GPL3, ecco la prima bozza

Free Software Foundation ha pubblicato la prima bozza pubblica della GPL versione 3, un testo che può ora essere discusso e commentato da tutta la comunità degli utenti
Free Software Foundation ha pubblicato la prima bozza pubblica della GPL versione 3, un testo che può ora essere discusso e commentato da tutta la comunità degli utenti


Cambridge (USA) – La prima bozza della terza revisione alla licenza GNU Public License, abbreviata in GPLv3, è stata pubblicata dalla Free Software Foundation (FSF) in questa pagina . L’avvenimento segna l’avvio di una fase di consultazione pubblica durante la quale tutti gli interessati potranno commentare le modifiche e proporre aggiunte o emendamenti.

Presentata in occasione di una conferenza che si è tenuta presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), la bozza della GPLv3 contiene novità che spaziano dai brevetti alle tecnologie di digital rights management (DRM). Per guidare i lettori nella comprensione delle nuove clausole, spesso rese piuttosto criptiche dal gergo legalese, la FSF ha pubblicato un’ approfondita analisi di tutti i cambiamenti apportati nella nuova revisione della licenza.

Le modifiche più importanti sono volte ad estendere la compatibilità della GPL con le altre licenze open source , a proteggere gli utenti dalle cause relative ai brevetti , a scoraggiare o impedire l’uso di tecnologie che limitino o violino la libertà e la privacy degli utenti, e a chiarire in che modo i distributori possono (e devono) distribuire il codice sorgente di un programma.

La GPLv3 asserisce ora espressamente che chiunque distribuisca un software coperto da questa licenza cede automaticamente, insieme al codice, anche il diritto di utilizzare gratuitamente i relativi brevetti. Se un’azienda reclamasse la paternità di una tecnologia che lei stessa ha inserito all’interno di un programma GPL, la GPLv3 toglie a quest’azienda il diritto di ridistribuire il software e di apportarvi ulteriori modifiche.

La nuova revisione della licenza chiarisce poi concetti chiave come “lavoro derivato”, distribuzione, copyleft, codice oggetto e codice sorgente, inoltre spiega più in dettaglio quando e come il contratto di licenza si deve intendere terminato.

Sulla base del feedback della comunità di utenti, FSF stenderà una seconda e terza bozza della licenza che verranno pubblicate rispettivamente nell’autunno del 2006 e all’inizio del 2007. La famosa organizzazione non profit conta di rilasciare una versione definitiva della GPLv3 entro i prossimi 18 mesi.

“Con il rilascio della GPLv3 miriamo ad aumentare l’estensione internazionale del movimento del software libero”, ha dichiarato Peter Brown, direttore esecutivo di FSF. “Per sviluppare questa nuova licenza ci manterremo in contatto con comunità di tutto il mondo, in modo da assicurare la loro partecipazione al processo di aggiornamento di uno dei più importanti documenti per la vita sociale dei nostri tempi”.

Originariamente scritta da Richard M. Stallman, il fondatore del Progetto GNU e di FSF, la GPL rappresenta una sorta di costituzione per il movimento del software libero: essa assicura agli utenti il diritto di studiare, copiare, modificare, riutilizzare, condividere e ridistribuire il software. Al momento la GPL è utilizzata da decine di migliaia di progetti software, inclusi Linux, Samba e MySQL, ed è supportata da grandi comunità di sviluppatori e di utenti.

Sulla GPLv3 si vedano anche queste notizie in archivio.

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17 01 2006
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