Google, online le foto di Life

Tutte le foto del celebre magazine saranno disponibili nel motore di ricerca. Oltre tre milioni di immagini storiche, da ammirare e da stampare

Roma – Sono 3 milioni le immagini ospitate e messe a disposizione da Google attingendo al vastissimo archivio del noto magazine Life. Le foto sono state digitalizzate in alta qualità e sono accessibili al pubblico nel comune motore di ricerca di immagini del search engine.

L’accordo è stato siglato da poco tra BigG e Time Warner , società che detiene i diritti sulle immagini. Per poterle visualizzare è stata messa a disposizione un’ apposita pagina di ricerca, ma le immagini saranno disponibili anche nelle comuni ricerche offerte da Google. Le foto sono ordinate per decennio, così come ci sono sottocategorie dedicate a personaggi storici del ‘900.

L’intero archivio, che Life offrirà alla rete nei prossimi mesi attraverso un sito dedicato, conta più di 10 milioni di foto scattate da nomi storici della fotografia. Curiosità vuole che solo il 3% delle foto archiviate sia stato mostrato al pubblico, mentre il resto è stato lasciato a prender polvere negli archivi del magazine. Google si è impegnato per recuperarle tutte e metterle a disposizione online.

BigG ha davvero intenzione di rispolverarle tutte e di metterle a disposizione dei netizen in maniera gratuita e per fini non commerciali. Tutti i diritti rimangono a Time Warner e non è ancora ben chiaro se e come sarà possibile utilizzare le foto per scopi commerciali. Nonostante ciò, per ogni immagine è disponibile un link per l’acquisto della stampa con tanto di cornice. (V.G.)

fonte immagine

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • bilop scrive:
    il DDL dovrebbe essere ritirato TUTTO!!
    Ho letto il DDL e di motivazioni per cestinarlo (TUTTO) ce ne sono parecchie. Accantonando la questione “anti-blog”, sulla quale altri hanno scritto cose interessanti, ne cito solo tre:1) Il metodo. Con quella legge si vanno a toccare temi delicatissimi: la libertà di espressione e la libertà di impresa. (Ricordiamo il titolo del DDL: “Nuova disciplina del settore dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative in materia di editoria”) Voi avete assistito ad un dibattito politico su questi temi? Non dico dibattiti televisivi, ma una discussione in qualche partito, in qualche giornale? Avete visto Levi fare il giro degli editori, dei blogger, dei cittadini? Mi auguro di sbagliarmi, ma noi comuni mortali non siamo stati interpellati su cosa sarebbe stato meglio fare in questo campo. Levi ha fatto tutto da solo riproponendo un DDL già tanto contestato un anno fa. Vi sembra il modo di procedere, questo?2) I contributi statali all’editoria (art. 17 - 27). Bisogna essere pazzi per riproporli, dopo la campagna grillesca. Tuttavia potrebbero avere un senso se servissero ad avviare una nuova attività editoriale. Invece, secondo questo DDL, a meno di non essere politici o minoranze linguistiche, bisogna avere 5 anni di attività alle spalle (art. 18). Se un’attività editoriale ha superato 5 anni di mercato, cosa le impedisce di superare anche i prossimi 5? Secondo voi ha bisogno di soldi statali?3) Rassegna stampa e diritti d’autore (art. 4). Secondo Levi chi fa una rassegna stampa dovrebbe pagare un quid ai detentori del diritto d’autore su quanto citato o raccolto. Anche se la rassegna stampa è per uso interno. Non è un’idea geniale? Uno ti cita e ti fa pubblicità gratuita e ti deve anche pagare! Ritornando al punto 1, se Levi avesse chiesto in giro qualche idea nuova, qualcuno gliela avrebbe data.
  • frap1964 scrive:
    Discuteremo insieme...
    Discuteremo insieme... temo fosse riferito agli altri membri della Commissione Cultura della Camera, non ai cittadini della rete.Se Levi cancella tutto l'articolo 8 del DDL e all'articolo 2 comma 1 definisce così il prodotto editoriale:"Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso."riesce automaticamente a peggiorare le cose addirittura rispetto alla prima stesura del DDL. E in un colpo solo rende obbligatoria per chiunque l'iscrizione al ROC (vedi art.6 e 7).Il punto è che secondo la norma attualmente vigente (l. 62 del 07/03/2001) la definizione di prodotto editoriale è più ristretta (sole finalità di informazione, da intendersi nel "senso giornalistico") ed è già comunque estesa alla diffusione "con ogni mezzo, anche elettronico".Il vero problema è l'art.2 del DDL di Levi, non il paragrafo su Internet (art. 8).O non ci arriva (ma ne dubito, è un giornalista) o pensa di poter menare impunemente per il naso la gente.
    • Levi scrive:
      Re: Discuteremo insieme...
      - Scritto da: frap1964
      Discuteremo insieme... temo fosse riferito agli
      altri membri della Commissione Cultura della
      Camera, non ai cittadini della
      rete.

      Se Levi cancella tutto l'articolo 8 del DDL
      riesce automaticamente a peggiorare le cose
      addirittura rispetto alla prima stesura del DDL.
      E in un colpo solo rende obbligatoria per
      chiunque l'iscrizione al ROC (vedi art.6 e
      7).

      Il punto è che secondo la norma attualmente
      vigente (l. 62 del 07/03/2001) la definizione di
      prodotto editoriale è più ristretta (sole
      finalità di informazione, da intendersi nel
      "senso giornalistico") ed è già comunque estesa
      alla diffusione "con ogni mezzo, anche
      elettronico".

      Il vero problema è l'art.2 del DDL di Levi, non
      il paragrafo su Internet (art.
      8 ).

      O non ci arriva (ma ne dubito, è un giornalista)
      o pensa di poter menare impunemente per il naso
      la
      gente.oh ma avvvoi internauti non ve ne scappa una.Ebbene si maledetto Carter, mi hai beccato.
    • XYZ scrive:
      Re: Discuteremo insieme...
      - Scritto da: frap1964
      Discuteremo insieme... temo fosse riferito agli
      altri membri della Commissione Cultura della
      Camera, non ai cittadini della
      rete.

      Se Levi cancella tutto l'articolo 8 del DDL e
      all'articolo 2 comma 1 definisce così il prodotto
      editoriale:

      "Ai fini della presente legge, per prodotto
      editoriale si intende qualsiasi prodotto
      contraddistinto da finalità di informazione, di
      formazione, di divulgazione o di intrattenimento
      e destinato alla pubblicazione, quali che siano
      la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo
      con il quale esso viene
      diffuso."

      riesce automaticamente a peggiorare le cose
      addirittura rispetto alla prima stesura del DDL.
      E in un colpo solo rende obbligatoria per
      chiunque l'iscrizione al ROC (vedi art.6 e
      7).

      Il punto è che secondo la norma attualmente
      vigente (l. 62 del 07/03/2001) la definizione di
      prodotto editoriale è più ristretta (sole
      finalità di informazione, da intendersi nel
      "senso giornalistico") ed è già comunque estesa
      alla diffusione "con ogni mezzo, anche
      elettronico".

      Il vero problema è l'art.2 del DDL di Levi, non
      il paragrafo su Internet (art.
      8).

      O non ci arriva (ma ne dubito, è un giornalista)
      o pensa di poter menare impunemente per il naso
      la
      gente.Quoto, Una domanda mi sorge spontanea però.. Che per caso saremo costretti a fare anche informazione pirata ora?Non che mi dispiaccia, può essere una buona forma estremizzata di protesta.. Ma personalmente un barlume di fiducia la riponevo in queste modifiche...
Chiudi i commenti