Gandalf.it/ La strage degli innocenti

di Giancarlo Livraghi. I minori sono vittime di violenze di cui non ci si occupa con adeguato impegno, grazie al mostruoso depistaggio prodotto da chi ha deciso di concentrare energie e risorse nella direzione sbagliata: internet


Roma – Le persecuzioni contro l’internet non sono più così evidenti e clamorose com’erano qualche anno fa, ai tempi delle crociate contro la rete e di altre scatenate “demonizzazioni”. Ma continuano, con sorniona e insistente frequenza. Non solo nelle notizie e nei commenti dei mass media , ma anche in varie attività di infiltrazione, censura più meno mascherata e procedimenti giudiziari .

Serpeggiano nelle cronache. Due bambine vengono rapite e uccise in Inghilterra. Giornali e televisioni si precipitano a dire che sono state “catturate” tramite la rete – cosa che viene subito smentita dagli inquirenti e non trova alcuna conferma nei successivi sviluppi dell’indagine. Ci sono infiniti altri esempi dello stesso genere, compresi alcuni casi di omicidio o di persone “scomparse” che, per fortuna, sono state ritrovate sane e salve. È quasi d’obbligo che si tenti di “metterci di mezzo” l’internet e si scopre quasi sempre che la rete non c’entra. Qualche volta poi si pubblica la smentita, o un aggiornamento meno sciocco della notizia. Più spesso si tace. Comunque, intanto, il danno è fatto. Come diceva l’astuto e perverso Talleyrand: “Calomniez, calominez, quelque chose restera” . Per non parlare di una nota aria del Barbiere di Siviglia. (Vedi La crociata, il macigno e il venticello ).

Continua l’insensata e perversa abitudine di sequestrare computer con i più svariati pretesti. La situazione è così assurda che (per esempio) nel caso dell’assassinio di Marco Biagi, quando un magistrato, correttamente, ha raccolto tutte le informazioni che potevano servire all’indagine senza sequestrare macchine né hard disk , è stato accusato dai giornali di incuria perché non aveva inflitto quell’inutile pena alla famiglia della vittima.

Prima di proseguire, vorrei chiarire che non ho alcun preconcetto contro la magistratura e le “forze dell’ordine”. Non sono mai stato processato né imputato. Non sono mai stato (che io sappia) “inquisito”. Solo in rare occasioni mi sono trovato in un tribunale come testimone o perito. Ma accade nella vita di conoscere, per altri e più tranquilli motivi, magistrati, carabinieri e funzionari di polizia. Molti di loro sono persone corrette, ragionevoli, civili. Compresi quelli che non indagano inutilmente sugli innocenti e non ricorrono a insensate repressioni.

Ciò premesso – con non poco disgusto mi trovo a dover ritornare sullo sgradevole argomento della pornografia e della pedofilia. Sappiamo, da sempre, che il maltrattamento (sessuale o non) dei minori è un male antico e profondo. Sappiamo che non si fa abbastanza per combatterlo. Che sia possibile incidere, almeno in parte, sulle radici è dimostrato da alcune cose ben fatte. Come nel caso di un’indagine internazionale, nata in Danimarca ed estesa ad altri paesi (fra cui gli Stati Uniti). Usando diversi strumenti (di cui uno, ma non il principale, è l’internet), ed evitando clamori prematuri che avrebbero ostacolato l’indagine, si è arrivati a identificare e incriminare persone colpevoli di mostruosi delitti. Pare che ci fossero, fra l’altro, genitori che abusavano dei loro figli e mettevano in commercio immagini di quelle violenze. Quante altre situazioni del genere si nascondono nelle pieghe oscure della società e non sono ancora state scoperte?

Lo scandalo esploso nell’aprile 2002 nella diocesi di Boston non è certo un caso isolato. Giustamente un’autorità cattolica obiettò che non è corretto infierire su una sola chiesa quando problemi simili si annidano in infinite altre congregazioni, ecclesiastiche o non. Ma dopo quella clamorosa vicenda quanto si è fatto, nelle chiese, nelle scuole, nei collegi, negli oratori, nelle organizzazioni religiose o laiche di tutto il mondo per cercare di sradicare il male? Per quanto ne sappiamo, poco o nulla.

Le ondate di fragorose campagne antipedofilia in Italia, che si sono susseguite dal 1998 a cicli ricorrenti, hanno ottenuto scarsissimi risultati. Sono state condannate pochissime persone, colpevoli di possedere o distribuire immagini di sessualità minorile. Le condanne sono state relativamente miti, perché nessuno degli imputati aveva abusato di un bambino o di un adolescente. Non è mai stato identificato o raggiunto alcuno dei colpevoli di simili abusi – che continuano, nelle famiglie e in altri luoghi, quasi del tutto indisturbati.

Insomma è un fallimento tanto clamoroso quanto erano assordanti le fanfare dei crociati. Mentre sono state sottoposte a incredibili persecuzioni centinaia, probabilmente migliaia, di persone che sono del tutto innocenti – o, nei casi peggiori, hanno l’unica colpa di guardare o conservare, con “malsana curiosità”, immagini di gusto e contenuto molto discutibile – oppure di aver partecipato a qualche dialogo su argomenti di quella specie. Cose che possono violare la legge o ripugnare alla morale, ma non somigliano in alcun modo alle reali e gravi violenze su cui nessuno, o quasi, sta indagando con la necessaria efficacia.

Oggi se ne parla meno diffusamente, ma quelle sconsiderate operazioni continuano. Un esempio (fra tanti) è un messaggio che mi è arrivato in questi giorni. L’autore mi ha gentilmente autorizzato a pubblicarne una parte – anche se, naturalmente, non posso rivelare il suo nome, o la sede del processo, o alcun altro dettaglio che possa permettere di risalire al caso specifico.

Siamo i genitori, disperati, di un bravo e serio ragazzo che ha commesso l’ingenuità di scaricare sul suo computer immagini “pedofile” (?) spedite da adescatori della Polizia Postale.
Ora è indagato di un reato orribile e assurdo (siamo una famiglia perbene). Data l’indeterminatezza e la pericolosità della legge 269/1998 cerchiamo di tutelare dai rischi nostro figlio, primo tra tutti da quello di vedere il suo nome infangato. La sua vita sarebbe rovinata (lavoro, fidanzata…)……

Non conosco l’autore di quel messaggio, né i dettagli dell’indagine. Ma ho motivo di pensare che sia davvero una “famiglia perbene” e che dica la verità – con una pacata chiarezza che merita rispetto, se non ammirazione, viste le circostanze in cui si trova. Credo che il figlio sia innocente – ma non posso avere la certezza assoluta che qualcuno dei tanti “intrappolati” dagli “adescatori di stato” non abbia avuto qualche “curiosità malata”. Il fatto è che, nella peggiore delle ipotesi, quella persona (si tratta spesso di adolescenti) potrebbe aver bisogno di assistenza psicologica. Non di un’insensata persecuzione che può trascinare nell’ignominia e nella disperazione un’intera famiglia.

Ci sono moltissimi casi come questo. Pochi denunciati pubblicamente, perché le vittime hanno paura. Molti sofferti nel silenzio e nell’umiliazione. Indagini e procedimenti giudiziari condotti troppo spesso con grossolana insipienza si sono risolti quasi sempre con assoluzioni – in istruttoria o dopo inconcludenti processi. Nei rari casi in cui qualcuno è stato trovato colpevole il suo peccato (non giustificabile) era intenzionalmente collezionare materiale che sarebbe eufemistico chiamare osceno. Nessuna di queste indagini ha mai portato all’incriminazione dei peggiori criminali: quelli che fanno violenza a bambini o adolescenti – per loro privata maniacalità o per fare commercio di turpi immagini.

Sono imprese non solo fallimentari, ma ferocemente dannose. Come quelle (tante) crociate che non sono mai arrivate in Terrasanta, ma lungo il percorso hanno massacrato migliaia di innocenti – e forse, qua e là, qualche brigante.

Anche chi è stato assolto ha subito incredibili vessazioni. C’è chi ha perso il lavoro, la fidanzata, la famiglia, gli amici. O è stato esposto al pubblico ludibrio prima ancora che qualcuno avesse accertato se era colpevole – e di che cosa. L’elenco delle vittime, di cui è praticamente impossibile avere una lista completa, è impressionante.

Per quanto assurdo possa sembrare, è vero che esiste la “pornopedofilia di stato”. Cioè ci sono funzionari pubblici addetti a organizzare siti online dedicati a questi argomenti, per “adescare” chi si lascia incuriosire dalle loro ambigue proposte. Questo vergognoso comportamento potrebbe, forse, essere giustificato se servisse a catturare e incriminare i violentatori. Ma i fatti dimostrano che ha totalmente fallito lo scopo. Eppure si continuano a dedicare risorse pubbliche a questa perversa attività – oltre a dare sostegno a deviate e devianti iniziative private che non meritano aiuto né approvazione.

Non è uno scherzo, né un’esagerazione, pensare che i promotori di queste iniziative siano malati di mente. Animati da perversa ambizione, alla ricerca di lustro e delle luci della ribalta. E non occorre un grande psicologo per sapere che chi scatena furibonde repressioni contro i “peccatori” è spesso incline al peccato su cui si fa censore e carnefice.

Fra le vittime ci sono i funzionari di polizia addetti, loro malgrado, a queste faccende. Costretti a rimestare dalla mattina alla sera in materiali disgustosi. Costretti a dedicare le loro energie a queste squallide attività mentre capiscono che sarebbe molto meglio andare, in modo diverso, alla ricerca dei veri criminali. Contagiati dalla materia di cui sono obbligati a occuparsi fino a esserne turbati e sconvolti. Molti di loro avrebbero bisogno di assistenza psicologica – ma ovviamente non osano neppure chiederla.

Quando parlo di “strage degli innocenti” non intendo dire che tutte le persone incriminate siano del tutto incolpevoli. Molte lo sono – ma qualcuno ha fatto davvero qualcosa di riprovevole. Rimane il fatto che per colpire (in modo improprio e insensatamente truculento) quei pochi sciagurati, comunque “marginali” rispetto alle sorgenti del male, si travolgono con demenziale violenza persone e famiglie che non hanno colpa alcuna. Intendo anche dire che bambini e adolescenti sono quotidianamente vittima di ogni sorta di violenze, di cui nessuno si occupa con un impegno adeguato e intelligente, grazie al mostruoso “depistaggio” prodotto da chi ha deciso di concentrare energie e risorse nella direzione sbagliata. (Vedi Dalla parte dell’Inquisitore ).

Come è evidente, non si tratta solo di violenze sessuali. Se quelle perversità suscitano un ovvio disgusto, non è il caso di dimenticare altre turpi vicende come il commercio di organi, i bambini o adolescenti arruolati in attività criminali o coinvolti in guerre e faide, i bambini storpiati per mandarli a mendicare, le neonate uccise (solo in Cina?) da chi preferisce avere figli maschi, le giovani spose bruciate vive (solo in India?) da suocere avide e prepotenti, le bambine mutilate per qualche perversa tradizione, i bambini ammazzati o azzoppati dalle mine, quelli privati di qualsiasi educazione oppure allevati nel fanatismo e nell’odio, quelli lasciati morire di fame, malnutrizione o malattia, gli infiniti sfruttamenti del lavoro minorile, le varie forme di schiavismo e schiavitù… l’elenco è orribilmente lungo e nessuno di questi problemi viene minimamente scalfito da ignobili buffonate come la pornografia di stato o le “cacce all’untore” nell’internet.

In questo caso non vale il concetto che errare humanum , perché non è giustificabile il comportamento di chi ha male impostato il problema fin dall’inizio (cioè ancora prima che si scatenassero le crociate del 1998). Perché sull’onestà e sulla limpidezza delle loro intenzioni, ora come allora, è legittimo avere molti dubbi. Ma in ogni caso – anni più tardi, e alla luce dei risultati – perseverare è evidentemente diabolico.

Giancarlo Livraghi
Gandalf.it

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Giorgio Musso scrive:
    Registrazione e Direttore Responsabile
    Nel piccolo comune di montagna dove abito, stampiamo un giornalino composto da 8 pagine (2 A4 piegati). I redattori degli articoli sono, generalmente, gli abitanti del paese. Il giornalino viene stampato quando c'è il materiale sufficiente per "riempirlo", e su di esso viene indicato il n° progressivo e il giorno in cui viene stampato. Vorrei sapere se con queste caratteristiche rientriamo nelle pubblicazioni che devono essere registrate e avere un Direttore Responsabile. Cosa bisogna fare per non dover ottemperare a questa disposizione, a parte non stamparlo?Grazie
  • Claudia La Porta scrive:
    Direttore Editoriale
    Una nuova rivista trimestrale in fase di registrazione mi vuole offrire la carica di Direttore editoriale. Mi vengono richiesti comunque un sacco di documenti e firme convalidate da un notaio, tra cui certificati che godo dei diritti politici, che sono cittadina italiana, e altre richieste, che mi fanno pensare che in realtà il mio ruolo sia quello di un Direttore Responsabile e la cosa mi venga mascherata. Premetto che la proposta per me, pubblicista da 5 anni, avrebbe solo il valore di una collaborazione occasionale in più e non vorrei trovarmi coinvolta in Responsabilità che non mi competono e non mi vengono retribuite, visto che l'Editore è uno nuovo, che si è appena affacciato sul mercato. Attendo gentilmente delle delucidazioni in merito, eventualmente anche telefonicamente, al 3407564004.Grazie Claudia La Porta
  • MrsCassandra scrive:
    L'Art. 21 della Costituzione è lampante
    L'Art. 21, che questo articolo omette di riportare per esteso (ma provvedo in fondo a questo commento) è in verità assolutamente lampante, chiaro, lapalissiano. È veramente difficile e curioso capire cosa vi possa essere di oscuro o non chiaro in questo articolo che faccia ad alcuni (o ad una categoria) considerare legittime legislazioni che con esso sono platealmente in contrasto.L'esistenza dell'Ordine dei Giornalisti non è cosa incostituzionale in quanto vi è, in Italia e sempre in base alla stessa Costituzione, la facoltà di associarsi liberamente. Incostituzionale è la pretesa di assoggettare la stampa e comunque l'informazione, in qualsivoglia forma (e con qualsivoglia sofisticheria legislativa per aggirare in qualche modo i giusti limiti o le sacrosante libertà poste dalla Costituzione), non già ad una regolamentazione deontologica e legislativa che probabilmente sarebbe ed è auspicabile, ma ad una forma di autorizzazione che viene di fatto ad aversi nel momento in cui un qualunque cittadino italiano o gruppo di cittadini non può liberamente ed in qualsiasi momento iniziare un'attività di informazione a mezzo stampa se non ha un direttore responsabile iscritto all'OdG. Questo risulta in una limitazione plateale, palese, indubbia, notoria, chiara (ridondanza di concetto intenzionale) della libertà di stampa ed informazione. Una toppa a questo problema è stata posta con le testate tecnico-professionali. Ma vi sono ambiti di informazione che pur essendo in qualche modo abbastanza specifici (per es. l'intrattenimento) esuberano dai ristretti limiti tecnico-professionali, ritornando nuovamente alla necessità (obbligo incostituzionale) di avere un direttore responsabile che sia un giornalista iscritto allalbo e allOdG.Un qualunque gruppo di persone che voglia avviare un'attività di stampa e informazione, pur avendo gli strumenti, i mezzi, l'etica, l'esperienza e la conoscenza del proprio settore od ambito di informazione necessarie, si trova di fronte alla barriera di dover reperire un fantomatico direttore responsabile con cui fare un contratto assurdo che in qualche modo limita i proprietari della testata nel loro nobilissimo scopo di fornire informazione e produrre un prodotto di stampa come loro stessi l'hanno ideato e sognato...In tutto questo vi sono evidentemente svariati errori che portano ad una evidente incostituzionalità delle legislazioni che vincolano la stampa e l'informazione a determinati requisiti non già di ordine morale od etico, che sarebbero certamente accettabili, ma ad obblighi che limitano e restringono la libertà di stampa comprimendola in un un'entità che rappresenta, posta in questi termini da una legge che dovrebbe essere assolutamente abolita, una vera e propria, mi si passi il termine, oligarchia dell'informazione.L'Ordine dei Giornalisti non deve essere abolito, al contrario, è fondamentale per i professionisti dell'informazione, fondamentale per definire principi etici e morali del settore, la deontologia del settore. Quello che deve essere abolito è lobbligo di legarsi a questa associazione per poter fare informazione con qualunque mezzo.A dire il vero, visti i risultati e osservata la qualità e tipologia di informazione in Italia, sia sulla stampa che in televisione, è probabile che sia necessario, oltre all'abolizione delle leggi che vincolano la libertà di stampa all'OdG, una vera e propria riforma dell'ordine stesso che ad oggi produce un'informazione di squallido tenore, di toni sensazionalistici o allarmistici ma in definitiva vuoti (come si nota quando si ricama fino alla nausea su un'informazione che poteva essere data in dieci parole o si fanno delle telenovele di notizie drammatiche, o semplicemente si punta tutto sui drammi, sulla cronaca nera, o si evidenziano problematiche secondo la moda più che secondo una vera necessità o volontà eticamente sincera di informazione...), un'informazione che è più un prodotto da vendere, spesso con la sezione di essere legata a questa o quella corrente politica, ma più spesso ancora a finalità di manipolazione intenzionale dellopinione pubblica, che non un vero servizio onesto, etico, morale ed utile verso l'utente finale che i giornalisti, e primi tra loro i direttori responsabili, dovrebbero rispettare: il pubblico. Se si guarda lultimo paragrafo dellarticolo 21 della Costituzione si nota facilmente che una gran parte della stampa attuale e delle attuali trasmissioni televisive potrebbero essere soppresse allistante e questo nonostante gli obblighi di un direttore responsabile e lesistenza dellOdG. Il che può essere un punto di riflessione per il pubblico, per gli aspiranti editori, per gli aspiranti giornalisti e, si potrebbe sperare, per lo stesso OdG.Seguono articoli della Costituzione italiana.Cordialmente.Art. 21 della Costituzione italianaTutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.Art. 18 della Costituzione italianaI cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.
  • Anonimo scrive:
    Ci vogliamo muovere per protestare seriamente?
    Allora, facciamo il punto della situazione. Se uno non è un giornalista può fare soltanto un sito statico (cioè non aggiornato) e non può guadagnarci con i banner pubblicitari. Sapete in Italia quanti siti chiuderanno? La maggior parte, perchè i giornalisti sono pochissimi. Noi webmaster (non giornalisti) cosa stiamo facendo per protestare seriamente? La legge bavaglio esiste solo in Italia?
  • Anonimo scrive:
    Viva l'informazione!
    Viva l'informazione.L'informazione non deve essere ingabbiata o diventare monopolio di una oligarchia, ma deve restare libera, bene comune a cui tutti possonoaccedere sia nel consumarla, sia nel crearla. Sappiamo quanto sia importante l'informazione giusta al momento giusto. Basta vedere quandosi tratta di investire in borsa. Ah se avessi saputo prima del caso Enron, del caso Wordlcom ...Certamente al Presidente Abruzzo non va di vedere che il giornale su carta e chi vi lavora deve sottostare a certe regole mentre il giornale virtuale su Internet pubblica senza dover sottostare a quelle regole e giustamente chiede la registrazione, il direttore responsabile, ecc.ecc. in modo che le regole e le tutele di chi vi lavora siano uguali per utti.Altrimenti si ha concorrenza sleale, disparità di trattamento, ecc.E' un modo di procedere a mio avviso sbagliato e miope. Al sopravanzare delle nuove tecnologie si cerca di adattare il nuovo al vecchio. Invece di cambiare le regole e adattarle alla nuova realtà, si chiede l'opposto. L'uomo che separato la storia in due dice che non si mette una toppa nuova su un vestito vecchio perché la toppa nuova strappa il vestito vecchio. Bene, applichiamo questa semplice ed aurea regola anche qui.Chiedo al Presidente Abruzzo di farsi promotore di cambiamento, di abolizione della vecchia legge del '48 sulla stampa, di adozione di nuove e moderne regole intese a dare spazio a tutti quelli che vogliono fare informazione sia su carta che online.E le garanzie e le tutele del lettore? Potrà obiettare Abruzzo. Ebbene io non credo nelle tutele dell'Ordine dei Giornalisti. Non ci ho maicreduto. Del resto basta vivere in prima persona certi avvenimenti ed episodi importanti per poi vedere con quanta superficialità e imprecisione molto spesso questi avvenimenti vengono riportati sui giornali del giorno dopo nelle pagine di cronaca.Mi tutela di più il mercato. Si' perché se compro un giornale e leggo fregnacciate e cose non vere, io quel giornale non lo compero più. Molti giornali per sopravvivere hanno bisogno di vendere, di raggiungere il maggior numero di persone, perché altrimenti la pubblicità liabbandona e con essa se ne vanno gli introiti e il giornale chiude. Quindi è nell'interesse del giornale dare le informazioni corrette. Ma questo non vuol dire assenza di regole. La diffamazione a mezzo stampa deve restare un reato punito e sanzionato.Allora signor Presidente se io voglio fare un sito di informazione per dire che a mezzogiorno, a pranzo, in casa mia, ho mangiato la pastasciutta con il ragù insieme alla mia famiglia, lo voglio poter dire liberamente e voglio anche poterci guadagnare qualcosa inserendo il banner della Barilla.Lo voglio poter fare, senza per questo dovermi iscrivere al tribunale e dover assumere il direttore responsabile iscritto all'Ordine deigiornalisti. Lo Stato mi deve mettere nelle migliori condizioni per poterlo fare, mi deve agevolare e non contrastare con assurde praticheburocratiche.Signor Presidente i tempi cambiamo, si evolvono, le leggi si devono adeguare. L'informazione, la possibilità di fare informazione è un bene prezioso, è una ricchezza importante. Se viene monopolizzata e ingabbiata a beneficio di pochi, si compromette lo sviluppo e la crescita del paese.
  • Anonimo scrive:
    non mi è chiaro:
    Si devono iscrivere nel Roc non solo gli editori già iscritti nel Registro nazionale della stampa (Rns), ma anche "gli altri soggetti editori che comunque pubblicano una o più testate giornalistiche diffuse al pubblico con regolare periodicità per cui è previsto il conseguimento di ricavi da attività editoriale" (articolo 2, punto d, della delibera dell'Agcom) |anche se ho ricavi e non sono periodico|non devo iscrivermi al ROC|in quanto il prerequisito è la periodicità|e non lo scopo di lucroe che "intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla legge 7 marzo 2001, n. 62, o che comunque ne facciano specifica richiesta" (articolo 31, punto a, della legge n. 39/2002).|si noti *e* quindi devono sussistere entrambe |le cose|Ergo, nessuno si deve iscrivere credo, a parte|i giornali che escono ogni giorno
  • Anonimo scrive:
    Non capisco (era re:...)
    Mi sembra una questione importante cosi' riscrivo la mia risposta come post.Non mi sembra giusto che lo Stato mi impedisca di fare un giornalismo "alla buona", e farlo cmq a scopo di lucro!Al massimo puo' obbligarmi a dire sul sito che non sono iscritto all'albo, o cose del genere.Cosi' la gente sa che le notizie date sul mio sito potrebbero non essere "professionali" (che significa, sinceramente lo ignoro) e SCEGLIERE.Cioe', se devo costruire un ponte lo faccio fare da un ingegnere iscritto all'albo (che poi vorrei tanto capire se questo mi da le garanzie necessarie), ma se devo costruire un pollaio, non e' giusto che non possa scegliere una persona che non sia iscritta all'albo, e magari pagarla lo stesso, per questa persona e' dichiarata FUORILEGGE.Secondo me e' giusto ci siano gli ordini, non e' giusto che ci siano SOLTANTO gli ordini.Perche' un cittadino non puo' informare dicendo: "io non sono un giornalista, ma ti do una notizia!" facendo scegliere e giudicare poi ai "lettori" la professionalita' della notizia?Ripeto: perche' non posso esercitare informazione? dubbio: perche' non sono controllabile?(se non posso informare da non giornalista, mi controlleranno radiandomi dall'albo, appena dico qualcosa che non e' una "buona opinione" per il regime)A questo punto mi chiedo:secondo questa benedetta legge, io che sono un libero cittadino posso fare un sito di OPINIONI e CRITICHE su tutto e su tutti, e magari guadagnarci sopra con i banner?
    • Anonimo scrive:
      Re: Non capisco (era re:...)

      La legge andrebbe modificata in e'
      obbligatorio indicare se si e' iscritti o no
      all'albo.
      Sarebbe questa la vera tutela del lettore...hai colto il punto IMHOnon è sicuramente tutela del lettore quella che gli toglie ex-lege la libertà di scelta
  • Anonimo scrive:
    Una domanda
    Se uno vuole registrare il proprio sito che viene aggiornato quotidianamente e che ricava dei soldi da vari banner pubblicitari, ma non è un giornalista, cosa deve fare? Insomma, se uno non è un giornalista ma ha un sito di successo, cosa deve fare, lo deve chiudere?
    • Anonimo scrive:
      Re: Una domanda
      - Scritto da: Navigatore
      Se uno vuole registrare il proprio sito che
      viene aggiornato quotidianamente e che
      ricava dei soldi da vari banner
      pubblicitari, ma non è un giornalista, cosa
      deve fare? Insomma, se uno non è un
      giornalista ma ha un sito di successo, cosa
      deve fare, lo deve chiudere?ebbe? certo che lo deve chiudere!
    • Anonimo scrive:
      Re: Una domanda
      se lo aggiorni quotidianamente con notizie di tipo giornalistico e in tali sezioni inserisci banner pubblicitari si.
    • Anonimo scrive:
      Re: Una domanda
      No non devi chiuderlo, devi assumere un responsabile editoriale (che deve essere giornalista) e registrare la testata al tribunale della tua provincia.Se non avessi abbastanza soldi per pagare questo giornalista (che comunque ha un bel costo) allora hai due strade:1- chiudi il sito2- diventi giornalista tuMa per la seconda, devi fare un praticantato di due anni presso una testata registrata.
      • Anonimo scrive:
        Re: Una domanda
        Ma allora viviamo in un paese libero? Quanti siti chiuderanno? In Italia soprattutto chiuderanno quasi tutti. All'estero esiste questa legge? Cioè che solo i giornalisti possono avere dei siti aggiornati (Che roba, che roba!)
        • Anonimo scrive:
          Re: Una domanda
          - Scritto da: Navigatore
          Ma allora viviamo in un paese libero? Quanti
          siti chiuderanno? In Italia soprattutto
          chiuderanno quasi tutti. All'estero esiste
          questa legge? Cioè che solo i giornalisti
          possono avere dei siti aggiornati (Che roba,
          che roba!)La questione è secondo me è malposta.E' vero che molti siti chiuderanno, ma apriranno molti altri siti (quelli dei giornalisti) che avranno una sorta di "benedizione" in quanto "regolari".Ho scoperto inoltre che una legge che istituisce gli URP e gli uffici stampa della PA indica un "intenso uso" di giornalisti iscritti.http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00150l.htmTraete voi le conclusioni.Io mi chiedo: ma perchè dobbiamo trovarci tutti questi giornalisti appresso? ...panerai docet...
  • Anonimo scrive:
    Dubbio booleano
    Ma quelle virgole sottintendono degli AND o degli OR? Nel senso, basta che _una sola_ di queste condizioni sia vera per far scattare l'obbligo di registrazione?
  • Anonimo scrive:
    Condizioni necessarie e sufficienti?
    "Nel Roc (Registro degli operatori della comunicazione) finiranno solo gli editori:- che pubblicano testate giornalistiche (anche telematiche) caratterizzate dalla regolare periodicità- che prevedono di conseguire ricavi dalla loro attività- che puntano a ottenere dallo Stato "benefici, agevolazioni e provvidenze"- che utilizzano nelle redazioni giornalisti assunti a tempo pieno. "Sono condizioni necessarie tutte insieme o ne basta una per essere obbligati alla registrazione?
    • Anonimo scrive:
      Re: Condizioni necessarie e sufficienti?
      - Scritto da: mah
      "Nel Roc (Registro degli operatori della
      comunicazione) finiranno solo gli editori:[cut]
      - che prevedono di conseguire ricavi dalla
      loro attività[cut]Basta anche un solo punto...Questo punto, ad esempio, rende passibili di iscrizione tutti i siti internet che forniscono news con aggiornamento periodico e che da tali pagine percepiscono un ricavo: di fatto tutti i siti web che pubblicano news con cadenza periodica e che nell'area news visualizzano banner pubblicitari.A mio parere, nello stesso punto rientrano le newsletter con cadenza periodica che riportano messaggi promozionali al loro interno.
      • Anonimo scrive:
        Re: non condivido!
        Non condivido.Ma chi lo dice? E' una estrapolazione mentale. E' un sillogismo che a mio avviso non funziona.La conclusione alla fine è:Se cerchi di guadagnare qualcosa, devi sudare penare. Sì perche' non c'è trippa per tutti, allora occorre filtrare, selezionare, paletti, stecconata, laurea, albo, registrazione, tassa, tribunale, certificazione, timbro, bollo, ecc.Alla fine se ti è rimasta la voglia, lavori, altrimenti vai a fare il disoccupato in qualche bar di città, con una sigaretta in bocca e se c'era qualcosa di buono che avresti potuto creare, questo non si vedrà mai. Occasioni perse!
  • Anonimo scrive:
    Tutto come previsto
    Esattamente come avevo detto un anno fa, la 62-2001 si rivela l'ultimo tassello del regime dell'informazione, quello che sceglie chi informa e non fa scegliere i cittadini. Abruzzo ha il merito di farci vedere la solidita' di questa gabbia normativa, un cappa che non lascera' l'Italia se la UnionEuropea non si dara' una mossa.
  • Anonimo scrive:
    Webmaster favorevoli alla registrazione?
    Questo è ciò che dichiara un'associazione di webmaster chiamata Iwa (http://www.iwa.it), che si ritiene rappresentativa dei webmaster italiani.Ecco cosa dichiara il responsabile di questa associazione:http://groups.google.it/groups?hl=it&lr=&ie=UTF-8&oe=UTF-8&threadm=8Bv%258.130890%24vm5.4294799%40news2.tin.it&rnum=1&prev=/groups%3Fq%3Dscano%2BHTML%2Bpunto%2Binformatico%26hl%3Dit%26lr%3D%26ie%3DUTF-8%26oe%3DUTF-8%26selm%3D8Bv%25258.130890%2524vm5.4294799%2540news2.tin.it%26rnum%3D1Fortunamente i webmaster la pensano in tutt'altro modo. Putroppo è in queste associazioni che il corporativismo giornalistico trova preziosi alleati.Meno male che in fondo non rappresentano nessuno, se non sè stessi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Webmaster favorevoli alla registrazione?
      - Scritto da: Romy
      Questo è ciò che dichiara un'associazione di
      webmaster chiamata Iwa (http://www.iwa.it),
      che si ritiene rappresentativa dei webmaster
      italiani.Bene... visto che non si coglie occasione per gettare fango su IWA, due cose:www.iwa.it non è il sito ufficiale ma un dominio che fa il redirect al sito ufficiale della sezione italiana dell'International Webmasters Association, la maggior associazione al mondo di web professional e unica rappresentante della categoria all'interno del W3C.Non mi sembra che in nessuna mia dichiarazione o dichiarazione di altri esponenti di IWA ci sia la volontà di rappresentare tutti i webmaster italiani: noi rappresentiamo i nostri associati e ci muoviamo per la crescita professionale e la loro tutela... Logico che, come avviene anche per altri settori, ciò che si porta avanti - se approvato - vale per tutta la categoria.
      Ecco cosa dichiara il responsabile di questa
      associazione:

      http://groups.google.it/groups?hl=it&lr=&ie=U
      Ribadisco quanto dichiarato e tra l'altro, se c'è la capacità di comprendere quanto scritto, il punto riguardava HTML.it ed un articolo nel quale, due esponenti di due associazioni dichiaravano il contrario di quanto dichiarato a questa testata giornalistica.
      Fortunamente i webmaster la pensano in
      tutt'altro modo. Putroppo è in queste
      associazioni che il corporativismo
      giornalistico trova preziosi alleati.Bene... rappresenti il pensiero dei webmaster? ora sembra che sia tu ad erigerti rappresentante dei webmaster italiani... Tra l'altro io mi firmo con nome, cognome ed e-mail... tu invece usi un nick...La cosa che non continuo a capire è come mai, quando qualcuno attacca HTML.it c'è sempre qualcuno che si scaglia contro IWA non ricordando che IWA è una associazione no-profit a livello mondiale mentre HTML.it è una società commerciale... due cose completamente diverse e distinte.
      Meno male che in fondo non rappresentano
      nessuno, se non sè stessi.Difatti.. è come ho detto sopra.. noi rappresentiamo i nostri associati e portiamo avanti i loro interessi di formazione e crescita professionale, come tutte le associazioni.Ribadisco, come ha indicato chi ha scritto l'articolo, che chi si presenta come testata di informazione quotidiana deve avere una redazione ed un direttore responsabile che si assuma le responsabilità di quanto scrive: c'è una legge e, per quanto ci siano punti che anche io non condivido personalmente, finchè esiste e nessuno fa proposte abrogative va applicata.
      • Anonimo scrive:
        Re: Webmaster favorevoli alla registrazione?
        Toh ! un altro albo.......complimenti!!!!
        • Anonimo scrive:
          Re: Webmaster favorevoli alla registrazione?
          - Scritto da: tristemente_famoso
          Toh ! un altro albo.......

          complimenti!!!!Chi ha mai parlato di creazione di un Albo dei webmaster? Sono altri che parlano di creazione di albi per gli informatici :-)Se leggi l'intervento di qualche giorno fa su P.I. (http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=41519) noi siamo contro la creazione di nuovi albi, specialmente con le modalità di ingresso che prevedono i progetti di legge attuali.
  • Anonimo scrive:
    Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle leggi
    Non capisco perchè la legge sull'editoria debba essere così contestata. In Italia esistono diversi ordini professionali fra i quali quello giornalistico che risale agli anni '60. Sono d'accordo per una riforma ma non capisco perchè nessuno si scaglia contro gli altri ordini tipo quelli che interessano gli avvocati, i geometri (che fanno la stessa professione degli ingegneri e architetti per certi versi), degli agronomi, etc. La legge c'è e c'era e va osservata. L'ordine c'è e c'era e va rispettato (attenzioni a frasi offensive e generaliste presenti in qualche post. Un conto è esprimere la propria oinione un'altro conto è offendere. Meno male che qualcuno ha provveduto a tagliare). Bisogna non confondere la libertà di espressione che è propria dei Paesi democratici fra i quali l'Italia con la libertà di informazione. L'Informazione viene fatta da professionisti del settore così come la legge viene fatta rispettare da altri professionisti del settore. In pratica: separiamo "gli addetti ai lavori" dalla gente comune altrimenti facciamo confusione. Un libero cittadino è sempre ben accetto se vuole esprimere la propria opinione ma non può esercitare ne' "diritto" e ne' "informazione" se non è competente ed autorizzato.SalutiProeditoria
    • Anonimo scrive:
      Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle leggi
      Non ho mai sentito un tale cumulo di stronzate.
      In pratica: separiamo "gli addetti
      ai lavori" dalla gente comune altrimenti
      facciamo confusione. Un libero cittadino è
      sempre ben accetto se vuole esprimere la
      propria opinione Riprenditi. Consiglio una pillola di Bakunin e forti dosi di adrenalina. Forse ti passa.
    • Anonimo scrive:
      Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle l
      - Scritto da: proeditoria
      Bisogna non
      confondere la libertà di espressione che è
      propria dei Paesi democratici fra i quali
      l'Italia con la libertà di informazione.
      L'Informazione viene fatta da professionisti
      del settore così come la legge viene fatta
      rispettare da altri professionisti del
      settore. In pratica: separiamo "gli addetti
      ai lavori" dalla gente comune altrimenti
      facciamo confusione. Un libero cittadino è
      sempre ben accetto se vuole esprimere la
      propria opinione ma non può esercitare ne'
      "diritto" e ne' "informazione" se non è
      competente ed autorizzato.Il problema quì è che tu vivi sulla luna o nel mondo delle favole e non sai che il metodo migliore per influire sulle opinioni della gente è controllare l'informazione.E già che ci sono, pongo una domanda: perché l'Unione Europea di fatto impedisce all'Italia di creare nuovi albi?
      • Anonimo scrive:
        Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle l
        - Scritto da: FDG
        E già che ci sono, pongo una domanda: perché
        l'Unione Europea di fatto impedisce
        all'Italia di creare nuovi albi?E perchè di fatto non impone di abolirli questi albi?
    • Anonimo scrive:
      HAHAHAHAHAHA
      Sai quanti ne ho letti di articoli scritti con i piedi e con NULLA cognizione di causa da eminenti esponenti dell' ordine dei giornalisti....Eppure stanno sempre li anzi se qualcuno gli fa gentilmente notare lo sbaglio viene puntualmente QUERELATO!Ciao Proeditoria....Mah...- Scritto da: proeditoria
      Non capisco perchè la legge sull'editoria
      debba essere così contestata. In Italia
      esistono diversi ordini professionali fra i
      quali quello giornalistico che risale agli
      anni '60. Sono d'accordo per una riforma ma
      non capisco perchè nessuno si scaglia contro
      gli altri ordini tipo quelli che interessano
      gli avvocati, i geometri (che fanno la
      stessa professione degli ingegneri e
      architetti per certi versi), degli agronomi,
      etc. La legge c'è e c'era e va osservata.
      L'ordine c'è e c'era e va rispettato
      (attenzioni a frasi offensive e generaliste
      presenti in qualche post. Un conto è
      esprimere la propria oinione un'altro conto
      è offendere. Meno male che qualcuno ha
      provveduto a tagliare). Bisogna non
      confondere la libertà di espressione che è
      propria dei Paesi democratici fra i quali
      l'Italia con la libertà di informazione.
      L'Informazione viene fatta da professionisti
      del settore così come la legge viene fatta
      rispettare da altri professionisti del
      settore. In pratica: separiamo "gli addetti
      ai lavori" dalla gente comune altrimenti
      facciamo confusione. Un libero cittadino è
      sempre ben accetto se vuole esprimere la
      propria opinione ma non può esercitare ne'
      "diritto" e ne' "informazione" se non è
      competente ed autorizzato.
      Saluti
      Proeditoria
    • Anonimo scrive:
      Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle leggi
      - Scritto da: proeditoria
      Non capisco perchè la legge sull'editoria debba essere così contestata. In Italia
      esistono diversi ordini professionali fra i quali quello giornalistico che risale agli
      anni '60. Sono d'accordo per una riforma ma non capisco perchè nessuno si scaglia contro
      gli altri ordini tipo quelli che interessano gli avvocati, i geometri (che fanno la
      stessa professione degli ingegneri e architetti per certi versi), degli agronomi, etc.Probabilmente perche', mentre gli altri ordini regolamentano solamente il diritto di esercitare una professione, l'ordine dei giornalisti e' l'unico che vuole regolamentare il diritto costituzionale di rendere pubbliche le proprie opinioni ...
      • Anonimo scrive:
        Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle leggi
        - Scritto da: Tullio Andreatta
        Probabilmente perche', mentre gli altri
        ordini regolamentano solamente il diritto di
        esercitare una professione, l'ordine dei
        giornalisti e' l'unico che vuole
        regolamentare il diritto costituzionale di
        rendere pubbliche le proprie opinioni ...Beh non dirmi che quando un ingegnere, un architetto, un geometra progetta qualcosa non esprime la propria opinione (in un'altra forma, ma la esprime)...non dirmi che gli avvocati non esprimono le loro opinioni...non dirmi che i magistrati non facciano altrettanto...non dirmi...non dirmi...
        • Anonimo scrive:
          Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle leggi
          - Scritto da: proeditoria


          - Scritto da: Tullio Andreatta

          Probabilmente perche', mentre gli altri

          ordini regolamentano solamente il diritto
          di

          esercitare una professione, l'ordine dei

          giornalisti e' l'unico che vuole

          regolamentare il diritto costituzionale di

          rendere pubbliche le proprie opinioni ...
          Beh non dirmi che quando un ingegnere, un
          architetto, un geometra progetta qualcosa
          non esprime la propria opinione (in un'altra
          forma, ma la esprime)...non dirmi che gli
          avvocati non esprimono le loro
          opinioni...non dirmi che i magistrati non
          facciano altrettanto...non dirmi...
          non dirmi...no, ti sbagli.un geometra esprime una opinione quando apre bocca, non quando progetta una casa
          • Anonimo scrive:
            Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle leggi
            - Scritto da: tristemente_famoso
            no, ti sbagli.
            un geometra esprime una opinione quando apre
            bocca, non quando progetta una casaSi, ma il proprio pensiero può essere espresso in qualsiasi modo. Anche un muto che fa il pittore riesce a far capire a chiunque il suo pensiero...
    • Anonimo scrive:
      Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle leggi
      - Scritto da: proeditoria
      L'Informazione viene fatta da professionisti
      del settore così come la legge viene fatta
      rispettare da altri professionisti del
      settore. Dai, cerca di essere realistico.Chi e' che fa le leggi? Non sono certo tutti professionisti quelli che fanno le leggi. Sono persone elette dal popolo. Non c'e' nessun albo a cui i politici devono iscriversi per fare le leggi.E perchè per fare informazione ci vuole l'albo, il tribunale, iscrizioni varie, registrazioni?Sono piu' importanti le leggi o l'informazioni?Noti l'ipocrisia?
      • Anonimo scrive:
        Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle leggi
        - Scritto da: Piero
        Dai, cerca di essere realistico.
        Chi e' che fa le leggi? Non sono certo tutti
        professionisti quelli che fanno le leggi.
        Sono persone elette dal popolo. Non c'e'
        nessun albo a cui i politici devono
        iscriversi per fare le leggi.

        E perchè per fare informazione ci vuole
        l'albo, il tribunale, iscrizioni varie,
        registrazioni?

        Sono piu' importanti le leggi o
        l'informazioni?

        Noti l'ipocrisia?
        Noto l'ipocrisia come la noto in qualsiasi albo. In pratica, come puoi notare dal mio primo post, io ho parlato che sarei d'accordo ad una legge di riforma ma non sono d'accordo che ogni volta bisogna sparare sul mucchio di chi fa di professione il giornalista (nelle prime ore di questa mattina c'era chi aveva scritto cose diffamanti contro questa categoria che qualche mano lesta e qualche occhio attento ha provveduto a tagliare) e non notare che in Italia non esiste solo questo albo ma tanti altri albi. Per principio sarei d'accordo ad abolire gli albi ma in tal caso, ti assicuro, che ci sarebbe molta più selezione naturale. Non sono d'accordo sul fatto che molti gridano allo scandalo su una legge (che come tale va attuata e non interpretata) che molti non applicano. E poi si parla di mancanza di democrazia! Qui addirittura vengono sbeffeggiate le leggi dello Stato!Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle l
      - Scritto da: proeditoria
      Non capisco perchè la legge sull'editoria
      debba essere così contestata. In Italia
      esistono diversi ordini professionali fra i
      quali quello giornalistico che risale agli
      anni '60. Sono d'accordo per una riforma ma
      non capisco perchè nessuno si scaglia contro
      gli altri ordini tipo quelli che interessano
      gli avvocati, i geometri (che fanno la
      stessa professione degli ingegneri e
      architetti per certi versi), degli agronomi,
      etc. La legge c'è e c'era e va osservata.
      L'ordine c'è e c'era e va rispettato
      (attenzioni a frasi offensive e generaliste
      presenti in qualche post. Un conto è
      esprimere la propria oinione un'altro conto
      è offendere. Meno male che qualcuno ha
      provveduto a tagliare). Bisogna non
      confondere la libertà di espressione che è
      propria dei Paesi democratici fra i quali
      l'Italia con la libertà di informazione.
      L'Informazione viene fatta da professionisti
      del settore così come la legge viene fatta
      rispettare da altri professionisti del
      settore. In pratica: separiamo "gli addetti
      ai lavori" dalla gente comune altrimenti
      facciamo confusione. Un libero cittadino è
      sempre ben accetto se vuole esprimere la
      propria opinione ma non può esercitare ne'
      "diritto" e ne' "informazione" se non è
      competente ed autorizzato.
      Saluti
      ProeditoriaHai detto un cumulo di fesserie..Un comune cittadino ha diritto (senza virgolette) di dire quello che vuole. Compreso di informare (di nuovo senza virgolette). O ritieni che per scrivere su un sito web un articoletto alla settimana sui risultati della partita a bocce scapoli conto ammogliati bisogna aspettare un giornalista "professionista" (questo si con le virgolette..) che magari non sa neppure che differenza ci sia fra una boccia e una palla per l'albero di Natale...Gli ordini dovrebbero servire a tutelare i cittadini. Secondo questo concetto un ingegnere che progetta un ponte deve appartenere all'ordine degli ingegneri. L'appartenenza all'ordine certificerebbe (ho seri dubbi in proposito....) la sua competenza nel settore. In questo modo si tutelerebbero le persone che utilizzano il ponte. Il campo dell'informazione è diverso. In questo caso i cittadini sono tutelati quando hanno il diritto e la possibilità di sentire tutti i pareri che vogliono. Concetti come "Un libero cittadino [...] non può esercitare ne' diritto e ne' informazione" sono solo antidemocratici, tant'è che vengono espressi in tutti gli stati dittatoriali.
      • Anonimo scrive:
        Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle l
        - Scritto da: TeX
        Hai detto un cumulo di fesserie..Non è più giusto dire non sono d'accordo e non che l'altro scrive un cumulo di fesserie? Non ti hanno insegnato a rispettare gli altri spiegando il proprio pensiero senza salire in cattedra e urlare?
        Un comune cittadino ha diritto (senza
        virgolette) di dire quello che vuole.
        Compreso di informare (di nuovo senza
        virgolette). O ritieni che per scrivere su
        un sito web un articoletto alla settimana
        sui risultati della partita a bocce scapoli
        conto ammogliati bisogna aspettare un
        giornalista "professionista" (questo si con
        le virgolette..) che magari non sa neppure
        che differenza ci sia fra una boccia e una
        palla per l'albero di Natale...Se la partita è fra scapoli e ammogliati o cose del genere nella maggior parte dei casi la notizia interessa solo pochi intimi e non per questo debba avere un giornale a dispozione (per rispetto anche di acquista o legge). Se il sito è amatoriale non serve un professionista con le virgolette (continui sempre ad offendere) ma questo non lo dico io, lo chiarisce la legge.
        Gli ordini dovrebbero servire a tutelare i
        cittadini. Secondo questo concetto un
        ingegnere che progetta un ponte deve
        appartenere all'ordine degli ingegneri.
        L'appartenenza all'ordine certificerebbe (ho
        seri dubbi in proposito....) la sua
        competenza nel settore. In questo modo si
        tutelerebbero le persone che utilizzano il
        ponte. Se io dovessi passare su un ponte e so che non è stato progettato da un ingegnere ma dal mio vicino giardiniere (con rispetto del mio amico Alberto) obiettivamente non ci passerei ma all'ingengere non fari potare i fiori del mio giardino.
        Il campo dell'informazione è diverso. In
        questo caso i cittadini sono tutelati quando
        hanno il diritto e la possibilità di sentire
        tutti i pareri che vogliono. Concetti come
        "Un libero cittadino [...] non può
        esercitare ne' diritto e ne' informazione"
        sono solo antidemocratici, tant'è che
        vengono espressi in tutti gli stati
        dittatoriali.Siamo pienamente d'accordo. Ogni cittadino può esprimere opinione mentre i professionisti dell'informazione non esprimono opinioni(come da deontologia professionale) ma si limitano a raccontare fatti(se poi alcuni lo fanno sbagliando non tutta la categoria deve essere bersagliata). C'è poi la categoria degli opinionisti e degli editorialisti che, nel 99% dei casi è composta da iscritti all'albo dei giornalisti. Ma questa è solo una prerogativa non un obbligo. Se poi questi sono bravi non è merito dell'albo ma della scuola (la redazione, le scuole di giornalismo o l'università), degli aggiornamenti e delle capacità individuali. Saluti
        • Anonimo scrive:
          Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle l
          - Scritto da: proeditoria


          - Scritto da: TeX

          Hai detto un cumulo di fesserie..
          Non è più giusto dire non sono d'accordo e
          non che l'altro scrive un cumulo di
          fesserie? Non ti hanno insegnato a
          rispettare gli altri spiegando il proprio
          pensiero senza salire in cattedra e urlare?Non ho scritto che sei un fesso. Ho scritto che hai detto delle fesserie. Quindi non ho offeso nessuno.Inoltre non ho urlato: QUESTO E' URLARE !!!!Infine non sono salito in cattedra. A meno che per te esprimere la propria opinione non voglia dire "salire in cattedra". A questo punto:Informare: No perchè bisogna essere iscritti all'albo.Esprimere la propria opinione: No perchè è disdicevole.A questo punto potremmo pure piantarla quì...Ma voglio andare avanti comunque...

          Un comune cittadino ha diritto (senza

          virgolette) di dire quello che vuole.

          Compreso di informare (di nuovo senza

          virgolette). O ritieni che per scrivere su

          un sito web un articoletto alla settimana

          sui risultati della partita a bocce
          scapoli

          conto ammogliati bisogna aspettare un

          giornalista "professionista" (questo si
          con

          le virgolette..) che magari non sa neppure

          che differenza ci sia fra una boccia e una

          palla per l'albero di Natale...

          Se la partita è fra scapoli e ammogliati o
          cose del genere nella maggior parte dei casi
          la notizia interessa solo pochi intimi e non
          per questo debba avere un giornale a
          dispozione (per rispetto anche di acquista o
          legge)....Ma saranno ca**i loro ? Se io mi voglio leggere tutti i pettegolezzi di paese che faccio ? Me li faccio raccontare e poi li stampo ?!?!?
          .... Se il sito è amatoriale non serve un
          professionista .....Dove sta scritto ?No, perchè sai la nuova legge sull'editoria è tutto tranne che chiara.
          ....con le virgolette (continui
          sempre ad offendere)....Per me un professionista che non è competente è un "professionista". Non è un'offesa. E' una constatazione. Di "professionisti" ne esistono in tutti i campi. Compreso il giornalismo.Trovo molto più offensivo leggere che il cittadino ha "diritto" di dire quello che vuole.
          ...... ma questo non lo dico
          io, lo chiarisce la legge. Chiarire è una parola grossa...Comunque le leggi bisogna rispettarle. Ma da nessuna parte sta scritto che non bisogna criticarle....tranne che nei regimi dittatoriali.....
          Se io dovessi passare su un ponte e so che
          non è stato progettato da un ingegnere ma
          dal mio vicino giardiniere (con rispetto del
          mio amico Alberto) obiettivamente non ci
          passerei ma all'ingengere non fari potare i
          fiori del mio giardino.Perchè ? Esiste anche un albo dei giardinieri ?Ah...a proposito... io sono un ingegnere, ma se dovessi progettare un ponte, poi io sarei il primo a non passarci sopra... Il problema non sono gli albi ma le competenze. .....
          C'è poi la categoria degli opinionisti e
          degli editorialisti che, nel 99% dei casi è
          composta da iscritti all'albo dei
          giornalisti. Ma questa è solo una
          prerogativa non un obbligo. Se poi questi
          sono bravi non è merito dell'albo ma della99% ? una prerogativa ? non un obbligo ?Ma allora, di cosa stiamo discutendo ?
          • Anonimo scrive:
            Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle l
            - Scritto da: TeX
            Ah...a proposito... io sono un ingegnere, ma
            se dovessi progettare un ponte, poi io sarei
            il primo a non passarci sopra... Il problema
            non sono gli albi ma le competenze. Sorvolo su tutto il resto perchè a quanto pare è inutile discorrere con te in quanto non lasci libertà d'opinione. In ogni caso mi compiaccio della tua autostima spero, a questo punto, che nessuno mai ti faccia progettare un ponte...

            C'è poi la categoria degli opinionisti e

            degli editorialisti che, nel 99% dei casi
            è

            composta da iscritti all'albo dei

            giornalisti. Ma questa è solo una

            prerogativa non un obbligo. Se poi questi

            sono bravi non è merito dell'albo ma della

            99% ? una prerogativa ? non un obbligo ?

            Ma allora, di cosa stiamo discutendo ?
            Si perchè devi sapere che gli opinionisti non devono essere dei giornalisti mentre il giornalista è quello che fa cronaca (nera, bianca, rosa, giudiziaria, etc.). Come vedi stai facendo confusione fra il giornalista e l'opinionista ma questo non è colpa tua. In fondo in Italia il maggiore quotidiano vende solo poco più di un milione di copie al giorno (a volte anche meno, dipende spesso dai gadget) e spesso non si capisce che la firma non è di un giornalista ma di un autorevole editorialista. Ma tu che ci tieni tanto agli albi perchè non vai a postare nel sito dell'albo degli ingegneri quello che posti qui, ovvero che ci deve essere l'abolizione degli albi e bla bla bla...C'è un detto che dice: quello che è mio è mio...quello che è tuo deve essere anche il tuo...
          • Anonimo scrive:
            Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle l
            - Scritto da: proeditoria


            - Scritto da: TeX

            Ah...a proposito... io sono un ingegnere,
            ma

            se dovessi progettare un ponte, poi io
            sarei

            il primo a non passarci sopra... Il
            problema

            non sono gli albi ma le competenze.
            Sorvolo su tutto il resto perchè a quanto
            pare è inutile discorrere con te in quanto
            non lasci libertà d'opinione. In ogni caso
            mi compiaccio della tua autostima spero, a
            questo punto, che nessuno mai ti faccia
            progettare un ponte...La mia autostima sta bene, grazie. Il mio ponte non lo costruisco perchè essendo ingegnere aeronautico ho un po' di problemi con l'edilizia e con i ponti. In ogni caso fossi anche un ingegnere civile non è detto che sarei capace di progettare un ponte da solo, visto che non è possibile saper fare tutto di tutto. Quindi essere iscritti all'albo degli ingegneri NON vuol dire che si è capaci di costruire un ponte...Allo stesso modo essere iscritti all'albo dei giornalisti NON vuol dire essere in grado di informare correttamente la gente su tutto. A questo punto su certi temi è meglio un esperto che conosce il campo piuttosto che un "patentato" che però si deve inventare le cose, e così magari evitiamo certi articoli alla Panerai, tanto per fare un esempio......Mi sembrava un discorso semplice....evidentemente mi sbagliavo.........
            Si perchè devi sapere che gli opinionisti
            non devono essere dei giornalisti mentre il
            giornalista è quello che fa cronaca (nera,
            bianca, rosa, giudiziaria, etc.). Come vedi
            stai facendo confusione fra il giornalista e
            l'opinionista ma questo non è colpa tua. In
            fondo in Italia il maggiore quotidiano vende
            solo poco più di un milione di copie al
            giorno (a volte anche meno, dipende spesso
            dai gadget) e spesso non si capisce che la
            firma non è di un giornalista ma di unMi dovresti spiegare come si fa ad essere opinionisti senza fare informazione...E se mi capita di leggere un quotidiano a partire dalla terza pagina, cosa fanno ? Arrestano l'opinionista perchè mi ha informato su ciò che era scritto in prima pagina e che non ho letto ?Arrestano me perchè non ho seguito l'ordine stabilito ?Ma perchè bisogna generalizzare e classificare tutto a questo modo ? Tutti i giornalisti di cronaca da una parte, tutti gli opinionisti dall'altra. Tutti gli ingegneri (iscritti all'albo) devono essere in grado di costruire un ponte. Tutti i giornalisti devono essere iscritti all'albo. Tutti quelli che fanno informazione di qualsiasi tipo e a qualsiasi livello devono essere giornalisti. Tutti i giornali devono avere almeno un milione di copie. Tutte le notizie devono essere di grande importanza. Tutti si devono interessare solo alle cose di interesse nazionale (e se a me interessano le boccie ? e se voglio comprarmi un foglietto settimanale sui risultati dei tornei di bocce ? Non è informazione questa ? Devo aspettare che ci pensi un giornalista, oppure il foglietto lo può scrivere anche il presidente del club di bocce ?)
            autorevole editorialista. Ma tu che ci tieni
            tanto agli albi perchè non vai a postare nel
            sito dell'albo degli ingegneri quello che
            posti qui, ovvero che ci deve essere
            l'abolizione degli albi e bla bla bla...C'è
            un detto che dice: quello che è mio è
            mio...quello che è tuo deve essere anche il
            tuo... ?????????Ma che stai a dire ?!?!?!?Io ci tengo tanto agli albi ? Quando lo avrei detto ? Un link, grazie.Io che sono per l'abolizione degli albi ? Quando lo avrei detto ? Un link, grazie.E poi, non ti sembra che le due affermazioni siano un po' in contrasto fra loro ?Io ho solo detto che:A) E' assurdo che per scrivere un articoletto informativo (su carta o nel web) sia necessaria l'iscrizione all'albo dei giornalisti. Ah, il discorso che un sito web è amatoriale c'entra ben poco. Ed infatti la legge non fa distinzione.B) L'iscrizione all'albo non assicura una competenza specifica su tutto. Non assicura neppure una competenza generale, quindi figuriamoci...Tra le altre cose, faccio notare che:1) Non è necessario essere iscritti all'albo per fare cronaca, il problema è un altro, ma evidentemente lo ignori. 2) Io stesso ho scritto alcuni articoli tecnici (anche questa è informazione) senza essere iscritto all'albo dei giornalisti. Eppure non mi hanno mai arrestato...3) L'iscrizione all'albo ha prevalentemente un significato legato alla responsabilità legale e non alla competenza tecnica. Il fatto che in certi casi gli ordini professionali assumano le caratteristiche di una casta è una degenerazione maligna del sistema che rende ancora più gravi certe problematiche.4) Per la cronaca: NON sono iscritto all'albo degli ingegneri. Come probabilmente la maggior parte degli ingegneri.
    • Anonimo scrive:
      Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle leggi
      - Scritto da: proeditoria
      Non capisco perchè la legge sull'editoria
      debba essere così contestata. In Italia
      esistono diversi ordini professionali fra i
      quali quello giornalistico che risale agli
      anni '60. Sono d'accordo per una riforma ma
      non capisco perchè nessuno si scaglia contro
      gli altri ordini tipo quelli che interessano
      gli avvocati, i geometri (che fanno la
      stessa professione degli ingegneri e
      architetti per certi versi), degli agronomi,
      etc. La legge c'è e c'era e va osservata.potrei anche essere d'accordo, ma la 62/2001 nella sua indeterminatezza è un vincolo molto forte alla libertà di espressione che è un principio costituzionalmente tutelato.Come la mettiamo con la gerarchia delle fonti?Per il resto gli ordini sono solo una duplicazione di un qualcosa che c'è già:La legge infatti già prevede cosa succede se un architetto costruisce male una casa, già prevede cosa succede se qualcuno diffama qualcuno via internet.Gli ordini sono solo un retaggio di un'epoca che non esiste più e che qualcuno per interesse di parte non vuole lasciarsi alle spalle
      L'ordine c'è e c'era e va rispettato
      (attenzioni a frasi offensive e generaliste
      presenti in qualche post. noto una sottile vena intimidatoria
      Un conto è
      esprimere la propria oinione un'altro conto
      è offendere. Meno male che qualcuno ha
      provveduto a tagliare). Bisogna non
      confondere la libertà di espressione che è
      propria dei Paesi democratici fra i quali
      l'Italia con la libertà di informazione.
      L'Informazione viene fatta da professionisti
      del settore uhahahahahahahahahaquesta è proprio grossa
      così come la legge viene fatta
      rispettare da altri professionisti del
      settore. .....no basta, non riesco più a respirare....
      In pratica: separiamo "gli addetti
      ai lavori" dalla gente comune altrimenti
      facciamo confusione. razza eletta? mmmmmm, guarda che non si può più fare..... siamo nel 2002
      Un libero cittadino è
      sempre ben accetto se vuole esprimere la
      propria opinione ma non può esercitare ne'
      "diritto" e ne' "informazione" se non è
      competente ed autorizzato.Ottimo finale....BRAVO!
      Saluti
      Proeditoria
      • Anonimo scrive:
        Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle leggi
        - Scritto da: tristemente_famoso
        potrei anche essere d'accordo, ma la 62/2001
        nella sua indeterminatezza è un vincolo
        molto forte alla libertà di espressione che
        è un principio costituzionalmente tutelato.
        Come la mettiamo con la gerarchia delle
        fonti?Mi trovi d'accordo. Pensa che io sono per una riforma tutela degli ordini professionali (e non solo per quello che riguarda il mondo giornalistico). Penso, infatti, che la selezione sarebbe naturale.
        Per il resto gli ordini sono solo una
        duplicazione di un qualcosa che c'è già:
        La legge infatti già prevede cosa succede se
        un architetto costruisce male una casa, già
        prevede cosa succede se qualcuno diffama
        qualcuno via internet.
        Gli ordini sono solo un retaggio di un'epoca
        che non esiste più e che qualcuno per
        interesse di parte non vuole lasciarsi alle
        spalleD'accordo. Ma se dobbiamo abolirli, aboliamoli tutti...

        L'ordine c'è e c'era e va rispettato

        (attenzioni a frasi offensive e
        generaliste

        presenti in qualche post.

        noto una sottile vena intimidatoriaassolutamente no ma poichè stamattina ho visto una certa forma di censura per una frase diffamatoria...beh...

        Un conto è

        esprimere la propria oinione un'altro
        conto

        è offendere. Meno male che qualcuno ha

        provveduto a tagliare). Bisogna non

        confondere la libertà di espressione che è

        propria dei Paesi democratici fra i quali

        l'Italia con la libertà di informazione.

        L'Informazione viene fatta da
        professionisti

        del settore

        uhahahahahahahahaha
        questa è proprio grossaperchè?

        così come la legge viene fatta

        rispettare da altri professionisti del

        settore.

        .....no basta, non riesco più a respirare....mi dispiace non sono un medico...non ti posso aiutare...non mi piace millantare credito...

        In pratica: separiamo "gli addetti

        ai lavori" dalla gente comune altrimenti

        facciamo confusione.

        razza eletta? mmmmmm, guarda che non si può
        più fare..... siamo nel 2002posso dedicarti un sorriso :-) anzi due va :-))

        Un libero cittadino è

        sempre ben accetto se vuole esprimere la

        propria opinione ma non può esercitare ne'

        "diritto" e ne' "informazione" se non è

        competente ed autorizzato.

        Ottimo finale....BRAVO!Grazie!
    • Anonimo scrive:
      Re: Pro legge sull'editoria - pro rispetto delle leggi
      - Scritto da: proeditoria
      Non capisco perchè la legge sull'editoria
      debba essere così contestata. In Italia
      esistono diversi ordini professionali fra i
      quali quello giornalistico che risale agli
      anni '60.
      Sono d'accordo per una riforma ma
      non capisco perchè nessuno si scaglia contro
      gli altri ordini tipo quelli che interessano
      gli avvocati, i geometri (che fanno la
      stessa professione degli ingegneri e
      architetti per certi versi), degli agronomi,
      etc. La legge c'è e c'era e va osservata.se devo essere sincero, non capisco perche' dovremmo scagliarci contro TUTTI gli ordini?non mi sembra giusto che lo Stato mi impedisca di fare un giornalismo "alla buona", e farlo cmq a scopo di lucro!Al massimo puo' obbligarmi a dire sul sito che non sono iscritto all'albo, o cose del genere.Cosi' la gente sa che le notizie date sul mio sito potrebbero non essere "professionali" (che significa, sinceramente lo ignoro) e SCEGLIERE.Cioe', se devo costruire un ponte lo faccio fare da un ingegnere iscritto all'albo (che poi vorrei tanto capire se questo mi da le garanzie necessarie), ma se devo costruire un pollaio, non e' giusto che non possa scegliere una persona che non sia iscritta all'albo, e magari pagarla lo stesso, per questa persona e' dichiarata FUORILEGGE.Secondo me e' giusto ci siano gli ordini, non e' giusto che ci siano SOLTANTO gli ordini.
      L'ordine c'è e c'era e va rispettato
      (attenzioni a frasi offensive e generaliste
      presenti in qualche post. Un conto è
      esprimere la propria oinione un'altro conto
      è offendere. Meno male che qualcuno ha
      provveduto a tagliare). Bisogna non
      confondere la libertà di espressione che è
      propria dei Paesi democratici fra i quali
      l'Italia con la libertà di informazione.
      L'Informazione viene fatta da professionisti
      del settore così come la legge viene fatta
      rispettare da altri professionisti del
      settore. In pratica: separiamo "gli addetti
      ai lavori" dalla gente comune altrimenti
      facciamo confusione. Io voglio pure separare come dici tu (non ne capisco appieno il perche' cosi' come lo capisco per un ingegnere) ma perche' un cittadino non puo' informare dicendo: "io non sono un giornalista, ma ti do una notizia!" facendo scegliere e giudicare poi ai "lettori" la professionalita' della notizia?
      Un libero cittadino è
      sempre ben accetto se vuole esprimere la
      propria opinione ma non può esercitare ne'
      "diritto" e ne' "informazione" se non è
      competente ed autorizzato.sono i detenuti e i cittadini di una dittatura che non sono autorizzati ad esercitare i DIRITTI (perche' le virgolette?).Ripeto: perche' non posso esercitare "informazione"? dubbio: perche' non sono controllabile?A questo punto mi chiedo:Ma secondo questa benedetta legge, io che sono un libero cittadino posso fare un sito di OPINIONI e CRITICHE su tutto e su tutti, e magari guadagnarci sopra con i banner?
  • Anonimo scrive:
    allora HTML.IT e altri sono fuorilegge!
    Nei grossi portaloni tecnici che aggiornano ogni giorno, in nessuno è indicato - nell'area news - chi sia il direttore, il numero di iscrizione della testata, ecc. ecc.e quindi? chiudono?
    • Anonimo scrive:
      Re: allora HTML.IT e altri sono fuorilegge!
      SSSSSSSSSiiiiiiiiiiiiiiichiude anche Buongiorno!!!!Mica male sta legge però, vé? Mica avevo pensato a questi fattori positivi...mumble mumble mumble mumble mumble mumble mumblemumble mumble mumble mumble mumble mumble mumblemumble mumble mumble mumble mumble mumble mumblemumble mumble mumble mumble mumble mumble mumblebeh... però in fondo non è gisto, sparare cazzate è pur un diritto (o sono quelli che sparano cazzate i diritti?)..mumble mumble mumble mumble mumble mumble mumblemumble mumble mumble mumble mumble mumble mumblemumble mumble mumble mumble mumble mumble mumblemumble mumble mumble mumble mumble mumble mumblebel problema!Però sono per la libertà, che restino aperti ma non dicano di fare informazione... mi paree l'unica!Ciao!
      • Anonimo scrive:
        Re: allora HTML.IT e altri sono fuorilegge!
        Secondo me, una società come Buongiorno (decine di milioni di euro di capitalizzazione) impiegherebbe all'incirca 25 secondi per registrarsi come testata giornalistica, qualora ce ne fosse bisogno. Certo, aumenterebbe anche il costo del lavoro, ma pensi veramente che chiuderebbero?Indovina, invece, chi altri sarebbe costretto a chiudere per mancanza di risorse da investire nella registrazione.
    • Anonimo scrive:
      Re: allora HTML.IT e altri sono fuorilegge!
      E già. Dovrebbero chiudere non solo i "portaloni", ma tutti i siti che trattano periodicamente informazione tecnica:http://www.aspitalia.com/http://www.risorse.net/http://www.cfmentor.com/http://www.jsdir.it/http://www.newbie.it/http://www.bazzmann.com/http://www.ziobudda.net/http://www.webmasterpoint.org/http://www.hwupgrade.ithttp://www.hwzone.ithttp://www.programmazione.ithttp://www.wintricks.it/http://www.risorseflash.it/http://www.wmlscript.it/Eccetera eccetera.C'e' una differenza sostanziale pero': i "portaloni" non dovrebbero chiudere, ma piu' modestamente registrarsi (qualche migliaia di euro di costo in piu' l'anno) i "portalini", invece, avrebbero solo la possibilita' di chiudere.Chi ci rimette veramente?
      • Anonimo scrive:
        Re: allora HTML.IT e altri sono fuorilegge!
        cito dalla notizia:
        • Anonimo scrive:
          Re: allora HTML.IT e altri sono fuorilegge!
          - Scritto da: Pippo
          ovvero, se non hai scopo di lucro
          (l'attività di editoria non è fine a se
          stessa), non hai iscritti all'ordine (99%
          dei casi in Italia), non vuoi contributi
          (questa è comica, pagare una tassa per avere
          contributi...) allora non devi registrarti....e quindi per chi ha sezioni NEWS nel sito web con aggiornamento quotidiano, in tale sezione non dovrebbe esporre banner o altri sistemi che consentono un guadagno.
  • Anonimo scrive:
    Comodo prendersela con Abruzzo!
    Ma lui non è altro che l'espressione di coloro i quali l'hanno legittimato.Chi ha lavorato sulla legge sulla stampa in modo da permette che le cose stiano come dice il professore?La CENTERO-sinistra e il CENTRO-destra, compatti.Se avessimo dei partiti meno di CENTRO forse non sarebbe andata così, ma sono due faccie della stessa medaglia!Il problema è che ai politici fa paura scagliarsi contro i giornalisti, così come i giornalisti hanno paura della magistratura, ecc., ecc., ecc., per l'etrenità!ARRRGGH!!!Siamo in un vicolo cieco?Ciao
  • Anonimo scrive:
    Abruzzo vergognati!
    Ho letto con le migliori intenzioni l'articolo di Abruzzo ma non ho resisto oltre la metà, perché un senso di nausea mi ha impedito di proseguire oltre. Tutto ciò è semplicemente allucinante in un paese civile. Tutta la ferraglia normativa messa a punto nella legge sulla stampa, col forte "aiutino" della corporazione del giornalisti è qualcosa che grida vendetta al cielo, e che richiama tristemene le disposizioni sulla stampa del governo fascista. Non vale neppure la pena di contestare punto per punto l'assurdità e la illiberalita' di tale legge. Una sola parola sorge forte e spontanea: VERGOGNA!
    • Anonimo scrive:
      Re: Abruzzo vergognati!

      col forte
      "aiutino" della corporazione del giornalisti
      è qualcosa che grida vendetta al cielo, e
      che richiama tristemene le disposizioni
      sulla stampa del governo fascista. Peccato che la legge si adel governo "liberale" di centrosinistra...
      • Anonimo scrive:
        Re: Abruzzo vergognati!
        - Scritto da: macosadici
        Peccato che la legge si adel governo
        "liberale" di centrosinistra...Veramente la votarono maggioranza e opposizione. Insomma, quando l'interesse è comune, i politici sanno mettersi daccordo.
  • Anonimo scrive:
    Si vergogni sig. Abruzzo
    Lei ci deve spiegare perchè solo in Italia può esistere un ordine dei giornalisti che obbliga chi vuole esercitare la professione a fare parte del medesimo. Questo sì che è incostituzionale, oltre a non garantire affatto la qualità dell'informazione. Tant'è che i giornalisti italiani sono noti per essere i più riverenti ed asserviti al potere nel mondo occidentale. Però su questo preferisce tacere e fare finta di nulla. Inoltre mi sembra del tutto fuori luogo associare le testate giornalistiche su internet ai giornali politici come fa lei.Come al solito in Italia si fanno le leggi solo per fare i piaceri alle lobbies, che nel caso specifico sono l'ordine dei giornalisti e i grandi editori, che si prenderanno i soldi dello stato, mentre cho non ha voglia di assumere un giornalista dell'ordine si attacca, con buona pace della concorrenza e della libertà di informazione.Vuole spiegarcelo, questo, signor Abruzzo?
  • Anonimo scrive:
    E se le news sono in area riservata? No pubblicaz
    Se per accedere alle news faccio registrare l'utente?Come se fosse un club=Le news NON SAREBBERO PIU' PUBBLICHEquindi non si tratterebbe di vera e propria editoria.Giusto? o no?
  • Anonimo scrive:
    Editori esteri in Italia si, italiani no
    Tutta questa m.... sputata fuori dagli insigni in sostanza significa che chiunque all'estero pubblica news può farlo in barba agli italiani.In sostanza tutto il mondo può pubblicare in Italia, tranne gli italiani.Ma che bella concorrenza paritaria... che ideona ma che bella ideona che hanno avuto. Bravi!Tipo un google, oppure un qualisasi altro sitarello del ... che pubblica news ogni giorno può farlo e TUTTI gli utenti italiani possono leggerlo.ma solo se è fatto da un non italiano e solo se non è aggiornato dall'Italia.Gli italiani invece non possono nemmeno commentare le notizie, nè italiane nè estere.Chiaramente anche solo commentarle significa parlarne, perchè non puoi commentare qualcosa senza dire di che cosa stai parlando...In sostanza tutto il mondo può pubblicare in Italia, tranne gli italiani.Abbiamo dei geni in questi governi (ricordo che la norma è passata alla quasi unanimità nel precedente governo)
  • Anonimo scrive:
    Suggestiva argomentazione?
    A pagina 5 dell'articolo..."Questa suggestiva argomentazione"..Qui di suggestivo c'è solo il ruolo dell'ordine.Ruolo assolutamente corporativo.Visto che comunque i cittadini sono comunque tutelati da tutti i diritti di cui godono anche senza che chi pubblica on line sia iscritto all'albo.L'iscrizione all'albo tutelerebbe da "Diffamazione e pubblicazioni oscene,scarsa qualità dell'informazione."Scusatemi ma da quello che si vede in giro pare proprio che sia stato tutto dimenticato...si si dai professionisti intendo.Lo sappiamo tutti qual'è il motore dell'informazione professionistica in Italia vero?Bravi, ve la state godendo?Clap clap clap clap.
  • Anonimo scrive:
    lobby per hobby
    crearsi delle esclusive, a fine di lucro... la tutela dei lettori? il capro espiatorio.è proprio l'anno del cabaret, non credete?
    • Anonimo scrive:
      Re: lobby per hobby
      beh anche il sito della rai costato mi pare 60 miliardi sembra proprio da cabaretO scusa, non era quest'anno che l'hanno fatto..eh no, nemmeno l'anno scorso..due milardi per farlo... e gli altri 58 dove sono andati a finire? MMMMMMMMAH!Erano proprio gli anni del cabaretSe vuoi vederci bene devi guardare in tutte le direzioni caro il mio bevitore.
      • Anonimo scrive:
        Re: lobby per hobby
        leggi restrittive che non regolamentano la società ma ne stabiliscono i limiti d'azione kulturale.tu puoi dire la tua,tu NON puoi dire la tua.leggi territoriali in un sistema che non ha confini limitando solo i cittadini di questo o quell'altro stato avvantaggiando, di fatto, il resto del mondo.vale davvero la pena farsi una bella bevuta; a volte brilli, ci si arrabbia un po' meno.CIN CIN
  • Anonimo scrive:
    Bastaaa!!!
    Iscrizioni, registrazioni, agevolazioni, tribunali, tasse ecc. Basta!Vogliamo poter lavorare senza tutti sti lacci e lacciuoli che ci fanno perdere un sacco di tempo e non portano a nulla di concreto.Sono stufo e arcistufo di tutta sta burocrazia.Ma che mattone! Mi è proprio passata la voglia (e da tempo) di impegnarmi per qualcosa di più serio. Una opportunità persa. Una opportunità che non tornerà più.Bye bye Italia
Chiudi i commenti