Google vuole accelerare il web

Una nuova iniziativa di Mountain View punta sul tweaking e l'avanzamento prestazionale del web. Infrastruttura, codice e contenuti devono viaggiare alla velocità della luce, per il bene di tutti
Una nuova iniziativa di Mountain View punta sul tweaking e l'avanzamento prestazionale del web. Infrastruttura, codice e contenuti devono viaggiare alla velocità della luce, per il bene di tutti

Quanto sono veloci oggigiorno la navigazione web, l’utilizzo delle web appliance e più in generale l’accesso da parte degli utenti a quel fragile eppure sterminato patrimonio di informazioni e tecnologie custodito sui server remoti? Non abbastanza secondo Google , che per migliorare l’attuale stato delle cose invita piccoli e grandi sviluppatori della backbone della società dell’informazione a partecipare a uno sforzo comune al grido di “rendiamo il web più veloce”, aka Google Speed .

Più che un semplice repository Google Speed è (o dovrebbe comunque diventare col tempo) una sorta di portale per la promozione delle performance estreme in campo web , che offrirà a chiunque ne voglia sposare la “mission” la possibilità di condividere tutorial, trucchi, pratiche di programmazione e tecnologie che hanno il solo scopo di far andare Internet più veloce. Sul sito sarà disponibile l’ expertise che Google ha accumulato sull’argomento nel corso del tempo, ma i coder potranno partecipare inserendo idee e suggerimenti.

Atteso per l’annuncio ufficiale durante la conferenza O Reilly Velocity 2009 nel corso di questi giorni, Google Speed rappresenta il punto di arrivo della costante ricerca di velocità e prestazioni propria di Mountain View, che dalla spartana ed efficientissima interfaccia del suo motore di ricerca a Google Chrome, passando per le varie Apps offerte a utenti e aziende non solo ne ha fatto una missione aziendale ma anche (soprattutto?) una vera e propria necessità di sopravvivenza una volta lanciato il guanto di sfida a Microsoft e alle applicazioni eseguite in locale.

Google vuole che il web (e quindi Gmail, Google Apps, Calendar, Document&Foglio di Lavoro, Picasa e tutto il resto) divenga istantaneo nella stessa misura in cui i moderni processori quad-core e Core i7 hanno reso letteralmente obsoleto il concetto di “latenza da lancio” di un’applicazione (posto che si parli di software di utilità e produttività e non di Doom 4 , ovviamente).

La velocità della connessione a banda larga è importante per un’esperienza web con il minimo di latenza possibile, suggerisce Google, ma altrettanto importanti sono concetti come le pratiche di sviluppo del codice, l’ottimizzazione dei server per raggiungere livelli migliori livelli prestazionali, l’upgrade e il tweaking di protocolli di comunicazione basilari ma nati 10-15 anni fa e anche prima.

Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di migliorare il web in tutti i suoi comparti Mountain View ammette di non poter fare tutto da sola, e chiama a raccolta tutti perché tutti si lavori “come community” con un ambizione comune. Che poi l’ideale upgrade prestazionale del World Wide Web vada giocoforza ad avvantaggiare soprattutto il business del maggior operatore dell’economia di rete Google non lo dice.

Alfonso Maruccia

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24 06 2009
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