Giuda.it/ Pino il Pinguino fa URP!

Dal sito della satira un intervento sull'ultima novità del ministero della Funzione Pubblica, sulla creazione di un Pinguino flashato e sui soldi pubblici per i progetti web
Dal sito della satira un intervento sull'ultima novità del ministero della Funzione Pubblica, sulla creazione di un Pinguino flashato e sui soldi pubblici per i progetti web


Roma – La finanziaria suscita polemiche, il modo di governare della classe dirigente pure, le scelte economiche di Tremonti non piacciono né ai sindacati né a Confindustria. Ma tutto ciò è nulla rispetto al vespaio di polemiche che scoppierà quando qualcuno scoprirà (ammesso che accadrà mai) “Pino il pinguino”, il simpatico(?) cicerone (cartone) animato reperibile nientepopòdimenoche sul sito del Ministero della Funzione Pubblica e che si fa carico dell’arduo compito di dimostrare ai grandi, ma soprattutto ai piccini, l’utilità della Funzione pubblica.

Insomma a Palazzo Vidoni (sede del Ministero) hanno avuto due brillanti pensate: la prima è stata che la Funzione pubblica dovesse necessariamente essere spiegata ai bambini (non è forse una forma di violenza sui minori?). La seconda è stata che a farlo fosse un Pinguino che parla romano (sarà un pinguino di governo) e che non fa neppure il suo tipico verso. Che, onestamente, non sappiamo quale sia, ma certamente non l’antipatico “URP” che contraddistingue Pino. Salvo poi scoprire che URP non è il suo verso ma l’acronimo di “Uffici Relazioni con il Pubblico”.

Il che dà il via ad una ridda di interrogativi: quanti bambini cliccheranno o digiteranno l’URL www.funzionepubblica.it alla ricerca di un cartone animato? Se la risposta è, come presumiamo, “nessuno” la seconda domanda sorge spontanea: non è possibile che URP non sia altro che il verso liberatorio emesso da chi sì è magnato questi soldi alla fine del lauto pasto?

E sarà anche vero che Pino toglie ogni dubbio sul mi(ni)stero della Funzione pubblica ma a noi qualche curiosità rimane. Per esempio ci sarebbe piaciuto conoscere il Project Manager (di questi tempi volete che non ce ne fosse uno?) che ha ideato, gestito, e messo in opera questo brillante progetto; ci sarebbe piaciuto aver assistito alle riunioni di “brain storming” in cui eccelsi cervelli prima individuavano in un pinguino la figura ideale da associare ad un ministero (un bradipo non sarebbe stato più adatto?), poi scrivevano i testi (“Ciao sono Pino il pinguino” viene ripetuto decine di volte, anche se per pudore ogni tanto con l’aggiunta “ma questo già lo avrai capito”), e poi realizzavano i disegni e le animazioni.

Resta comunque un lato estremamente positivo in tutta la questione: i tempi di caricamento dei cartoni animati (ovviamente in flash) sono così lunghi che nessuno li guarderà mai destinando, quindi, Pino, la sua voce romana, le sue assurde frasi e il suo “URP” ad un dignitoso, celere e indolore oblio. Di lui resterà solo la traccia degli ennesimi soldi pubblici gettati nel gabinetto.

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07 10 2002
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