Gli U2 e il ricattino via Internet

di Gilberto Mondi - Siamo a poche ore dal diluvio, quando in rete forse giungerà una copia non autorizzata dell'ultimo album della band irlandese. Su cui si riversa gradita la pubblicità dei media
di Gilberto Mondi - Siamo a poche ore dal diluvio, quando in rete forse giungerà una copia non autorizzata dell'ultimo album della band irlandese. Su cui si riversa gradita la pubblicità dei media


Roma – Leggo che la celeberrima band degli U2, vittima qualche tempo fa del furto di una copia di lavoro del proprio ultimo album, ha deciso di affidare il tutto alla distribuzione via Apple iTunes, qualora chi si è impossessato di quella copia su CD decida di farla circolare via peer-to-peer. La decisione l’ha annunciata Bono , voce del gruppo: “Se arriva su Internet questa settimana allora lo rilasceremo immediatamente come download legale da iTunes, e sarà nei negozi entro fine mese”.

La pubblicità gratuita piovuta sulla nuova fatica della band irlandese a causa del furto di un CD è elevatissima, almeno quanto la preoccupazione che la prima produzione del genere in quattro anni finisca sul peer-to-peer.

L’anticipazione dell’uscita nei negozi a causa della diffusione di brani sul P2P non è una novità né è una novità che si ricorra ad una piattaforma come iTunes per promuovere un album in arrivo nei negozi. La novità, però, è che le due cose insieme costituiscano una strategia antifurto . Di “furto” parla Edge , altro componente della band, a cui è stato sottratto il CD mentre si trovava in Francia per un servizio fotografico: “Una parte importante del lavoro di due anni rubata grazie ad un pezzo rotondo di plastica. Non sembra credibile ma questo è quello che ci è successo.. Ed era il mio CD”.

La verità è che, tolti un certo numero di fake in circolazione, quei brani non sembrano proprio essere arrivati in rete , non ancora almeno. Siamo dunque, per ora, nel mondo delle ipotesi e dei forse , con cui comunque i media di tutto il mondo annunciano l’imminenza di un nuovo album della band. È quindi quasi scontato che in questi giorni si scateni una sorta di “caccia al brano” e, visti i numerosi precedenti di musica scivolata su Internet dagli studi di registrazione di mezzo mondo, è persino possibile che quando questa musica arriverà davvero sul peer-to-peer la fonte originaria non sarà nemmeno il CD rubato.

Per ora gli U2, titolari di un sito internet che soffre di non pochi problemi di realizzazione, si dicono convinti, e con loro i discografici con cui lavorano, che l’apparizione sul P2P di quella musica significherebbe bruciare l’uscita commerciale .

Questa della musica che brucia è una tesi a lungo sostenuta dall’industria sebbene non vi sia uno straccio di dato che giustifichi il timore di falò elettronici. Soprattutto, è una tesi che ancora una volta non tiene conto del nuovo cliente e del nuovo appassionato , gente che grazie alla rete sta acquisendo una maggiore consapevolezza di consumatore . Ci vuol poco a prevedere che se quei brani circoleranno ampliamente sul P2P vorrà dire che il CD sarà un successo commerciale.

In realtà non resta che sperare che quel CD trafugato finisca presto sul peer-to-peer e quindi anche su iTunes. Lo speriamo quantomeno per poter zittire insopportabili malelingue, pronte a cogliere nella sciagura di una rock band di cotanto calibro una spregevole mossa promozionale.

Gilberto Mondi

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25 07 2004
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