Gates, nuovi fondi per l'Africa

Il filantropico chairman di Redmond punta sui vaccini per ridurre il tasso di mortalità del bestiame, riavviando l'economia delle aziende rurali in alcune aree africane
Il filantropico chairman di Redmond punta sui vaccini per ridurre il tasso di mortalità del bestiame, riavviando l'economia delle aziende rurali in alcune aree africane

Continua l’impegno africano di Bill Gates : il fondatore di Microsoft ha garantito l’impegno della Bill and Melinda Gates Foundation concedendo una notevole somma di denaro per arginare la mortalità del bestiame nelle aree rurali più povere dell’Africa.

Bill e Melinda Gates Il piano economico prevede un investimento di circa 28 milioni di dollari, concesso alla Global Alliance for Livestock Veterinary Medicines ( GALVmed ), ente non profit britannico, in concomitanza con lo UK Department for International Development ( DFID ). Il piano avrà una durata triennale e avrà come scopo quello di portare nuovi vaccini per il bestiame, una delle poche risorse disponibili in alcune zone dei paesi in via di sviluppo. Attualmente gli allevatori devono far fronte al numero sempre più ampio di animali deceduti il più delle volte a causa di malattie comuni, le cui procedure di cura spesso sono già note. “I governi africani erano soliti provvedere ai vaccini – dichiara Steve Sloan di GALVmed – ma tutto si è interrotto quando in molti stati i servizi veterinari furono smantellati durante la crisi degli anni ’90”.

I numeri parlano chiaro: secondo allAfrica.com, gli abitanti delle zone rurali subiscono perdite per il 25% dei capi negli allevamenti e nelle greggi a causa di malattie come la East Coast Fever. In alcuni casi, come per la Newcastle Disease , un virus che attacca il pollame, i tassi di mortalità arrivano al 95%.

“Nei paesi in via di sviluppo, il bestiame è una risorsa essenziale per molti piccoli agricoltori e per le loro famiglie” dichiara il dottor Rajiv Shah, direttore per lo sviluppo agriculturale per la Bill & Melinda Gates Foundation. “Le comprovate tecnologie che permettono di prevenire le malattie negli animali possono aiutare gli allevatori a costruire nuove risorse, a proteggersi in maniera più efficace dai rischi e, col tempo, trascinare le proprie famiglie fuori dalla povertà”. (V.G.)

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13 10 2008
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