Google, scuse in Kenya

L'imbarazzante caso dei Googler trovati con le mani dei database di un'azienda locale si conclude con le scuse di Mountain View. Che deve ancora capire come sia potuto succedere
L'imbarazzante caso dei Googler trovati con le mani dei database di un'azienda locale si conclude con le scuse di Mountain View. Che deve ancora capire come sia potuto succedere

Google ha chiesto scusa all’azienda del Kenya che l’accusava di aver indebitamente sfruttato i suoi database per raggranellare utenti per un altro suo servizio.

L’azienda locale Mocality ha accusato Google di aver indebitamente sfruttato il suo database di clienti (una sorta di pagine gialle unificate del paese che altrimenti ne è privo) per diffondere un suo servizio di sviluppo siti Internet per aziende: ad avallare le sue accuse la startup portava alcuni indirizzi IP collegati a sedi Google e coinvolti negli accessi ai suoi server e alcune telefonate registrate in cui uomini che si dicevano di Google spiegavano ai potenziali clienti di essere partner Mocality.

Ora Google è intervenuta con le sue scuse e facendo intendere che si tratta di comportamenti da essa non autorizzati: “Siamo mortificati di apprendere che un team di persone che sta lavorando ad un progetto di Google abbia impropriamente utilizzato dati Mocality e millantato con essa relazioni per incoraggiare clienti a creare con noi nuovi siti Internet”.

Mountain View, d’altra parte, sta ancora investigando per comprendere cosa sia successo di preciso.

Claudio Tamburrino

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