Gamespot, è scandalo per un licenziamento

I fan del celebre sito in subbuglio: accusano l'editore di aver licenziato un redattore sotto pressione di uno sponsor. Replica CNET: Gamespot ha dato molto alla comunità
I fan del celebre sito in subbuglio: accusano l'editore di aver licenziato un redattore sotto pressione di uno sponsor. Replica CNET: Gamespot ha dato molto alla comunità

Pasticciaccio quello che è capitato in seno alla redazione di Gamespot , sito di riferimento in lingua inglese per videogiocatori di PC, console e quant’altro edito da CNET Networks : stando ai rumors di rete, Jeff Gerstmann, senior editor della testata telematica, sarebbe stato licenziato in seguito a pressioni di natura economica da parte di Eidos , publisher di un gioco stroncato dal redattore e sponsor del celebre sito. Il fatto sta provocando reazioni a catena fuori dall’ordinario, l’imparzialità di Gamespot è messa sotto accusa e la sua popolarità ne risente pesantemente.

Kane & Lynch: Dead Men , questo il nome del gioco, ha ricevuto un modesto voto di sufficienza da parte di Gerstmann, che nella videorecensione ad esso dedicata – attualmente cancellata dall’archivio di Gamespot – smonta ogni singolo aspetto del titolo definendolo “brutto” a più riprese. Incidentalmente, nello stesso periodo di pubblicazione della review l’intero sito era tappezzato di banner e materiale pubblicitario riguardante proprio Kane & Lynch, banner rimossi dopo lo scoppio dello scandalo .

Le indiscrezioni parlano del mancato gradimento della recensione da parte di Eidos , infuriata non tanto per il voto in sé quanto per il tono della suddetta. Il publisher avrebbe fatto la voce grossa con Gamespot, minacciando di ritirare la campagna pubblicitaria del gioco. Non che Gerstmann sia stato il solo a non gradire particolarmente Kane & Lynch, ad ogni modo: secondo Game Rankings.com , il titolo non sta ricevendo una accoglienza migliore su altre testate, avendo finora totalizzato una media di 69 su 100 nei voti.

CNET, dal canto suo, ci ha tenuto a precisare che “GameSpot prende estremamente sul serio la propria integrità editoriale. Per oltre un decennio, Gamespot e molti membri della sua redazione hanno scritto migliaia di recensioni imparziali che sono state una risorsa preziosa per la community di videogiocatori”. Il licenziamento del redattore non sarebbe insomma in alcun modo collegato alla recensione di K&L.

L’editore non spiega però la cancellazione della recensione dal sito, né la coincidenza tra la fine della campagna pubblicitaria del gioco e il momento in cui sono venuti alla luce i retroscena della vicenda. Tra questi, Penny Arcade! sostiene di aver appreso che dopo la stroncatura di K&L, Eidos avrebbe cancellato anche future campagne pubblicitarie con relativi investimenti per le casse di Gamespot.

Gerstmann, secondo questa versione, sarebbe stato sacrificato alla volontà di un grosso inserzionista . Non solo: basandosi su fonti confidenziali provenienti da un insider impiegato a Gamespot, Kotaku riferisce che la dipartita del redattore era prevista già da due settimane, ma l’editore ha deciso di agire solo dopo le molte uscite di nuovi videogiochi a ridosso del Giorno del Ringraziamento, poiché si prevedeva che allontanando Gerstmann l’intera redazione si sarebbe messa in stato di agitazione e non avrebbe più prodotto il materiale dovuto in un periodo “critico”.

E che le conseguenze del pasticciaccio per Gamespot siano pesanti lo dimostra la reazione dei lettori, che protestano tutti in coro contro la politica del sito appioppando una lunga trafila di voti negativi al giocone di Eidos. Un segnale ancora peggiore arriva dall’interno della redazione : sul blog personale di Gamespot, l’editor Alex Navarro definisce “disastrosa” la situazione dopo l’allontanamento del collega dalle recensioni poco accomodanti, paragonandola ad una città virtuale di SimCity rasa al suolo da “tornado, terremoti e Godzilla finti” dopo che qualcuno ha appunto premuto il “disaster button”.

Alfonso Maruccia

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02 12 2007
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