Fuori i telefonini dagli aerei

La maggioranza degli americani non intende sopportare l'ascolto delle chiamate altrui e chiede che sia vietato usare il cellulare in volo. Meglio dividere i passeggeri in zone, come si faceva per il fumo?
La maggioranza degli americani non intende sopportare l'ascolto delle chiamate altrui e chiede che sia vietato usare il cellulare in volo. Meglio dividere i passeggeri in zone, come si faceva per il fumo?


Roma – E’ la rivincita della buona educazione ma secondo alcuni sarebbe invece la vittoria di chi non sta al passo con i tempi. Si tratta del sondaggio di USA Today dal quale emerge che gli americani proprio non vogliono che si utilizzi il cellulare in aereo.

Negli USA, proprio come in Europa, si sta lavorando rapidamente per consentire l’uso del telefonino in volo in tutta sicurezza. Le cose sono andate avanti tanto rapidamente che il Garante delle comunicazioni americano ha già avanzato una proposta ufficiale di regolamento. Da qui il sondaggio, da qui l’indignazione.

Scocciati dai cellulari che suonano nei cinema, irritati dalle lunghe conversazioni subite in locali affollati, autobus e in pressoché qualsiasi occasione sociale, il 70 per cento degli americani ha dichiarato al celebre quotidiano statunitense che tutto si può fare online ma non si consenta l’uso del telefonino. Il chiacchiericcio tra i passeggeri è cosa già digerita e, dicono gli intervistati, è perfettamente digeribile anche l’uso del portatile, per esempio per navigare su internet a 10mila piedi, una possibilità ormai ampiamente sperimentata. Pare che il ticchettio sulla tastiera non disturbi.

Dalla loro i consumatori americani che vogliono prevenire la diffusa maleducazione hanno già diverse normative, visto che a New York si può multare chi usa il telefonino al cinema o durante una pubblica rappresentazione o può finire nei guai chi usa il fotofonino nel metrò . Va da sé, però, che se impedimenti tecnici non ve ne sono per le chiacchierate wireless all’interno di un velivolo, ogni ulteriore impedimento all’uso diventa una sorta di “censura preventiva”. Se per il fumo di sigaretta ciò è immediatamente comprensibile e secondo i più persino necessario, per la libertà all’uso della propria voce in ballo ci finiscono i diritti civili.

Del sondaggio di USA Today è probabile che il Garante locale, ossia la Commissione federale sul commercio, non sappia che farsene. La palla passa dunque ai singoli stati ma, naturalmente, anche alle compagnie aeree. E c’è già chi pensa che la soluzione stia nel creare due diverse zone passeggeri, quella per chi si accontenta del rombo dell’aereo in sottofondo e quella di chi la vuole arricchire con conversazioni proprie ed altrui.

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20 01 2005
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