Google, accordo per le auto driverless

Mentre Baidu ha annunciato che presto testerà negli USA le sue automobili senza pilota, Google si confronta con le autorità

Roma – Alphabet ha stretto un accordo con il Dipartimento dei Trasporti a stelle e strisce per facilitare la circolazione per le strade pubbliche dei veicoli senza pilota.

Per quanto la posizione delle istituzioni rispetto alla possibilità di veder circolare sulle strade i veicoli driverless non sia ancora delineata, tanto da spingere Mountain View a scrivere al Congresso chiedendo un intervento specifico sulla questione, il Dipartimento dei Trasporti USA non vuole sbarrare del tutto la strada ai possibili impieghi delle nuove tecnologie, soprattutto se questo può servire a risolvere problemi come quello del traffico.

Il progetto al centro ora della partnership pubblico-privata si chiama Flow e vede in particolare coinvolta Sidewalk Labs, azienda diretta da Alphabet e che lavora con dati aggregati anonimizzati per meglio comprendere schemi di traffico e relativi alla formazione degli ingorghi .

Flow sfrutterà ora i dati di miliardi di chilometri di viaggio registrati tramite Waze, Google Maps ed altre soluzioni di rilevazione per comprendere gli schemi del trasporto e degli spostamenti in città: Dan Doctoroff, CEO di Sidewalk Labs, ha spiegato che per il momento non c’è un piano di azione definito, quanto piuttosto la volontà di raccogliere una serie di dati utile per comprendere il trasporto cittadino per utilizzarli in futuro a partire dai movimenti delle auto senza pilota, che rimange uno dei settori su cui stanno scommettendo con più convinzione l’industria.

Da ultimo ha annunciato che testerà negli Stati Uniti le sue driverless car anche Baidu e per farlo ha anche chiesto al governo di prendere in considerazione alcune trasformazioni necessarie per rendere più fruibili le strade e più fluida la circolazione delle sue automobili, dai segnali stradali all’organizzazione delle vie.

Claudio Tamburrino

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  • prova123 scrive:
    Prossimo futuro e passato prossimo.
    Dicono i commerciali a cinque stelle che il mercato è fatto da domanda/offerta e che un prodotto uscito fuori produzione dopo qualche anno è già obsoleto. Come si spiegano che il nintendo DS/DSi standard stravenduto (+163 milioni di pezzi) a circa 100 euro quando era in piena produzione ora viene venduto nuovo con un prezzo minimo 50/80 euro ed usato 50 euro quando si riescesce a trovarlo ?Le console antiche come gameboy e snes si trovano usati nei mercati dell'elettronica ad un prezzo tra i 30/50 euro, ma di DS/DSi non c'è l'ombra. Non lo trovano alquanto singolare per una console inflazionata e fuori produzione (l'ultima DSi) dal lontanissimo inizio 2011 ? Forse non vendono come in quel tempo perchè non ascoltano la domanda.IMHO questa app è una cagat* tipica giapponese come il pacinko che può avere fortuna solo in giappone e non è fatta per un ipotetico futuro ma solo per cercare di spingere la vendita delle attuali grigie console. Chiamiamola con il suo vero nome: uno spottone pubblicitario, niente di più.
    • Sg@bbio scrive:
      Re: Prossimo futuro e passato prossimo.
      Non diciamo eresia sulle console, perfavore. Un DS e DSi li trovi usati su internet, su vari siti, senza scomodare l'onnipresente ebay.http://www.ebay.com/sch/Nintendo-DS-Video-Game-Consoles/139971/bn_367750/i.htmlIl prezzo delle console vecchie varie poi a seconda delle loro condizioni. Poi le console nintendo hanno sempre avuto "regole a se" in tal senso.
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