Google Assistant per tutti, o quasi

Inizia la distribuzione del nuovo assistente virtuale anche ai cellulari non prodotti da Big G. Per ora, però, è un servizio solo in lingua inglese
Inizia la distribuzione del nuovo assistente virtuale anche ai cellulari non prodotti da Big G. Per ora, però, è un servizio solo in lingua inglese

Milano – L’ annuncio è stato fatto al Mobile World Congress, e ora la strada è aperta: Google Assistant, l’assistente virtuale avanzato che aveva già debuttato sugli smartphone Pixel, ora sarà reso disponibile a tutti gli smartphone equipaggiati con Android Marshmallow e Nougat . Chi dispone di una release 6.x e 7.x del sistema operativo di Mountain View riceverà nelle prossime ore un aggiornamento dei Play Services, che fornirà la funzionalità a tutti. O almeno a quanti usano l’interfaccia in lingua inglese.

Rispetto a quanto fa già oggi l’app Google Now, richiamabile sempre con il semplice “Ok Google”, Assistant introduce funzioni più avanzate per memorizzare appuntamenti e fornire risposte più complesse a domande poste in linguaggio naturale . Rispetto a Now, Assistant può anche contribuire a fare shopping o intessere un vero e proprio dialogo con l’utente: qualcosa che Siri fa già da un po’ su iOS, e che Microsoft punta a perfezionare con Cortana.

Google Assistant fornisce risultati più particolareggiati e si integra meglio con le altre app di Google presenti a bordo del telefono: sfrutta decisamente più a fondo algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale per apprendere le informazioni utili e il linguaggio più adatto a rispondere alle richieste, inserendo anche i dati relativi al contesto per scegliere la risposta appropriata. Assistant è anche pensato per evolversi nel tempo, dunque la decisione di allargare la sua disponibilità oltre gli esclusivi smartphone Pixel è una scelta obbligata per aumentare il numero di utenti che contribuiscono alla sua crescita.

Il rilascio della nuova versione di Play Services che comprende Google Assistant è iniziato in queste ore per i terminali Samsung, Huawei, HTC e LG . Come detto per ora è riservato a chi utilizza l’inglese per parlare al proprio smartphone, e a breve sarà allargato anche al tedesco. Per le altre lingue bisognerà attendere ancora un po’.

Luca Annunziata

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06 03 2017
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