Giornalismo a scuola via internet

Un progetto di puglia.net insieme a Fondazione IG Students avvicina i ragazzi delle scuole superiori alla professione giornalistica sui nuovi media


Roma – Giornalisti online si diventa o almeno ci si può provare. C’è questo alla base del “progetto scuol@” realizzato da www.puglia.net in collaborazione con Fondazione IG Students, un progetto che mira a coinvolgere i ragazzi delle scuole superiori e a consentire loro di fare le prime esperienze nel settore.

Per poter entrare nella redazione della sezione scuola del portale, le classi che intenderanno partecipare dovranno superare una selezione e possedere alcuni requisiti essenziali come: frequentare il quarto anno di una scuola superiore pugliese, avere la disponibilità di un laboratorio informatico con connessione ad internet, oltre all’avere via libera dal proprio preside per poter occupare tre ore alla settimana (fuori dall’orario delle lezioni) da dedicare a questa attività.

“In cambio”, Puglia.net provvederà a formare i ragazzi sull’uso di internet e offrirà un’assistenza assidua per la gestione di questa redazione on line.

“Il progetto – stando ad una nota – è ora nella prima fase, quella della selezione e vi stanno partecipando decine di classi provenienti da scuole sparse in tutta la regione. La redazione comincerà a lavorare alla fine di gennaio e proseguirà fino alla fine dell’anno scolastico, ma se l’esperimento andrà bene, potrà continuare anche in seguito.”

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    applauso per l'approfondimento: lo attendo!
    attendo con impazienza l'approfondimento.a me frega: mi frega eccome.- in particolare: specificamente, come si configura la scansione / ricerca dei "detentori di copyright" e a cosa porta?
  • Anonimo scrive:
    FORSE... NON GLIENE FREGA NIENTE A NESSUNO
    Cari Amici,che tristezza lottare contro i mulini a vento di Donchisciottesca memoria!E che rabbia combattere con il più moderno - ma altrettanto efficace - "murodigomma"!Avete condotto una battaglia contro l'apparente incompetenza e la reale ipocrisia di una legge sull'Editoria che si rivolgeva a nuora per dire a suocera, fingendo di regolamentare il diritto di stampa per limitare di fatto quello di libera espressione, e vi ritrovate nuovamente impigliati nei medesimi lacciuoli di norme e disposizioni apparentemente scoordinate e contrastanti, ma in realtà confuse e distorte ad arte, per consentire di colpire chi si vuole, e quando lo si desidera, dando sostanza di volta in volta al diritto di fare tutto ed il contrario di tutto.Credo proprio che dobbiamo convincerci - una buona volta - della malafede programmatica dei nostri legislatori, che se pure versano nella più profonda ignoranza di tutto ciò che invece in molti sanno benissimo, dimostrano la più profonda competenza nel vergare norme che si presteranno a tutte le interpretazioni possibili, tranne che a quelle favorevoli ai cittadini di questa allegra Repubblica.Che sono sostanzialmente trattati da imbecilli incoscienti, bisognosi di una tutela rigorosa che li costringa a comportamenti imposti dall'alto affinchè conducano un'esistenza che non disturbi il manovratore.In situazioni di dubbio di tal genere, i nostri antenati romani, molto pratici, si ponevano la domanda: "Cui prodest?", cioè "Chi ne trae beneficio?", allo scopo di chiarirsi le idee circa il movente - ed il colpevole - della infrazione di una norma comportamentale, individuando, dai vantaggi ricavati, l'autore ed i motivi di comportamenti ed azioni fuorvianti.In quest'epoca di legittimazione delle "lobbies", di supina acquiescenza ai "poteri forti", di disinteresse diffuso nei confronti delle finte battaglie (?) politiche, mi pare che non ci sia che l'imbarazzo della scelta, nel rispondere alla antica domanda, "A chi giova?".Mi ero illuso che la Grande Rete potesse dar voce ai muti, e sostanza alla conoscenza dei fatti e misfatti di questa nostra società: devo a malincuore riconoscere che anche Internet ne è un frutto, marchiato dalle medesime caratteristiche della società da cui è scaturita.
    • Anonimo scrive:
      Re: FORSE... NON GLIENE FREGA NIENTE A NESSUNO
      Forse a me frega, come a te e a tutti coloro che al di fuori del condurre una esistenza che sicuramente non disturba il Manovratore, ma che soffrono del fatto che il Manovratore si interessi alle loro esistenze e vedono le proprie libertà ridotte al limite.Il problema è che nel fine del Manovratore non c'è il bene della comunità, il bene comune è ampiamente rimpiazzato da interessi personali, favoritismi, di lobbies, piccoli gruppi, piccolissimi, ma che si sono arrogati il potere di decidere per tanti in favore dei propri interessi, e il Manovratore vede aumentare il suo potere appoggiato a questi gruppi di influenza. Negli anni in Italia, tutto e dico tutto è servito a consolidare questa organizzazione. Checché ne dicano quelli che la pensano come noi. Gliene frega eccome. Ma noi siamo sicuri di non poter far niente(!)(?)
Chiudi i commenti