Gli spiccioli di Cassandra/ Milano 20:30, Blade Runner

di Marco Calamari - Una Stazione Centrale di schermi e replicanti. Alla ricerca di una via di fuga

Roma – Non c’è niente come mancare da una grande città per due o tre anni: ti fa vedere e notare tutte in una volta differenze che, prese a piccole dosi, passerebbero inosservate. Riparto da Milano dopo esservi tornato per poche ore dopo una lunga assenza: sono venuto per la solita conferenza dove cerco come al solito di testimoniare che ci sono ancora persone non impazzite in Rete e nel mondo reale.

Si, lo so, dicevo praticamente le stesse cose dieci anni fa, anche venti se è per quello. Ma le abitudini aiutano anche a vivere, e forse sono difficili da perdere proprio per questo. Fatto sta che ho preso il famoso treno ad alta velocità fino alla solita Centrale, la solita metropolitana per il solito hotel con il solito centro congressi, e dopo avere dato il mio piccolo contributo al bene dell’umanità e celebrato il rito (per me inusuale) del solito aperitivo “in” con i soliti amici che vedo una volta all’anno, devo tornare in Centrale per prendere l’ultimo treno.
Una volta gli ultimi treni partivano intorno alle undici/mezzanotte, ma ora con il progresso della tecnologia e del sistema Italia partono alle 20:30.

Arrivo in stazione, che il buio ed i giochi di luce rendono sempre più affascinante del sole, entro dal solito portone e… ma dove sono?

Luci abbaglianti rivelano un’architettura di piani inclinati e tapis roulant, con bianchi mezzanini di fondi commerciali tanto illuminati quanto vuoti: sono costretto ad una serie di serpentine su tapis roulant chilometrici che hanno rimpiazzato le due antiche e corte rampe di scale mobili perse nell’antico ed enorme atrio della Stazione Centrale, che mi ha sempre ricordato l’architettura di Dune.

Mi oriento un attimo, la mentalità da ingegnere prende il sopravvento e mi rendo conto di essere imprigionato in una struttura che ha quasi riempito il grande atrio della stazione ferroviaria, trasformandolo in uno scenario degno di Doom o Duke Nukem.

Vorrei fuggire: percorro quasi di corsa l’ultima rampa di tapis roulant, rigorosamente guasta senza nessun avviso come nella migliore tradizione italiana, e sbuco nel piano rialzato dei binari, rimasto come prima… a parte l’elettronica e le luci. Certo, anche due o tre anni fa c’erano molti monitor (a tubo catodico) in questa ed in altre stazioni: l’ insostenibile inaffidabilità dei Bit aveva comunque già cominciato a mostrarsi.

Ma ora è tutto uno sfavillio di luci e LCD, un continuo flash di loghi, pubblicità inframezzati da qualche rara ed agognata informazione ferroviaria, una folla multietnica, non più di impiegati con l’aria torva ma fitta di ragazzine in stile manga, emo ed altro che sembrano materializzate nel mondo reale come i supereroi di Watchmen.

Ho purtroppo lasciato a casa l’ombrello dal manico luminoso di Blade Runner comprato su ThinkGeek che qui sarebbe stato perfettamente in tono. Forse Deckart è solo pochi passi più in là, ed invece di mangiarsi gli spaghetti cinesi sta comprando un panino fattoria per mangiarselo sulla Freccia Rossa. Sento quasi sulle spalle quella pioggerellina fitta… Bello, ma dov’è il mio treno?

Colonne su colonne di monitor LCD a 37 pollici mostrano eleganti tabelloni con orari e binari. Indovina un po’: l’unico treno di cui non è indicato il binario è il mio. Ahi, ahi, vediamo un po’ dove dovrebbe arrivare. Ci vuole un tabellone di quelli di carta, ancora rintracciabile perfino a Termini, e comune in stazioni più piccole come Santa Maria Novella o Rifredi.

Ma qui non ce n’è nessuno. Girare a caso non aiuta, ed intanto i monitor continuano a non indicare il binario del mio treno. Fermo. Calma. Ragioniamo.

Qualsiasi superficie visibile che possa essere usata per veicolare pubblicità vale un sacco di soldi, e quindi è già occupata da monitor, cartelloni o manifesti pubblicitari. Una superficie vale tanto più quanta più gente ci passa davanti. Devo cercare l’angolo più solitario e sperduto della stazione, perché solo in una nicchia senza visibilità sarà forse sopravvissuto un improduttivo orario cartaceo.

Ecco laggiù in fondo, nell’angolo più nascosto dell’ultimo binario c’è una panchina con due bellissime, aliene ed un po’ plasticose ragazzine giapponesi, e subito accanto una superficie giallo paglierino da treni in partenza che si rivela proprio lo sperato tabellone. Binario 12.
Torno indietro e dopo pochi secondi l’agognata e sofisticatissima informazione appare anche su tutti gli schermi della stazione. Forse ce la faccio a tornare a casa.

Sparita la fretta mi accorgo con piacere che alcuni degli LCD sono sorretti da un vero hardware, dalle antiche, curve ed altissime colonne chiodate di acciaio che mi ricordo da quando, bambino, venivo a trovare i miei cuginetti che abitavano nella grande città. Ma allora qualcosa è sopravvissuto insieme ai tabelloni cartacei. Sì, laggiù c’è ancora il baracchino dell’International Press, che tanti Bit e Byte mi ha fornito per saziare la mia curiosità, quando le informazioni per attraversare l’oceano viaggiavano su carta e non sulla fibra ottica.

L’Eurostar dipinto di rosso è finalmente arrivato, e Deckart non si è visto in giro. Niente Nexus 6 dunque, ed anche le replicanti giapponesi si sono rivelate normali turiste molto à la page in attesa della cenetta.

I monitor LCD hanno retto senza crashare per almeno 30 minuti: che Grandi Stazioni sia passata a Linux per visualizzare una lettera su uno schermo? Se è vero non lo sapremo mai. Anche nell’Eurostar, pardon, Freccia Rossa, la situazione è migliorata. Infatti i monitor appesi al soffitto dei vagoni non ribootstrappano ogni 45 secondi come l’ultima volta. Ora sono semplicemente spenti.

Il treno ad alta velocità mantiene, se non proprio le promesse, almeno la tradizione, quella dei 15 minuti di ritardo. All’arrivo l’architettura sobria ma non fredda del Razionalismo Italiano mi accoglie: ce ne vorrebbe ancora di razionalismo in questo povero Paese.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Joe Tornado scrive:
    Non era più semplice ...
    ... inserire nelle opzioni la facoltà di indicare una località e buonanotte ?
    • FinalCut scrive:
      Re: Non era più semplice ...
      - Scritto da: Joe Tornado
      ... inserire nelle opzioni la facoltà di indicare
      una località e buonanotte
      ?E se hai un portatile o un netbook?(linux)(apple)
  • El Duro scrive:
    Opera=spia
    E ci voleva pure sta spia...oramai tra telecamere,cicale,webcam,spaware,topi e chi ne ha più ne metta non se ne può più.Andate su marte valà.
  • ghj hjk scrive:
    incredibile
    Mi trova con una approssimazione di 10 metri. E inoltre su Google Street View si vede distintamente anche il palazzo.Meno male che con il WiFi spento non funziona!
  • Steve Austin scrive:
    Ma cosa serve?
    Dovrei sempre sapere all'incirca dove mi trovo (come navigatore serve a poco per la scarsa precisione dei metodi usati), o vi capita di trovarvi un un posto senza sapere dove siete (sono a Milano o a Mosca)?Allora non serve all'utente, ma magari alla pubblicità per targhetizzare meglio i banner.
  • attonito scrive:
    apt-get remove opera
    fine.
  • Ciccio scrive:
    500-1000 mt ???
    Evidentemente come al solito non capite un ......La geolocalizzazione IP non ha alcuna attendibilità. Non parlo di qualche centinaio di metri o chilometri ma di centinaia talvolta migliaia di km.Geolocalizzando il mio ip mi da Milano ed io sono ad oltre 50Km.A casa (15km da qui) mi da Roma.Precisissimo direi!!
    • babelzeta scrive:
      Re: 500-1000 mt ???
      sottoscrivo... a me da almeno 40 km di errore.
      • Nome e Nome scrive:
        Re: 500-1000 mt ???
        A me segna la sede del provider :-D!! Ovvio.
        • Funz scrive:
          Re: 500-1000 mt ???
          - Scritto da: Nome e Nome
          A me segna la sede del provider :-D!! Ovvio.A me dice che sto in Norvegia :DPoi se uno fa attenzione dice che il servizio non è disponibile... quindi mi segnala la sede di Opera (logico, neh?)
          • fos scrive:
            Re: 500-1000 mt ???
            a me segna milano... e mi collego dalla sicilia. non sto scherzando
          • carobeppe scrive:
            Re: 500-1000 mt ???
            Io sono in hiperlan a 20 KM dal router che mi offre la connessione, voglio proprio vedere anche se fosse precisissimo come fa a capire in quale sperduta casa della valle abito...
  • Winaro Folle scrive:
    E come ho sempre detto.....
    anche Opera (come tutti i programmi free) -SONO SOLO SPYWARE-
    • freesoft scrive:
      Re: E come ho sempre detto.....
      - Scritto da: Winaro Folle
      anche Opera (come tutti i programmi free)

      -SONO SOLO SPYWARE-Si bravo. Accidenti, io scrivo programmi free per passione, non mi ero accorto di fare anche dello spyware.A parte gli scherzi, hai battuto la testa da piccolo?
    • echoesp scrive:
      Re: E come ho sempre detto.....
      Si si, il freeware ed Open Source sono tutti "programmacci" che si spacciano per buoni e poi ci fregano: cattivi cattivi cattivi!Ma per favore: collegare il cervello alla bocca prima di parlare!
    • Star scrive:
      Re: E come ho sempre detto.....
      Ma hanno aperto le porte di Trollandia ? (newbie)
    • jobb scrive:
      Re: E come ho sempre detto.....
      ma ke XXXXXXXte dici incompetente opera e' il miglior browser...evitate di scrivere kazzate
    • w la cantina scrive:
      Re: E come ho sempre detto.....
      (troll)(troll1)(troll2)(troll3)(troll4)DON'T FEED THE TROLL!!!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 30 marzo 2009 13.06-----------------------------------------------------------
    • Macfranky scrive:
      Re: E come ho sempre detto.....
      Un genio...io direi di più: free non è solo sinonimo di spyware ma anche di una rivoluzione comunista, una sorta di worm che in un modo o nell'altro deve installarsi sui nostri computer...mentre un mio amico mi ha detto che i software free sono stati creati dai Cyloni per invadere la terra nel 2400...dai scusa, non volgio prenderti in giro ultriormente: già se tutto va bene spendi un fottio di soldi per pagare licenze a microsoft, per cui fai girare l'economia... dovrei solo ringraziarti per questo e invece, non so perchè, mi sviluppi una tale ilarità con quest'affermazione che non hai idea...
    • Lupo de Lupis scrive:
      Re: E come ho sempre detto.....
      Lievemente paranoico... eh....
  • tordo maculato scrive:
    E Symbian????
    Symbian intanto è fermo alla versione 8.65 da moltissimo tempo.... Ho capito che è una beta ma perché snobbare l'utenza Symbian da questo grande browser... Inoltre sembra che Opera si muova verso il touch screen, vorrà dire che noi "vecchi" con i tasti rimarremo senza?
    • Nome e cognome scrive:
      Re: E Symbian????
      Umh... io c'ho il touch e senza tasti, ma sinceramente mi sono un po rotto le pelotas. Non a caso ci sono produttori di mobili che commercializzano prodotti che possiedono entrambe le feature. Tastiera + touch. Purtroppo sono basati su wince, ma perlomeno qualcuno si è accorto che il solo touch è veramente scomodo e poco pratico senza l'ausilio di una lente d'ingrandimento :DMa vorrei fare una domanda, una persona cieca come cappero fa ad utilizzare un cellulare che non ha tasti? Non lo usa, ovvio. Quindi fa senza perchè non puo seguire la massa? :|
      • carobeppe scrive:
        Re: E Symbian????

        Ma vorrei fare una domanda, una persona cieca
        come cappero fa ad utilizzare un cellulare che
        non ha tasti? Non lo usa, ovvio. Quindi fa senza
        perchè non puo seguire la massa?
        :|Per esperienza semi-diretta (conosco bene una persona non vedente) ti posso dire che attualmente un cellulare appositamente studiato per persone cieche non esiste. Anche quelli con i tasti "classici" sono scomodissimi da usare in quanto non sono facilmente riconoscibili al tatto; inoltre la funzione di chiamata vocale che qualche anno fa era implementata anche nei modelli entry level ormai non si trova più se non su costosissimi apparecchi che comunque non sono utilizzabili dai non vedenti per problemi di ergonomia tattile.
Chiudi i commenti