Google Health, ci siamo

BigG scalda i motori: per l'inizio del 2008 potrà ospitare online ogni genere di dati sulla salute, pubblici e privati. Una risposta a Microsoft HealthVault. Qualcuno parla di privacy a rischio

Roma – Google si avvicina al traguardo del suo megaprogetto: mettere in funzione Google Health , online, per l’inizio del 2008. Questo emerge dalla conferenza sul Web 2.0 aperta mercoledì scorso a S. Francisco (USA), dove Marissa Mayer, direttore search and user experience del patron delle ricerche, ha tuonato “aspettatevi molta attività nei prossimi mesi”. Tra i progetti all’attenzione è proprio Google Health, annunciato da tempo, e che avrebbe già dovuto vedere la luce .

In cosa consiste?
Si tratterà di un sistema completamente online, destinato alla di gestione a 360 gradi della propria salute e di tutto ciò che vi è correlato, ideato sulla scorta delle statistiche , accuratamente vagliate negli uffici di Mountain View, dalle quali emerge quanto l’utenza faccia ricorso a Google nell’intento di trovare risposte a patologie, dubbi sui medicinali, terapie, sintomi o semplicemente curiosità.

In uno degli interventi, Meyer ha detto : “Google non è un medico, ma la gente viene da noi per fare un numero enorme di ricerche in campo medico. C’è grosso bisogno di uno spazio specifico per memorizzare queste informazioni, che noi cercheremo di creare”.

Il mercato
L’intero progetto fa affidamento sulla notorietà e sulla diffusione online di Google, ma ha almeno due temibili concorrenti : Microsoft HealthVault , già disponibile in versione Beta, e MedLine , il servizio informativo del governo, consultato abitualmente da numerosi professionisti, medici e semplici curiosi. Il panorama non è dunque sgombro da ostacoli, ma Google ritiene di avere tutte le carte in regola per guadagnarsi spazio. Spiega ancora Mayer: “Google ha sviluppato un prototipo di piattaforma online che consente di ospitare e gestire cartelle cliniche personali, funzioni per ricerche di informazioni specifiche nel campo della salute, diete, regimi di allenamento, un sistema autolocalizzante per cercare un medico e moltissimi altri elementi”. Il gruppo sta già facendo fare approfonditi test a utenti selezionati.

La privacy
Proprio perché si tratta di un’opportunità interessante, come sottolinea il Washington Post , ci sono molte aziende che, per l’occasione, hanno messo in pista tutto il loro know-how per trasformare i dati connessi alla salute delle persone da cartacei a digitali: le più gettonate sono IBM, Oracle e Siemens. Nonostante ciò, si sono trovate e si trovano a fronteggiare difficoltà serie, prima tra tutte la privacy . Sarebbe devastante se un sistema nel quale sono memorizzate anche informazioni estremamente personali – si pensi a disfunzioni, menomazioni, malattie infettive, abitudini sessuali ed altro – dovessero in qualche modo essere sottratte .

Marco Valerio Principato

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  • Filippo Rocca scrive:
    E' comica la cosa...
    BhuauhahuhuahuahuhuahuahuhuaIl congresso degli Usa che si preoccupa della privacy dei propri cittadini?BhuauhhuahuahuahuhuahuahuahuahuaQuesta è la battuta dell'anno senza dubbio...
  • Terenzio scrive:
    gliene fregasse qualcosa...
    se mostrassero di essere davvero interessati alla privacy della gente FUORI dal p2p, allora gli si potrebbe credere.ma dato che dimostrano di fottersene bellamente, non si vede perché dargli il minimo ascolto.
    • Fenor scrive:
      Re: gliene fregasse qualcosa...
      perchè da bravi americani fanno gli interessi delle major e non dei cittadini mi pare ovvio
    • beh dipende scrive:
      Re: gliene fregasse qualcosa...
      beh dipende da che consiglieri sono... non bisogna fare di tutta l'erba un fascio...
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