Germania, primo stop ai trojan di stato

Il Ministero degli Interni andrà avanti lo stesso, ma sui suoi progetti pesa la decisione dell'Alta Corte federale secondo cui la perquisizione dei computer da remoto non è legale. Per ora
Il Ministero degli Interni andrà avanti lo stesso, ma sui suoi progetti pesa la decisione dell'Alta Corte federale secondo cui la perquisizione dei computer da remoto non è legale. Per ora

Berlino – Nei giorni più caldi della polemica sulle indagini da remoto nei computer dei sospetti da parte della polizia tedesca, indagini fin qui messe in atto solo in pochi casi, arriva un altolà dell’Alta Corte federale di Germania.

Sebbene non sia ancora disponibile la motivazione della decisione dei magistrati, segnala Taz.de , questa verte sul fatto che la legge attuale non consente di monitorare le email private sia perché quando si trovano su un computer non possono essere considerate in transito ma archiviate, sia perché insieme alle email possono essere letti numerosi altri dati .

Né può essere usata la normativa sulla perquisizione domiciliare per giustificare l’accesso da remoto ai PC degli utenti, in quanto questa prevede la presenza dell’indagato, ed eventualmente anche del suo avvocato, durante la perquisizione stessa, al fine di garantire massima trasparenza all’operazione. Una visione che cozza con quella espressa dal ministro degli Interni Wolfgang Schauble, che intende invece trasformare il cracking dei PC degli utenti, a loro insaputa, in un sistema antiterrorismo.

Come segnala Heise Online , la decisione dei giudici tedeschi non sembra destinata a fermare i progetti del ministero . Pur avendo sospeso tutte le operazioni di polizia basate su questa procedura, l’avvocatura federale ha già presentato ricorso contro la decisione dell’Alta Corte. E se dovesse andar male, dal ministero degli Interni fanno sapere che si chiederà una modifica legislativa ad hoc per consentire questo genere di indagini.

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11 12 2006
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