Google, i dati conservati possono avere scadenza

Google si appresta a lanciare una nuova opzione per la gestione della privacy: i dati possono essere cancellati in automatico dopo 3 o 18 mesi.

Per dimostrare il proprio impegno in termini di tutela dei dati personali, Google ha voluto aggiungere una nuova modalità di gestione dei dati stessi per metterla a disposizione degli utenti più attenti alla privacy. Il post pubblicato da Google, e firmato dai Product Manager David Monsees e Marlo McGriff, non esplicita un momento esatto per l’introduzione della nuova funzione, ma i verbi al futuro lasciano supporre una imminente disponibilità del tutto attraverso i tradizionali canali per la gestione del proprio account (“nelle prossime settimane“).

Fino ad oggi era possibile gestire le informazioni relative alla “Cronologia delle posizioni” ed alle “Attività Web e app” in modo estremamente granulare: una volta attivata l’opzione per la conservazione dei dati, infatti, era possibile cancellare – in parte o completamente – le informazioni stesse, lasciando quindi pieno controllo all’utente.

Privacy, Google introduce il timer

Il grande quantitativo di informazioni conservato nell’account diventa però rapidamente una montagna difficile da gestire se si intende mettervi mano con eccessiva capillarità, quindi Google ha voluto aggiungere al tutto anche un meccanismo di cancellazione automatica basato su una sorta di timer pre-impostato. Ogni utente potrà dunque scegliere, tanto per la “Cronologia delle posizioni” quanto per le “Attività Web e app”, una data di scadenza. Così facendo ci si può approcciare alla tutela della privacy con una modalità nuova, immaginata per evitare l’accumularsi eccessivo di informazioni.

Dati a scadenza: le impostazioni sull'app

Del resto la registrazione delle vecchie posizioni e delle vecchie attività viene ad avere poca utilità e poca attinenza con il presente: scegliere a priori quando debbano “scadere” le informazioni che sono state prodotte dalla propria attività su servizi Google, quindi, significa in qualche modo pianificare la gestione della privacy. La parte interessante è in questa scelta a priori, un’evoluzione della consapevolezza sul tema, qualcosa che può in seguito consentire una gestione più semplice delle informazioni acquisite per avere realmente sotto gli occhi (e non solo in modo formale) l’esatto volume di dettagli che Google conosce di noi.

Due le opzioni offerte: 3 mesi (breve periodo) o 18 mesi (medio periodo). Qualora non si imposti un “timer”, le informazioni rimarranno archiviate all’interno del proprio account per una gestione granulare in qualsiasi momento lo si reputi utile.

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Fonte: Google
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