Gates e Jobs, niente sangue né schiaffi

L'incontro dell'anno è andato in scena alla conferenza D: All Things Digital. Profondamente diversi ma complici, i due pesi massimi della tecnologia hanno condiviso esperienze vissute e tracciato scenari per il futuro
L'incontro dell'anno è andato in scena alla conferenza D: All Things Digital. Profondamente diversi ma complici, i due pesi massimi della tecnologia hanno condiviso esperienze vissute e tracciato scenari per il futuro

Carslbad (California) – L’uno in camicia rigata, compito, scarpe lucide che spiccano sotto i riflettori dell’evento D: All Things Digital ; l’altro maglia a collo alto, jeans, scarpe da ginnastica ingrigite. Microsoft ed Apple, Gates e Jobs , accomunati da sorrisi, nostalgia e stima reciproca. Insieme sul palco: nulla a che vedere con le schermaglie che i fanboy delle rispettive parti hanno sempre amato prefigurare , checché ne dica il falso Steve Jobs, nel suo “blog segreto”.

Un faccia a faccia che Wall Street Journal , organizzatore della conferenza che ha radunato alcuni dei pesi massimi dello scenario dell’IT, prospettava come storico, carico di tensione. Un meeting che (merito forse di una video-introduzione strappalacrime?) è sembrato un incontro fra vecchi compagni di scuola, che, ognuno a conoscenza dei successi dell’altro, passano la serata a ricordare i tempi andati e a darsi pacche sulle spalle.

Un incontro i cui protagonisti hanno interpretato il loro ruolo alla perfezione, osserva Scott Rosenberg: Gates abile ad inerpicarsi in minuzie tecniche, Jobs capace di catturare l’attenzione della platea con aneddoti e battute ad effetto. Così è stato nel momento in cui si è parlato degli albori di Apple e Microsoft, e delle licenze vendute da Microsoft per far girare su Apple II il suo BASIC, con Gates intento a rimembrare tecnicaglie e capitoli di spesa, Jobs a fremere per interrompere, ansioso di raccontare gli aspetti umani della vicenda.

Il dibattito ha spaziato fra gli alti e i bassi delle due aziende, ha ripercorso i momenti più critici della Mela di Cupertino, quando a metà degli anni novanta Microsoft cavalcava il successo, mentre Apple si districava fra guai finanziari e nuovi assetti aziendali. Entrambe le società, ricorda Jobs, giocavano per sbaragliare l’avversario . Una partita risolta in anni più recenti con un ritorno alle origini: “Apple non avrebbe dovuto voler battere Microsoft, doveva semplicemente ricordarsi chi era”. Una partita risolta in un gioco di competizione ammiccante che somiglia a quello inscenato dalla ormai notissima campagna pubblicitaria Apple , che mostra un giovane Apple guy trascinare dalla sua parte un inappropriato Microsoft guy : è l’uomo-Microsoft quello che regge il gioco, dice Jobs, fra le risate del pubblico.

Insieme - foto pubblicata da Engadget La stimolante competizione con Microsoft si gioca sul software: Jobs vede oggi Apple principalmente come una software company, che vende codice in una confezione d’impatto. Sarà lo stesso Gates, nel procedere del dibattito, a dichiarare di invidiare il gusto di Jobs , il saper progettare cose semplici, intuitive, mancanze con cui Microsoft stessa ha fatto i conti , in passato. Una ammissione di debolezza alla quale Jobs replica bonariamente, complimentandosi con Gates per la capacità di instaurare partnership solide e profittevoli ( Engadget ha pubblicato un esaustivo resoconto dell’incontro, condito da numerose foto, come quella qui a fianco).

Uno sguardo al futuro. Il Web come piattaforma? Gates e Jobs concordano nel ritenere che il software installato sulla macchina continuerà ad essere vincente, e lo sarà ancor di più se affiancato alle applicazioni Web. Quasi un tabù, osserva con ironia Paul Kedrosky, i riferimenti a Google. Il device e l’interfaccia dei prossimi cinque anni? Jobs osserva come il computer sia diventato lo snodo della vita digitale della persone, ma scommette sui device “post-pc”, focalizzati sulla funzione alla quale intendono assolvere, comunicazione in primis. Gates prospetta che questi dispositivi non saranno incentrati sulla creazione e la modifica di documenti: lavorare su schermi così piccoli è poco produttivo, e via a tracciare uno futuro di schermi da srotolare . Uno scenario vicino, a parere di Gates, in cui l’interfaccia utente sarà fondata su sfioramenti, sguardi, ordini impartiti a voce.

I due moderatori intendono concludere riportando l’attenzione sulla vicenda umana: “il più grande equivoco riguardo ai vostri rapporti?”. Sdrammatizza Jobs: “Abbiamo tenuto segreto per anni il nostro matrimonio”. Serioso Gates, dopo una lunga pausa fra l’attonito e il divertito: “Nessuno di noi ha qualcosa di cui lamentarsi”.

Atteggiamenti diversi di due guru navigati, che se agli albori della loro carriera si presentavano a conferenze e meeting come i più giovani, ora figurano come due saggi anziani. Due personaggi evergreen , come la citazione dei Beatles sfoderata da Jobs, contenente persino un riferimento ad un celebre libro di Gates: ” You and I have memories longer that that road that stretches out ahead “, come a dire che per loro la strada davanti è più corta di quella già percorsa.

Gaia Bottà

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31 05 2007
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