Germania, telefonate e SMS sponsorizzati

Un carrier è pronto a regalare minuti e messaggi in cambio di pubblicità. Profilata e il poco invasiva, assicura. Agli abbonati l'ardua sentenza

Roma – A chi proprio non va giù la proliferazione dell’advertising in ogni pertugio di comunicazione privata la cosa non piacerà granché, ma il carrier tedesco E-Plus è nondimeno in procinto di avviare un nuovo “servizio” per i suoi clienti: che in cambio della pubblicità restituisce favori telefonici sotto forma di minuti aggiuntivi, messaggi testuali gratuiti e via di questo passo.

Sarà Alcatel-Lucent a fornire a E-Plus l’apparecchiatura necessaria per gestire il programma di advertising, e a scanso di equivoci questo tipo di “servizio” verrà offerto solo dopo aver avuto la conferma della volontà dell’utente di prendervi parte. Il cliente dovrà insomma passare una fase di opt-in assolutamente volontaria , in cui tra l’altro fornirà dati e informazioni di natura demografica a Gettings , la sussidiaria di E-Plus che si occupa della raccolta di tali informazioni e della somministrazione degli ads .

Una volta accettate le condizioni del servizio, le comunicazioni, i messaggi e gli ads passeranno per uno stesso server, e l’utente avrà la possibilità di modificare i parametri di ricezione della pubblicità specificando cose come la restrizione entro una particolare fascia oraria e altro ancora. Fermo restando che il numero di ads da trasmettere sia compreso tra le 10 e le 25 unità settimanali.

Nelle dichiarazioni dei diretti interessati, la campagna pubblicitaria di Gettings/E-Plus si basa su un’attenta selezione di messaggi pubblicitari basata sulle informazioni fornite dagli utenti, a cui verranno forniti contenuti compatibili con i loro interessi. “E importante che questa campagna non venga vista come spam” dice il product manager di Alcate-Lucent Kurt Broucke, “ed è importante che gli ads siano interessanti per l’utente finale”.

Sulla stessa linea di pensiero procede Daniel Euler, managing director di Gettings, che sottolinea come l’advertising non debba essere percepito “come un fastidio”, soprattutto quando si tratta di messaggi promozionali veicolati attraverso i telefonini. Dopotutto si parla di un mercato dal valore di 160 milioni di dollari (nel 2008), che secondo gli analisti dovrebbe arrivare sino a 3,1 miliardi entro il 2013 .

Alfonso Maruccia

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  • Ghost scrive:
    Parteciapzione forzata
    La censura c'è e ci sarà sempre però voorei concentrarmi su di una cosa.La notizia (parlo di cronaca) non è approfindimento quindi non dovrebbe avere tali caratteristiche.Il fatto che su YOUTUBE grandi GURO del giornalismo (prezzolati come tutti) si mettano a dar lezione mi fa XXXXXXXre come una bestia.Tanti punti di vista dello stesso fatto mi fanno piacere ma la rete dispone di migliaia di punti di vista dello stesso fatto e questo indubbiamente porta confusione (almeno immagino) poi magari è una mia fissa.Tralascio il discorso "albo dei giornalisti" unico esempio al mondo (chissà perchè Stella&Rizzo su questo poco dicono)Credo che ad oggi i "grandi" (youtube,facebook etc) siano alla ricerca della PARTECIPAZIONE FORZATA, questo per dar modo agli sponsor di fare PUBBLICITA' FORZATA.Forse sono un romantico.....penna, blocco, voglia, zero peli sulla lingua..... Ma al giorno d'oggi tutto e AFFARE.La rete sta sprecando tante buone idee.In Italia il giornalismo parteciaptivo esiste, già da un pezzo, youreporter ne è la prova.
  • Gosth scrive:
    Vivere la notizia
    Vivere la notizia non vuol dire saper raccontare la stessa.Tutti farebbelo libri, film, musica (ah si lo fanno è vero ma che risultati pessimi!)Il tubo non insegna un tubo!Chi fa televisione, chi fa il giornalista, i CITTADINI GIORNALISTI non saranno il futuro, mai.I motivi?3 motivi:1 troppe notizie non fanno infomazione solo confusione2 la notizia non è la notizia ma il mezzo che la trasporta ( se il mio vicino mi dice che ci sono gli ufo in cielo gli dico di smetter di bere)3 la rete (quella che si getta in mare) tira su anche pattumiera......anzi sempre più pattumiera che pesci....... il web? IDEM
    • Luff scrive:
      Re: Vivere la notizia
      - Scritto da: Gosth
      Vivere la notizia non vuol dire saper raccontare
      la
      stessa.
      Tutti farebbelo libri, film, musica (ah si lo
      fanno è vero ma che risultati
      pessimi!)
      Il tubo non insegna un tubo!
      Chi fa televisione, chi fa il giornalista, i
      CITTADINI GIORNALISTI non saranno il futuro,
      mai.
      I motivi?
      3 motivi:
      1 troppe notizie non fanno infomazione solo
      confusione
      2 la notizia non è la notizia ma il mezzo che la
      trasporta ( se il mio vicino mi dice che ci sono
      gli ufo in cielo gli dico di smetter di
      bere)
      3 la rete (quella che si getta in mare) tira su
      anche pattumiera......anzi sempre più pattumiera
      che pesci....... il web?
      IDEM...credo sia dovuto all'ora in cui hai scritto :|
      • Wolf01 scrive:
        Re: Vivere la notizia
        You rule!Tornando in tema, non sono molto d'accordo con chi ha aperto il topic in quanto:1) Una notizia proveniente da una classe quale quella dei giornalisti può essere si più controllata, ma certamente anche più censurata o più di parte2) Più persone possono presentare la stessa notizia e quindi si possono cogliere opinioni e impressioni diverse, a differenza dei TG dove "bambino di 15 anni si è sbucciato un ginocchio" sull'altro "13 anni ferito gravemente" e sull'altro ancora "14 anni in coma per un ginocchio sbucciato", questo me lo potrei immaginare preso da youtube dove ognuno dice la sua, non da un organo di informazione nazionale e controllato3) Magari escono persone un'attimo più brave dei giornalisti che potrebbero venir notate, l'unica pecca è il non essere iscritti all'albo e quindi non poter diventare giornalisti a tutti gli effetti
      • Ghost scrive:
        Re: Vivere la notizia
        Mi sveglio alle 2 tutte le mattine.Hai ragione però troppo criptico, ma troppo lungo da spiegare.
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