiutato a farsi. nn so quale italico splendore ha in mente l'autore del 3d, perchè da che italia è italia niente ha mai funzionato in un ottica di arricchimento collettivo e quindi aumento della qualità produttiva. (è innegabile che se la "ricchezza" personale non direttamente quantificabile in quattrini aumenta, aumenta anche la spinta innovativa). detto ciò vorre ricordare a chi denigra i movimenti che proprio da questi è venuta la spinta, non solo culturale ma soprattutto pratica, che ha fatto nascere l'industria del personal computing. wozniak, homebrow computing club, apple II docet. e se non docet studiatet che male non fa....
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma tanto in Italia a che serve
            - Scritto da: Anonimo
            detto ciò vorre ricordare a chi denigra i
            movimenti che proprio da questi è venuta la
            spinta, non solo culturale ma soprattutto
            pratica, che ha fatto nascere l'industria del
            personal computing. wozniak, homebrow computing
            club, apple II docet. e se non docet studiatet
            che male non fa....Certo.....soprattuto basta alzare la testa al cielo, nessun asino passera'!Ma per piacere.....Chi aveva 20/30 anni nel '68 e' stato quello che ha messo *OGGI* l'Italia in questo stato!Abbiamo visto cosa sono riusciti a fare....- Corruzione- Raccomandazione- Truffe & AggravantiChi l'ha vissuto, ha cercato di ottenerne il posto fisso e/o il potere (politico / industriale ).Tutti quelli che son venuti dopo..... stanno qui...ad aspettare di poter vivere una vita normale.( intanto qui si fa concorrenza agli indiani....devi conoscere TUTTO TUTTO TUTTO e prender 3 soldi al mese.... )
  • Anonimo scrive:
    E' un classico
    Invece vengono spinti alla grande corsi tipo scienze delle comunicazioni. Che chissà che ci si fa, poi... mahVorrà dire che continueremo a importare cinesi e indiani...
    • Anonimo scrive:
      Re: E' un classico
      Naaa.... non penso che cinesi e indiani con un minimo di istruzione (quella minima che serve per qualsiasi lavoro davanti ad un computer) vengano qui per quel poco che verrebbero pagati... Mi son trovato coinvolto in un progetto in cui un partner era una ditta (abbastanza grossa) italiana; un altro una ditta tedesca; io sviluppavo questo lavoro assieme ad un ragazzo indiano, che collaborava con i tedeschi...Bravo ragazzo, nulla da dire, ma come capacità non era questo mostro (mai sentito parlare di utenti/gruppi/permessi relativi a sistemi *nix ...e addirittura mai acceso un sistema *nix-like ...ok, sarebbe solo un dettaglio, avesse conosciuto a menaditto qualche altro OS o avesse avuto qualche altra particolare conoscenza...) Credetemi che poi, in genere li (sono stato in India a settembre), il grado di acculturamento informatico generale non è come sembra e anzi, è parecchio più indietro rispetto a qui...CMQ, morale della favola.... prendeva il doppio di quanto prendessi io... nonostante fosse poi venuto una settimana qui a farsi insegnare qualcosina...Perciò, sinceramente credo che se si parla di terzo mondo, a livello informatico, non dobbiamo guardare molto lontano, essendoci nel mezzo... (si, dico proprio che l'Italia è nei paesi del terzo mondo, se si parla di informatica); ma perchè dico questo? Beh, da un punto di vista economico, la cosa è abbastanza semplice: essendo un paese molto povero, ho visto che li la vita costa circa 5 volte meno che qui (anche meno, se vogliamo; questa è CMQ una media approssimativa) ; ebbene, le paghe degli informatici in India sono metà abbondante di quelle italiane, anzichè un quinto...
  • incuso scrive:
    Non saranno gli ultimi
    sull'onda del 3+2 molte facoltà (qui la colpa è loro non tanto degli atenei) hanno moltiplicato i corsi. Poi però non ci sono studenti. E se non ci sono studenti (o docenti) in numero sufficiente il ministero taglia i fondi (a mio avviso giustamente). In alcuni casi gli atenei possono supplire, ma nella stragrande maggioranza i corsi prima o poi verranno chiusi.In questo caso vedo che è attiva anche ingegneria informatica, probabilmente i due corsi si sono fatti concorrenza e quindi addio studenti. Solo che -probabilmente- ad ingegneria riescono a sovrapporre buona parte degli insegnamenti con gli altri corsi. Oppure -piú semplicemente- sono in grado di attrarre piú studenti.M.--http://incuso.altervista.org
    • Giacks3d scrive:
      Re: Non saranno gli ultimi
      Sottoscrivo il post. Non si può tenere su un corso per soli 34 studenti. Senza arrivare al caos che regna in certe facoltà dove il numero di studenti può superare le centinaia credo che per ottimizzare le spese vada raggiunto un numero compreso tra 50 e 100 studenti per corso. Dispiace quando vengono chiusi i corsi, però và fatta una considerazione. Quanti nuovi corsi sono stati creati negli ultimi anni? E' come per i licenziamenti, nessuno tiene conto delle assunzioni ma vengono sbandierate solo le cifre dei tagli al personale.
      • LuPiN scrive:
        Re: Non saranno gli ultimi
        - Scritto da: Giacks3d
        Sottoscrivo il post. Non si può tenere su un
        corso per soli 34 studenti. Senza arrivare al
        caos che regna in certe facoltà dove il numero di
        studenti può superare le centinaia credo che per
        ottimizzare le spese vada raggiunto un numero
        compreso tra 50 e 100 studenti per corso.Sarebbe bello chiedere all'Università di Perugia cosa se ne fa di tutte le tasse d'iscrizione e dei fondi ministeriali per alcuni corsi che riscuoto gran successo.prendiamo la tanto odiata, da me, "scienze della comunicazione": un migliaio di iscritti l'anno, dove non esiste una sola aula, una sola struttura, una sede (se non quella fittizia di Lettere). Dove centinaia di studenti si vedono sbattere da un dipartimento all'altro in minuscole aule, o anche quando si parla di aule Magna ci sono 900 persone ammassate in un'aula con 200 posti a sedere. Questo è tutto oro che cola....ed hanno il coraggio di lamentarsi se tagliano i fondi per un corso con 34 iscritti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non saranno gli ultimi
        - Scritto da: Giacks3d
        Sottoscrivo il post. Non si può tenere su un
        corso per soli 34 studenti. Solo una considerazione: i primi laureati sono usciti dalla triennale nel 2003, secondo voi a novembre 2004 quanti mai avrebbero dovuto essere gli iscritti?
Chiudi i commenti