Giuda.it/ Pino il Pinguino fa URP!

Dal sito della satira un intervento sull'ultima novità del ministero della Funzione Pubblica, sulla creazione di un Pinguino flashato e sui soldi pubblici per i progetti web


Roma – La finanziaria suscita polemiche, il modo di governare della classe dirigente pure, le scelte economiche di Tremonti non piacciono né ai sindacati né a Confindustria. Ma tutto ciò è nulla rispetto al vespaio di polemiche che scoppierà quando qualcuno scoprirà (ammesso che accadrà mai) “Pino il pinguino”, il simpatico(?) cicerone (cartone) animato reperibile nientepopòdimenoche sul sito del Ministero della Funzione Pubblica e che si fa carico dell’arduo compito di dimostrare ai grandi, ma soprattutto ai piccini, l’utilità della Funzione pubblica.

Insomma a Palazzo Vidoni (sede del Ministero) hanno avuto due brillanti pensate: la prima è stata che la Funzione pubblica dovesse necessariamente essere spiegata ai bambini (non è forse una forma di violenza sui minori?). La seconda è stata che a farlo fosse un Pinguino che parla romano (sarà un pinguino di governo) e che non fa neppure il suo tipico verso. Che, onestamente, non sappiamo quale sia, ma certamente non l’antipatico “URP” che contraddistingue Pino. Salvo poi scoprire che URP non è il suo verso ma l’acronimo di “Uffici Relazioni con il Pubblico”.

Il che dà il via ad una ridda di interrogativi: quanti bambini cliccheranno o digiteranno l’URL www.funzionepubblica.it alla ricerca di un cartone animato? Se la risposta è, come presumiamo, “nessuno” la seconda domanda sorge spontanea: non è possibile che URP non sia altro che il verso liberatorio emesso da chi sì è magnato questi soldi alla fine del lauto pasto?

E sarà anche vero che Pino toglie ogni dubbio sul mi(ni)stero della Funzione pubblica ma a noi qualche curiosità rimane. Per esempio ci sarebbe piaciuto conoscere il Project Manager (di questi tempi volete che non ce ne fosse uno?) che ha ideato, gestito, e messo in opera questo brillante progetto; ci sarebbe piaciuto aver assistito alle riunioni di “brain storming” in cui eccelsi cervelli prima individuavano in un pinguino la figura ideale da associare ad un ministero (un bradipo non sarebbe stato più adatto?), poi scrivevano i testi (“Ciao sono Pino il pinguino” viene ripetuto decine di volte, anche se per pudore ogni tanto con l’aggiunta “ma questo già lo avrai capito”), e poi realizzavano i disegni e le animazioni.

Resta comunque un lato estremamente positivo in tutta la questione: i tempi di caricamento dei cartoni animati (ovviamente in flash) sono così lunghi che nessuno li guarderà mai destinando, quindi, Pino, la sua voce romana, le sue assurde frasi e il suo “URP” ad un dignitoso, celere e indolore oblio. Di lui resterà solo la traccia degli ennesimi soldi pubblici gettati nel gabinetto.

Giuda.it, il sito che non tradisce

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  • Anonimo scrive:
    ci avete bollito
    con sta storia dell italianoBASTA notizie su sta robanon ce ne frega niente.chi se ne fotte delle vostre diatribe linguistichepiuttosto leccateci il c..o
  • Anonimo scrive:
    scansionare
    scansionarescansionarescansionarescansionaresi dice scansionare non scandirelo capiamo si o no???
  • Anonimo scrive:
    [NIA] Ecco, mi sforzo.
    Vedete che bravo ?Per i 50-60 milioni che non sanno cosa sia [NIA], ebbene significa "non in argomento".[OT] forse l'avrebbe capito un numero maggiore di persone, ma cosi' la purezza della lingua e' salva.Scusate, ma il mio disco duro emette dei rumori inquietanti, vado a vedere cosa capita.Male che vada eseguiro' un avvio con un disco quadrato di quelli non molto duri, con l'anima pieghevole, si' insomma uno di quelli da 8,8 centimetri. Esatto, un floppy da 3"1/2.
  • Anonimo scrive:
    non "scannerizzare" ma "scandire"
    scannerizzare viene da scanner (inglese)scanner (inglese) viene da scan (inglese)scan (inglese) viene da scandere (latino)scandire (italiano) viene da scandere (latino), ed ha lo stesso significato di scan (inglese)ma siccome noi italiani siamo ganzi abbiamo preferito inventare scannerizzare, che è più lungo, più brutto e più scomodo, invede di scandire, che già esistevabuona parte della colpa di questa situazione è dei giornalisti, se così si possono ancora chiamare...
  • Anonimo scrive:
    [OT] Aneddoto
    Avete mai provato a dire per strada "uccidilo" riferendovi ad un processo?... ecco la mia storia vera...Parlavo passeggiando per strada con un mio amico e questo mi chiedeva consigli su come risolvere un problema causato da un programma che non funzionava correttamente. "Uccidilo quando si comporta così e provane un altro" fu il mio consiglio... ebbene, una vecchietta che passava sul marciapiede sentendo le mie parole sgrano' gli occhi e scosse la testa guardandomi severamente.
  • Anonimo scrive:
    Re: L'influenza degli strumenti di lavoro
    Sono d'accordo con te, il punto è proprio che spesso si usa un termine preso pari pari dal programma che si sta usando, senza immaginare spesso che è traducibile in italiano.E poi è chiaro che di fronte a termini nuovi, è normale che nessun pensi a tradurle nella propria lingua.
  • Anonimo scrive:
    Routtare !!!
    All'università ho sentito anche dire:... i pacchetti vengono routtati ...
  • Anonimo scrive:
    Key_avare
    Giurerei di averla sentita dire da qualcuno intento a "spingere un tasto qualsiasi", ma qualcosa mi dice che come parola è stata creata da tempo.. opinioni?
    • Anonimo scrive:
      Re: Key_avare

      Giurerei di averla sentita dire da qualcuno
      intento a "spingere un tasto qualsiasi", ma
      qualcosa mi dice che come parola è stata
      creata da tempo.. opinioni?LOL! anche a me il suono ricorda qualcosa :-)Nico
  • Anonimo scrive:
    lo dico per sentito dire
    Certe forzature, secondo me, sono anche date dalla molta ignoranza presente nel mondo dell'alta tecnologia. Io lavoro per un Helpdesk e ne sento di tutti i colori, qualcuno ha scritto che "scannerizzare" è brutto...E scannare? Vi assicuro che è utilizzata da molte persone.Affascina molto riempirsi la bocca di queste parole, ma siamo certi che chi le utilizza comprenda il loro significato? Quanti sono che le usano "a vanvera"?Elaboratore elettronico è meno comodo di computer ma volete mettere l'eleganza?Il dominio NT è trastato (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
  • Anonimo scrive:
    spot
    proponi una roba del tipo:dalla radio "visita il sito internet doppio-vu doppio-vu doppio-vu punto visitaci punto i ti"... che dire ...a proposito internet non è italiano, che si fa?rete globale?o è un prodotto straniero, quindi si usa il nome che gli anno dato? e mouse non è forse la stessa cosa? monitor, CPU, RAM, Scanner"scanner" è meglio di "scansionatore", ma io uso "scansionare" invece di "scannerizzare" (che brutto)... altrimenti poi si dovrebbe dire mausizza sul tasto "OK"e ok? o mamma... non va bene!!!e clicca, no no, meglio pigia, premima per piacere....ognuno parla come vuole... dice "mi uploadi il doc"? e io gli dico "parla come mangi e poi vediamo"checcacchio (neologismo) bisogna fare una legge su come parlare? ma figuriamocicerto ci si può indignare, indignamoci per la GENTE che parla così, e se non ci piace glielo facciamo sapere... o no?giao (neologismo)
    gk
  • Anonimo scrive:
    parliamo italiano
    forwardare e' brutto e dovrebbe essere detto in italiano pero' bisogna stare attenti a non chiamare louis armstrong come luigi fortebraccio e benny goodman come beniamino buonuomo altrimenti di questo passo ci ritroveremo ancora con il nazismo tra i piedi invece io sono democratico e dico i cinesi sono di piu' quindi parliamo tutti cinese oltretutto i pc rotti li mandate tutti qua e mica siamo la spazzatura del mondo non posso inciampare nei vostri monitor ogni volta che mi avventuro nelle risaie fra un po' ci trovero' berlusconi che e' dappertutto anche grazie al governo di sinistrache non ha fatto la legge contro il conflutto di interessi ma c'e' una soluzione ovvero berlusconi regala tutti i soldi alla fsf per fare hurd e i pensionati si mettono a fare assistenza al software libero anche perche' gpl = ricchezza < stallman != hurd
    debian gia' che ci sono saluto il dalai lama a proposito la traduzione di kde in tibetano arcaico e' quasi pronta ma non ditelo ai cinesi altrimenti ci sfrattano dalle risaie del monte xiaodong
    • Anonimo scrive:
      Re: parliamo italiano
      Fis'ci, oggi ai troll va male: nessuna risposta per i loro interventi imbecilli...
      • Anonimo scrive:
        Re: parliamo italiano
        Linucs = persona con tanti problemi da risolvere ma non è un troll.
        • Anonimo scrive:
          Re: parliamo italiano

          Linucs = persona con tanti problemi da
          risolvere ma non è un troll.fra troll e gnome mi sa che qui qualcuno ha esagerato con tolkien comunque io uso gnome che e' veramente libero al contrario di kde che non e' veramente free as in free speech anche perche' gli sviluppatori non hanno ancora chiesto scusa alla comunita' come richiesto dal maestro stallman fondatore dello stallmanzhang l'arte della rinuncia allo shampoo in segno di protesta
        • Anonimo scrive:
          Re: parliamo italiano
          Mmmm, non trovo carino dire a qualcuno che ha dei problemi... e poi che problemi ha? Fino a prova contraria uno scrive i post che vuole, se vuole anche demenziali.Forse sono pazzo, ma spesso li trovo simpatici, e un pò di scanzonata follia in questi forum non ci sta male.
      • Anonimo scrive:
        Re: parliamo italiano
        - Scritto da: Emiliano
        Fis'ci, oggi ai troll va male: nessuna
        risposta per i loro interventi imbecilli...io almeno rispetto la tua liberta' invece tu mi ricordi la censura e a me il nazzismo non piace quindi fai due conti e se esce un numero immaginario forse non sai neanche contare dehe!
        • Anonimo scrive:
          Re: parliamo italiano
          - Scritto da: Linucs
          ... quindi fai due conti e se esce un
          numero immaginario forse non sai neanche
          contare dehe!Nonono, se non sa neanche contare mi spieghi di conti come fa a farne 2, allora dovrebbe farne quante sono le schede video supportate da debian/GNU/hurd che però infatti è free come i numeri immaginari.
          • Anonimo scrive:
            Re: parliamo italiano
            - Scritto da: Minics
            da debian/GNU/hurd che però infatti è free
            come i numeri immaginari.ti puoi immaginare di farne funzionare una io infatti uso la console sulla serialea 9600 con il cdn da shangai a beijing funziona pure apt-get col kermit anche se non e' free
        • Anonimo scrive:
          Re: Funziona veramente bene.
          - Scritto da: Linucs
          nazzismoChe ne sai tu del nazismo visto che non sai nemmeno come si scrive? Ti pare un nazista una persona che ti definisce un troll??
  • Anonimo scrive:
    Colpa dell'hi-tech?
    Una buona parte degli interventi hanno riguardato la bontà o meno delle contaminazioni linguistiche...Si è parlato pure dei francesi, che difendono *per legge* la lingua, con risultati spesso esilaranti.In linea generale, parlando di inglese non si è distinto fra inglese britannico e inglese americano.Tuttavia l'inglese a cui si è ripetutamente fatto riferimento credo che sia quello americano.E allora il problema è diverso: non si tratta, a mio avviso, della semplice contaminazione del vocabolario (cosa in se non riprovevole, anche il latino è il risultato di varie contaminazioni) ma, ben più grave, di egemonia culturale: la lingua semplicemente tradisce le ore passate a vedere film, telefilm, cartoni animati americani, ad ascoltare musica americana, a leggere libri americani.Dire questo significa essere antiamericano? no, assolutamente (leggo libri americani e vedo film americani). Ma è un dato di fatto.L'italiano (spesso ci si dimentica di dirlo) esiste, come lingua nazionale, da meno di mezzo secolo (diffuso dalla televisione) ed è il risultato di diverse "lingue" accorpate alla meno peggio: la lingua letteraria, la lingua burocratica e alcuni dialetti.Il risultato è che usiamo un inglese da operetta (mutuato da "broccolino", "nuova iorche" etc) perché non conosciamo la *nostra*, di lingua.Anche perché la nostra è piuttosto complessa.Anche perché abbiamo avuto ministri della Pubblica Istruzione non in grado di usare correttamente, nemmeno per errore, i congiuntivi.Anche perché pochissimi scrivono correttamente proprio questa parola, "perché"...Perché questo italiano non è stato appreso a scuola, in famiglia (si parlava dialetto) o leggendo i classici della lingua (leggiamo poco, noi italiani, vero? si vede) ma guardando la televisione.E allora alè! finiamo per convincerci che "velina" significhi "ballerina di poche qualità e di fisico generoso", che "jattura" abbia a che fare col malocchio, che "esternazione" sia una malattia della pelle di cui soffriva un nostro presidente... e perché mai dovremmo avere da ridire se a Rimini si tiene un "miting" invece che un congresso, se altrove si fanno delle "convenscions", se qualcuno pratica il "rafting", il "jumping", il "freeclimbing"?E l'hi-tech che c'entra? che, a mio avviso, sarebbe l'unico campo in cui il problema neanche si pone...
  • Anonimo scrive:
    Gergo e lingua
    Credo sia necessario distingure fra i termini che fanno parte del gergo di una disciplina ed i termini del linguaggio comune.Come tutte le discipline l'informatica ha coniato un suo gergo dove si dice resettare invece di reimpostare (e non azzerare), dove quell'aggeggino si chiama mouse e non topo, ecc. ecc. Termini nati ed entrati nell'uso quando le fila degli informatici erano ben più ridotte e non c'era tempo per considerazioni linguistiche, bisogna capirsi, spesso trovare il termine italiano equivalente non era facile o il significato poteva essere fuorviante. I termini utilizzati hanno una semantica precisa all'interno della disciplina.Poi l'enorme successo anche nella vita comune dell'informatica ha fatto sì che quei termini gergali si infiltrassero nella vita comune, ma oramamai era troppo tardi per cambiarli con qualcosa di più adatto. Poi c'è chi esagera per sentirsi "importante" e chi è così abituato ad usare i termini inglesi che finisce per usarli anche in italiano... Solo che non riesco a capire perché ci si debba scandalizzare per "implementazione" e non per "sciancratura", solo i programmatori sono in media meno attraenti delle modelle?
  • Anonimo scrive:
    Promemoria IBM
    Ciao a tutti, vi riporto paro paro una cosina simpatica che mi è arrivata per e-mail.Come sapete il mouse si chiama in francese "sòuris", in spagnolo "raton", in tedesco "maus" e solo noi, invece di chiamarlo "topo", lo chiamiamo "mouse". Gli americani della IBM non lo sapevano e hanno tradotto un po' troppo letteralmente un loro manuale di istruzioni distribuito in tutte le filiali del mondo, tra cui quella italiana.RE: Palle dei topi: Istruzioni per l'usoMemorandum realmente distribuito agli impiegati di tutte le filiali statunitensi IBM.Nelle intenzioni di chi Io ha scritto e' assolutamente serio, la traduzione e' stata fatta dagli americani per gli impiegati della IBM ItaliaLe palle dei topi sono da oggi disponibili come parti di ricambio.Se il vostro topo ha difficoltà a funzionare correttamente, o funziona a scatti, è possibile che esso abbia bisogno di una palla di ricambio.A causa della delicata natura della procedura di sostituzione delle palle, è sempre consigliabile che essa sia eseguita da personale esperto.Prima di procedere, determinate di che tipo di palle ha bisogno il vostro topo. Per fare ciò basta esaminare la sua parte inferiore.Le palle dei topi americani sono normalmente più grandi e più dure di quelle dei topi d'oltreoceano.La procedura di rimozione di una palla varia a seconda della marca del topo.La protezione delle palle dei topi d'oltreoceano può essere semplicemente fatta saltare via con un fermacarte, mentre sulla protezione delle palle dei topi americani deve essere prima esercitata una torsione in senso orario o antiorario.Normalmente le palle dei topi non si caricano di elettricità statica, ma è comunque meglio trattarle con cautela, così da evitare scariche impreviste.Una volta completata la sostituzione il topo può essere utilizzato immediatamente.Si raccomanda al personale esperto di portare costantemente con sé un paio di palle di riserva, così da garantire sempre la massima soddisfazione dei clienti.Nel caso in cui le palle di ricambio scarseggino, è possibile inviarne richiesta alla distribuzione centrale utilizzando i seguenti codici.PIN 33F8462 - Palle per topi americaniPIN 33F8461 - Palle per topi stranieri
    • Anonimo scrive:
      Re: Promemoria IBM
      - Scritto da: IBM
      RE: Palle dei topi: Istruzioni per l'usoAncora? questa è una pura bufala. Molto divertente, ma *falsa*. E' completamente inverosimile.Non è possibile che i deficienti dell'IBM abbiano tradotto in italiano un manuale con risultati comici, per il semplice motivo che GLI STESSI RISULTATI li avrebbero avuti con la versione originale inglese!In inglese "The mouse balls" fa ridere almeno quanto "le palle del topo". Perciò smettetela di prendere per vero qualunque boiata vi arriva via e-mail. Ammetto che fa ridere, ma smettete di spacciarla per autentica... Inoltre è piena di trovate divertenti ma inesatte. Le palle dei mouse americani sono identiche alle palle dei nostri, che spesso sono prodotti in America.E poi ci si lamenta delle catene di S.Antonio che girano il mondo e intasano i server...Nico
  • Anonimo scrive:
    PI non esente, anzi
    Pur mantenendo inalterato il mio apprezzamento per pi non posso fare a meno di rilevare che una breve occhiata alle pagine di PI siano piene di termini non tradotti (certo, fa più figo....)Per non appesantire troppo il lavoro dei gestori del sito faccio alcune proposte che tengono conto dei problemi di lunghezza ("casella postale" ammetto che sarebbe lungo da far stare nel menu nell'intestazione della pagina ....)- home : principate- directory: indice- community: comunità- mailBox: posta- forum: bachefa- flash: in breve- newsletter: aggiornamenti
    • Anonimo scrive:
      Re: PI non esente, anzi

      - community: comunitàMa non vorrai mettere "community", internazionale, globale, dell'era di Internet, con "comunità" che è un mix tra qualcosa di parrocchia e i drogati...;-)Nico
    • Anonimo scrive:
      Re: PI non esente, anzi
      - Scritto da: MrH
      - home : principate
      - directory: indice
      - community: comunità
      - mailBox: posta
      - forum: bachefa
      - flash: in breve
      - newsletter: aggiornamentiTradurre newsletter con aggiornamenti la vedo un po' come una forzatura...E anche forum con bacheca la vedo un po' strana...Un forum è un luogo di discussione, non di annunci.
  • Anonimo scrive:
    Io uso l'inglese e basta...
    Non vedo qual è il problema dell'uso dell'inglese.La lingua dell'informatica è l'inglese e si usa quello.Del resto ci sono ambiti, ad esempio la musica o la cucina, in cui l'italiano è la lingua principale e i termini sono usati in tutto il mondo.Non mi sembra che le parole "andante" o "allegro" su uno spartito inglese siano tradotte, o che per "spaghetti" o "bistecca alla fiorentina" siano stati inventati o adattati improbabili termini locali...Mi sembra anche che alcune parole latine siano usate senza problemi nel linguaggio legale di molti paesi...Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Io uso l'inglese e basta...
      - Scritto da: BNZ
      Non vedo qual è il problema dell'uso
      dell'inglese.
      La lingua dell'informatica è l'inglese e si
      usa quello.Su questo sono pienamente d'accordo. Il problema secondo me non è l'uso dell'inglese, ma dell'"italiese" ("portmanteau" da italiano+inglese), come "forwardare", "killare", ecc. Questa è cacofonia pura.Non è bello se gli americani cominciano a dire "spaghetting" per "cooking spaghetti". E infatti non lo fanno (almeno questo). Nico
      • Anonimo scrive:
        Re: Io uso l'inglese e basta...
        - Scritto da: Nico
        - Scritto da: BNZ

        Non vedo qual è il problema dell'uso

        dell'inglese.

        La lingua dell'informatica è l'inglese e
        si

        usa quello.

        Su questo sono pienamente d'accordo. Il
        problema secondo me non è l'uso
        dell'inglese, ma dell'"italiese"
        ("portmanteau" da italiano+inglese), come
        "forwardare", "killare", ecc. Questa è
        cacofonia pura.

        Non è bello se gli americani cominciano a
        dire "spaghetting" per "cooking spaghetti".
        E infatti non lo fanno (almeno questo).

        NicoE non traducono nemmeno le parole traducibili...Loro comprano pasta tipo "farfalle" o "linguine", non butterflies o minitongues :)
        • Anonimo scrive:
          Re: Io uso l'inglese e basta...

          E non traducono nemmeno le parole
          traducibili...
          Loro comprano pasta tipo "farfalle" o
          "linguine", non butterflies o minitongues :)LOL! (a proposito)Nico
        • Anonimo scrive:
          Re: Io uso l'inglese e basta...
          - Scritto da: Gan


          - Scritto da: Nico.....

          Non è bello se gli americani cominciano a

          dire "spaghetting" per "cooking
          spaghetti".

          E infatti non lo fanno (almeno questo).

          E non traducono nemmeno le parole
          traducibili...
          Loro comprano pasta tipo "farfalle" o
          "linguine", non butterflies o minitongues :)Già... tutto giusto....però non far leggere "lasagne" ad un inglese, che poi ti chiedi perchè non lo abbiano tradotto.... :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Io uso l'inglese e basta...
      Io pure. Il termine inglese e' autoesplicante, si riferisce proprio all'ambito informatico e non e' equivocabile.Il mouse e' l'oggetto che sappiamo e tradurlo in topo ormai non ha piu' senso.Il "faxare" e' un termine inequivocabile: significa spedire via fax. Certo si puo' dire anche "spedire via fax" ma allora anche il fax va tradotto in "trasmissione fac-simile""Forwardare" e' brutto. Pero' significa inoltrare un messaggio di posta elettronica a qualcun altro, con molte meno parole.Vogliamo usare posta anziche mail? Un amico mio lo ha fatto: mi ha detto "Te lo spedisco per posta", e io gli ho risposto "ma perche' consumare un francobollo e impiegarci tutto quel tempo? Mandamela per mail!". E lui: "appunto quello che ho detto: la posta e' la mail"Ha italianizzato e io ho equivocato.E ora un bel giochino:Faxare, Forwardare, Stoppare, Resettare, Crossare, Strambare, Deletare, Cassare, Pompare, Linkare, Zippare, Rippare, Masterizzare, Craccare, Clonare.Per ciascuna di queste parole determinare significato e ambito d'uso.
  • Anonimo scrive:
    Colpa??? Merito!
    Troppo spesso ci si dimentica che la lingua non è un fine, ma un mezzo. E' il mezzo che usano gli esseri umani per comunicare. Se il fine, ovvero la comunicazione, non viene raggiunto, il mezzo è inutile. E ogni giorno che passa, che piaccia o meno, gli uomini grazie a tecnologie come Internet e i cellulari cambiano i propri orizzonti fisici e culturali, come è già successo con le automobili il telefono e la televisione, riuscendo a comunicare in modi impensabili fino a prima. Le lingue e i dialetti da sempre hanno seguito l'evoluzione della storia, l'italiano che parliamo oggi fortunatamente è ricco di termini che rappresentano cose che 100 anni fa non facevano neanche parte della fantasia; e cercare di dare una definizione a queste cose è una necessità.Guardo sempre con sospetto chi cerca di creare un blocco all'evoluzione della lingua, della capacità di comunicazioni degli uomini: mi viene da pensare che sia una persona che ha paura che cambi qualcosa, che ha paura della propria posizione di rendita.Dovremo quindi essere contenti ke i nostri strumenti di comunicazione possano contaminarsi con l'inglese e con altre lingue, che i nosti msg non siano + vincolati alla penna d'oca e al calamaio.Don't worry, be happy!
    • Anonimo scrive:
      Re: Colpa??? Merito!
      - Scritto da: Mauro Pili
      Guardo sempre con sospetto chi cerca di
      creare un blocco all'evoluzione della
      lingua, della capacità di comunicazioni
      degli uomini: Ammetterai che "forwardare" e' una limitazione della comunicazione. Non si tratta di un neologismo, ma di una bruttura. Se lo dici al nonno non ha possibilita' di ricostruirne o intuirne il significato...
    • Anonimo scrive:
      Re: Colpa??? Merito!

      L'italiano che parliamo oggi
      fortunatamente è ricco di termini che
      rappresentano cose che 100 anni fa non
      facevano neanche parte della fantasia; e
      cercare di dare una definizione a queste
      cose è una necessità.Certo, ma il problema non è quando vengono creati nuovi termini per supplire ad una mancanza, ma quando viene fatto per semplice inerzia...l'equivalente di forwardare può essere "inoltrare", "reindirizzare", "rimandare"... ecco, abbiamo tre termini che, non solo traducono "forwardare", ma gli aggiungono anche sfumature... però è più comodo e semplice creare una parola in italiano maccheronico aggiungendo "are" in fondo...A volte rabbrividisco quando sento "mailami"... eppure "inviami" non ha niente da invidiare a questo vomitevole neologismo!Una menzione a parte va a "scannerizzare"...parte tutto dal latino "scandere" (scandire in italiano)... gli inglesi si sono ispirati e hanno preso "to scan"... l'oggetto che scandisce da loro è diventato "scanner" e a questo punto l'abbiamo riacquisito rendendolo un verbo... in realtà da "scandire" siamo arrivati a "scanditorizzare"!!!!! dei geni dell'import/export!
      Guardo sempre con sospetto chi cerca di
      creare un blocco all'evoluzione della
      lingua, della capacità di comunicazioni
      degli uomini: mi viene da pensare che sia
      una persona che ha paura che cambi qualcosa,
      che ha paura della propria posizione di
      rendita.La paura, Mauro, non è perdere la posizione di rendita (ma da dove l'hai estrapolata quest'idea???) ma quella di perdere parte della propria lingua per pura pigrizia...e non mi dire che tutti i "neologismi" di cui sopra li usi perchè sono termini che "arricchiscono" il tuo bagaglio linguistico...
      • Anonimo scrive:
        Re: Colpa??? Merito!
        - Scritto da: PixSono perfettamente d'accordo con Pix. L'avrei detto allo stesso modo io se ne fossi stato capace :)Nico
      • Anonimo scrive:
        Re: Colpa??? Merito!

        Una menzione a parte va a "scannerizzare"...
        parte tutto dal latino "scandere" (scandire
        in italiano)... gli inglesi si sono ispirati
        e hanno preso "to scan"... l'oggetto che
        scandisce da loro è diventato "scanner" e a
        questo punto l'abbiamo riacquisito
        rendendolo un verbo... in realtà da
        "scandire" siamo arrivati a
        "scanditorizzare"!!!!! dei geni
        dell'import/export!
        altro merito va a alle parole latine junior e plus,che noi ormai pronunciamo alla americana, dicendo giunior e plase quindi semaforo verde a "si plas plas", rosso per "ci piu' piu'", perche' il primo fa piu' informatico...Se posso dire, pero', qual'e' il neologismo piu' brutto, non ho dubbi su downloadare.Oltre ad essere difficile da pronunciare e cacofonica, non e' neanche piu' comoda dell'equivalente italiano "scaricare".Capisco che fra email e posta elettronica si risparmino un bel po' di lettere... ma downloadare....
  • Anonimo scrive:
    Il Ministero del Welfare - L'apoteosi dell'diozia
    Mi viene il vomito... è mai possibile che un Ministero della Repubblica Italiana abbia il nome scimmiottato dall'omonimo ministero americano.O questa è davvero diventata la Repubblica delle Banane e allora è tutto concesso?P.S. Dimenticavo... il ministro in oggetto è il separatista padano maroni i cui amici (non volevo usare il termine colleghi di partito) bruciano la bandiera italiana e si puliscono il cu* con carta igienica tricolore.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il Ministero del Welfare - L'apoteosi dell'dio

      Mi viene il vomito... è mai possibile che un
      Ministero della Repubblica Italiana abbia il
      nome scimmiottato dall'omonimo ministero
      americano.
      O questa è davvero diventata la Repubblica
      delle Banane e allora è tutto concesso?Condivido al 100% e me lo chiedo anch'io.
      P.S. Dimenticavo... il ministro in oggetto è
      il separatista padano maroni i cui amici
      (non volevo usare il termine colleghi di
      partito) bruciano la bandiera italiana e si
      puliscono il cu* con carta igienica
      tricolore.Condivido al 100% (ma qui siamo OT)Pippo
    • Anonimo scrive:
      Re: Il Ministero del Welfare - L'apoteosi dell'diozia
      E come se non bastasse, nel parlamento c'è il "Question Time"....(tralascio la breve visita alla "Home page" di governo.it).....
  • Anonimo scrive:
    Precisazione etimologica
    Tra gli esempi citati dal Dottore vi è quello del termine "implementare", di cui vi offro l'etimologia:Dall'ingl. to implement, che è dal lat. implìre 'riempire; condurre a termine'Le radici comuni non si tradiscono facilmente...Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Precisazione etimologica

      Le radici comuni non si tradiscono
      facilmente...Già, credo che una parte consistente delle parole inglesi con più di 5-6 lettere vengano dal latino (a volte attraverso il francese).Le parole sassoni sono spesso monosillabi...Pippo
  • Anonimo scrive:
    v e w
    Concordo pienamente con l'articolo, anche se lascerei in pace termini quale mouse dato che mi seccherebbe "premere i pulsanti del topo" per attivare qualcosa. Diciamo che i francesi sono un pò snob e quindi tendono a storpiare tutto quello che non è "di loro creazione".Concordo anche con chi sottolinea il fatto che fin dalle scuole la madrelingua ci viene propinata distorta e declassata.Resta solamente di farmi quattro risate (per non piangere) ascoltando i vari "tiggì" dove gli assassinii (della lingua italiana) sono pane quotidiano. Lasciamo perdere l'uso di congiuntivi e compagnia bella a cui ormai siamo (purtroppo) abituati ma arrivare al punto di storpiare il significato della notizia per l'uso non corretto delle virgole (leggi: pause nella pronuncia) mi sembra un pò troppo.Il problema è ormai radicato, purtroppo.Quanti di voi pronunciano impropriamente la v e la w?v = vi (non vu)w = vu (non doppia vu)A me questo fa venire l'orticaria!E debbo anche sorbirmi pubblicità del tipo:www.wc- ecc.che viene letta come:vu vu vu, vi ci ecc."a 'mbecilli"!
    • Anonimo scrive:
      Re: v e w

      v = vi (non vu)
      w = vu (non doppia vu)Hai ragione, ma credo che la pronuncia "vi" per la lettera "v" sia ormai considerata "lecita" anche da molti linguisti. Non come inglesismo, ma per assonanza con altre consonanti come b,c,d, ecc.Questo ovviamente non vale per la pronuncia ridicola che facciamo della "w". Nico
    • Anonimo scrive:
      Re: v e w
      Io ho sempre detto:v=vu (ma mi dicevano che andava bene anche vi)w=vudoppia o doppia vu o doppia vi
      • Anonimo scrive:
        Re: v e w
        - Scritto da: E(X)
        Io ho sempre detto:
        v=vu (ma mi dicevano che andava bene anche
        vi)
        w=vudoppia o doppia vu o doppia vi
        Credo proprio di non essermi spiegato bene!la pronuncia corretta (DA SEMPRE) è:v = viw = vup.s. il "ma mi" è indicativo! :)
        • Anonimo scrive:
          Re: v e w
          - Scritto da: Parsifal

          Credo proprio di non essermi spiegato bene!
          la pronuncia corretta (DA SEMPRE) è:
          v = vi
          w = vuRoso dal dubbio ho dato uno sguardo al dizionario (Garzanti, ed. 1997):v: vu, meno com. viw: vu doppio o doppio vuParsifal o Garzanti? Chi avra' ragione?In mancanza di ulteriori riscontri vince Garzanti e tu sei un gonfio sparapalle.

          p.s. il "ma mi" è indicativo! :)Di che? Da quando 'ma' e 'mi' non possono stare nella stessa frase? In base a che cosa?
  • Anonimo scrive:
    Vi ho uploadato il mio pensiero
    Non desidero entrare nel merito della questione mouse-topo e compagnia bella.Ho solo alcune brevi riflessioni da proporre:A) la mia mente, piccola e pigra, è felice di trovare gli stessi termini, o quasi, in testi italiani e inglesi.B) Le lingue si evolvono (o si contaminano) in base a regole più o meno stabili da molto tempo, in barba ai contemporanei inorriditi.C) La Francia (e altre nazioni) sono più portate storicamente a difendere la propria integrità culturale (e la loro lingua ufficiale). D) Mia moglie insegna alle superiori e mi legna quando le dico che sarebbe tutto più facile se venissero abolite le lingue nazionali, per passare allegramente all'inglese, lingua assai semplice e "povera" di sfumature.E) Il mio italiano è molto scarso; non prendetemi in giro, se potete.Grazie.
    • Anonimo scrive:
      Re: Vi ho uploadato il mio pensiero

      A) la mia mente, piccola e pigra, è felice
      di trovare gli stessi termini, o quasi, in
      testi italiani e inglesi.Qui ti capisco, ci fa comodo a tutti ;-)
      B) Le lingue si evolvono (o si contaminano)
      in base a regole più o meno stabili da molto
      tempo, in barba ai contemporanei inorriditi.Pienamente d'accordo.
      C) La Francia (e altre nazioni) sono più
      portate storicamente a difendere la propria
      integrità culturale (e la loro lingua
      ufficiale). Sono molto più patriottici e sciovinisti di noi.
      D) Mia moglie insegna alle superiori e mi
      legna quando le dico che sarebbe tutto più
      facile se venissero abolite le lingue
      nazionali, per passare allegramente
      all'inglese, lingua assai semplice e
      "povera" di sfumature.Questo implica che non conosci l'inglese abbastanza. E soprattutto non conosci come lo sanno usare soprattutto gli inglesi. L'inglese, nella sua semplicità apparente e inconsistenza, ha *molte* più sfumature di quanto possa apparire, solo che sono troppo "sfumate" per noi italiani faciloni...Inoltre ha un vocabolario di almeno 500.000 parole. Ok, farsi capire in inglese è decisamente più semplice che farlo in altre lingue, ma parlarlo bene ed usare le innumerevoli sfumature è *decisamente* un altro paio di maniche.Nico
      • Anonimo scrive:
        Re: Vi ho uploadato il mio pensiero
        - Scritto da: Nico
        Inoltre ha un vocabolario di almeno 500.000
        parole. ma sei sicuro??dico 500.000!l'inglese (attenzione, non sono affatto sicuro di quello che sto per scrivere, esprimo solo dei dubbi) è una lingua molto povera di sinonimi (che ingrassano il lessico).Il cinese, che prevede un altissimo numero di "parole", cioè ideogrammi, ne conta *solo* poco più di 50.000...L'intera Divina Commedia è scritta, se non ricordo male, utilizzando circa 13.000 lemmi mentre l'opera omnia del grande bardo si ferma a 7500/8000 lemmi...a me 500.000 lemmi mi paiono davvero esagerati, acnhe considerando che la maggior parte delle persone non ne usa più di 5000 in tutta la vita (in qualsiasi lingua si esprima)
        • Anonimo scrive:
          Re: Vi ho uploadato il mio pensiero

          ma sei sicuro??
          dico 500.000!Vai a vedere l'ultima edizione dell'Oxford Dictionary quanto pesa (non ricordo il numero di parole precise). Il Webster (3 ed.) contiene 470.000 lemmi.Vai ad esempio a vedere a http://www.m-w.com e cerca informazioni sull'edizione completa (unabridged).E' vero che il basic English consta di 800 parole e ti permette di comunicare con tutti, ma non è tutto lì.Anch'io credevo nella povertà e banalità dell'inglese, ma ho dovuto cambiare idea con il passare del tempo.Non so fare confronti con il cinese, perché non credo siano confrontabili il numero di parole ed il numero di ideogrammi, e soprattutto il cinese non lo so :)Nico
        • Anonimo scrive:
          Ho trovato un link...

          ma sei sicuro??
          dico 500.000!http://www.merriam-websterunabridged.com/pop1_dict.htm(sarebbe un pop-up, quindi non è tanto bella da vedere)Ok, per questo dizionario ho esagerato di 30.000 :-)Nico
        • Anonimo scrive:
          Ne ho trovato un altro...

          ma sei sicuro??
          dico 500.000!Proprio mezzo milione...http://www.oed.com/public/publications/print.htmNon è per essere pedante, è che ti giuro che fino a qualche tempo fa pensavo anch'io (e l'ho sentito dire da tanti) che l'inglese è una lingua povera.Nico
          • Anonimo scrive:
            Re: Ne ho trovato un altro...
            - Scritto da: Nico


            ma sei sicuro??

            dico 500.000!
            Non è per essere pedante, è che ti giuro che
            fino a qualche tempo fa pensavo anch'io (e
            l'ho sentito dire da tanti) che l'inglese è
            una lingua povera.no, infatti ho premesso che parlavo "a spanne"...non so, mi informo meglio oggi pomeriggio.C'è da dire anche un'altra cosa: quando diciamo "inglese" noi poveri di spirito intendiamo quasi sempre "americano", mentre è risaputo che l'inglese britannico è un'altra cosa...però mezzo milione mi pare lo stesso strano...non ci sono sufficienti "cose" al mondo per dargli mezzo milione di nomi...
          • Anonimo scrive:
            Re: Ne ho trovato un altro...

            non ci sono sufficienti "cose" al mondo per
            dargli mezzo milione di nomi...Forse quelli dell'Oxford English Dictionary si inventano le parole... e anche quelli del Webster...O forse hanno un mondo diverso dal nostro... :-)Nico
          • Anonimo scrive:
            Re: Ne ho trovato un altro...
            Il motivo sta nel fatto che l'inglese perloppiu' utilizza i nomi per esprimere le sfumature, in italiano invece, per esempio, si tende ad utilizzare i verbi. E' effettivamente un altro modo di concepire il mondo, che spiega anche molte delle differenze culturali tra i popoli.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ne ho trovato un altro...
            - Scritto da: Michele l'esperto
            Il motivo sta nel fatto che l'inglese
            perloppiu' utilizza i nomi per esprimere le
            sfumature, in italiano invece, per esempio,
            si tende ad utilizzare i verbi. E'
            effettivamente un altro modo di concepire il
            mondo, che spiega anche molte delle
            differenze culturali tra i popoli.Credo che tu abbia più o meno ragione. L'inglese usa spesso nomi e preposizioni/avverbi per le sfumature (vedi tutti i phrasal verbs), mentre da noi si introduce prontamente un nuovo verbo. Et voilà, "downloadare". Mediamente i neologismi inglesi che sono verbi sono tutti formati (con sdegno dei puristi) tramite il "verbing", cioè la trasformazione di nome (per lo più complemento oggetto con verbo convenzionale) in verbo. "I send you an (e)mail" -
            "I email you"Pratiche come questa sono comunissime.Nico
        • Anonimo scrive:
          Re: Vi ho uploadato il mio pensiero
          - Scritto da: Pancho
          Il cinese, che prevede un altissimo numero
          di "parole", cioè ideogrammi, ne conta
          *solo* poco più di 50.000...ce n'e' uno che si traduce piu' o meno come sto installando debian gnu/linux/stable su questo calcolatore anzi recipiente di software libero animato dalla corrente elettrica
    • Anonimo scrive:
      Re: Vi ho uploadato il mio pensiero
      - Scritto da: Utonto_da_sempre
      C) La Francia (e altre nazioni) sono piùun po' come la storia di utc e gmt ma che figura da buffoni non sono mica il centro del mondo e neanche noi anche perche' in cina sono di piu' e picchiano piu' forte
      nazionali, per passare allegramente
      all'inglese, lingua assai semplice e
      "povera" di sfumature.secondo me sarebbe piu' facile se i ragazzotti arrivassero a scuola senza essere dei poveri analfabeti
      E) Il mio italiano è molto scarso; non
      prendetemi in giro, se potete.il tuo cinese magari sara' peggio ma non peggio del mio aramaico quindi la globalizzazione e' gia' finita
  • Anonimo scrive:
    Basta iniziare...
    sono un tecnico informatico e lavoro in una azienda della cosìdetta nuova economia, condivido in linea di massima i commenti che sono stati fatti a proposito dei termini tecnici "abusati" dall'inglese. Non bisogna prendercela con gli altri perchè sono sempre gli altri che parlano in ostrogoto invece di parlare Italiano. Iniziamo da noi, invece di usare la parola "computer" utilizziamo la parola calcolatore senza esagerare: il "mouse" non chiamiamolo topo!
    • Anonimo scrive:
      Re: Basta iniziare...
      - Scritto da: Giuseppe P.
      parlare Italiano. Iniziamo da noi, invece di
      usare la parola "computer" utilizziamo la
      parola calcolatore senza esagerare: il
      "mouse" non chiamiamolo topo! MI piace di + "elaboratore" ^__^
      • Anonimo scrive:
        Re: Basta iniziare...
        io lo chiamo macchina
        • Anonimo scrive:
          Re: Basta iniziare...
          - Scritto da: fiatone
          io lo chiamo macchinaAnch'io, spesso, ma converrai che è un po' generico... se lo usi fuori dal contesto può essere qualsiasi altra cosa. Ovvio che se dici "ho tre macchine Unix" è chiaro, ma se per Natale vuoi "una macchina nuova"...Nico
          • Anonimo scrive:
            Re: Basta iniziare...

            Ovvio che
            se dici "ho tre macchine Unix" è chiaro, ma
            se per Natale vuoi "una macchina nuova"...Infatti lo dico spernado che per natale sbaglino tipo di macchina :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Basta iniziare...


            Infatti lo dico spernado che per natale
            sbaglino tipo di macchina :)
            Mmmm... non male... potrei provarci anch'io :)Nico
    • Anonimo scrive:
      Re: Basta iniziare...
      - Scritto da: Giuseppe P.(cut) invece di
      usare la parola "computer" utilizziamo la
      parola calcolatore senza esagerare: il
      "mouse" non chiamiamolo topo! dalle mie parti lo hanno sempre chiamato "coso" o "aggeggio" :-))))))))
  • Anonimo scrive:
    Col cavolo! E' sufficiente protestare!!!
    basta dire "ma come cazzo parli?"oppure evitare quelle paroleoppure soprattutto chi tiene corsi di informatica potrebbe parlare correttamente e ricordare agli alunni come NON dire delle ciofeche.E pure voi, insegnanti di italiano, perché non fate una piccola digressione sull'uso moderno della lingua italiana?Una lezioncina, una micro dispensa sull'uso delle parole più comuni e la loro forma corretta in italiano... e siamo a posto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Col cavolo! E' sufficiente protestare!!!
      - Scritto da: Cavallo GolOso
      oppure soprattutto chi tiene corsi di
      informatica potrebbe parlare correttamente e1) L'insegnamento delle lingue nelle scuole, specie elementari e medie, sta soffocando tra le altre impellenti necessità: il "compiuter" appunto e altre amenità (nel senso che potrebbero farne "a meno"). Ho un nipote che alle elementari studia statistica!?! (Ma è mai possibile?)2) Spesso è buon gioco proprio di improvvisati docenti di informatica infilare il maggior numero di termini stranieri e fasulli (ma pirotecniici)per distrarre dalla loro scarsa formazione!E poi, network peer to peer è + fico di rete paritetica...
      • Anonimo scrive:
        Re: Col cavolo! E' sufficiente protestare!!!
        - Scritto da: obe(cut)posso essere d'accordo su tutto ma ...
        per distrarre dalla loro scarsa formazione!
        E poi, network peer to peer è + fico di rete
        paritetica...^_____^che cavolo sarebbe la rete paritetica? :-)E la rete peripatetica? :-)))))Ciao! ;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Col cavolo! E' sufficiente protestare!!!
      - Scritto da: Cavallo GolOso

      basta dire "ma come cazzo parli?"Cosa è più brutto, usare termini come 'cazzo' in un discorso normale, oppure usare 'faxami'? Per l'autore è sicuramente più brutto 'faxami', io sono dell'idea opposta.
      • Anonimo scrive:
        Re: Col cavolo! E' sufficiente protestare!!!
        - Scritto da: DPY
        - Scritto da: Cavallo GolOso



        basta dire "ma come cazzo parli?"

        Cosa è più brutto, usare termini come
        'cazzo' in un discorso normale, oppure usare
        'faxami'? Per l'autore è sicuramente più
        brutto 'faxami', io sono dell'idea opposta."Cazzo" è italiano; e lo è da molto anche.Mi romperei parecchio le palle (tutto in italiano, vedi) se invece cominciassimo a dire che mi sono rotto le balls oppure ... "dick!" oppure "mi sono rotto il cock!"Insomma non si tratta di parlare "fine" ma di usare le parole della nostra lingua.Le parole non devono fare paura, ma usiamo quelle nostre, dato che sono nostre e tutte, una per una significano qualcosa, non solo perché trasportano un significato, ma perché sono pasate per la nostra storia.Se "culum" (ano) non si fosse trasmesso per 2000 anni oggi non lo diremmo.Se preferisci dire asshole oppure butt o non so cos'altro, io non sono felice.Se userai invece la lingua italiana, potrai comunque essere più o meno volgare o pesante, che tu usi o che tu non usi parole cosiddette scurrili.Come disse quel tale "figa" si dice a Milano, "fica" si dice a Roma.Questo significa anche identità culturale.E sempre viva.
  • Anonimo scrive:
    Qui stiamo shiftando!
    Mi sembra che alcuni stiano facendo classicamente "di tutta l'erba un fascio".Sulla comodità di utilizzare termini tecnici e "già pronti" anche nella nostra lingua potremmo essere tutti d'accordo. Senza tirare in ballo purismi o nostalgie di autarchia...Quindi vada pure x mouse, fax, scanner, computer... ma anche in altri ambiti skipper, corner, quarterback...Diversissimo è il caso dell'utilizzo arbitrario di termini tecnici e anglofoni x farne verbi italiani... Immagino di non essere l'unico a cui è capitato di "shiftare" (arrivare in ritardo) o di "speakerare" ("ho passato a lui la telefonata da Washington perchè *speakera* inglese fluente"... giuro che non l'ho inventata!!!).Vorrei ben sapere dove sta la "comodità", concetto più volte ribadito nelle altre opinioni, dell'uso del termine "speakerare" al posto di "parlare"...Personalmente mi pento di aver fatto giurisprudenza... Vedo tanti pazzi a piede libero: la professione del futuro è decisamente psichiatria!A
    • Anonimo scrive:
      Re: Qui stiamo shiftando!

      Diversissimo è il caso dell'utilizzo
      arbitrario di termini tecnici e anglofoni x
      farne verbi italiani... Immagino di non
      essere l'unico a cui è capitato di
      "shiftare" (arrivare in ritardo) o di
      "speakerare" ("ho passato a lui la
      telefonata da Washington perchè *speakera*
      inglese fluente"... giuro che non l'ho
      inventata!!!).
      Vorrei ben sapere dove sta la "comodità",
      concetto più volte ribadito nelle altre
      opinioni, dell'uso del termine "speakerare"
      al posto di "parlare"...
      se e' per quello ho visto gente "parkare" la macchina...e il ministro Moratti quando sta "staffando" intende che sta lavorando col suo staff.E diciamocelo.. quanto piace ai politici parlare didevolution, di enduring freedom, di no tax area di fiscal drag e chi piu' ne ha piu' ne metta.Serve a dare un tono a cose che non ne hanno.. temo..
      Personalmente mi pento di aver fatto
      giurisprudenza... Vedo tanti pazzi a piede
      libero: la professione del futuro è
      decisamente psichiatria!
      concordo in pienociao
  • Anonimo scrive:
    siamo italiani o no?
    Sono d'accordo con l'autore dell'articolo, certi termini fanno veramente ridere (per non dire altro), vedi "faxare", "forwardare", "bootstrappare", ci sono gli equivalenti italiani che vanno BENISSIMO, non sono scomodi da usare né tantomeno lunghi o complicati, mica ci scende un'ernia se diciamo "mandare un fax" invece del patetico "faxare".Tuttavia sono anche d'accordo con l'autore del commento che cita il francese "Ko" (dove o stare per octets), non bisogna neanche tradurre tutto quanto, altrimenti torniamo ai tempi del Duce dove ad esempio il famoso Louis Armstrong era stato tradotto in Luigi BraccioForte...
  • Anonimo scrive:
    Ci contamina l'inglese, non l'americano
    non sono gli inglesi a parlare l'americano, ma il contrario, non cambia la situazione, ma mi rincuora un po!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ci contamina l'inglese, non l'americano
      - Scritto da: Marijuana
      non sono gli inglesi a parlare l'americano,
      ma il contrario, non cambia la situazione,
      ma mi rincuora un po!Non è vero, è l'"americano" che ci contamina. In realtà la lingua parlata in Inghilterra e quella parlata in America sono abbastanza diverse da poterle distinguere, e quella che più viene scimmiottata qui è quella americana.Un paio di esempi (passatemi la pronuncia approssimativa): "Privacy" in Inghilterra si pronuncia "privasi", ed in America "Praivasi". "Schedule" in Inghilterra si pronuncia "scediul", in America "schediul".Da chi copiamo?Nico
  • Anonimo scrive:
    e dagli USA
    Vivo neglli Stati Uniti e vi posso assicurare che anche qui la lingua e` contaminata, e sara` un caso, ma soprattutto dall`italiano, ormai si incontrano ovunque anche in tv parole come bello bravo, bravissimo, pronto e poi capisc? per dire Do you understand, soprattutto poi nel settore alimentare, (ognuno ha la sua specializzzione ) i termini italiani si sprecano, biscotti, linguine, zucchine, farfalle.Soprattutto la pubblicita` ne fa largo uso, le nuove parole (italiane) per gli americani iniziano li` poi man mano che la gente le impara si espandono, e vengono storpiate.
    • Anonimo scrive:
      Re: e dagli USA
      Uggesu!Be', in fondo sempre meglio dei giapponesi che chiamano le auto 'Cappuccino' o 'Corolla' solo perché suona bene...(anche se quelli che chiamano Bravo, Tipo, Punto etc le auto italiane non sono da meno...)
  • Anonimo scrive:
    Quel caro Emilio...
    caro Emilio, so che purtroppo non mi leggerai, ma volevo dirti da tanto che quando ci torturavi con i tuoi"andate giù da basso e cercate di bootstrappare di nuovo il server"oppure"fra cinque minuti vi voglio da me per schedulare i task per chi non va in ferie"mi facevi venire un tremendo mal di pancia...Altro che contaminazione, lì si trattava di cancrena della lingua!
    • Anonimo scrive:
      Re: Quel caro Emilio...
      "schedulare i task" è un modo di dire tipico di un personaggio della new economy che più "gnu" di così si muore (cravatta nodo largo, orologio da fossa delle Marianne, ...). Si parla di contaminazione del cervello in questi casi, non della lingua :)
  • Anonimo scrive:
    A proposito di nazionalismo...
    Questa prima mi era sfuggita, ho riletto l'ultima parte della lettera e non mi è piaciuta per niente.In informatica, ma credo anche in altri settori, si parla spesso di sindrome del NIH (E questa sigla, mi spiace per i 'fini linguisti' tanto attaccati ai termini italiani, è in inglese): Not Invented Here. Questa 'sindrome', che è considerata uno dei comportamenti più pericolosi, è quella che porta le persone a considerare le cose inventate o create da altri sempre un gradino sotto alle proprie, e quindi a tentare di rifarle da soli anche se esiste una alternativa già pronta e utilizzabile.In questo approccio vedo alcune analogie con il 'nazionalismo', e gli stessi effetti negativi.A mio parere una cosa può essere buona o cattiva indipendentemente da chi la fa, se un termine è utilizzabile in un altro paese, trovo a dir poco idiota volerne trovare un altro per il quale non c'è comunque consenso generale, solo per problemi di 'nazionalismo'.All'autore della lettera consiglio un po' più di cautela nel formulare giudizi che possono anche essere giudicati offensivi:se devo stare a predere tempo a cercare dei termini italiani, sui quali altre persone non saranno d'accordo e proporranno delle alternative, al posto di altri inglesi che sono di uso comune, magari per 'nazionalismo', allora preferisco veramente non sprecare le meningi, e usarle per qualcosa di meno inutile.
    • Anonimo scrive:
      Re: A proposito di nazionalismo...
      No ho 90 anni ma la mia esperienza mi dice che per non offendere nessuno si può solo non dire niente. Anche io trovo fastidioso l'uso diretto o storpiato di vocaboli stranieri nei discorsi in italiano e il nazionalismo non c'entra un cazzo. Insomma, bisogna decidersi su che lingua usare. Gli ibridi sono broprio brutti. E poi c'è da distinguere in nomi dai verbi. Se una cosa è stata chiamata "mouse", beh, vuoi tradurre un nome, tipo New York in Nuova Gliorca ?? Ma i verbi sono più complessi e il loro uso in italiano è orrendo.
  • Anonimo scrive:
    Chi usa questi termini?
    Premesso che in genere questi termini vengono adottati per primi dai tecnici, e poi successivamente da un pubblico più largo, potrebbe succedere semplicemente perché i tecnici, bene o male, leggono documentazione in inglese, vedono questi termini, e trovano più comodo usarli direttamente, piuttosto che scervellarsi a trovare un improbabile equivalente in lingua italiana, tra l'altro molto spesso più lungo, meno scorrevole da dire e sul quale comunque è più difficile trovare un consenso comune.Proprio per questo, se esiste un neologismo 'faxare', sarà molto più pratico usare quello invece che 'inviare un fax', stessa cosa si può dire per 'settare' e 'resettare', che sono sicuramente più brevi del loro equivalente italiano. Tipicamente, essendo abituati a leggerli, usarli (dopo tutto sono istruzioni o comandi presenti in molti linguaggi di comando o programmazione), si ritiene sia molto più scomodo pensare sempre alle traduzioni. A proposito, probabilmente l'esempio di faxare è proprio il meno indicato: non esiste, che io sappia, un equivalente di 'faxare' in inglese, esiste solo il 'send a fax', è possibile che si usi anche il semplice termine 'fax' per significare un invio, come se fosse un verbo, ma non credo che sia una cosa corretta. Come tale il termine 'faxare' è un'invenzione nostra, caso mai si potrebbe disquisire sull'uso del termine 'fax', ma anche in questo caso l'unica alternativa che mi viene in mente è un orribile 'telecopiatore', è molto meglio fax. Implementare invece di realizzare invece è un esempio in cui il termine italiano non è perfettamente corrispondente: è vero che l'implementazione è, alla fin fine, la realizzazione, però in genere si tende a usare il termine implementare solo quando si parla di software, e ci si riferisce tipicamente alla struttura del codice. Può anche essere che in inglese il termine implementation sia generico esattamente come il nostro realizzazione, ma qui questa uguaglianza si perde, e mentre risulta normale parlare dell'implementazione di un programma, nessuno lo direbbe a proposito, che so... di come è stata realizzata una finestra.Per finire con gli esempi, preferisco che il mouse si chiami mouse e non 'topo' o 'sorcio': a parte il fatto che trovo la similitudine fra l'oggetto (relativamente gradevole) e l'animale reale (sgradevole) un po' fuori luogo e quindi preferisco un termine che non richiami direttamente alla mente il topo di fogna (mentre richiama un certo Mickey Mouse molto più 'gradevole'). Il tutto senza contare altri significati popolarmente dati ad una variante del termine 'topo', che in questa sede non è il caso di approfondire.Personalmente, ritengo invece la consuetudine francese di trovare un termine autoctono per tutto completamente incomprensibile. Non che questo provochi immani problemi nella lettura di un testo francese, e non conosco la lingua a sufficienza per dire se 'Ordinateur' sia più scorrevole di 'Computer' (Gli equivalenti francesi di 'Memoria viva' e 'Memoria morta' però sono sicuramente più pesanti di RAM e ROM), però mi sembra una inutile complicazione per ottenere.. che cosa? Una lingua priva di contaminazioni? La lingua è una cosa da usare, non da venerare, può essere bella, piacevole ed essere trattata anche come un fine, ma per molti e in molti casi è solo un mezzo. Se in favore di una maggior comodità, i neologismi presi da lingue estere abbondano, non mi pare un gran problema, né una cosa da togliersi sassolini nelle scarpe, ci sono problematiche ben peggiori.
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi usa questi termini?

      La lingua è una cosa da usare, non da venerare,
      può essere bella, piacevole ed essere trattata
      anche come un fine, ma per molti e in molti
      casi è solo un mezzo. Se in favore di una
      maggior comodità, i neologismi presi da lingue
      estere abbondano, non mi pare un gran problema,
      né una cosa da togliersi sassolini nelle
      scarpe, ci sono problematiche ben peggiori.10 e lode, sono d'accordo con te
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi usa questi termini?
      Io tutte le volte che leggo qualcosa in francese inerente l'informatica non riesco a trattenermi dal ridere.... certi termini li trovo veramente fuori luogo... la prima volta che mi e' capitato di vedere una versione francese di DOS e leggere "720 Ko", ho pensato ad un errore di chi ha tradotto il sistema operativo... poi ho scoperto che i bytes in francese diventano gli "octets".Sara' che io sono un programmatore, ma preferisco chiamarli bytes che ottetti....
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi usa questi termini?
      - Scritto da: DPY
      Come tale il
      termine 'faxare' è un'invenzione nostra,
      caso mai si potrebbe disquisire sull'uso del
      termine 'fax', ma anche in questo caso
      l'unica alternativa che mi viene in mente è
      un orribile 'telecopiatore', è molto meglio
      fax. In verita 'fax' ha un equivalente in italiano 'facsimile', anche se questo negli ultimi anni è entrato in disuso.Questo è il tipico esempio dei danni che si creano quando si rinuncia a usare i propri termini in favore di quelli anglofoni, alla fine si finisce per dimenticarli completamente. Fax sarà sicuramente più pratico e veloce ma facsimile rendeva meglio l'idea.Facsimile oggi dopo il lungo obblio può sembrare un termine ingenuo ma giudicate voi quale di queste due espressioni è più chiara:"Ti faxo il documento""Ti invio un facsimile del documento"
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi usa questi termini?
        Ti ricordi Biscardi?Disse che facs era il plurale di fax
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi usa questi termini?
        - Scritto da: yuptost
        Facsimile oggi dopo il lungo obblio può
        sembrare un termine ingenuo ma giudicate voi
        quale di queste due espressioni è più
        chiara:
        "Ti faxo il documento"
        "Ti invio un facsimile del documento"Decisamente la prima, che inoltre è anche lunga la metà della seconda.
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi usa questi termini?
        - Scritto da: yuptost
        In verita 'fax' ha un equivalente in
        italiano 'facsimile', anche se questo negli
        ultimi anni è entrato in disuso.non esattamente: "facsimile" era stato associato alla tecnologia del "fax" *per estensione*.Il termine "facsimile" significa "Riproduzione esatta, ottenuta mediante adeguati procediemnti tecnici".L'etimo è latino ("fac simile", locuzione imperativa: "fai una cosa simile").Il tutto solo *per estensione* può indicare il procedimento di riproduzione a distanza di documenti, di cui, temo, non esiste un corrispettivo italiano, se non si considera, almeno, che il mio Devoto-Oli (del 1990) riporta sia "fax" che "faxare"...
        Facsimile oggi dopo il lungo obblio può
        sembrare un termine ingenuo ma giudicate voi
        quale di queste due espressioni è più
        chiara:
        "Ti faxo il documento"
        "Ti invio un facsimile del documento"
        "faxare" comprende il concetto di invio a distanza, per "facsimile" hai dovuto espressamente specificarlo
        • Anonimo scrive:
          Re: Chi usa questi termini?

          non esattamente: "facsimile" era stato
          associato alla tecnologia del "fax" *per
          estensione*.Senti, sapiente di latino, lo sai che la parola "fax" deriva, secondo *tutti* i dizionari di inglese, "by shortening & alteration", da "fac simile"?Cioè è un'abbreviazione di facsimile...Tutto ciò in inglese significa sia "facsimile" come intendi tu (riproduzione ecc.) che "fax" come intendiamo tutti.Direi quindi che la tua distinzione perde ogni fondamento.Nico
          • Anonimo scrive:
            Re: Chi usa questi termini?
            - Scritto da: Nico

            non esattamente: "facsimile" era stato

            associato alla tecnologia del "fax" *per

            estensione*.

            Senti, sapiente di latino, lo sai che la
            parola "fax" deriva, secondo *tutti* i
            dizionari di inglese, "by shortening &
            alteration", da "fac simile"?

            Cioè è un'abbreviazione di facsimile...
            non lo metto minimamente in dubbio...anzi, lo so bene che la mamma di questa parola è la stessa, figuriamoci...rimane che in italiano il termine "facsimile" è rimasto legato al suo significato originario (di approntare una copia fedele all'originale) mentre in inglese si è evoluto in un concetto nuovo...da noi, il termine facsimile è stampato sulle banconote pubblicitarie.
            Direi quindi che la tua distinzione perde
            ogni fondamento.per nulla: evidenzia invece il punto forte dell'inglese, cioè la straordinaria capacità di adattarsi e rinnovarsi.e vorrei inoltre aggiungere, già che ci siamo, una considerazione generale:le innovazioni tecnologiche (soprattutto legate al mondo dell'informatica) provengono quasi esclusivamente dal mondo anglosassone e quando arrivano da noi *hanno già un nome*. Trattandosi poi di, appunto, innovazioni, il ricorso, tout-court, al dizionario per tradurre questo nome in italiano è fallimentare, giacché il nome dell'oggetto quasi sempre comprende un'estensione euna forzatura del termine originario inglese.Il termine "file" significherà pure "documento" ma quando l'informatica lo ha diffuso intendeva, già nella lingua originaria, un concetto più vasto del semplice documento.Semplicemnte, il termine risulta intraducibile senza forzature.E lo stesso vale pure per il fax: o si usa "fax", che comprende i significati che l'inglese ha aggiunto alla parola o si accetta un termine, italiano, inadeguato...
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi usa questi termini?
      Non ho capito perche' crearsi dei problemi inutili. Il fine primo della lingua e' la comunicabilita' (ce ne possono essere altri, il primo che mi viene in mente: "la moda"), quindi potrei utilizzare termini diversi a seconda del mio interlocutore: potrei rivolgermi al mio "compagno di chat" dicendogli: "stasera joini la nostra comitiva?" (to join) e lui mi capirebbe immediatamente, quando la stessa frase potrebbe risultare incomprensibile al restante 99% degli Italiani, ma questo che importa? Io sto parlando con LUI e ho raggiunto il mio scopo.Insomma per me l'Italiano potrebbe pure scomparire, non me ne importa assolutamente niente, quello che mi interessa e' cio' che ho gia' detto: rendermi comprensibile. STOP. (ops... volevo dire FERMA! :D).
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi usa questi termini?

      A proposito, probabilmente l'esempio di
      faxare è proprio il meno indicato: non
      esiste, che io sappia, un equivalente di
      'faxare' in inglese, esiste solo il 'send a
      fax', è possibile che si usi anche il
      semplice termine 'fax' per significare un
      invio, come se fosse un verbo, ma non credo
      che sia una cosa corretta. Gli anglofoni usano il sostantivo in forma verbale molto più di noi.To send a mail/fax to someone -
      To mail/fax someone.To make a phone call -
      To phone.E' considerata forma grammaticalmente corretta, per quel che ne so ...
      Personalmente, ritengo invece la
      consuetudine francese di trovare un termine
      autoctono per tutto completamente
      incomprensibile. Non che questo provochiD'accordo con te. Ma i francesi ce l'hanno per vizio. Traducono TUTTO. Nomi, verbi, aggettivi, anche le parole intraducibili per definizione come i nomi propri e quelli delle località ... Comunque, alla fine di tutto, come ha già detto qualcuno prima, il fine ultimo è quello di farsi comprendere dagli interlocutori. Se uso acronimi o inglesismi, veri o finti che siano, e il mio interlocutore ha un comune presupposto di riferimento per comprenderli, ben vengano.
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi usa questi termini?
        - Scritto da: TANSTAAFL
        Ma i francesi ce l'hanno
        per vizio. Traducono TUTTO.Non per vizio. Per LEGGE.bye, Andrea
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi usa questi termini?
      - Scritto da: DPY
      Premesso che in genere questi termini
      vengono adottati per primi dai tecnici, e
      poi successivamente da un pubblico più
      largonoi spesso ci dimentichiamo cosa significhi essere italiani... siamo connazionali di Dante, Verdi, Giulio Cesare, senza noi italiani il mondo sarebbe diverso, la cultura e l'arte italiana permea tutto il pianeta. Perche' dobbiamo accettare a testa bassa che la nostra lingua venga imbastardita con termini americani? L'inglese io lo parlo perfettamente ma oggettivamente e' una merda.. e' una lingua non coerente, esiste una grammatica blanda in cui l'eccezione e' la norma. E poi lo scritto e la pronuncia si sono evoluti a velocita' differenti tanto che l'inglese lo scrivo meglio io che il 99% dei madrelingua. Secondo voi perche' in europa si sta cercando di limitare le lingue ufficiali all'inglese, francese e tedesco? Se non siamo in grado noi di preservare e valorizzare l'italiano perche' dovrebbero farlo loro? I francesi possono sembrare nazionalisti e bigotti ma cazzo hanno ragione, se non riuscite a capire un testo in francese e' perche' non lo avete studiato a sufficienza, la cosa che fa paura e' che un inglese possa capire un testo in italiano senza conoscere la lingua! amen
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi usa questi termini?

        noi spesso ci dimentichiamo cosa significhi
        essere italiani... siamo connazionali di
        Dante, Verdi, Giulio Cesare, senza noi
        italiani il mondo sarebbe diverso, la
        cultura e l'arte italiana permea tutto il
        pianeta.Questo è il classico concentrato di retorica che in genere non sopporto, il puro nazionalismo che ricorda le stupidaggini di età mussoliniana del tipo "Un popolo di santi, di eroi e di navigatori.". Niente da togliere a Dante, a Verdi e a Giulio Cesare, così come niente da togliere a (nomi presi a caso) Shakespeare, Goethe, Beethoven e Mozart, tutte persone che casualmente non erano italiane, e che comunque sono considerate dei geni nel loro campo. In ogni caso, il fatto che Verdi fosse mio connazionale non eleva di un millimetro la mia statura, io come persona valgo per quello che ho fatto, non per quello che hanno fatto i miei antenati, e se posso apprezzare Verdi, tanto per fare un nome, non vado certamente a dire che l'opera di Shakespeare è inferiore perché è un autore inglese. Verdi e Dante sono vissuti in periodi completamente diversi da questi, e voler usare a tutti i costi la 'loro' lingua significa volerla stupidamente cristallizzare nello stato in cui era ai loro tempi.
        Perche' dobbiamo accettare a testa
        bassa che la nostra lingua venga
        imbastardita con termini americani?Se questo è pratico, non vedo perché no.
        L'inglese io lo parlo perfettamente ma
        oggettivamente e' una merda.. e' una lingua
        non coerente, esiste una grammatica blanda
        in cui l'eccezione e' la norma.
        E poi lo scritto e la pronuncia si sono
        evoluti a velocita' differenti tanto che
        l'inglese lo scrivo meglio io che il 99% dei
        madrelingua.Ah sì, questo discorso mi ricorda tanto un'affermazione del tipo: "Durante la marcia, un soldato si lamentava che tutti gli altri, tranne lui, marciavano fuori passo." Ora mi sembra che tu ti stia 'allargando' un po' troppo, da qui al "so tutto io" non c'è più grande distanza.
        Secondo voi perche' in europa
        si sta cercando di limitare le lingue
        ufficiali all'inglese, francese e tedesco?Non lo so, ma 4 lingue ufficiali, se per questo si intende l'obbligo di avere tutti i documenti tradotti in tutte e 4, mi sembrano eccessive, se ci fosse consenso sufficiente si potrebbero allegramente ridurre a una, ovviamente non l'italiano.
        Se non siamo in grado noi di preservare e
        valorizzare l'italiano perche' dovrebbero
        farlo loro?Per preservare la lingua cristallizzata come intendi tu bastano le biblioteche, in capo ad mezzo secolo quella lingua sarà inutilizzabile nella pratica, anche se perfettamente conservata.
        I francesi possono sembrare
        nazionalisti e bigotti ma cazzo hanno
        ragione,E qui, dopo l'uso ripetuto del termine 'cazzo', inizio a temere che dietro le tue ragioni ci sia la paura di non poter più usare il termine 'cazzo' che verrà soppiantato da parolacce anglofone. :PPPIl mondo va avanti, non siamo più ai tempi di Giulio Cesare, in cui Roma dominava il mondo conosciuto, o di Dante, in cui comunque il presunto predominio dell'Italia, qualora ci fosse ancora, era ridotto ad un puro fatto culturale. Ora questo predominio non c'è più, e se abbiamo perso questa posizione dominante non serve a niente perdersi dietro al ricordo dei fasti passati. Nel contempo, mentre fino al secolo scorso era normale avere gli stati divisi fra loro e con pochissimi interscambi culturali, ora non è più concepibile, e quindi è necessario che le lingue, pur non fondendosi tutte in una sola, si avvicinino fra loro, con buona pace dei parrucconi che vogliono che tutto rimanga com'era cinquant'anni fa quando durante il regime fascista era consuetudine italianizzare i termini stranieri, sempre con la giustificazione della 'superiorità' della nostra cultura.Intendiamoci: nulla 'impone' questo passaggio, se avviene è perché è opportuno, non perché è imposto dall'alto. Il fenomeno contrario invece è 'imposto' dall'alto, bloccare la lingua così com'è oppure pilotarne l'evoluzione imponendo l'uso di certi termini è, oltre che difficile, una vera imposizione senza senso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi usa questi termini?

      Per finire con gli esempi, preferisco che il
      mouse si chiami mouse e non 'topo' o
      'sorcio': a parte il fatto che trovo la
      similitudine fra l'oggetto (relativamente
      gradevole) e l'animale reale (sgradevole) un
      po' fuori luogo e quindi preferisco un
      termine che non richiami direttamente alla
      mente il topo di fogna (mentre richiama un
      certo Mickey Mouse molto più 'gradevole').A posteriori hai ragione, ora chiamarlo "topo" è improponibile.Ma se si fosse chiamato "topo" o "topolino" dalla prima volta che l'hai visto, non ti sembrerebbe così strano. Secondo me è questione di abitudine. Ad esempio, se tu mangi la "ciabatta" non ti lamenti che è un panino che ah un nome che ti ricorda la puzza di piedi. L'abitudine...Inoltre, il nome "topo" ricorda ratti e pantegane anche agli stranieri. Se gli americani l'hanno chiamato "topo" significa che il nome non gli faceva sentire la puzza.Ripeto, secondo me è solo questione di abitudine.Ad ogni modo, ora non gli si può certo cambiare nome...Nico
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi usa questi termini?
      Rispetto alla media degli interventi che ho letto questo mi ha proprio convinto. Se vogliamo meglio focalizzare il problema proponiamoci allora di individuare un campo semantico che abbia senso per questi termini. O meglio, credo che il problema non sia nella legittimita' di certe espressioni, ma piuttusto nel loro uso indiscriminato. Perche' i miei colleghi se gli dico "ti mando una nota" non capiscono, ma se gli dico "ti mando un brief" sanno perfettamente di cosa parlo?
  • Anonimo scrive:
    Penso ci siano cose peggiori
    "perché i francesi e gli spagnoli siano stati in grado di tradurre mouse rispettivamente con la souris e raton?"Sarà... ma io preferisco un semplice MOUSE ad un RATON. Peggio mi sento con TOPO. Ok sul forwardare, ma sul TOPO sinceramente... lascerei perdere.Nota: il problema della lingua penso andrebbe preso meno seriamente, in questo contesto. Piuttosto, mi preoccuperei seriamente per il livello medio-basso della lingua italiana parlata nei licei (tanto per dire). Di tutti i professori che avevo al liceo scientifico qualche anno fa (qualche... diciamo una decina) ne ricordo UNO, UNO solo in grado di infilare 10 congiuntivi (giusti) su 10. Tutti gli altri si davano battaglia a colpi di "se lo sapevo che non eri preparato, non ti chiamavo" o "era meglio se studiavate con più attenzione / preferivo se ti offrivi spontaneamente". E parlo di insegnati laureati in lettere/filosofia, non professori di inglese madrelingua.Ben venga il forwardare, allora. E ben venga l'introduzione di "settare" e altri termini all'interno dei dizionari. Per lo meno finchè nei licei -che sono la base della cultura per molti studenti- i professori useranno l'italiano a modo tutto loro. All'università poco importa se parlano correttamente o meno. Il danno è già stato fatto quando ci sarebbe stato spazio sufficiente per apprendere l'italiano corretto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Penso ci siano cose peggiori
      Guarda che c'è una sostanziale differenza: mouse è il nome di una periferica del computer, gli altri sono verbi inesistenti nella lingua italiana.Personalmente io non ne faccio uso e ritengo che non ve ne sia il bisogno; inoltro è meglio di forward!
      • Anonimo scrive:
        Re: Penso ci siano cose peggiori

        Guarda che c'è una sostanziale differenza:
        mouse è il nome di una periferica del computer,
        gli altri sono verbi inesistenti nella lingua
        italiana. Hai perfettamente ragione, io però focalizzavo l'attenzione sul fatto che mi pare abbastanza inutile farsi tali problemi, quando alla base è proprio la struttura scolastica che insegna un italiano sbagliato. Se siamo abituati a non usare (oppure a sbagliare) i congiuntivi quando si dovrebbe usarli, mi pare eccessivo scandalizzarsi per un mouse.
    • Anonimo scrive:
      che balls
      tanto per rimanere in tema di inglese (!)insomma basta....mi spiace essere volgare, ma queste cose inutili non le sopporto. la lingua evolve come la gente la parla, o preferiamo tornare al ventennio fascista e nazionalizzare anche i cognomi?
      • Anonimo scrive:
        Re: che balls
        - Scritto da: ishitawa
        inutili non le sopporto. la lingua evolveEhm, non per puntualizzare, ma evolversi e' riflessivo: si dice "la lingua si evolve".La perdita del riflessivo in alcuni verbi e' un tipico esempio dell'involuzione dell'Italiano dovuta alla scimmiottatura dell'Inglese.SalutiGiorgio
        • Anonimo scrive:
          Re: che balls
          E' appunto quello che intendevo: leggendo si capisce bene lo stesso, sia che dico "si evolve" sia che dico solo "evolve"e poi, perchè usi il termine "scimmiottare"?allora secondo `te il volgare è nato dal latino scimmiottando termini longobardi e di altre etnie, l'italiano è una scimmiottatura di chissà cosa, visto che è molto diverso dalla lingua parlata da Dantema qual'è quella giusta? quella che non bisogna cambiare? Quella dei Promessi Sposi? Orsù....- Scritto da: Giorgio


          - Scritto da: ishitawa

          inutili non le sopporto. la lingua evolve

          Ehm, non per puntualizzare, ma evolversi e'
          riflessivo: si dice "la lingua si evolve".

          La perdita del riflessivo in alcuni verbi e'
          un tipico esempio dell'involuzione
          dell'Italiano dovuta alla scimmiottatura
          dell'Inglese.

          Saluti

          Giorgio
      • Anonimo scrive:
        Re: che balls
        - Scritto da: ishitawa
        tanto per rimanere in tema di inglese (!)
        insomma basta....
        mi spiace essere volgare, ma queste cose
        inutili non le sopporto.Se non le sopportassi, e basta, le ignoreresti, giusto?Mentre mi pare di dedurre che un minimo interesse l'hanno suscitato in te, queste cose.
        la lingua evolve
        come la gente la parla,la verità è che la lingua cambia. Ma parlare di evoluzione ... potrebbe essere un'involuzione, un imbarbarimento.La capacità di comunicare non è migliorata. Personalmetne assisto a _centinaia_ di fraintendimenti quotidiani che portano danni di vari tipi (dalla semplice incomprensione, al litigio, al marcato giudizio su una persona o una società, fino a rapporti commerciali compromessi).La gente non sa più parlare.Usa "forwardare" ma non sa manco che cazzo vuol dire.Forwarda ma non sa inviare. E non sa soprattutto cosa sia né il CCN nè il BCC. Sono la stessa cosa ma loro non sanno né l'una né tantomeno l'altra.E allora sono solo ignoranti con qualche parola "figa" ficcata in bocca.La maggior parte della cultura, anche quella popolare, in cui sia la pigrizia a regnare (e i soldi a starci dietro) ha portato ad un progressivo peggioramento, ad una regressione (vedi il campo musicale : tutti ascoltano schifo, allora facciamo sempre più schifo).Anche andare a scuola = "che balls". Eppure si migliora(va) in quello strano scatolotto e non stando fuori, "comodi" a non ascoltare e fare di testa propria-e-basta.Sono d'accordo che spesso ci sono parole che entrano davvero agevolmente nell'uso comune ... (vedi implementare = sviluppare) ... ma ci andrei molto più cauto su questo discorso.A fare schifo si fa prestissimo, a mantenere un minimo di dignità ci vuole un bel po' di sforzo, all'inizio, invece. Poi ti viene naturale, come in qualsiasi settore dell'educazione di sé stessi.
        o preferiamo tornare
        al ventennio fascista e nazionalizzare anche
        i cognomi?O preferiamo esagerare qualsiasi cosa e non fare mai un discorso sensato?Sono d'accordo che la gente muore in giro per il mondo e c'è la disoccupazione e la crisi, l'euro aumenta e il crimine è in crescita ... però ci sono tante piccole cose che costituiscono la nostra vita. Una di queste è la cultura, un'altra è la nostra lingua ... e forse tutte e due si potrebbero tenere a braccetto.
        • Anonimo scrive:
          Re: che balls

          ... (vedi implementare = sviluppare) ... maOcchio che "implementare" non vuol dire "sviluppare" (neanche il software in particolare), ma "realizzare".Dal punto di vista del ciclo di vita del software sono due cose diverse.In effetti "to implement" in inglese assomiglia molto a "realizzare". Dal Webster's Dictionary:To implement (v.t.)1 : Carry out, accomplish; especially : to give practical effect to and ensure of actual fulfillment by concrete measures2 : to provide instruments or means of expression for.Nico
          • Anonimo scrive:
            Re: che balls
            - Scritto da: Nico

            ... (vedi implementare = sviluppare) ...
            ma

            Occhio che "implementare" non vuol dire
            "sviluppare" (neanche il software in
            particolare), ma "realizzare".
            Dal punto di vista del ciclo di vita del
            software sono due cose diverse.^_____^perfetto allora, a maggior ragione.Non sviluppo, realizzo né implemento software :-)Secondo te da chi l'ho sentito usare?Molto meglio usare l'italiano allora :)Ma ripensandoci, ho sentito usare tutti e tre i verbi sempre come semplici alternative di "fare", tutti con il medesimo significato.
            In effetti "to implement" in inglese
            assomiglia molto a "realizzare". Dal
            Webster's Dictionary:

            To implement (v.t.)
            1 : Carry out, accomplish; especially : to
            give practical effect to and ensure of
            actual fulfillment by concrete measures
            2 : to provide instruments or means of
            expression for.

            Nico
          • Anonimo scrive:
            Implementare = "aggiungere" ?

            Occhio che "implementare" non vuol
            dire "sviluppare" (neanche il software in
            particolare), ma "realizzare".Non sarebbe più appropriato qualcosa come "aggiungere"? Di solito si "realizza" se si parte da zero, mentre si "implementa" se si aggiunge/modifica/migliora un qualcosa di già esistente. Dico male? :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Implementare = "aggiungere" ?

            Non sarebbe più appropriato qualcosa come
            "aggiungere"? Di solito si "realizza" se si
            parte da zero, mentre si "implementa" se si
            aggiunge/modifica/migliora un qualcosa di
            già esistente. Dico male? :)No, "implementare" significa proprio "realizzare". Ovvero, si inventa, poi si progetta, analizza, valuta, riprogetta, ecc. e poi si scrive il codice. L'ultima parte citata è l'implementazione.Nico
    • Anonimo scrive:
      Re: Penso ci siano cose peggiori
      - Scritto da: Moralismi inutili
      Sarà... ma io preferisco un semplice MOUSE
      ad un RATON. Peggio mi sento con TOPO. Ok
      sul forwardare, ma sul TOPO sinceramente...
      lascerei perdere.Se tu fossi inglese useresti MOUSE e ti suonerebbe TOPO, se fossi francese useresti RATON e ti suonerebbe TOPO. Non vedo la differenza. Mouse e' certo piu' esotico e vale la stessa cosa per i super eroi: SUPERMAN, BATMAN, mentre SPIDERMAN suona male ed e' stato scelto UOMORAGNO...
      • Anonimo scrive:
        Re: Penso ci siano cose peggiori

        Se tu fossi inglese useresti MOUSE e ti
        suonerebbe TOPO, se fossi francese useresti
        RATON e ti suonerebbe TOPO. Non vedo laGià, come dicevo in un altro post, è solo questione di abitudine al termine, oppure che la parola inglese fa tanto "tecnico".Nico
      • Anonimo scrive:
        Re: Penso ci siano cose peggiori

        Se tu fossi inglese useresti MOUSE e ti
        suonerebbe TOPO, se fossi francese useresti
        RATON e ti suonerebbe TOPO. Non vedo la
        differenza.Se fossi francese RATÓN non ti suonerebbe per nulla, il termine è spagnolo :-)Ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Penso ci siano cose peggiori
          - Scritto da: spagnolo
          Se fossi francese RATÓN non ti suonerebbe
          per nulla, il termine è spagnolo :-)Touche
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