Google: non ingabbiate la rete

La Grande G invita al dialogo istituzioni, industria e netizen: per regolamentare la rete bisogna conoscerla, e rispettare le libertà di coloro che la popolano
La Grande G invita al dialogo istituzioni, industria e netizen: per regolamentare la rete bisogna conoscerla, e rispettare le libertà di coloro che la popolano

La rete è profondamente diversa dai media tradizionali, la rete è un mosaico composto da figure che sono inimmaginabili nella sfera della comunicazione analogica: con queste motivazioni Google esprime le proprie perplessità nei confronti delle recenti misure che il governo sta tentando di introdurre per fare di Internet un posto più sicuro.

Il riferimento di Marco Pancini, european policy counsel di Google, corre al ddl 733 sulla sicurezza e al ddl che dovrebbe regolamentare la pratica delle intercettazioni: nell’uno si intende far intervenire i provider per filtrare pagine web che contengano parole che siano sotto indagine per apologia di reato o istigazione a delinquere, nell’altro si intende costringere alla rettifica i cittadini che diano voce ad affermazioni false o lesive della libertà altrui.

La struttura dei media online, ricorda Pancini, si discosta da quella tradizionale: le responsabilità sono disseminate fra una catena di attori, ma non per questo risultano affievolite. “Esistono – spiegano da Google Italia – tutta una serie di figure come il blogger non professionista, chi fornisce la connessione, chi mette a disposizione una piattaforma telematica per ospitare i contenuti forniti dagli utenti, che non fanno lo stesso mestiere di chi gestisce la comunicazione sui media tradizionali. Ecco perché per questi soggetti andrebbero discusse regole diverse (non più o meno severe, ma diverse)”.

“Tutto questo – denuncia Pancini- non serve a combattere il crimine, perché basta segnalare un’attività illecita a qualunque Internet service provider perché questi la possa rimuovere: è già previsto dalla legge e dai contratti di tutti coloro che forniscono servizi online. Questo serve a controllare la Rete e in quanto tale è pericoloso per la nostra libertà”. Pancini spiega che le dinamiche con cui già operano gli intermediari e la società civile connessa potrebbero risultare sufficienti a tutelare i cittadini della rete: per questo motivo Google invita al dialogo fra istituzioni e società civile, fra operatori della rete e politica. ( G.B. )

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09 02 2009
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