Giappone, l'arma del silenzio coatto

Un dispositivo in grado di zittire qualsiasi parlante troppo loquace rimandandogli indietro le sue stesse parole con un leggero ritardo. Utile nelle biblioteche, ma anche nelle proteste di strada
Un dispositivo in grado di zittire qualsiasi parlante troppo loquace rimandandogli indietro le sue stesse parole con un leggero ritardo. Utile nelle biblioteche, ma anche nelle proteste di strada

Contro il rumorio e il trambusto provocato da chi parla un po’ troppo sopra le righe arriva SpeechJammer , nuova invenzione nipponica che somiglia a uno strano autovelox ma ha la capacità di zittire chiunque venga preso di mira.

Di costruzione relativamente frugale, SpeechJammer sfrutta un fenomeno noto come Delayed Auditory Feedback per chiudere letteralmente la bocca a chi parla troppo in contesti in cui non si dovrebbe: il microfono direzionale di cui è equipaggiato il dispositivo registra le parole provenienti dalla persona sotto mira, e le stesse parole le vengono restituite con un ritardo di pochi millisecondi.

Il leggero intervallo che intercorre tra l’articolazione delle parole e la ricezione delle stesse (trasmesse attraverso altoparlante direzionale) pone la mente sotto stress ed è sufficiente a zittire il soggetto interessato , assicurano i ricercatori giapponesi.

Per quanto riguarda l’eventuale utilità di SpeechJammer in applicazioni pratiche, poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta: gli ideatori della tecnologia ipotizzano casi come le biblioteche pubbliche dove è vietato disturbare la quiete della lettura, la pacificazione di discussioni troppo animate, o anche l’impiego in contesti non esattamente tranquilli come le proteste di massa o i disordini di strada.

Alfonso Maruccia

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05 03 2012
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