Google, motivazioni che minano il Web

Primo commento a caldo alla sentenza Vividown: come dopo la condanna vede nella sentenza un attacco a tutta la Rete
Primo commento a caldo alla sentenza Vividown: come dopo la condanna vede nella sentenza un attacco a tutta la Rete

“La condanna attacca i principi su cui si basa il Web”: solo una nota da parte di Mountain View per commentare a caldo le motivazioni della sentenza Vividown che ha visto tre dirigenti Google condannati per violazione della privacy per un video caricato da un utente su Google Video.

Google ha espresso inoltre l’ intenzione di ricorrere in appello.

“Come abbiamo detto nel momento in cui la sentenza è stata annunciata, questa condanna attacca i principi stessi su cui si basa Internet”. La questione, afferma Google va oltre il singolo caso e riguarda la filosofia e la natura stessa della Rete: “Se questi principi non venissero rispettati, il Web così come lo conosciamo cesserebbe di esistere e sparirebbero molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici che porta con sé. Si tratta di importanti questioni di principio ed è per questo che noi e i nostri dipendenti faremo appello contro questa decisione”.

Claudio Tamburrino

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