Germania: ripensamenti sui pedofiltri

Secondo il Ministro della Giustizia tedesco rappresenterebbero solo una soluzione a breve termine. Oltretutto pericolosamente vicina alla censura

Roma – Il Parlamento tedesco è tornato sulla materia dei filtri Internet, adottati nel 2009 con l’obiettivo di cercare di bloccare i siti contenenti materiali pedopornografici, e ha deciso di abbandonare la normativa in quanto inefficiente .

Il Bundestag aveva adottato la normativa che prevedeva la compilazione, da parte della polizia federale, di una lista nera di siti contenenti pedopornografia e che per questo dovevano vedere i loro domini Internet ed indirizzi IP filtrati dagli ISP.

La misura aveva naturalmente sollevato dubbi da parte degli Internet Service Provider e degli attivisti, preoccupati che la misura potesse rappresentare una breccia per far passare una generale censura sulla rete.

Il Ministro della Giustizia Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ora, ha fatto un deciso passo indietro, respingendo la legge come “una soluzione superficiale”.

Il ministro ha citato il politico esperto di Internet Jimmy Schulz affermando che “l’unico modo per impedire la visione di tali siti è quello di cancellarli”. Si tratterebbe di un’operazione distinta dall’inibizione conseguente alla redazione della lista e potenzialmente molto veloce, sia nel caso in cui le pagine e i siti in questione avessero base in Germania sia nel caso fosse possibile contattare all’estero gli ISP che li ospitano. Anche perché gli stessi provider sarebbero naturalmente interessati a non passare per sostenitori della pedopornografia .

Claudio Tamburrino

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  • Metal_neo scrive:
    È l'offerente migliore
    Lui offre per 2 quello che gli altri offrono per 40 (sempre se va bene). E che differenza c'è? forse la scomodità della lettura su schermo, ma se si riesce a risparmiare centinaia di euri l'anno tanto meglio. Invece di rompere le scatole a lui che offre un servizio culturale ad un prezzo accessibile, le grandi etichette dei libri, invece di stampare inutilmente nuove edizioni di libri dove l'unica cosa che cambia sono le virgole, potrebbero "sponsorizzare" i professeri affinchè gli studenti usino i loro libri, ovviamente a prezzi ridotti.Probabilmente gli editori non se ne rendono conto, ma per le famiglie dover spendere 500 all'anno in scuola (anchè di più se si considara nel complesso trasporto, libri, mensa ecc di uno studente delle superiori) sono un enormità, soprattutto se si pensa che arrivano in un colpo a settembre. Nei miei ultimi due anni di superiori mi sono rifiutato di comprare i libri e mi sono appoggiato moltissimo su testi scaricati da internet, biblioteca e spremendo i professori di ogni informazione. :PÈ stata durissima ma ne è valsa la pena, sia a livello economico che educativo. E pensare che i pochi libri di vero valore che ho comprato (ho rubato dalla scuola :D) sono degli anni '50/'60.I nuovi libri non valgono i loro prezzo. Siamo solo obbligati a comprarli, e sono pochi quelli che come me sono pronti a dichiarare guerra a prof e scuola per usare quello che già esiste gratis.
    • jackoverfull scrive:
      Re: È l'offerente migliore
      - Scritto da: Metal_neo
      Lui offre per 2 quello che gli altri offrono per
      40 (sempre se va bene). E che differenza c'è?
      forse la scomodità della lettura su schermo, ma
      se si riesce a risparmiare centinaia di euri
      l'anno tanto meglio. Invece di rompere le scatole
      a lui che offre un servizio culturale ad un
      prezzo accessibile, le grandi etichette dei
      libri, invece di stampare inutilmente nuove
      edizioni di libri dove l'unica cosa che cambia
      sono le virgole, potrebbero "sponsorizzare" i
      professeri affinchè gli studenti usino i loro
      libri, ovviamente a prezzi
      ridotti.
      Probabilmente gli editori non se ne rendono
      conto, ma per le famiglie dover spendere 500
      all'anno in scuola (anchè di più se si considara
      nel complesso trasporto, libri, mensa ecc di uno
      studente delle superiori) sono un enormità,
      soprattutto se si pensa che arrivano in un colpo
      a settembre. Nei miei ultimi due anni di
      superiori mi sono rifiutato di comprare i libri e
      mi sono appoggiato moltissimo su testi scaricati
      da internet, biblioteca e spremendo i professori
      di ogni informazione.
      :P
      È stata durissima ma ne è valsa la pena, sia a
      livello economico che educativo. E pensare che i
      pochi libri di vero valore che ho comprato (ho
      rubato dalla scuola :D) sono degli anni
      '50/'60.
      I nuovi libri non valgono i loro prezzo. Siamo
      solo obbligati a comprarli, e sono pochi quelli
      che come me sono pronti a dichiarare guerra a
      prof e scuola per usare quello che già esiste
      gratis.Be', la mia grammatica inglese del ginnasio valeva davvero tanto, la uso ancora oggi, a tre anni dalla fine del liceo.Per il restostendiamo un velo pietoso su molti testi, sottolineiamo l'eccessiva "farcitura" di molti e l'eccessivo costo di tutti, nonché l'inutilità totale di, ad esempio, una grammatica latina per chi non intenda proseguire nello studio del latino e, spesso, l'invendibilità della stessa.I libri, almeno nella versione digitale, dovrebbero fornirli gratisma è chiaro che agli editori non conviene, soprattutto oggi, visto che un buon ereader potrebbe sostituire per davvero un libro cartaceo.
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