Google investe sulle app

Milioni di dollari per gestire i domini .app e nuovo advertising per le app del suo store per Android
Milioni di dollari per gestire i domini .app e nuovo advertising per le app del suo store per Android

Per Google questi sono i giorni delle app: da un lato ha deciso di metter mano al sistema di advertising legato alle applicazioni ospitate sul proprio Play Store e al motore di ricerca interno, dall’altro si è aggiudicata la gestione dei domini .app .

Con il traguardo di un miliardo di utenti superato, Google Play cerca ora di riorganizzare il suo sistema offrendo agli sviluppatori nuovi strumenti per farsi notare, e dotandosi di nuove soluzioni per metterlo a frutto: naturalmente attraverso la pubblicità ad mostrare agli utenti Android.

Il tutto passa dal sistema di esplorazione delle app a disposizione sullo store: come già avviene per il motore di ricerca, Google introdurrà nelle prossime settimane i risultati sponsorizzati anche all’interno della ricerca di app, per il momento solo con un programma pilota sui dispositivi di un numero limitato di utenti.

Tutto questo, naturalmente, tenendo sempre in considerazione gli strumenti di promozione delle app a disposizione degli utenti che hanno fatto il loro esordio quasi un anno fa.

La mossa è stata subito criticata da parte di alcuni osservatori , che ritengono che Mountain View stia spingendo troppo sullo sfruttamento commerciale dei suoi utenti.

L’altro lato della medaglia è d’altronde legata al fatto che Google dimostra di voler puntare forte sulle app. Per farlo ha intensificato gli investimenti: così, Mountain View ha stanziato 7 miliardi di dollari a favore di sviluppatori di app per Android e la cifra record di 25 milioni di dollari per aggiudicarsi l’ amministrazione del gTLD .app . Un’operazione che sembra aprire a infinite possibilità di marketing per le applicazioni Android e non solo.

Infine, Google non sembra rinunciare a voler offrire l’informazione più utile e sembra volersi concentrare sull’accuratezza dei risultati proposti dalla ricerca mobile: per farlo utilizzerà anche i dati indicizzati delle app che verranno impiegati per contribuire a determinare l’importanza di una determinata informazione.

Claudio Tamburrino

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