Lo stereotipo del nerd solitario che parla con il computer perché non riesce a trovare qualcuno, appartiene sempre più ai cliché. Un sondaggio di Joi AI, condotto a fine febbraio 2026 su 2.500 persone, mostra che il 55% degli adulti Gen Z e millennial che usano strumenti di AI si definisce “AI-sessuale”.
Solo il 16% dichiara di avere difficoltà a incontrare partner nella vita reale. Per la maggioranza, il 61%, l’AI è piuttosto uno spazio sicuro dove esplorare e condividere l’intimità: non un sostituto delle relazioni, ma una sorta di laboratorio.
L’AI come laboratorio per migliorare le relazioni intime
Il 37% degli intervistati usa l’AI per allenarsi a flirtare o simulare appuntamenti. Il 31% esplora fantasie prima di testarle nella vita reale. Il 65% afferma che questa sperimentazione li ha fatti sentire più desiderabili. E il 61% dice che anche la propria vita sessuale è migliorata.
L’AI funziona, per queste persone, come una prova generale. uno spazio dove testare, aggiustare, sbagliare senza le conseguenze sociali di farlo con un’altra persona. Il 60% dichiara di aver scoperto attraverso l’AI attrazioni sessuali che non sospettava di avere.
Justin Garcia, ricercatore al Kinsey Institute, aveva avvertito su Mashable che le relazioni con l’AI sono probabilmente più funzionali di quelle umane. Può darsi. Ma se il 61% degli utenti dice che la propria vita sessuale reale è migliorata, vuol dire che qualcosa nel meccanismo funziona.
Orientamento sessuale è la definizione giusta?
Qui le cose si complicano. Il termine “AI-sessuale” suggerisce un orientamento, come se l’attrazione verso l’AI fosse paragonabile all’attrazione verso un genere o un tipo di persona. Ma la maggior parte degli intervistati non sembra desiderare l’AI in sé, come Theodore desiderava Samantha in “Her.” Desidera quello che l’AI gli ha permesso di scoprire su sé stesso. La differenza è sostanziale.
Il 28% dice di trovare eccitante l’interazione con l’AI proprio perché dà l’impressione di essere in un film di fantascienza. Il 49% prenderebbe in considerazione una relazione sessuale fisica con un’AI se la tecnologia lo permettesse. C’è chi ha già superato un confine meno futuristico… tradire il proprio partner con ChatGPT è una realtà documentata.
Il sondaggio va preso con le pinze
Il sondaggio è firmato da Joi AI, un’azienda il cui modello di business si basa esattamente su questi usi dell’intelligenza artificiale. I 2.500 partecipanti sono tutti utenti che usano attivamente gli strumenti AI, non un campione rappresentativo della popolazione generale. Chiedere a chi già usa l’AI per l’intimità se l’AI è utile per l’intimità è un po’ come chiedere ai clienti di una gelateria se il gelato è buono.
I numeri sono reali, ma la loro portata va un attimo ricalibrata. Quello che il sondaggio fotografa però, è un fenomeno che esiste e che coinvolge un numero crescente di persone.