Green Grid, guerra ai costi energetici

Quattro big del settore hanno dato vita ad un'iniziativa volta a tagliare i costi energetici delle aziende, ed in particolare quelli legati ai datacenter. Ecco come


Roma – Aiutare le aziende di tutto il mondo a ridurre il consumo energetico dei propri datacenter. Questo l’obiettivo di una nuova organizzazione, chiamata The Green Grid , formata da alcuni pezzi da novanta del mercato enterprise come AMD , HP , IBM e Sun .

Il consumo energetico, specie per le aziende di medie e grandi dimensioni, è ormai divenuto un fattore di primo piano nella scelta dei sistemi informatici. Dimostrazione ne è il crescente successo riscosso in questi anni dai server blade, progettati per minimizzare i consumi e la generazione di calore.

La Green Grid intende dar vita ad una comunità di aziende e di esperti del settore che condividano informazioni, linee guida e best practice relative alla gestione dei consumi nei datacenter. Nelle prossime settimane il sito dell’associazione metterà a disposizione del pubblico risorse per la discussione e il confronto , inoltre incoraggerà i propri membri ad intervenire nei dibattiti, pubblicare linee guida e articoli tecnici, organizzare meeting e promuovere iniziative relative ai temi del risparmio energetico nelle aziende.

AMD, che lo scorso novembre aveva commissionato uno studio su questi temi, ha ricordato come i costi relativi al consumo energetico dei server siano spesso associati a quelli, altrettanto salati, per la refrigerazione dell’aria.

“Gli elevati costi energetici sono un problema per oltre l’80% delle aziende che hanno partecipato al nostro sondaggio, ma solo il 20% ha previsto l’attuazione di misure atte a ridurre sensibilmente i consumi”, ha affermato Bruce Shaw, director of worldwide commercial business di AMD.

Shaw ha detto che l’ efficienza energetica deve diventare una priorità nella progettazione di tutti i componenti di un datacenter, tra cui server, reti, condizionatori d’aria, sistemi di ventilazione, alimentatori e persino software.

Una delle prime iniziative programmate da Green Grid è la creazione di un’ unità di misura standard che identifichi, in modo estremamente sintetico, l’efficienza energetica di un dispositivo elettronico destinato ai datacenter aziendali: qualcosa di simile a quanto già avviene oggi per gli elettrodomestici.

Green Grid collaborerà a stretto contatto con l’ Environmental Protection Agency e l’ Alliance to Save Energy , due organizzazioni statunitensi che da tempo si occupano di promuovere l’uso di tecnologie eco-compatibili.

Vistosa l’assenza dall’associazione di Intel e Dell , rispettivamente primo produttore al mondo di processori e terzo produttore di server. Assenza probabilmente giustificata dal fatto che tra i maggiori promotori di Green Grid c’è AMD: non a caso tutti gli attuali membri dell’organizzazione sono buoni partner del chipmaker di Sunnyvale. Questa situazione potrebbe rivelarsi un forte handicap per un’entità, come Green Grid, che vorrebbe darsi un’immagine neutrale e indipendente.

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  • Anonimo scrive:
    Ma se le cercano!
    Quoto:Il colosso ha rilasciato anche una versione aggiornata dell'Oracle Default Password Scanner, un tool che consente agli amministratori di sistema di controllare che i propri database non abbiano password o account di default attivi. Il programma è stato distribuito per la prima volta lo scorso gennaio in risposta al worm Oracle voyager.Ma dai! Un amministratore che lascia le password di default attive si merita tutto quello che può capitargli. Bene che Oracle stia distribuendo questo tool che facilita i controlli, ma gli amministratori che hanno fatto l'errore la prima volta saranno gli stessi che si dimenticheranno di usare il Default Password Scanner.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma se le cercano!

      Ma dai! Un amministratore che lascia le password
      di default attive si merita tutto quello che può
      capitargli. Bene che Oracle stia distribuendo
      questo tool che facilita i controlli, ma gli
      amministratori che hanno fatto l'errore la prima
      volta saranno gli stessi che si dimenticheranno
      di usare il Default Password Scanner.E' vero, ma in questo modo Oracle potrà dimostrare di non essere dalla parte del torto, perchè la best practice di usare questo strumento non sarà stata applicata.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma se le cercano!
        ma, hai presente quanti sono gli account di default? se poi li moltiplichi per tutti i db..... ogni prodotto oracle (e ne ha quasi 200) prevede anche un db : tira te le somme..
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