General Electric: non sono solo lampadine

Il colosso statunitense dell'energia è impegnato a reinventare i bulbi luminosi mediante l'impiego di tecnologie avanzate. All'insegna della maggiore efficienza ma anche del comfort dell'ambiente domestico
Il colosso statunitense dell'energia è impegnato a reinventare i bulbi luminosi mediante l'impiego di tecnologie avanzate. All'insegna della maggiore efficienza ma anche del comfort dell'ambiente domestico

General Electric è da tempo impegnata a investire nelle fonti di illuminazione efficienti ed ecocompatibili . Le ultime novità in ordine di tempo comprendono una sorta di “ibrido” tra le fonti alogene e le fluorescenti compatte (CFL) e un sistema di raffreddamento per le lampadine LED tratto dalla tecnologia impiegata in avionica.

Prevista per l’arrivo sul mercato nel 2011, la lampadina ibrida alogena-fluorescente è progettata per aumentare il comfort fornendo nel contempo un’ottima efficienza energetica: nella lampadina è installato un primo elemento centrale alogeno che all’accensione raggiunge subito il massimo della sua luminosità, contornato da una spirale fluorescente che invece necessita di un certo intervallo temporale per fare altrettanto.

La lampadina ibrida di GE combina “la luminosità istantanea della tecnologia alogena con l’efficienza energetica e la maggior durata della tecnologia CFL”, spegnendo l’elemento alogeno non appena la spirale fluorescente ha raggiunto la sua luminosità massima . Il ritardo di illuminazione tipico delle CFL scompare mentre resta garantito il risparmio economico reso possibile da questo genere di tecnologia di illuminazione, spiega GE.

Il sistema di raffreddamento avanzato studiato dall’azienda è invece pensato per le fonti di illuminazione a LED, una tecnologia che potrebbe giovare grandemente di una superiore efficienza nella dispersione del calore. Maggior abilità di rimozione del calore significa una maggiore efficienza nello sfruttamento dell’energia elettrica e maggior durata nel tempo .

Il progetto di GE non è ancora pronto per il mercato, occorrono ulteriori test di affidabilità mentre gli ingegneri statunitensi promettono anche una drastica riduzione dei costi di produzione grazie alla possibilità di usare un minor numero di LED.

Alfonso Maruccia

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26 10 2010
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