Google contro lo spam del search

BigG ha annunciato misure più drastiche nella lotta alle content farm. Un nuovo classificatore avrà miglior fiuto nell'individuare parole chiave utilizzate a fini pubblicitari. Mentre una firma aiuterà gli utenti di Google Apps

Roma – Si intitola problemi in casa Google ed è un recente post firmato da Jeff Atwood, co-fondatore della piattaforma per sviluppatori StackOverflow . Un intervento che non ha risparmiato le più amare critiche nei confronti del motore di ricerca più usato del web, reo di aver permesso a spammer e affini di proliferare piuttosto liberamente tra i meandri del suo search. L’interrogativo di Atwood è stato poi ripreso ai quattro angoli della Rete: cosa sta accadendo alla tanto decantata qualità dei risultati di BigG?

Una domanda forse cruciale, stimolata da centinaia di messaggi di protesta ricevuti dal sito StackOverflow . Al centro delle accuse sono finite in particolare le cosiddette content farm , società specializzate nella realizzazione di contenuti di bassa qualità. Aziende come Demand Media andrebbero dunque a sfruttare quelle parole chiave più popolari su Google per poi ottenere ottimi posizionamenti nelle classifiche legate al ranking. Risultato? Contenuti di bassa lega – inutili per gli utenti – finiscono con il sovrastare i risultati invece di valore .

All’azienda di Mountain View non sono passate inosservate le critiche. Intervenuto in un post sul blog ufficiale di BigG, il responsabile per la Search Engine Optimization (SEO) Matt Cutts ha sottolineato come la qualità del search risulti migliorata, almeno in termini di rilevanza, esaustività ed aggiornamento. Il livello di search spam in lingua inglese sarebbe notevolmente diminuito rispetto a cinque anni fa, ancora minore se si considerano altre lingue. Ma Cutts l’ha poi ammesso: negli ultimi mesi sarebbero emerse leggere attività di spamming dai risultati di Google .

La Grande G si è così messa al lavoro, annunciando linee guida più severe nei confronti di società come Demand Media . È stato infatti annunciato il prossimo lancio di un rinnovato strumento di classificazione, affinché risulti più difficile salire nel ranking a partire da parole chiave popolari . Questo stesso strumento sarebbe dotato di un miglior fiuto per individuare quelle parole ripetute, spesso usate da blog e aziende per far salire contenuti pubblicitari. Cutts ha quindi spazzato via ogni dubbio sull’impegno del suo team nella lotta ai contenuti fraudolenti.

Un impegno preso dal suo collega Adam Dawes, che in un altro post ha annunciato alcune novità anti-spam per milioni di utenti di Google Apps. I vari messaggi di posta elettronica potranno essere inviati aggiungendovi una sorta di firma digitale , attraverso una specifica tecnologia chiamata DomainKeys Identified Mail (DKIM). In sostanza, il ricevente potrà capire se fidarsi o meno del messaggio, ottenendo uno strumento in più contro quei messaggi inviati dagli spammer travestiti da eBay o da PayPal.

Mauro Vecchio

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  • Borgo scrive:
    Ottimo editoriale
    Complimenti all'autore, mi sembra un'analisi profonda e realistica.L'esperienza lavorativa e la conoscenza applicata non possono essere sostituite da un paio di libri comprati dal libraio sotto casa e letti per metà.Gli squali di WallStreet e gli edgefund più agguerriti si mangiano a colazione i baby imprenditori stile Larry Page: chi pensa il contrario è un illuso ventenne lui stesso.Ma in realtà il cambio al vertice descritto nell'articolo è solo una questione di Marketing. Gli azionisti non lo permetterebbero mai, e oggi chi guida finanziariamente Google è (a mio modesto parere) un team di ghost manager nascosti nell'ombra.
  • critic1 scrive:
    emmenomale!
    Solo il Berlusca è eterno, il resto è bene che passi e vada...
  • matik scrive:
    non è detto...
    non è detto che quando le start-up diventano grandi, il comando debba passare sempre e per forza dai geniacci fondatori ai professionisti dell'alta finanza... alla apple per esempio, dopo essere stata una quindicina d'anni in mano ai "manager professionisti", è dovuto tornare steve jobs per farla andare. Non dimentichiamoci che questa è gente estremamente SMART, e fa in presto ad imparare come funziona wall street...
    • Prozac scrive:
      Re: non è detto...
      - Scritto da: matik
      non è detto che quando le start-up diventano
      grandi, il comando debba passare sempre e per
      forza dai geniacci fondatori ai professionisti
      dell'alta finanza... alla apple per esempio, dopo
      essere stata una quindicina d'anni in mano ai
      "manager professionisti", è dovuto tornare steve
      jobs per farla andare. Non dimentichiamoci che
      questa è gente estremamente SMART, e fa in presto
      ad imparare come funziona wall
      street...Già!!! Come la Microsoft, che solo da poco ha cambiato il proprio enfant prodige con il suo ex amico d'inizio avventura!
    • Picchiatell o scrive:
      Re: non è detto...
      - Scritto da: matik
      non è detto che quando le start-up diventano
      grandi, il comando debba passare sempre e per
      forza dai geniacci fondatori ai professionisti
      dell'alta finanza... alla apple per esempio, dopo
      essere stata una quindicina d'anni in mano ai
      "manager professionisti", è dovuto tornare steve
      jobs per farla andare. Non dimentichiamoci che
      questa è gente estremamente SMART, e fa in presto
      ad imparare come funziona wall
      street...il problema non si pone, negli USA "sbagli" e subito vieni punito dal mercato....( basta che non ti chiami m$) forse noi siamo troppo legati dal nostro pensiero "italiota" dove dettano leggi i cartelli vedi le telco con i loro contratti capestri...per questo qualcuno ha bisogno di "manager INCAPACI" che prendano le redini della società...
  • rimbambel scrive:
    Atlantide
    eh eh eh, apprezzo molto la citazione, una delle mie preferite di De Gregori... sono un "vecchio" anch'io! ;__;
  • pinco pallino scrive:
    non capisco
    inutile... sono allergico al modo che ha di scrivere questo autore. Ma è mai possibile che in anni di utilizzo dei sistemi di informazione avanzati che ci offre il nostro periodo storico, ci sia ancora qualcuno che scrive dei testi così poco "ottimizzati ed efficaci" perchè pieni di ridondanza?
  • Sergio Brinatore scrive:
    Secondo me invece è una scelta vincente
    Non è che Page ha deciso semplicemente di tornare agli albori, è ovvio che non avrebbe senso. Più semplicemente, in questi anni, ha imparato molto da Shmidt e adesso ha deciso di prendere completamente le redini della sua (e di Brinn) creatura.Sccorciare le catene di comando, quando si hanno le idee chiare e competenze esaustive è, solitamente, una buona idea. Permette di decidere più in fretta e di dare una personalità più definita all'azienda.Ciò di cui gli utenti Google sono innamorati, la semplicità, la leggerezza e la voglia di sperimentare continuamente, non è cambiato in questi 10 anni, e sicuramente non cambierà con questo cambio di amministratore.
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