Gli operatori mobili? I più odiati negli USA

Oltreoceano i carrier di telefonia mobile sono sempre più invisi ai consumatori: applicano condizioni contrattuali ritenute vessatorie

Roma – Negli States gli operatori di telefonia mobile sono divenuti il bersaglio dei consumatori: lo rivela una ricerca che sta per essere pubblicata da Consumer Reports .

Come ha sottolineato Wired , queste aziende sono più odiate degli operatori di telefonia fissa e delle banche: oltre la metà degli utenti americani ha almeno un motivo per sentirsi indignato nei confronti del proprio operatore mobile. Sprint può vantare la poco invidiabile palma del meno tollerato .

Fra i motivi per cui gli utenti detestano i propri operatori c’è l’impossibilità di potersi ribellare all’applicazione di tutte quelle condizioni contrattuali, più o meno occultate, che rappresentano vincoli tariffari o di durata del contratto e clausole ritenute degne di aziende micragnose.

Ma l’insoddisfazione non si limita alla risposta ad un sondaggio e molto spesso gli utenti insorgono: T-Mobile ad esempio sta affrontando una class-action con cui un gruppo di utenti ha chiesto ad un tribunale californiano che l’operatore non applichi tariffe per il recesso contrattuale anticipato e non pratichi più l’ operator lock .

I vincoli contrattuali delle telco – soprattutto quelle mobili – sono sempre più indigesti anche nel nostro Paese e le associazioni dei consumatori sono sempre sul piede di guerra per le condizioni applicate in caso di recesso dal contratto o per le contestatissime rimodulazioni tariffarie .

Una situazione che, complici anche le irrisorie sanzioni pecuniarie per pubblicità ingannevole , portano l’opinione pubblica a non mitigare giudizi e pregiudizi nei confronti dei carrier.

Dario Bonacina

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