Gli utenti vogliono la flat Telecom

Nel dibattito sulla flat dial-up dell'incumbent innestato dall'opposizione di Assoprovider si inserisce l'associazione Anti Digital Divide che spiega: tutti gli operatori devono poterla offrire, ma non cancellatela
Nel dibattito sulla flat dial-up dell'incumbent innestato dall'opposizione di Assoprovider si inserisce l'associazione Anti Digital Divide che spiega: tutti gli operatori devono poterla offrire, ma non cancellatela


Roma – Anti Digital Divide non condivide la richiesta di Assoprovider di sospendere la flat per le connessioni internet a “banda stretta” di Telecom Italia.

Questo infatti risulta essere l’unico servizio a tariffa forfetaria 24h/24h per utenti dial-up che permette, a chi non è raggiunto dalla banda larga, di restare connesso a Internet senza accendere mutui per pagare la bolletta.
Inoltre pensiamo che la flat di Telecom Italia , che a differenza di altri contratti non lega l’utente per un anno, non possa essere la scusa accampata per giustificare la mancanza di investimenti alternativi a quelli dell’operatore principale per portare la banda nelle zone scoperte.

Per guadagnare si deve anche investire, altrimenti si replica solo la logica dell’incombente.
Ecco perché non condividiamo la richiesta della sospensione della commercializzazione del servizio, né tantomeno della sua erogazione agli utenti già abbonati (che fortunatamente pare non essere stata richiesta al Tribunale di Milano).

Condividiamo invece la richiesta di Assoprovider al tribunale di commercio di Milano di costringere Telecom Italia (che, ricordiamo, è operatore sia all’ingrosso che al dettaglio) a offrire ai provider alternativi la possibilità di replicare l’offerta in questione, a tutto beneficio per i clienti che si troverebbero finalmente ad avere una maggiore possibilità di scelta per un servizio similare.

Purtroppo in tutta la questione, dobbiamo lamentare la debolezza strutturale dell’operato dell’AGCOM che agisce sempre e solo a posteriori. Una maggiore certezza del diritto aiuterebbe di certo sia gli utenti che i provider.

Raccogliendo le istanze degli utenti che noi rappresentiamo, vogliamo invitare i fornitori di accesso a Internet a sparare sul bersaglio giusto, ovvero l’inefficienza regolamentare, e non sugli utenti che sono anche loro potenziali clienti e che non possono essere perenni vittime nelle lotte tra le aziende.

Per andare al di là delle semplici e sterili critiche, ci rendiamo disponibili a organizzare un tavolo comune insieme a tutte le parti in causa e in tempi rapidissimi, dove si discuta seriamente di come estendere la copertura della banda larga in Italia e di possibili azioni comuni tra utenti e provider per la diffusione della connettività e per una maggiore libertà di scelta.
Tale tavolo deve proporre soluzioni concrete, non chiacchiere.
Noi siamo disponibili a fare la nostra parte, vediamo se l’occasione sarà raccolta da tutti.

Distinti Saluti
Ass. Anti Digital Divide

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04 12 2005
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